04.12.2010

2 RUDOLF HÖSS E IL “CAMPO DI STERMINIO” DI AUSCHWITZ secondo valentina pisanty

la_shoa_e_una_truffa 004.jpgBrani tratti da: L'«IRRITANTE QUESTIONE» DELLE CAMERE A GAS,OVVERO:DA CAPPUCCETTO ROSSO AD...AUSCHWITZ, RISPOSTA A VALENTINA PISANTY

Edizione riveduta, corretta e aggiornata

di Carlo Mattogno

parte 2

«In occasione di un mio viaggio di servizio, il mio sostituto, Hauptsturmführer Fritzsch, di sua iniziativa, usò il gas per sterminare questi prigionieri di guerra; fece stipare di Russi le celle situate nella cantina e, proteggendosi con maschere antigas, fece immettere il Cyklon B [Zyklon B], che provocava la morte immediata delle vittime».

«Alla successiva visita di Eichmann, gli riferii sull’impiego del Cyklon B, e decidemmo che quello sarebbe stato il gas da adoperare per le imminenti stragi in massa».

«L’uccisione dei prigionieri di guerra russi mediante Cyklon B, cui ho accennato sopra, continuò, ma non più nel Block II, perché dopo la gasazione l’intero edificio dovette essere arieggiato per almeno due giorni. Venne perciò utilizzata, come camera a gas, la camera mortuaria del crematorio presso l’ospedale, dopo che le porte furono rese a prova di gas e nel tetto vennero aperti dei buchi per l’immissione del gas».


«Non saprei stabilire in quale epoca cominciò lo sterminio degli ebrei,probabilmente già nel settembre 1941, ma forse anche solo nel gennaio 1942»299.

«Nel giugno 1941 mi fu ordinato di incontrare Himmler a Berlino ed egli mi disse,approssimativamente, quanto segue:

“Il Führer ha ordinato la soluzione della questione ebraica in Europa. Nel Governatorato generale esistono alcuni cosiddetti Vernichtungslager300 (Belzec,presso Rawa Ruska, Polonia orientale, Tublinka [Treblinka], presso Malina [Malkinia] sul fiume Bug, e Wolzek 301, presso Lublino). Questi campi dipendono dall’Einsatzkommando (Commando operativo) della Sicherheitspolizei (Polizia di Sicurezza) sotto la direzione di alti ufficiali del SIPO e di compagnie di guardie.

Questi campi non sono molto efficienti 302 e non possono essere allargati”.

Visitai il campo di Treblinka nella primavera del 1942 per informarmi sulle [sue] condizioni. [...]. Secondo il comandante del campo di Treblinka, nel corso di un semestre erano state gasate 80.000 persone»303.

«Visitai Treblinka per vedere come vi venissero eseguiti gli stermini. Il comandante del campo di Treblinka mi disse di aver liquidato 80.000 persone nel corso di un semestre. Egli si occupava principalmente della liquidazione di tutti gli Ebrei del ghetto di Varsavia. Egli usava gas monossido [monossido di carbonio] e, a suo parere, i suoi metodi non erano molto efficaci. Quando io costruii ad Auschwitz l’edificio di sterminio [il Bunker 1], usai dunque lo Zyklon B, un acido cianidrico cristallizzato [sic!] che gettavamo nelle camere della morte attraverso una piccola apertura»304».

299 Comandante ad Auschwitz. Memoriale autobiografico di Rudolf Höss, op. cit., pp. 171-174.

300 Questo termine non appare in nessun documento tedesco.

301 Questo campo non è mai esistito.

302 Secondo il rapporto Gerstein, Belzec e Treblinka, da soli, avevano una capacità di sterminio di 40.000 persone al giorno!

303 NO-1210 (dichiarazione di Höss del 14 marzo 1946).

304 PS-3868 (dichiarazione giurata di Höss del 5 aprile 1946).

Ricapitoliamo:

1) nell’estate del 1941 Himmler ordina a Höss di attuare lo sterminio ebraico ad Auschwitz;

2) poco dopo Eichmann giunge ad Auschwitz;

3) Höss e Eichmann scelgono il Bunker 1 per lo sterminio ebraico con un gas ancora da trovare;

4) a fine novembre i due non hanno ancora trovato il gas appropriato;

5) nell’autunno del 1941 Fritzsch impiega per la prima volta lo Zyklon B a scopo omicida (prima gasazione ad Auschwitz);

6) nella primavera del 1942 Höss visita Treblinka per vedere il metodo di sterminio impiegato, ma, al suo ritorno ad Auschwitz, opta per lo Zyklon B.

