05.12.2010

1 Il preteso numero delle vittime di Auschwitz, studio di Carlo Mattogno

Nella foto il balletto delle cifre dei pretesi assassinati ad Auschwitz,Golgota dell'Olocau$tianesimo, WaA

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IL NUMERO DELLE VITTIME (di Auschwitz,nd WaA)


Parte 1

14.1. La Commissione di inchiesta sovietica

Van Pelt presenta in un lungo paragrafo «Una breve storia delle conoscenze relative al numero delle vittime di Auschwitz»1401.
Egli comincia con la Commissione sovietica di inchiesta. Come ho documentato altrove1402, tra il 14 febbraio e l’8 marzo 1945 gli ingegneri Dawidowski e Doli_s ki (polacchi), Lavruschin e Schuer (russi) redassero una perizia sulle presunte camere a gas e sui crematori di Auschwitz-Birkenau che reca una breve “Appendice 1” intitolata “Calcoli per l’accertamento del numero delle persone
sterminate dai Tedeschi nel campo di Auschwitz”1403. I “periti” calcolarono le seguenti vittime:


crematorio I : 63.000
crematori II-V: 3.200.000
“camera a gas n.1”(il preteso Bunker 1.waa): 525.000
“camera a gas n.2”(il preteso Bunker 2.waa): 270.000
totale: 4.058.000
arrotondato a 4.000.000.

I calcoli, per i crematori, erano basati su una capacità di cremazione a decisamente folle:

9.000 cadaveri al mese per il crematorio I = 300 al giorno
90.000 cadaveri al mese per il crematorio II/III = 3.000 al giorno
45.000 cadaveri al mese per il crematorio IV/V = 1.500 al giorno.

La capacità dei crematori di Birkenau era da 8 a 10 volte maggiore di quella teorica, a seconda che si assuma o no l'ipotesi delle gasazioni omicide. I “periti” condirono poi queste assurdità termotecniche con “coefficienti di attività” del tutto arbitrari.
Il calcolo relativo alla “camera a gas n.1” e alla “camera a gas n.2”, che successivamente furono ribattezzate “Bunker 1” e “Bunker 2”, è ancora più insensato, perché si basa esclusivamente sulla presunta capacità di gasazione, rispettivamente 5.000 e 3.000 persone al giorno, anche qui con i soliti fantasiosi “coefficienti di attività”.
È chiaro che la cifra di 4.000.000 era pura propaganda: essa non era il risultato del calcolo, ma il suo presupposto: i “periti” dovevano soltanto darle una veste “scientifica”.
Van Pelt, incredibilmente, giudica questa grossolana propaganda un «approccio ingegneristico alla questione di quante persone morirono ad Auschwitz»1404.

1401 Idem, pp. 106-122.
1402 The Four Million Figure of Auschwitz. Origin, Revisions, Consequences, in: “The Revisionist”, Vol. 1, Number 4, November 2003, pp.387-392.
1403 GARF, 7021-108-14, pp. 18-20.
1404 R. J. van Pelt The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, op. cit., p. 107.


Egli menziona poi «un secondo metodo» di calcolo, quello «basato su un'analisi del numero di deportazioni al campo», che introduce così: «All'inizio del 1946 Nachman Blumental, usando questo metodo, giunse alla supposizione documentata che il numero delle vittime doveva essere in qualche modo tra 1,3 e 1,5 milioni»1405.
In realtà la perizia di Blumental, redatta il 25 marzo 1947 (e non «all'inizio del 1946 »), è sì una semplice «supposizione», ma per nulla «documentata», essendo basata su supposizioni ancora più congetturali:

«Dunque circa 3.000.000 [di persone] morirono nei grandi campi della morte:
Belwec, Chelmno, Auschwitz, Sobibór e Treblinka.

Stimando il numero delle vittime dei campi della morte di Chelmno e Treblinka conformemente ai risultati dell'istruttoria giudiziaria a circa 1.000.000 (per l'esattezza, 731.600 a Treblinka e 340.000 a Chelmno),

a circa 400.000 per Majdanek con i sottocampi,

a circa 400.000 complessivamente per Sobibór e Belzec,

per Auschwitz restano circa 1.500.000 vittime»1406,

cifra del resto abbondantemente gonfiata (la differenza è 1.200.000, non 1.500.000).
Dunque questo «secondo metodo» non è meno insensato del primo.

