13.04.2011

1143) IL VOLTAFACCIA DI GOLDSTONE

Pentimenti non credibili

David Cole_Ernst Zündel_auschwitz.jpg

Nella foto a sin.David Cole,a des.Ernst Zundel

Il caso del "pentimento di goldstone" era stato brevemente trattato da noi (cliccare QUI),con il solo scopo di evidenziare 2 casi di "ebrei" che si erano "pentiti", dopo anni di discriminazioni e "torture" psicologiche".Addirittura il goldstone...non poteva più andare a pregare nella "sua" sinagoga!Pensate un pò!

L'ebreo Atzmon conferma le pressioni sul golstone;sul Cole non c'è alcun bisogno di ulteriori conferme! Cliccando QUI' si può leggere la disumana vicenda del revisionista ebreo Cole...

Continua...

____________________________________________________________________________________________

N.B. In verde testi di Olodogma. Colore, foto, evidenziatura, grassetto, sottolineatura, NON sono parte del testo originale.La fonte è citata.
Contatto mail : waa359@libero.it / Contatto Skype : velvet-blu
Elenco di TUTTI gli articoli di Olodogma,da: 001 a 270 , da 271 a 629 , da 630 a ...

Pagina iniziale Olo-dogma

10.11.2010

Il mito della società aperta

di Gilad Atzmon (foto)

gilad-atzmon.jpgSessanta anni dopo la liberazione, Auschwitz è diventato un evento politico internazionale. Non è una coincidenza e credo che dovremmo fermarci un momento e chiederci: Perché ora? Perché Auschwitz?
Noi che viviamo in un’epoca tecnologica, troviamo naturale che la maggior parte dei commentatori giudichino qualsiasi avvenimento analizzandone gli aspetti positivi, cioè la storia che essi contengono, i fatti su cui concentrare l’attenzione, il messaggio che se ne trae. Quando si parla di Auschwitz, si sottolineano solo il numero terrificante delle vittime, Mengele e i suoi esperimenti, la morte clinica di massa, le camere a gas, i treni, il famoso Arbeit Macht Frei sul cancello d’ingresso, la marcia della morte poco prima della liberazione, ecc.

Continua...

16.09.2010

olocau$to:la religione che uccise l'Europa

VERITA’, STORIA E INTEGRITA’
di Gilad Atzmon

prozac-jews-yellow-sror.png


Nel 2007, la nota organizzazione di destra ebraico-americana ADL (Anti-Defamation League) annunciò di riconoscere come “genocidio” gli eventi che avevano portato al massacro di circa 1.5 milioni di armeni. Il direttore nazionale della ADL, Abraham Foxman, disse più volte di aver preso questa decisione dopo aver discusso del problema con alcuni “storici”. Per qualche ragione egli non si curò di specificare chi fossero questi “storici”, né fece alcun riferimento alla loro credibilità, al loro campo di competenze o alle loro qualifiche accademiche. In tutti i modi, Foxman si consultò anche con un sopravvissuto dell’olocausto, il quale approvò la decisione. Si trattava di Elie Wiesel, non certo noto per essere un esperto mondiale del calvario armeno.

L’idea che un’organizzazione sionista potesse mostrarsi sinceramente preoccupata, e perfino leggermente commossa, per la sofferenza di altri popoli, avrebbe rappresentato davvero un momento di trasformazione monumentale per la storia ebraica. Tuttavia abbiamo appreso questa settimana che l’ADL si trova nuovamente in preda al dilemma per ciò che riguarda le sofferenze degli armeni. Non è più convinta che gli armeni abbiano sofferto poi così tanto. Ora sta facendo pressioni sul Congresso americano per non far riconoscere come “genocidio” il massacro degli armeni. Proprio questa settimana la ADL si è espressa contro il riconoscimento congressuale del genocidio armeno ed ha invece richiesto alla Turchia l’istituzione di una commissione storica per indagare sugli eventi.

Continua...

29.06.2010

2 Il mito dell'ebreo errante di Gilad Atzmon Parte 2

AUTORE:  Gilad ATZMON جيلاد أتزمون

Parte 2

orthodox-Jews-gaza.jpg

3 "eletti da dio"(Giove lo-i fulmini!) si gustano le immagini degli omicidi dei Palestinesi.WaA359

Chi ha inventato gli ebrei?

Già all'inizio del suo testo Sand pone le domande cruciali e probabilmente più importanti.

Chi sono gli ebrei?

Da dove sono venuti?

Come mai in diversi periodi storici appaiono in luoghi molto diversi e distanti?

