26.03.2011

1124) La religione romana era politeista, comunitaria e ritualista

i Alberto B. Mariantoni 21 - Feb. - 2011

Wintersonnenwende.jpgReligione del fare” piuttosto che del “dire” o del “credere”, la Religione romana – che per antonomasia era politeista, comunitaria e ritualista, nonché inseparabile dal tessuto sociale e politico della sua Civitas – era soprattutto un cultus (l’onore reso agli “Dei dei Patres” o “Indigetes” ed agli Dei “Novensiles”, attraverso una serie di riti e di gesti scrupolosamente ripetuti ed invariabilmente tramandati) e, contemporaneamente, una divinatio (l’arte di prevedere il futuro a partire dai “signa” degli Dei), una devotio (lo spontaneo attaccamento verso certe divinità) ed una pietas (il rispetto e la venerazione degli antenati).

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