24.03.2012

1.402- Una riflessione sui lati negativi dell’ebraismo e del sionismo


Intervista a Matteo Simonetti, autore del libro “Hannah l’antisemita”

 
$$$_ LEGGE ANTI LIBERTA' ESPRESSIONE.jpg

 

Cliccare sulla foto per ingrandirla

 

di Fiorenza Licitra

 

22 Marzo 2012

D La Sua opera riporta testualmente passi tratti da fonti ebraiche dimostrazione che i “pregiudizi antisemiti” trovano piena corrispondenza negli stessi autori da Lei citati, tanto che si potrebbe tacciarli di antisemitismo...

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 N.B. In verde testi di Olodogma.Colore, foto, evidenziatura, grassetto, sottolineatura, NON sono parte del testo originale. La fonte è riportata . Mail : waa359@libero.it /  Skype : velvet-blu

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07.11.2010

colombo,le goff,eco,pisanty,antisemitismo,aria fritta,holocash

Considerazioni senza filo logico conduttore ,semplici osservazioni.

auschwitz-targhe-plaque.jpg1) E' cosa nota a tutti,oramai,l'estrema difficoltà,per usare un eufemismo,dello sterminazionismo olocau$tico di contrastare le affermazioni revisioniste,quindi le grosse teste (quelle che stanno al coperto e che mandano i dilettanti allo sbaraglio) del "delicato fiore" delle elite sterminazioniste hanno elaborato la sintesi che la salvezza,la sopravvivenza, della  favola  olocau$tica sta nel dirottare l'attenzione popolare su altri "paesaggi".
La scelta è obbligata dalla necessità di usare un argomento "facile" per tutti,cominciando dal "basso" popolo,quindi un argomento (già ben testato)che faccia presa sui sentimenti elementari,sul bisogno di orfani di Marx di riappropriarsi di un tema "ancora caldo" per sentirsi ancora vivi,sulla paura (indotta ad arte) di una "nuova" "distruzione".
Quindi la non scelta "naturale" è l' antisemitismo.

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04.11.2010

Negazionismo Moffa lezione oloriparatrice pisanty

lingua.jpg

Le foto NON sono pertinenti col testo.WaA

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Dice la notizia(si fa per dire!) che:

..."l’università si appresta a preparare una “lezione riparatrice“.

Toccherà proprio alla facoltà di Scienze Politiche, teatro della lezione incriminata tenuta il 25 settembre, “l’organizzazione di una ulteriore lezione frontale nell’ambito del master da affidare alla professoressa Valentina Pisanty, autrice del volume L’irritante questione delle camere a gas, avente l’obiettivo di stimolare una coscienza critica, aperta e, dunque, libera dello studente”, come dichiarato dal rettore"...Fonte


olocausto-lezione-revisionisti.jpgPrescindendo dalla ,per me incomprensibile, originalità di far tenere simile olo rieducatrice lezione ad una semiologa, mi sorge un dubbio atroce:

a chi verrà fatta tale opera di  corretta revisione olosterminazionista?

A Moffa?

Agli studenti di Moffa con la presenza di Moffa?

Agli studenti di Moffa senza la presenza di Moffa?

A tutta la popolazione universitaria convocata d'autorità,Moffa compreso?

A tutta la popolazione universitaria convocata d'autorità,Moffa escluso?

CHI e PERCHE' dovrebbe  ascoltare tale "lezione"  olorieducatrice/oloriparatoria ,semiotica, o meno?

Il significato?

Un pò come riprendere possesso ufficialmente,con una visita,del "terrirtorio" soggetto ad un tentativo di sedizione!

Ovvero la "riconsacrazione" di un edificio di  culto dopo atti di vandalismo ateo o pagano!

In ultimo: a CHI è venuto in mente il nome della semiologa?

Con tutti gli storici ALLINEATI disponibili,perchè proprio ad una semiologa!

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23.10.2010

Carlo Mattogno: Considerazioni sul reato di “Negazione della Shoah”

di Carlo Mattogno

repressione-revisionismo-leggi-razziali.jpg

(cliccare sulla foto per ingrandirla.la foto NON è parte del testo originale.WaA)


La  recente proposta di Pacifici ha riportato in primo piano, dopo il tentativo abortito della “legge Mastella”, la questione del reato di “negazione della Shoah”. La discussione che ne è seguita è palesemente monca, perché si affrontano da un lato ignoranti presuntuosi e forcaioli che non hanno la più pallida idea di che cosa sia il revisionismo storico, dall’altro paladini della libertà di espressione che non ne sanno parimenti nulla.. Gli uni e gli altri sono però concordi nello svilire il revisionismo a mero “negazionismo”, che ne è una semplice parodia denigratoria.

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27.07.2010

I garanti di Kurt Gerstein di Carlo Mattogno

da: L'«IRRITANTE QUESTIONE» DELLE CAMERE A GAS ,ovvero ,

DA CAPPUCCETTO ROSSO AD...AUSCHWITZ ,risposta a VALENTINA PISANTY

 

fs-4.jpgI garanti di Kurt Gerstein

di Carlo Mattogno

 

Nel mio studio su Gerstein ho raccolto ed analizzato le testimonianze dei presunti garanti della sua narrazione: il barone von Otter, il vescovo Dibelius, Wilhelm Pfannenstiel e Rudolf Reder.

