07.02.2011

1075) Gianantonio Valli 22 giugno 1941: Operazione Barbarossa

22 giugno 1941: Operazione Barbarossa

Una guerra preventiva per la salvezza dell’Europa


di Gianantonio Valli

Revisionismo: tre pilastri

Col presente saggio vogliamo illustrare, alla luce delle più recenti risultanze storiografiche, la dinamica ed il significato dell’Operazione Barbarossa, e cioè dell’attacco portato dalla Germania Nazionalsocialista all’Unione Sovietica il 22 giugno 1941. La vulgata democratica, marxista come liberale, considera da un sessantennio tale attacco come una pura e semplice aggressione, non provocata e in violazione di un patto sottoscritto, ad una Unione Sovietica pacifica, pressoché inerme e pressoché all’oscuro di ogni preparativo nemico.
Da un lato serve a eternare l’abusato cliché di un Terzo Reich sentina di ogni malvagia brama di potenza, proteso alla conquista del mondo. Dall’altro serve a mettere in netto secondo piano quanto non cancellato tout court dall’attenzione i piani strategici e la volontà di aggressione sia delle potenze democratiche occidentali – Inghilterra e Stati Uniti in testa – sia dalla potenza democratica orientale.

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Colore,evidenziatura, grassetto, sottolineatura, NON sono parte del testo originale.WaA

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02.11.2010

2 Presentazione del libro di Gianantonio Valli “Note sui campi di sterminio”

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Gianatonio Valli : “Note sui campi di sterminio

 

 

Pp. 192. Edizioni Effepi, 2010 http://www.effepiedizioni.com/ Via B. Piovera 7-16149 Genova

Il libro è ordinabile all’indirizzo: effepiedizioni@hotmail.com

Parte 2

 

Abbiamo titolato «Note» questo lavoro per rendere chiaro da subito che non pretende completezza. Sollecitando la curiosità del lettore, vuole invece avere un carattere propedeutico ad approfondimenti. Molti dei titoli dai quali abbiamo tratte le nostre convinzioni in merito alla Questione Olocaustica non sono oggi più disponibili.

Causa prima, la repressione democratica che negli ultimi vent'anni ha imperversato, nella più totale indifferenza ed anzi col plauso massmediale, nei più diversi paesi, portando al varo di leggi liberticide e al sequestro delle opere, riducendo a chiusura case editrici e al silenzio,con carcere, ammende multimilionarie e persecuzioni di ogni genere i più attivi studiosi revisionisti.

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