Una cosa è chiara e inequivocabile: la convocazione di Höss a Berlino è necessariamente anteriore alla prima gasazione omicida con lo Zyklon B.

Per superare le contraddizioni esposte dalla storiografia revisionistica e riportate dalla Pisanty, Pressac sposta d’autorità la presunta convocazione di Höss a Berlino all’inizio di giugno del 1942 305. Ciò porta però ad uno sfacelo cronologico totale.

Anzitutto, la convocazione di Höss a Berlino diventa posteriore alla prima gasazione con lo Zyklon B - che Pressac colloca nel dicembre 1941306 (vedremo poi su quale base), il Museo di Auschwitz in settembre 307.

In secondo luogo, l’installazione del Bunker 1, che è posteriore al presunto ordine di Himmler (essendone la conseguenza), diventa anteriore a quest’ordine. Infatti tale installazione, destinata espressamente, secondo Höss, allo sterminio ebraico, avvenne nel maggio 1942 secondo Pressac308, nel marzo 1942 secondo il Museo di Auschwitz309.

Tra queste due contraddizioni insuperabili si inseriscono le altre contraddizioni che ne conseguono, in particolare:

• la visita di Eichmann ad Auschwitz, che è anteriore alla scelta del Bunker 1 e dello Zyklon B, diventa ad essa posteriore;

• la visita di Höss a Treblinka, che è anteriore all’installazione del Bunker 1, diventa parimenti posteriore .

Dunque l’artificio di posticipare di un anno la presunta convocazione di Höss a Berlino,non solo non risolve le contraddizioni esistenti nelle dichiarazioni di Höss, ma le aggrava ulteriormente310.

305 J.-C. Pressac, Le macchine dello sterminio. Auschwitz 1941-1945, op. cit., p. 51.

306 Idem, p. 44.

307 Danuta Czech, Kalendarium der Ereignisse im Konzentrationslager Auschwitz-Birkenau 1939-1945, op.

cit., pp. 117-119.

308 J.-C. Pressac, Le macchine dello sterminio. Auschwitz 1941-1945, op. cit., p. 49.

309 Danuta Czech, Kalendarium der Ereignisse im Konzentrationslager Auschwitz-Birkenau 1939-1945, op.cit., p. 186. A questo riguardo Pressac sentenzia: «La data del 20 marzo, avanzata abitualmente per la sua entrata in attività, è inaccettabile, poiché è solo un’interpretazione abusiva dell’epoca in cui la situava Höss, e cioè la primavera del 1942, senza ulteriori precisazioni» (op. cit., p. 49). Ciò è verissimo, ma, dal canto suo,Pressac stesso non riesce a dimostrare documentariamente neppure che questo presunto Bunker di gasazione sia mai esistito.

310 Quest’artificio è stato recentemente abbandonato da Robert van Pelt, che è tornato al giugno 1941, ma fornendo una interpretazione pisantyana della presunta convocazione di Höss a Berlino. D. Dwork, R.J. van Pelt, Auschwitz 1270 to the present.W.W. Norton & Company, New York, Londra, 1996, pp. 277 e seguenti.

D’altra parte, se ci si attiene al giugno 1941, oltre alle contraddizioni riportate dalla Pisanty, ne scaturiscono altre ancora, in particolare, la prima gasazione, che il Museo di Auschwitz, sulla base di alcune testimonianze, incurante della posticipazione di Pressac,colloca tuttora al 3-5 settembre 1941311, diventerebbe posteriore al novembre dello stesso anno. Sulla questione ritornerò successivamente.

Se dunque la cronologia basata sul 1941 comporta inevitabilmente contraddizioni inestricabili (e quella basata sul 1942 le aggrava ancora di più) è chiaro che qui abbiamo a che fare con una cronologia fittizia che non descrive eventi reali.

Inquadrato il problema, passiamo alle soluzioni della Pisanty.

Dopo aver spostato la presunta convocazione di Höss a Berlino al 1942, la Pisanty tenta di eliminare così le contraddizioni che ne risultano:

«Quanto al punto c), è probabile che il Bunker 1, inaugurato nel maggio 1942,venisse inizialmente impiegato per liquidare i malati del campo, mentre le gassazioni degli ebrei ebbero luogo successivamente. Non c’è dunque alcun motivo per ritenere che la costruzione del Bunker 1 debba essere avvenuta dopo l’ordine di Himmler”»(p. 159).

