16.01.2011

1051 Il Corridoio di Danzica fu creato dagli Alleati proprio per rendere inevitabile un nuovo conflitto?

danzig-ist-deutsch-danzica-è-germania.jpgdi Francesco Lamendola - 10/01/2011


«Mourir pour Dantzig?» («Morire per Danzica?»), si chiedeva, decisamente perplesso, il politico francese Marcel Déat, in un articolo apparso il 4 maggio 19139 sul giornale «L’Oeuvre»: e il suo dubbio era anche il dubbio di una intera generazione europea.

Danzica era una città largamente tedesca, sebbene i sobborghi e i dintorni avessero anche una popolazione slava (Polacchi e Casciubi) e sebbene l’architettura fosse, in realtà, di impronta olandese, dovuta alla numerosa colonia di immigrati dai Paesi Bassi che vi si stabilirono al tempo in cui faceva parte della Lega Anseatica.

Dopo essere stata a lungo e sanguinosamente contesa, nel Medioevo, fra i re di Polonia e i Cavalieri dell’Ordine Teutonico, anche a causa della sua posizione strategica presso la foce della Vistola, che ne faceva una via commerciale privilegiata fra l’Europa centro-orientale e il Mar Baltico, nel 1793 (all’epoca della seconda spartizione della Polonia) venne definitivamente annessa alla Prussia, nonostante che i suoi abitanti - un po’ come avevano fatto i Triestini nei confronti di Venezia - avessero cercato a lungo di mantenere la propria indipendenza.

Al termine della prima guerra mondiale, il 28 giugno 1919, con il Trattato di Versailles le potenze vincitrici istituirono la Città Libera di Danzica, governata da un commissario nominato dalla Società delle Nazioni, allo scopo di dare alla Polonia il desiderato sbocco al mare, mediante il cosiddetto «corridoio polacco». Si trattava, comunque, di una palese finzione giuridica

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10:21 Scritto da: waa359 in Articoli di Francesco Lamendola | Link permanente | Commenti (0) | Tag: francesco lamendola, corridoio danzica | |  Facebook |  Stampa

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