Benché la maggioranza degli ebrei sia profondamente convinta che i suoi antenati siano gli israeliti biblici che si ritrovarono brutalmente esiliati dai romani, la verità va detta.

Gli ebrei contemporanei non hanno niente a che fare con gli antichi israeliti,

non sono mai stati mandati in esilio perché una tale espulsione non è mai avvenuta.

L'esilio romano è solo un altro mito ebraico.

Continua...

1 Il mito dell'ebreo errante di Gilad Atzmon Parte 1

AUTORE:  Gilad ATZMON (nella foto) جيلاد أتزمون

Parte 1

gilad-atzmon-sax.jpgIl professor Shlomo Sand, storico dell'Università di Tel Aviv, apre la sua importante opera sul nazionalismo ebraico citando Karl W. Deutsch: Una nazione è un gruppo di persone unite da un errore comune sulla propria origine e da un'ostilità collettiva verso i propri vicini” [1]

Per quanto possa suonare semplice o addirittura semplicistica, questa citazione riassume eloquentemente l'elemento di finzione che è intessuto nel moderno nazionalismo ebraico e soprattutto nel concetto di identità ebraica.

Punta ovviamente il dito contro l'errore collettivo che gli ebrei tendono a commettere ogni volta che si riferiscono al loro “illusorio passato collettivo” e alla loro “origine collettiva”. Nello stesso tempo, tuttavia, l'interpretazione del nazionalismo offerta da Deutsch mette in luce l'ostilità che sfortunatamente quasi tutti i gruppi di ebrei rivelano nel rapporto con la realtà che li circonda, che sia essa umana o prenda la forma del territorio. Mentre la brutalità degli israeliani nei confronti dei palestinesi è ormai comunemente nota, il duro trattamento che riservano alla loro “terra promessa” e al paesaggio che li circonda sta solo ora cominciando a rivelarsi. Il disastro ecologico che gli israeliani si lasceranno dietro sarà causa di sofferenza per molte generazioni future. Oltre a costruire con ansia megalomane un muro che frantuma la Terra Santa in enclavi di miseria e di carestia, Israele è riuscito a inquinare i suoi molti corsi d'acqua con scorie chimiche e nucleari.

Continua...

27.06.2010

Intervista a Gilad Atzmon ebraismo sionismo sefarditi ashkenaziti

Il testo non rientra nello spirito del blog,serve ,comunque,a capire il tentativo dei “sinistrati”, ebrei e non, di dissociarsi dalla fallimentare e genocida politica dei sionisti,riuniti in colonia,di Palestina.Sintomatico che nella intervista l'Atzmon NON citi mai la nuova “RELIGIONE” di Stato sionista,l'OLOCAUSTIANESIMO ! Evidentemente ha messo nel conto la sua scomparsa. WaA359

ortodox-jew-killer.jpgPia illusione il "distinguo"ebrei religiosi-sionisti ! Tradizionalisti e "laici"uniti nel genocidio antisemita in Palestina. WaA359

*******************************************

Manuel Talens: Chi sei?

Gilad Atzmon: Ottima domanda! Io sono sicuramente l'ultimo a saperlo. Presumo di essere un musicista jazz, e questo significa che sono impegnato nel reinventarmi. Per potermi reinventare, mi occupo soprattutto di questioni che riguardano me stesso. Una buona domanda iniziale è, chi potrei essere. Una gran parte dei miei scritti e della mia critica al sionismo e all'economia globale trae spunto dalla mia tendenza a riflettere su me stesso e a rivedermi criticamente.

MT: Giochiamo a fare l'analista e l'analizzato: io deduco che se hai bisogno di reinventarti, è perché non sei felice di ciò che sei. Dimmi per favore se hai qualche problema con il fatto di essere ebreo.

GA: Dico sempre che concedere interviste mi fa risparmiare il denaro che avrei speso per andare dallo psicanalista. Credo che la necessità di reinventarsi non costituisca necessariamente una fuga. Piuttosto, si tratta di una ricerca della vera essenza. Infatti, il processo di reinvenzione trae la propria forza da un chiaro assalto all'io. Cominci a suonare quando smetti di pensare. Per usare la terminologia di Lacan, potresti dire "tu sei là dove non pensi". Può sembrare strano, ma mi rendo conto adesso che è stato il mio amore per il jazz a rendermi sempre più critico dell'identità ebraica e del sionismo. All'età di diciotto anni, quando sarei dovuto diventare un soldato del suprematismo giudaico, mi sono innamorato di Coltrane e Bird. Fu allora che mi resi conto che la cultura che mi ispira (quella afroamericana) non aveva nulla a che vedere con la cultura per cui io avrei dovuto combattere.

Continua...