Continuando la sua rassegna, van Pelt riporta la statistica di Gerald Reitlinger: 840.800 deportati ad Auschwitz, di cui sarebbero stati gasati tra 550.000 e 600.000, più una parte sconosciuta dei 300.000 detenuti immatricolati morti1407. Van Pelt dedica una pagina intera a tentare di spiegare le ragioni di cifre in così stridente contrasto con quelle precedenti, ma dimentica di riferire questo secco giudizio di Reitlinger sul preteso «approccio ingegneristico» dei “periti” polacco-sovietici:
«Il mondo ha imparato a diffidare dei “coefficienti di rettifica” e la cifra di quattro milioni fa ridere»1408.
Van Pelt menziona poi le due diverse cifre addotte da Höss: quella di 2.500.000,presuntamente basata su una dichiarazione di Eichmann, e quella di 1.100.000, risultante dalla statistica di Höss1409. Per la precisione, l'ex comandante di Auschwitz dichiarò:
«Ad Auschwitz presumo che siano state messe a morte circa 3.000.000 di persone,circa 2.500.000 per mezzo delle camere a gas».
Queste cifre deriverebbero da un fantomatico rapporto di Eichmann a Himmler1410. La cifra più bassa è di 1.195.000, inclusi «70.000 Russi»1411. Infine van Pelt riassume: «Così, all'inizio degli anni Cinquanta c'erano sostanzialmente tre stime del numero
delle vittime, ciascuno basato su fonti diverse: una alta di 4 milioni basata sulla capacità assunta dei crematori, una bassa di circa 1 milione basata sul numero dei trasporti e sulla dichiarazione finale di Höss, e una media di circa 2,5 milioni basata sul numero di
Eichmann riferito da Höss che questi addusse all'inizio nel suo affidavit di Norimberga»1412.
Van Pelt dimentica la stima non meno autorevole del giudice Sehn:
«Questo testimone (Fr. Stanek)1413 dichiarò che nel corso di tre anni, nello stesso periodo 1942-1944 giunsero ad Auschwitz in trasporti ferroviari 3.850.000 detenuti. Se consideriamo i restanti anni di esistenza del campo e i numerosissimi trasporti con
autocarri, il numero delle vittime del campo di Auschwitz ammonta effettivamente a circa cinque milioni»1414.

Riassumendo, all'epoca le stime erano: 5.000.000,4.000.000,3.000.000,1.200.000 e meno di 840.800.

 

1405 Idem., p. 107.
1406 AGK, NTN, 113, p. 48.
1407 R. J. van Pelt The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, op. cit., p. 107.
1408 G. Reitlinger, La soluzione finale. Il tentativo di sterminio degli Ebrei d'Europa 1939-1945. Casa Editrice Il Saggiatore, Milano, 1965,p. 559.
1409 R. J. van Pelt The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, op. cit., p. 108.
1410 Deposizione di R.Höss del 13 gennaio 1946. NO-1210, p. 6.
1411 Idem.
1412 R. J. van Pelt The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, op. cit., pp. 108-109.
1413 Un impiegato che aveva prestato servizio alla stazione ferroviaria di Auschwitz.

1414 J. Sehn, «Il campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz, in: Biuletyn  Komisji Badania Zbrodni Niemieckich w Polsce. Poznan, 1946

 

14.2. La revisione di G.Wellers e di F. Piper

Van Pelt spiega che la situazione restò invariata fino agli anni Ottanta, quando Georges Wellers addusse «nuove cifre»: 1.613.455 deportati e 1.471.595 morti. All'epoca cominciò ad occuparsi della questione anche Piper, «al quale fino ad allora era stato proibito di indagare la questione»1415 e che pubblicò i risultati finali dei suoi studi in un libro dal quale van Pelt attinge a piene mani1416. La malafede del giudice Sehn risulta inoppugnabilmente dal fatto che nel corso dell’istruttoria per il processo Höss egli si era imbattuto nelle cosiddette liste dei trasporti – trascrizioni semplificate di documenti originali eseguite clandestinamente dai detenuti che lavoravano presso la Sezione Politica del campo. In un protocollo datato Cracovia, 16 dicembre 1946, egli trascrisse e analizzò queste liste,che comprendono:
a) 2.377 trasporti maschili dal 20 maggio 1940 al 18 settembre 1944 con la relativa l’assegnazione dei numeri di matricola 1-199531;
b) 1.046 trasporti femminili dal 26 febbraio 1942 al 26 marzo 1944 con la relativa assegnazione dei numeri di matricola 1-756971417;
c) i 78 trasporti ebraici maschili RSHA1418 dal 13 maggio al 24 agosto 1944 con la relativa assegnazione dei numeri di matricola A-1/A-20.000;
d) i 60 trasporti ebraici maschili RSHA dal 31 luglio al 21 settembre 1944 con la relativa assegnazione dei numeri di matricola B-1/B-10481;
e) i 90 trasporti ebraici femminili RSHA dal 15 maggio al 20 settembre 1944 con la relativa assegnazione dei numeri di matricola A-1/A-25378;
f) i 171 trasporti di Erziehungshäftlinge (detenuti inviati al campo per la “rieducazione”) dal 21ottobre 1941 al 10 settembre 1944 con la relativa assegnazione dei numeri di matricola E-1/E-9.3391419.