La Pisanty tenta vanamente di gettare fumo semiotico negli occhi del lettore. In effetti,• poiché il Bunker 1 fu scelto da Höss e Eichmann per eseguire l’ordine di Himmler di sterminare tutti gli Ebrei poiché lo sterminio ebraico cominciò, secondo Höss, al più tardi nella primavera del 1942,• poiché i primi trasporti ebraici destinati allo sterminio, secondo il Kalendarium di Auschwitz, giunsero al campo il 20 marzo 1942, data di inaugurazione del Bunker 1312, la costruzione del Bunker 1 deve essere avvenuta necessariamente dopo il presunto ordine di sterminio ebraico di Himmler e in sua esecuzione.

Riguardo alla presunta visita di Höss a Treblinka (non attestata da alcun documento), la Pisanty rileva:

«Ci troviamo qui di fronte a un reale problema di datazione, non risolvibile in base a un riferimento esclusivo alla testimonianza di Höss, che su questo punto è contraddittoria. L’unica certezza è che la visita di Höss a Treblinka non può essere avvenuta nell’estate [nella primavera] 1942 (inaugurazione del lager, liquidazione del ghetto di Varsavia); d’altra parte, se veramente Höss assistette a una cremazione a Treblinka313, allora la data è ulteriormente spostata in avanti, in quanto lo svuotamento delle fosse comuni e le cremazioni a Treblinka iniziarono nel marzo 1943. Certo, la descrizione delle cremazioni potrebbe riferirsi a un resoconto che gli venne fornito successivamente, anziché a una sua esperienza diretta314. Ciò nonostante, rimane il fatto che la prima gassazione per mezzo dello Zyklon B ad

311 Franciszek Piper, «Gas Chamber and Crematoria», in: Yisrael Gutman and Michael Berenbaum Editors,Anatomy of the Auschwitz Death Camp. Indiana University Press, Bloomington and Indianapolis, 1994, p.157. Quest’opera contiene anche un riassunto del libro di Pressac Les crématoires d’Auschwitz intitolato TheMachinery of Mass Murder at Auschwitz, pp. 183-245, da lui redatto in collaborazione con van Pelt.

312 Danuta Czech, Kalendarium der Ereignisse im Konzentrationslager Auschwitz-Birkenau 1939-1945, op.cit., p. 186, con indicazione delle fonti (soltanto testimonianze).

313 Cfr. Auschwitz: le “confessioni” di Höss, op. cit., pp. 14-15.

314 Ma Höss dichiara di aver assistito alla cremazione. Idem.

Auschwitz avvenne comunque prima dell’estate 1942 e, sebbene questo primo esperimento non fosse stato pienamente soddisfacente (non era ancora stata calcolata la dose ideale per sterminare gli esseri umani con questo veleno), la tecnica di gassazione per mezzo del gas di combustione impiegata a Treblinka era comunque meno promettente di quanto non fosse quella usata all’epoca ad Auschwitz: dunque, Höss non aveva molto da apprendere dagli altri campi di sterminio per quanto riguardava questo aspetto del processo di sterminio. Forse lo scopo della visita a Treblinka era, più in generale, di tenersi al corrente delle modalità pratiche della Soluzione finale così come venivano attuate negli altri lager,in particolare per quanto riguarda le tecniche di cremazione.

Come si vede, in mancanza di ulteriori indizi è molto difficile giungere a un’ipotesi soddisfacente per risolvere l’anacronismo presente nel documento in questione. Ma simili punti di arresto momentaneo del progresso conoscitivo sono proprio ciò che fa della “scienza normale” un complesso lavoro di soluzione di rompicapo, e non una semplice opera di compilazione di dati preconfezionati» (pp. 160-161, corsivo mio).

Qui la Pisanty, con un piccolo trucco di sostituzione, sposta l’attenzione del lettore dal problema della data a quello dello scopo della presunta visita di Höss a Treblinka,travisando inoltre ciò che a questo riguardo ha scritto il comandante di Auschwitz.

Il problema essenziale, come ho rilevato sopra, è il fatto che la visita di Höss a Treblinka è inestricabilmente contraddittoria, perché nella sua cronologia è anteriore all’installazione del Bunker 1, ma nella realtà sarebbe necessariamente posteriore ad essa, essendo stato il campo di Treblinka inaugurato il 23 luglio 1942.

Per quanto concerne lo scopo della visita, essa è spiegata da Höss in modo inequivocabile:

«Visitai Treblinka per vedere come vi venissero eseguiti gli stermini».

