21.12.2010

1028 Il concetto di “genocidio” fu inventato dall'ebreo raphael lemkin

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(Foto)Palestina,lager di Gaza.Un genocidio antisemita.waa

Unici anche nella morte. Allucinazioni e stato di paranoia perenne.

Genetico?

Forse,ma l'invenzione dello specchio fu derminante!


(...) Nutro molte riserve riguardo le moderne invenzioni, e il genocidio, concetto inventato nel 1945, è una di queste. Nulla è cambiato nell’omicidio da quando esso fu praticato per la prima volta da Caino su Abele; che bisogno c’era di inventarsi un concetto nuovo di zecca? Il suo inventore, un ebreo polacco di nome Raphael Lemkin, era consigliere degli Stati Uniti.

Egli sentiva che uccidere un ebreo è un crimine molto peggiore dell’uccidere un semplice goy.

Per questo motivo studiò il Talmud, e

il Talmud fa appunto questa importante distinzione.

Allo scopo di convincere i goyim americani, inventò il concetto di genocidio. Perciò “genocidio” non è che una nuova parola per esprimere quel particolare crimine di cui parla il Talmud, che consiste nell’uccidere o minacciare un ebreo.

Il genocidio non è la stessa cosa del “massacro di civili”, altrimenti le vittime dell’assedio di Leningrado o del bombardamento di Dresda conterebbero qualcosa.

Il concetto di “genocidio” fu inventato dagli ebrei e le invenzioni degli ebrei vanno bene solo per gli ebrei.

Ad esempio, l’assedio ebraico di Gaza rientrerebbe nella categoria del genocidio, ma provate a dirlo: verrete chiamati nazisti ed emarginati dalla società perbene. Del resto, quando Ahmadinejad chiama alla distruzione dello stato razzista degli ebrei, si tratta di “genocidio”; quando un missile di Hezbollah uccise dieci soldati israeliani lo scorso agosto, fu un caso di “genocidio”; perché essi “sono stati uccisi solo in quanto ebrei”.

L’uccisione di un goy non conta: quando i tedeschi affamavano Leningrado, gli americani lanciavano l’atomica su Hiroshima e gli ebrei bombardavano Gaza e Beirut, questo non era genocidio, perché i carnefici erano indifferenti all’orientamento etnico-religioso delle loro vittime, affermano gli esegeti del politically correct. Gli Yankee non potevano escludere che Hiroshima fosse popolata da scozzesi; i tedeschi avrebbero anche potuto pensare che Leningrado fosse di maggioranza Zulu; mentre gli ebrei erano convinti che a Beirut e Gaza vivessero solo terroristi assassini. Questa spiegazione è così forzata che tocca tirare in ballo il Rasoio di Occam: la mia spiegazione, “genocidio vuol dire uccisione di ebrei”, è molto più semplice.

In seguito, l’omicidio di massa degli ebrei fu promosso al rango di “Olocausto”, mentre il concetto di genocidio fu degradato e utilizzato per etichettare il nemico in generale: comunisti, musulmani, tiranni disobbedienti. L’uccisione di poche dozzine di briganti albanesi nel Kosovo fu definita “genocidio”, la Serbia fu bombardata per questo crimine e il suo presidente finì i suoi giorni in prigione. Una guerra civile in Ruanda divenne “genocidio”, benché la popolazione tutsi si sia in realtà incrementata. Oggi si dice che ciò è dovuto ai musulmani. In Cambogia ci fu un “genocidio”, mentre in Vietnam (dove gli americani ammazzarono cinque milioni di persone) no. In parole povere, “genocidio” è solo un etichetta di natura politica, di nessuna importanza.(...) (Fonte)

di Israel Shamir
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Il titolo è di Olodogma.In verde testi di Olodogma.Le foto non sono pertinenti col testo. Colore, foto, evidenziatura, grassetto, sottolineatura, NON sono parte del testo originale.WaA
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