Sebbene non siano complete, queste liste permettono tuttavia di stabilire con sufficiente approssimazione l’ordine di grandezza dei trasporti ad Auschwitz. Esse sono infatti alla base del Kalendarium der Ereignisse im Konzentrationslager Auschwitz-Birkenau di Danuta Czech, che apparve in prima edizione tedesca tra il 1959 e il 1964 1420.
È importante rilevare che Wellers basò i suoi calcoli proprio sul Kalendarium, pur gonfiando le cifre con grossolane imposture che rilevai nel 1987 in uno studio specifico1421.
Da ciò risulta anche l'opportunismo di Piper. Sebbene il primo strumento di verifica della cifra propagandistica dei 4 milioni fosse stato elaborato proprio dal Museo di Auschwitz nel 1964, ancora nel 1978 Piper, che era entrato a far parte della sezione storica del Museo nel 1965, accettava in toto la propaganda sovietica scrivendo:
«Durante i quasi cinque anni di esistenza del campo persero la vita circa 4.000.000 di persone in conseguenza di malattie, esecuzioni e gasazioni in massa, inclusi 340.000 degli oltre 400.000 uomini, donne e bambini immatricolati al campo»1422.
D’altra parte, fin dal 1956, proprio in Polonia, furono pubblicate le cosiddette memorie di Höss, nelle quali il comandante di Auschwitz elencò le “azioni più grandi”, cioè le deportazioni più importanti, dalle quali risulta però un totale di 1.130.000 deportati1423, motivo di più, per il Museo di Auschwitz e per Piper, per dubitare della cifra propagandistica dei 4 milioni.

1415R. J. van Pelt The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, op. cit., p. 109.
1416 F. Piper, Die Zahl der Opfer von Auschwitz, op. cit.
1417 Queste liste furono trasmesse da K. Smolen in data 16 dicembre 1947 al Council for War Crimes americano e divennero il documento NOKW-2824.
1418 Trasporti ebraici organizzati dal Reihssicherheitshauptamt.
1419 AGK, NTN, 95, pp. 12-13. Il protocollo va da p. 12 a p. 123.
1420 D. Czech, Kalendarium der Ereignisse im Konzentrationslager Auschwitz-Birkenau, in: Hefte von Auschwitz, 2, 1959, pp. 89-118
(1940-1941); 3, 1960, pp. 47-110 (1942); 4, 1961, pp. 63-111 (gennaio-giugno 1943); 6, 1962, pp. 43-87 (luglio-dicembre 1943); 7, 1964, pp. 71-103 (gennaio-giugno 1944); 8, 1964, pp. 47-109 (luglio 1944-gennaio 1945. Wydawnictwo Pastwowego Muzeum w Oswiecimiu.
1421 Wellers e i “gasati” di Auschwitz. Edizioni La Sfinge, Parma 1987.
1422 F. Piper, Extermination, in: J. Buszko (Ed.), Auschwitz Nazi Extermination Camp. Interpress Publishers, Warsaw 1978, p. 127.
1423 Gówna Komosja Badania Zbrodni Hitlerowskich w Polsce, Wspomnienia Rudolfa Hoessa komendanta obozu oswiecimskiego.
Wydawnictwo Prawnicze, Warszawa 1956, p. 193.