La contraddizione è e resta irremovibile - e non certo per la «mancanza di ulteriori indizi»

- e segna un arresto definitivo del «progresso conoscitivo».

Passiamo ora all’esame delle singole questioni.

a) La visita ad Auschwitz di Eichmann

 

Riguardo ai problemi relativi alla visita di Eichmann ad Auschwitz, la Pisanty scrive:

«Problema: se l’incontro con Himmler avvenne nell’estate 1941, allora i Gaswagen ai quali si riferiva Eichmann non erano ancora stati adottati. Infatti, questo mezzo primitivo di sterminio per mezzo di gas di scappamento fu introdotto solo verso la fine del 1941.

Ma se la data dell’incontro a Berlino va spostata di un anno, in quella data (giugno 1942) erano già cominciate ad Auschwitz e a Birkenau (Bunker 1 e 2) le prime gassazioni con lo Zyklon B, mentre dal resoconto che Höss fornisce dell’incontro con Eichmann risulta che la scelta del gas non fosse ancora stata fatta.

Forse Höss condensa in un’unico ricordo due diversi incontri con Eichmann (o con altri membri delle alte gerarchie naziste): il primo per ispezionare il terreno e parlare dei diversi gas letali (facendo riferimento non ai Gaswagen bensì all’operazione Eutanasia - sospesa nell’agosto 1941 - fino ad allora praticata sui malati di mente), e il secondo per discutere delle esatte modalità della Soluzione finale. Si può ipotizzare che, avendo collocato erroneamente l’incontro a Berlino con Himmler nel giugno 1941, Höss cerchi di ricostruire con il ragionamento gli avvenimenti che non ricorda bene nella loro successione cronologica.

In SF315 (tr. It.: 174), ci viene detto che “alla successiva visita di Eichmann [dopo le prime gassazioni sperimentali], gli riferii sull’impiego del Cyklon B, e decidemmo che quello sarebbe stato il gas da adoperare per le imminenti stragi in massa”. È possibile che fosse in questa occasione, e non durante l’incontro precedente (avvenuto nell’estate 1941), che i due discussero per la prima volta gli ordini impartiti da Himmler circa lo sterminio degli ebrei.

Anche in questo caso, ogni ipotesi storiografica che possiamo avanzare è fallibile e va accertata in base a ulteriori elementi documentari” (p. 162, corsivo mio).

Di grazia, quali «ulteriori elementi documentari»?

Sull’intera questione non esiste un solo documento316 e,

per di più, l’unica persona che avrebbe potuto confermare il racconto di Höss - Eichmann - l’ha smentito categoricamente317.

Anche in questo caso la Pisanty tenta di spostare l’attenzione dal problema principale: se la presunta convocazione di Höss a Berlino viene attribuita al giugno 1942, tutto il racconto delle visite di Eichmann ad Auschwitz diventa assurdo e l’installazione del Bunker 1, che è una diretta conseguenza dell’ordine di Himmler, avviene prima dell’ordine stesso. Con le sue ipotesi, la Pisanty tortura le dichiarazioni di Höss più di quanto gli Inglesi abbiano torturato il comandante di Auschwitz: con tali cavilli sofistici si può certo spiegare tutto,ma la spiegazione si basa pur sempre su cavilli sofistici. La Pisanty se ne rende ben conto, perché ammette che la sua «ipotesi» è «fallibile», perciò non le resta che rifugiarsi nel solito trucco della mancanza di «ulteriori elementi documentari».

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pisanty valentina firma questo testo ,con l’aiuto di:

umberto eco, patrizia violi, mauro wolf, furio colombo,arthur hertzberg, nadine fresco, maurice olender, liliana picciotto fargion,adriana goldstaub,marcello pezzetti, sarah halperyn , jamie mccarthy,kenneth mc vay, i bibliotecari dell’ yivo center (New York), jeffrey ross, alastair mcewen, stefano traini ,amici dottori e dottorandi dell’Università di Bologna !

Quanta gente!

Non è  mai stato chiarito il perchè siano degli sconosciuti a "dover" dialogare (indirettamente) col "revisionista"!

Evidentemente l'ordine di scuderia di "parlare del revisionista,ma NON parlare col revisionista"è tutt'ora valido!

D'altra parte è  ben dimostrata l'ìncapacità argomentativa della storiografia sterminazionista...WaA

Fine dell’estratto (da pag.76 a pag.85)

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