19.11.2010

Il libro della memoria di picciotto fargion liliana

di  Franco Morini

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Sono trascorsi ormai dieci anni (1991) da che e’ stato pubblicato per le edizioni Mursia “Il libro della memoria” a cura di Liliana Picciotto Forgion per conto del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano.

Una pubblicazione nata sotto “l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica”, prefata personalmente da S. Wiesenthal (cliccare QUI per sapere chi è stato tale "prefatore"!WaA)e con presentazione di Tullia Zevi, non poteva non ambire a rappresentare una specie di Summa relativa all’Olocausto degli Ebrei italiani nel periodo 1943-45.

Nel testo, oltre a tabelle, testimonianze e indicazioni di fonti piuttosto affastellate, troviamo un lungo elenco di ebrei deportati dall’Italia, Colonie e pertinenze varie come Dalmazia ed Egeo, corredato per ognuno da una esauriente scheda informativa, comprensiva di dati anagrafici, stato di famiglia, data e luogo di arresto, detenzione, trasporto, lager, qualche numero di matricola, la indicazione dei “gasati” o dei deceduti per altra causa in date conosciute o meno e, nel caso, i rilasciati o liberati.

Continua...

02.10.2010

L'ebreo Yehoshua Porat e le leggi razziali italiane

Le leggi razziali in Italia

di

Yehoshua Porat

(dal quotidiano israeliano Yediot Aharonot)

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Discriminazione  nella colonia sionista di Palestina: donne separate dagli uomini al muro del pianto. WaA

Nei primi sedici anni del regime fascista in Italia (1922 - 1938) gli ebrei italiani godevano di piena parità di diritti. Il cambiamento è avvenuto più tardi, in seguito dell'annessione dell'Austria, che ha suscitato nell'animo di Mussolini la paura di Hitler. Appena allora Mussolini ha provveduto ad una legislazione anti-ebraica, la cui applicazione, comunque, è avvenuta senza entusiasmo e soltanto in maniera parziale. E' molto importante il fatto che il regime fascista italiano abbia salvato migliaia di ebrei in due regioni conquistate dal suo esercito, nell'ambito dell'alleanza con la Germania nazista: il sud-est della Francia e la Croazia jugoslava.

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Auto-Ghetto ebraico in Palestina.WaA

Nella prima zona di occupazione, gli italiani si sono astenuti dal compiere qualsiasi passo anti-ebraico, e hanno anche impedito all'Amministrazione civile francese in questa regione di applicare le leggi anti-ebraiche del governo Petain. Di conseguenza quella regione divenne una terra d'asilo richiestissima quasi un paradiso, per gli ebrei francesi. Molti di loro affluirono in quella zona fino all'estate del 1943, quando l'Italia si ritirò dalla guerra e i nazisti presero il controllo della zona.
Anche in Croazia gli italiani hanno frenato gli antisemiti locali e hanno persino creato difficoltà per i tedeschi nel realizzare la loro "Soluzione Finale" in tutta la sua portata. Anzi, al suo ritiro dalla Croazia, avvenuto anch'esso nell'estate del 1943, l'esercito italiano fu accompagnato da migliaia di profughi ebrei italiani, che sono approdati prima a Corfù e poi in Italia, salvandosi dalle grinfie dei nazisti. Tutta questa attività si svolse su ordine dell'Amministrazione fascista italiana, impartito al comandante dell'esercito, in risposta alla sua domanda su come avesse dovuto comportarsi nei confronti degli ebrei, e con l'esplicita approvazione di Mussolini. Tutti i dettagli di questa vicenda si trovano nel libro dello storico Menachem Shelach "Un conto di sangue - il salvataggio degli ebrei in Croazia per mano degli italiani, 1941-1943".
Fonte


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18:09 Scritto da: waa359 in Verità Politicamente SCORRETTE | Link permanente | Commenti (0) | Tag: leggi razziali, ebrei.italia | |  Facebook |  Stampa