Dunque il Museo diAuschwitz la avallò opportunisticamente pur avendo gli strumenti per confutarla, adottando un atteggiamento non propriamente scientifico1424.
Il metodo di calcolo che van Pelt attribuisce a Piper è sorprendente. Van Pelt spiega anzitutto che la cifra sovietica dei 4 milioni di morti era basata sul presupposto «che i crematori avessero funzionato ai quattro-quinti della loro capacità». Egli desume questo dato dal fatto che nel rapporto finale della Commissione sovietica di inchiesta viene indicato un numero massimo di cadaveri cremati
nei crematori di Auschwitz-Birkenau (senza i “coefficienti di attività”) di 5.121.000, di cui i 4.058.000 calcolati con questi coefficienti rappresentano circa i 4/5. Ma, secondo van Pelt, «Piper sapeva che gli inquirenti avevano probabilmente [sic!] sovrastimato la capacità di cremazione dei crematori»,perché i “periti” polacco-sovietici avevano assunto una capacità complessiva per tutti i crematori di 9.300 cadaveri al giorno, mentre dalla lettera della Zentralbauleitung del 28 giugno 1943 risulta una cifra totale di 4.756 1425. Questo ragionamento è già viziato da un errore di fondo: la cifra dei 4 milioni non era basata sul presupposto «che i crematori avessero funzionato ai quattro-quinti della loro capacità», ma alla massima capacità per i quattro-quinti del tempo della loro esistenza.
Van Pelt continua:
«Dopo aver moltiplicato il tasso di cremazione mensile dei crematori col numero dei mesi in cui ciascuno di essi era stato in funzione, Piper seppe che il numero massimo di cadaveri che si potevano cremare sarebbe stato di 2,6 milioni, la metà della stima
sovietica»1426.
Questo non è un calcolo eseguito da Piper, ma un calcolo che - secondo van Pelt - Piper avrebbe potuto eseguire. Tuttavia ciò è impossibile, perché Piper non ne condivideva il presupposto essenziale.
Infatti, come abbiamo visto sopra, per tutti i crematori i “periti” polacco-sovietici avevano calcolato 3.263.000 cremati sulla base di una capacità di cremazione complessiva di 9.300 cadaveri al giorno; ma assumendo una capacità di 4.756 cadaveri al giorno risulterebbero circa 1.669.000 cremazioni.
Tuttavia Piper, ancora nel 1994, non accettava la capacità di 4.756 cadaveri al giorno:
«Una lettera della Zentralbauleitung al gruppo [di uffici] C [dell'SS-WVHA] del 28 giugno 1943 indica che la capacità per un periodo di 24 ore era stimata a 340 corpi per il crematorio I; 1.440 per ciascuno dei crematori II e III e 768 per ciascuno dei crematori IV e
V. Così i cinque crematori potevano cremare 4.765 [recte: 4.756] corpi al giorno. Questa stima coincide con le direttive fissate nel 1941 riguardo alla capacità di cremazione di un crematorio per prigionieri di guerra a cinque storte secondo le quali in ogni storta si
potevano cremare due corpi in 30 minuti. Tuttavia il mese seguente il crematorio I fu messo fuori uso, riducendo così la capacità a 4.415 [recte: 4.416].
Nel loro sforzo di accrescere la capacità di cremazione dei forni, le autorità del campo raccomandarono di ridurre la durata della cremazione a 20 minuti e di aumentare a tre il numero dei corpi [da cremare in una muffola], a seconda della corporatura. In
conseguenza di ciò, la capacità dei crematori quasi raddoppiò, arrivando a circa 8.000 corpi in 24 ore, secondo la dichiarazione del detenuto del Sonderkommando Feinsilber [alias Jankowski]»1427.
Dunque la capacità dei crematori di Birkenau assunta da Piper non era molto lontana da quella dei “periti” (8.000 cadaveri al giorno contro 9.000) e questo fatto, nell'ottica di van Pelt, poteva portare ad una revisione della cifra dei 4 milioni di circa 8/9, corrispondente a circa 3.555.000 vittime.

1424 Per un approfondimento della questione rimando al mio articolo Franciszek Piper e “Die Zahl der Opfer von Auschwitz”, in: Il numero dei morti di Auschwitz. vecchie e nuove imposture. I Quaderni di Auschwitz, 1. Effepi, Genova, 2004.
1425 R. J. van Pelt The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, op. cit., p. 111.
1426 Idem.
1427 F. Piper, Gas Chambers and crematoria, in: Anatomy of the Auschwitz death camp. Indiana University Press, Bloomington and
Indianapolis 1994, pp. 165-166.

Parte 2

Foto,colore,sottolineatura,evidenziazione,grassetto,NON sono parte del testo originale.WaA

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