30.05.2011

1192- Judenräte, ghetti,collaborazione tra III° Reich ed ebrei nella produzione bellica

Il sistema di collaborazione attiva

Pubblichiamo una piccola serie di foto che ci informano sulla esistenza e sulle attività del sistema produttivo di supporto all'industria bellica (e non solo) tedesca che si svolgevano all'interno del complesso sistema di ghetti ebraici ,in modo particolare di Litzmannstadt (Lodz,Łódź). Chiaramente non vuol,può, essere completa nè fuorviante, solo informativa su aspetti  oculatamente taciuti o occultati. _____________________________________________________________________________________

Le foto,purtroppo,non sono datate,si ipotizza l'anno 1942,dalla forma di alcuni capi di abbigliamento, adottati da quell'anno.Le fonti delle foto sono lo yad vashem di Gerusalemme e l'USHMM.

Cliccando sulle foto si ottiene un ingrandimento della stessa.

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ebrei-collaborazionisti-lavoro-per-tedeschi-divise-Workshops in the Warsaw Ghetto.jpgGhetto ebraico di Varsavia,fabbricazione divise  per Wehrmacht e Waffen-SS.

 

Workshops in the Warsaw Ghetto

 

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12.04.2011

1142) Perchè anna frank emigrò nel 1933?

Otto Frank ha detto la verità sulla sua emigrazione?Collaborò con la Wehrmacht?

reichsmark_2.JPG

 

Proponiamo questo breve collage sull'insignificante ,da un punto di vista revisionista,caso "frank anne"per mettere in evidenza che la motivazione "sterminazionista" della emigrazione dei frank verso l'Olanda NON fu conseguenza delle "leggi razziali" o altri provvedimenti tedeschi,ma MOOOOOOOlto probabilmente dipendente dalla chiusura della banca di proprietà in conseguenza di irregolarità nella gestione dei titoli esteri, con conseguente processo, PRIMA dell'ascesa al Cancellierato da parte di Adolf Hitler, quindi motivazioni meno "nobili" e fruttuose !...SOLDI...e con qualche "problema"!

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N.B. In verde testi di Olodogma. Colore, foto, evidenziatura, grassetto, sottolineatura, NON sono parte del testo originale.La fonte è citata.
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16.10.2010

Accordi di collaborazione tra ebrei sionisti Italia Fascista e Germania Nazionalsocialista

“Asse Roma-Berlino-Tel Aviv”

Brutal Jewish Police in Nazi occupied Poland-policeman,guard.jpg

Collaborazione ebraica ATTIVA: polizia mista nel ghetto di Varsavia!Un caso  tra tanti. WaA

L’instaurazione dello storico Stato ebraico su base nazionale e totalitaria, legato da un trattato con il Reich tedesco, sarebbe nell’interesse del mantenimento e del rafforzamento della futura posizione di potere tedesca in Medio Oriente”, questa frase pronunciata dai sionisti del Lehi per proporre un’alleanza militare al Terzo Reich è una delle tante testimonianze riportate nel libro “Asse Roma – Berlino - Tel Aviv”, scritto da Andrea Giacobazzi e recentemente pubblicato dalla casa editrice Il Cerchio.

Il testo analizza gli intensi rapporti instauratasi durante gli anni della seconda guerra mondiale tra le più diverse organizzazioni ebraiche (religiose, laiche, socialiste, nazionaliste, sioniste, sioniste-revisioniste) ed i vertici politici dell’Italia di Mussolini e della Germania di Hitler.

Molti i temi affrontati. Per quanto riguarda l’Italia la presenza massiccia di ebrei tra i dirigenti dello Stato fascista, il caso del giornale ebraico-fascista “La Nostra Bandiera”, gli intensi e proficui scambi tra i dirigenti sionisti e l’Italia di quegli anni in campo economico e politico, il rapporto privilegiato dei sionisti-revisionisti di Jabotinsky – considerati i “fascisti del sionismo” – e le organizzazioni dell’Italia fascista, in particolare la nascita, presso la scuola marittima di Civitavecchia, di un corso ebraico, nucleo della futura marina israeliana.

