05.10.2010

L.F.Celine: Bagatelle per un massacro pag.219-220-221-222

Louis-Ferdinand Céline

24 sett 2010 010.JPG "Bagatelle per un massacro"

 

“FIGLI DELLA RAZZA MARTIRE”

di Maurire M. Feuerlicht

« Ho imparato prestissimo nella mia vita che ero Ebreo e che c'era una "questione ebraica". In seguito, dovevo imparare sempre più che gli Ebrei, in quanto gruppo, non si comportano come persone normali, cioè come la maggioranza dei cittadini.

Figlio di rabbino, uscito da una tipica famiglia israelita, non potrei nutrire pregiudizi contro gli Ebrei e non ho alcuna voglia di nascondere a me stesso di esserne uno. Ma che qualcuno abbia avuto il sentimento innato della sua qualità di ebreo, non lo credo. Questo, è un sentimento che viene inculcato ai piccoli Ebrei pressappoco nello stesso tempo che s'insegna loro a parlare e ogni insegnamento religioso tenderà in seguito a non lasciar loro dimenticare che sono diversi dai Gentili. Il mio più antico ricordo si riferisce alla celebrazione della "Festa delle luci" (Scianukah). Seduto ai piedi di mio padre, come accadde a innumerevoli altri piccoli Ebrei, lo ascolto raccontare la palpitante storia di Giuda Maccabeo e dei suoi coraggiosi soldati che rischiarono la vita per la loro religione. Accendo delle candele, canto:

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25.09.2010

Louis-Ferdinand Céline:Bagatelle per un massacro

24 sett 2010 010.JPGBagatelle per un massacro

Titolo originale: Bagatelles pour un massacre

Louis-Ferdinand Céline

Anno 1937

 

Pagg.64-67 dell’edizione 1981

(…) Per dirla schietta, mi sembra che tutti quelli che tornano dalla Russia parlino soprattutto per non dir niente... Ritornano pieni di particolari obiettivi, inoffensivi, ma evitano l'essenziale, non parlano mai dell'Ebreo. L'Ebreo è tabù in tutti i libri che ci vengono presentati. Gide, Citrine, Dorgelès, Serge, ecc... non ne fanno parola... Dunque parlano a vanvera... Hanno l'aria di spaccar tutto, di sfasciare questo e quello, ma non scalfiscono nulla. Abbozzano, barano, svicolano davanti all'essenziale: l'Ebreo. Arrivano soltanto fino alla soglia della verità: l'Ebreo. È un gioco di destrezza, un coraggio all'acqua di rose, c'è una rete, si può cadere, non ci si rompe niente. Massimo una storta... Si esce tra gli applausi... Rullio di tamburi!... Sarete perdonati, siatene certi!...


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20:25 Scritto da: waa359 in Céline,ebrei,comunismo | Link permanente | Commenti (0) | Tag: celine, ebrei, bagatelle | |  Facebook |  Stampa