 

a) Il barone von Otter

La Pisanty riassume così il capitolo che dedico a questo personaggio253:

«In una lettera del 1948, il diplomatico svedese von Otter ha confermato di avere incontrato Gerstein su un treno nell’estate 1942, e di averne raccolto la testimonianza e l’accorato appello, così come risulta dal rapporto. Dopo l’incontro, von Otter si mise in contatto col vescovo Otto Dibelius a Berlino per informarsi sull’attendibilità di Gerstein e poi redasse un rapporto dettagliato del suo colloquio con Gerstein. Tale rapporto (andato perduto) non è mai stato spedito in quanto, dovendo recarsi di persona a Stoccolma poco dopo, von Otter decise di riferire oralmente al governo svedese del suo colloquio. Sfortunatamente (o fortunatamente, a seconda della tesi che si vuole sostenere) manca la trascrizione del rapporto orale di von Otter ai funzionari del governo svedese. Nonostante von Otter abbia successivamente confermato che i contenuti del rapporto Gerstein coincidono con ciò che egli apprese durante il suo dialogo in treno, Mattogno ritiene che, siccome non esiste traccia scritta del rapporto di von Otter al governo svedese, “è lecito perlomeno dubitare della realtà della comunicazione orale di von Otter al suo governo”. Mattogno afferma inoltre che non esiste alcuna prova dell’incontro di von Otter con Gerstein, ma che - se anche tale incontro fosse avvenuto evidentemente esso apparve talmente insignificante al diplomatico svedese da non indurlo nemmeno a stilare un rapporto scritto.

Qui Mattogno fa un uso improprio dei dati di cui dispone: siccome non rimane più traccia del rapporto di von Otter, egli balza alla conclusione (tutta da dimostrare) che tale rapporto non sia mai stato steso» (p. 124).

In realtà è la Pisanty che fa un «uso improprio dei dati». Tutta la sua argomentazione si fonda infatti sul presupposto «tutto da dimostrare» che tale rapporto sia esistito.

Con un abile gioco di prestigio, l’allieva di Eco gira le carte in tavola e pretende che non spetti a lei dimostrare l’esistenza del rapporto, ma spetti a me dimostrarne l’ inesistenza!

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14.04.2010

Risposta di Carlo Mattogno a valentina pisanty

burattino.jpgL'«IRRITANTE QUESTIONE» DELLE CAMERE A GAS
OVVERO DA CAPPUCCETTO ROSSO AD...AUSCHWITZ
RISPOSTA A VALENTINA PISANTY
di Carlo Mattogno
Edizione riveduta, corretta e aggiornata


PRESENTAZIONE
La prima edizione di quest'opera è stata data alle stampe dall'Editore Graphos di Genova nel 1998. Come avevo previsto, dopo la sua pubblicazione la dottoressa Valentina Pisanty,non sapendo che cosa replicare, si è ritirata in silenzio dalla scena, ritornando ad occuparsi del suo Cappucceto Rosso, salvo qualche occasionale incursione mediatica in cui ha sproloquiato le sue fantasie semiotiche sul revisionismo.
Ma ormai il seme velenoso aveva attecchito. E se ora si sentono persone di cultura italiane -che non hanno mai visto un libro revisionstico - asserire con supponenza che il revisionismo storico è scientificamente e metodologicamente nullo - lo si deve in massima parte a Valentina Pisanty.
La mia demolizione sistematica dei suoi sofismi è valsa a ben poco, data l'immensa sproporzione mediatica che è sempre esistita tra il suo libro e il mio. Non resta dunque che diffondere la mia risposta in rete. Ciò è tanto più necessario in quanto - in tempi in cui gli istigatori della Pisanty minacciano anche la libertà di espressione revisionistica - è importante mostrare che il revisionismo è ben altra cosa dall'immagine distorta e parodistica di esso che la Pisanty ha creato con le sue interpretazioni cavillose e truffaldine.
Il testo che presento è ovviamente riveduto, corretto e aggiornato.

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18.02.2010

GIAN ANTONIO STELLA E IL REVISIONISMO di CARLO MATTOGNO parte 1

Parte 1

purim_già-scemi-alla-nascita.jpg"Rubate le CAMERE a GAS dell'O£OCAU$TO! "WaA359


Di Carlo Mattogno

Riprendo l’esame del capitolo dedicato al revisionismo da Gian Antonio Stella nel libro
Negri, froci, giudei e Co. L’eterna guerra contro l’“altro” (Rizzoli, 2009).
Il titolo – “
Macché gas, Auschwitz aveva la piscina”. La cancellazione dell’Olocausto e la rinascita dell’antisemitismo –, nella sua insulsa formulazione, tradisce già quantomeno l’incompetenza dell’autore. Incompetenza confermata dal suo incredibile abbaglio proprio sulla piscina di Auschwitz(1)(Clicca QUI) .

Incompetenza ribadita dalla sua bibliografia, che menziona appena tre libri revisionistici, per di più alquanto datati e assolutamente marginali: uno di Dietlieb Felderer (del 1978!), il secondo di Roger Garaudy (del 1995) e l’ultimo di David Hoggan (la cui prima edizione risale al 1969!). Egli infatti attinge tutte le sue scarne conoscenze sull’argomento nientemeno che da Valentina Pisanty (cliccare QUI per la demolizione della Pisanty) , l’esperta in Cappuccetto Rosso prestata alla critica storiografica (si fa per dire).

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