Mentre per la parte tedesca l’esistenza di gruppi organizzati di ebrei “assimilati” favorevoli all’instaurazione del nazionalsocialismo, la presenza tutt’altro che ridotta di esponenti di origine ebraica nelle forze armate e negli apparati di potere tedeschi, le fonti finanziarie del regime hitleriano, i forti legami e gli importanti accordi “nazi-sionisti” tra cui l’Haavara (per il trasferimento delle proprietà ebraiche in Palestina) e gli Umschulungsläger (campi di addestramento per i pionieri sionisti presenti in Germania), le collaborazioni con i sionisti-revisionisti ed in particolare le proposte di alleanze di guerra avanzate dal Lehi al Terzo Reich in cambio d’aiuto per la creazione dello stato ebraico.

Questa è la dimostrazione di come in politica non esista il Male Assoluto di stampo metafisico, ma le alleanze sono sempre variabili in funzione degli obiettivi che si vogliono raggiungere. Come giustamente ha scritto il giurista Carl Schmitt, la dicotomia buono/cattivo riguarda unicamente la sfera morale, mentre nell’agire politico la distinzione fondamentale è quella tra Freund (amico) e Feind (nemico).

Tutto questo vale anche per la politica odierna. Basti pensare al leader populista olandese Geert Wilders che, pur tacciato dai media di razzismo, ha ottimi rapporti con Israele, in particolar modo con Aryeh Elhad, ex generale ed esponente del piccolo partito di estrema destra Hatikva, ed il ministro degli Esteri Avigdor Lieberman; o, per rimanere in casa nostra, ricordiamo che l’europarlamentare della Lega Nord Mario Borghezio ha definito, elogiandoli, “nuovi centurioni” i “guerrieri” israeliani che combattono i palestinesi “seguaci di Allah”. Tutto questo, ovviamente, in funzione della comune battaglia contro l’Islam.

Ecco perché consigliamo la lettura di questo libro. Troppo spesso abbiamo sentito parlare di leggi razziali o persecuzioni contro gli ebrei durante il secondo conflitto mondiale. Eppure la Storia non è così lineare come vorrebbero farci credere. Ed il libro di Giacobazzi ha proprio il merito di parlare di vicende troppo spesso sottaciute o, peggio ancora, dimenticate.

Alessandro Cavallini

16/10/2010

Fonte

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11:04 Scritto da: waa359 in Verità Politicamente SCORRETTE | Link permanente | Commenti (1) | Tag: sionisti tedeschi, collaborazione, terzo reich, fascismo | |  Facebook |  Stampa

07.07.2009

Sionismo e nazionalsocialismo

Sionismo e nazionalsocialismo

Vladimir-Jabotinsky.jpg

Vladimir Jabotinsky

Nel 1922 Vladimir Jabotinsky si ritirò dall’esecutivo dell’Organizzazione sionistica e fondò nel 1924 il Partito Revisionista. Il Nuovo schieramento combatteva la politica dell’Esecutivo sionista troppo disponibile al compromesso con gli inglesi e con gli arabi e «in campo sociale… palesava una certa simpatia per il corporativismo teorizzato in Italia dal fascismo».

A questo proposito il Blondet è più esplicito e ricco di informazioni:

«Vladimir Z. Jabotinsky (1880-1940) propugnò uno Stato armato e razzista e voleva che Israele si costituisse come “Stato autoritario e corporativo”. Finì per aderire al fascismo e simpatizzò apertamente per il Terzo Reich».

«Jabotinsky sembra aver subito l’influenza di Ahad Ha’am, grande ammiratore, come Herzl, di Nietzske, da cui prese in prestito l’idea di superuomo, associandola a quella di NAZIONE SUPERIORE».

Continua...