21.11.2010

3 ELIE WIESEL E I CATTOLICI

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A sin. wiesenthal simon, ebreo;a destra il sedicente elie wiesel, ebreo:due TRUFFATORI olocaustici!Al centro mardoff ,ebreo.WaA

Note:

[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://www.culturewars.com/2004/Weisel.htm

[2] Ari L. Goldman, “For Cardinal, Wiesel Visit Proved a Calm in Storm Over Trip” [Per il Cardinale, la visita di Wiesel è stata un momento di quiete nella tempesta durante il viaggio], New York Times, 15 Febbraio 1987.


[3] Brian Caulfield, “Holocaust Memorial: Cardinal Asks Forgiveness for Christians Who Turned Their Backs On Jews”[Museo dell’Olocausto: Cardinale chiede perdono per i cristiani che voltarono le spalle agli ebrei], Catholic New York, 18 Settembre 1997, pp. 14-15.

[4] Brian Caulfield, “University Award: Cardinal Honored for Promoting Catholic Jewish Relations” [Premio universitario: Cardinale premiato per aver promosso le relazioni tra cattolici e ebrei], Catholic New York, 13 Novembre 1997, p. 12. “Sebbene molti cristiani vennero perseguitati dai nazisti, ha detto il Cardinale, solo gli ebrei furono uccisi a causa soprattutto della loro origine etnica”. “Egli [il Cardinale] ha sottolineato di essere “appassionatamente impegnato” a far conoscere la verità sull’Olocausto”. Naturalmente, tale affermazione è assurda, perché l’ideologia nazista disprezzava allo stesso modo i cattolici polacchi, il cui paese avrebbe dovuto fornire – nei disegni nazisti – lo spazio vitale per i tedeschi. Inoltre, la responsabilità primaria di un arcivescovo è quella di proclamare Cristo, non quella di raccontare la storia dell’Olocausto.

[5] “What is a Jew? Harry Cargas Interviews Elie Wiesel” [Cos’è un ebreo? Harry Cargas intervista Elie Wiesel], U. S. Catholic/Jubilee, Settembre 1971, p. 28.

[6] Jacob Neusner, “American Jews Embrace a Religion of Memory” [L’ebreo americano professa la religione della memoria], St. Petersburg Times, 12 Aprile 1999. Ecco perché l’Anti-Defamation League, l’American Jewish Committee, il New York Times, e altri media sono stati così faziosi e astiosi nei loro attacchi contro il film The Passion, di Mel Gibson. Egli non ha solo riproposto la centralità delle sofferenza di Cristo per la redenzione del genere umano ma, in tal modo, ha anche minato la religione civile del nostro paese. Non è casuale che molti oligarchi dei media lo abbiano ripetutamente accusato di “negazione dell’Olocausto” per aver riaffermato Cristo al di sopra dell’”Olocausto”. Va notato che la lettera maiuscola con la quale si scrive “Olocausto” sottolinea il presupposto razzista che gli altri olocausti, quando ci si riferisce ai milioni di vittime in Ruanda, Armenia, Cambogia, all’Ucraina staliniana (nella quale i commissari ebrei esercitarono un ruolo preponderante) o alla Palestina, non sono importanti.

[7] I limiti di spazio non permettono la descrizione di come Wiesel, con l’aiuto del suo mentore del New York Times, Abe Rosenthal, abbia creato tale parola nel 1968 come copertura della conquista e dell’occupazione, nel 1967, del resto della Palestina. L’oppressione dei cattolici per mano dei nazisti, ben documentata a Norimberga, venne definita da Wiesel “inefficace”. Solo gli ebrei possono essere le “vere” vittime dell’”olocausto” nazista.

[8] Bob Woodward, Plan of Attack, New York, Simon & Schuster, 2004. Woodward riferisce della visita di Wiesel alla Casa Bianca alla fine di Febbraio del 2003, quando Bush stava ancora presuntamente ponderando la decisione di attaccare l’Iraq. Dopo aver sentito Wiesel, che gli diceva che la sicurezza d’Israele era a rischio, Bush prese la sua decisione facilmente. Gli americani devono combattere per proteggere Israele. Era al corrente Bush, all’epoca, che Wiesel è sul libro-paga della CIA, come egli si vanta nella sua autobiografia? Wiesel, naturalmente, in passato è stato anche un sostenitore di primo piano del bombardamento americano della Iugoslavia nel 1999.

[9] Pierre Vidal-Naquet, Zero, Aprile 1987, p. 57.

[10] Vivian Gornick, “The Rhetoric of Witness: All Rivers Run to the Sea: Memoirs by Elie Wiesel” [La retorica del testimone: tutti i fiumi corrono verso il mare: le memorie di Elie Wiesel], The Nation, 25 Dicembre 1995.

[11] Christopher Hitchens, “Wiesel Words” [Le parole di Wiesel], The Nation, 19 Febbraio 2001.

[12] Anon, “Wiesel Slams Pope Comments” [Wiesel fustiga i commenti del Papa”], http://www.news24.com/ , 17 Novembre 2003.

[13] Eva Fleishner, “Mauriac’s Preface to Night: Thirty Years Later” [La prefazione di Mauriac a Notte: trent’anni dopo], America, 19 Novembre 1988.

[14] Clyda Haberman, “An Unofficial but Very Public Bearer of Pain, Peace, and Human Dignity” [Un portatore ufficioso ma molto pubblico di dolore, pace e dignità umana], New York Times, 5 Marzo 1997.

[15] Israel Shenker, “The Concerns of Elie Wiesel: Yesterday and Today [Le preoccupazioni di Wiesel: ieri e oggi], New York Times, 10 Febbraio 1970, p. 48. “I due divennero amici intimi, e Wiesel prevede di pubblicare un volume con il loro dialogo – che ha avuto momenti di forte polemica, soprattutto riguardo a israele”.

[16] Naomi Seidman, "The Rage That Elie Wiesel Edited Out of Night" [Il furore che Wiesel ha espunto da Notte], Jewish Social Studies, Dicembre 1996.

[17] Jonathan Heller, "War and Conflit: Selected Images from the National Archives" [Guerra e conflitto: immagini selezionate dagli Archivi Nazionali], Washington D. C., National Archives and Records Administration, 1990, p. 253.

[18] Cargas, Conversation with Elie Wiesel, p. 88.

[19] Harold Denny, "The World Must Not Forget”, New York Times, 6 Maggio 1945, p. 42.

[20] Dopo che Wiesel ricevette il Nobel, diversi scrittori ebrei lo accusarono di essersi dato vergognosamente da fare per ottenerlo. Vedi, ad esempio: Jacob Weisberg, “Pop Goes Elie Wiesel” [Il tentativo riesce a Wiesel], New Republic, 10 Novembre 1986.

[21] Vedi: Samuel G. Freedman, “Bearing Witness: The Life and Work of Elie Wiesel” [Recare testimonianza: la vita e l’opera di Elie Wiesel], New York Times, 23 Ottobre 1983. La foto appare a p. 34.

[22] Henry Kamm, “No Mention of Jews at Buchenwald”, New York Times, 25 Marzo 1989, p. 8.

[23] Elie Wiesel, “Le Jour où Buchenwald a été libéré”, Paris-Match, 10 Aprile 2003, p. 116.

[24] John Tagliabue, “Elie Wiesel Back in Germany After 41 Years”, New York Times, 23 Gennaio 1986.

[25] Martin Suskind, “A Voice from Bonn: History Cannot be Shrugged Off” [Una voce da Bonn: la storia non può essere ignorata], New York Times, 2 Novembre 1986. L’articolo fa notare che il Comitato del Nobel “scelse proprio Wiesel per il premio” perché si voleva mandare un messaggio al governo di Kohl in Germania, che non aveva dimostrato sufficiente contrizione nel 1985 nelle commemorazioni del quarantesimo anniversario della fine della seconda guerra mondiale.

[26] “A Survivor Prize” [Un premio per il sopravvissuto], New York Times, 4 Gennaio 1987.

[27] “Wiesel and Walesa Visit Auschwitz”, New York Times, 18 Gennaio 1988.

[28] “Legends of Our Time” [Leggende del nostro tempo], 1968, VIII.

[29] Die Zeit, 21 Aprile 1995, p. 16.

[30] Henry Kamm, “No Mention of Jews at Buchenwald” [Nessuna menzione degli ebrei a Buchenwald], New York Times, 25 Marzo 1989, p. 8.

[31] "All Rivers Run to Sea" [Tutti i fiumi si riversano sul mare], p. 97.

[32] Anon, “Maya Angelou and Elie Wiesel on Love, Hate and Humanity” [Maya Angelou e Elie Wiesel sull’amore, sull’odio e sull’umanità], Massachussets, primavera 1995, p. 4.Fonte

Fine

Per conoscere la demolizione del personaggio,ad opera di Carlo Mattogno, autonominatosi "elie wiesel" si clicchi QUI e QUI

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16:11 Scritto da: waa359 in wiesel elie (il SEDICENTE) | Link permanente | Commenti (0) | Tag: elie wiesel.truffa olocausto | |  Facebook |  Stampa

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