19.11.2010
La menzogna dell’ Olocausto: made in America
La menzogna dell’ "Olocausto": made in America 1
2006
Parte 1
Nessuno nega che l’America e la Germania abbiano imprigionato certi gruppi delle rispettive popolazioni, come provvedimento di guerra, negli anni ’40. Agli americani piace dimenticare che almeno 120.000 cittadini del loro paese2 di origine giapponese furono rastrellati e messi nei campi di concentramento nell’ovest degli Stati Uniti per tutta la durata della guerra. Tuttavia, non hanno mai consentito ai tedeschi di scordare quegli ebrei trattati allo stesso modo nelle zone d’Europa controllate dalla Germania, sebbene il motivo fosse lo stesso: un gruppo specifico fu sottoposto a detenzione perché una qualche parte ignota di esso rappresentava un pericolo per lo sforzo bellico, e né l’un paese né l’altro voleva rischiare possibili sabotaggi lasciandoli liberi. Su questo non ci sono discussioni.
Accadde. Comunque, ciò che adesso sostengono dei ricercatori storici credibili in tutto il mondo – e con eccellenti motivi - è che il Reich tedesco non diede ordine di uccidere gli ebrei nei campi, e in effetti non li uccise.
Gli ebrei soffrirono di più in Germania di quanto i giapponesi abbiano sofferto in America perché i bombardamenti a tappeto della Germania alla fine distrussero la capacità del paese di mantenere adeguatamente i campi.
Verso la fine della guerra praticamente tutti soffrivano la fame,compresi gli ebrei. Dobbiamo rammentare che la Germania aveva delle ottime ragioni per diffidare degli ebrei come gruppo. Come una nazione entro un’altra essi avevano del tutto tradito il paese durante la I Guerra mondiale e inoltre avevano letteralmente dichiarato, in tutto il mondo, una guerra economica e politica contro la Germania nel 1933.
Nonostante i comprensibili malumori contro gli ebrei in Germania, non vi furono né le spregevoli camere a gas né i forni crematori omicidi. Nessun tatuaggio. Nessun paralume.3 Non vi furono sadici complotti ma soltanto uno sforzo bellico che fallì, niente di cui i tedeschi debbano vergognarsi, né allora né ora. L’accusa del presunto sterminio sistematico degli ebrei era ed è falsa. Le prove furono falsificate e/o distorte a quello scopo e le deposizioni falsificate. In effetti, la menzogna sull’ ”Olocausto” fu fabbricata in America per giustificare l’assassinio dei leader tedeschi catturati e precorse la subordinazione della Germania, il furto ebraico-sionista della Palestina e l’intromissione genocida statunitense nelle questioni nazionali europee, cose che, tutte, proseguono oggi.
L’avvocato tedesco Horst Mahler, probabilmente la più acuta mente politica dell’Europa odierna, dotato di una vasta conoscenza della storia e della politica, ha recentemente tentato di recarsi a Teheran per parlare di tutto ciò4 ad un convegno indetto da storici iraniani.5 Il governo tedesco – che, in tali faccende, non è una autorità indipendente neppure oggi - ha prontamente ordinato il ritiro del passaporto del signor Mahler. Il 29 gennaio 2006, quest’ultimo ha inviato una lettera di protesta ad un certo giudice Dehne.6 Ecco la parte essenziale, tradotta da James Damon, di ciò che egli ha detto al giudice in quella occasione (sono state omesse le note a piè di pagina ed effettuati dei lievi tagli per brevità):
“Forse lei non è ancora stato raggiunto dalla notizia che i capi dell’ebraismo mondiale –in particolare i fratelli Jacob e Nehemiah Robinson 7, il “Re della Diaspora degli ebrei” Nahum Goldmann 8, l’“Imperatore d’America” Felix Frankfurter 9, il “braccio destro del presidente Roosevelt” Sam Rosenman 10, e il rabbino [Stephen] Wise 11- s’incontrarono e di fatto cospirarono allo scopo di dare credito alle menzogne storiche dell’International Military Tribunal per i cosiddetti “Processi di Norimberga” condotti contro i capi del Reich, che i leader ebrei avevano pianificato nel dettaglio.”
“Le leggi sull’Olocausto dell’OMF12 proseguono la tradizione giudiziaria dei processi-farsa stalinisti introdotti in Germania dagli alleati vittoriosi con il Tribunale Militare Internazionale. Lungi dall’essere diretti alla ricerca della realtà e della giustizia, essi sono una “continuazione dello sforzo bellico delle nazioni alleate” secondo le parole del Chief Prosecutor 13 Robert Jackson14. I tribunali dell’OMF/Repubblica Federale, che impongono le leggi sull’Olocausto, non sono nient’altro che una copertura del dominio dispotico dei nemici del Reich.” “In seguito alla capitolazione senza condizioni della Wehrmacht al termine della II Guerra Mondiale, gli Alleati vittoriosi avevano il potere di scrivere la storia di quel periodo nel modo che ritenevano opportuno. Non sorprende quindi che abbiano etichettato i Tedeschi come “criminali”, proprio come avevano tentato di fare durante la Prima Guerra mondiale. In seguito instaurarono il loro ordine postbellico del Mammonismo15 globale, fondato sulle menzogne storiche che avevano fabbricato. Non esiste alcuna possibilità che i nostri nemici possano propendere a rinunciare ai frutti della propria vittoria sul Reich. Essi sono sempre stati ed ancora sono ben determinati a tenersi e proteggere la fonte delle proprie ricchezze.”
“Chi costruisce la propria casa sulle menzogne non teme nulla più della verità, che può abbatterla in ogni momento. Questa è la ragione per cui, quanto si tratta di storiografia, i tribunali dell’OMF/Repubblica Federale sono tenuti17 a far rispettare le bugie delle potenze vincitrici con totale sprezzo dell’opinione pubblica tedesca. Questi tribunali sono costretti a sostenere le menzogne alleate sulla leadership del Reich esattamente come esse vennero proclamate nei processi farsa di Norimberga…”. Secondo l’articolo 19 18 del proprio regolamento19, datato 8 agosto 1945, il Tribunale Militare Internazionale non era tenuto alla regola della prova.20 Secondo l’articolo 20 dello stesso regolamento21, il Tribunale poteva ammettere o rigettare la prova a suo piacimento. Di conseguenza,le confutazioni delle prove con cui la difesa controbatteva le accuse dei prosecutor 22 frequentemente non furono tenute in considerazione.” “Le basi dei verdetti formulati dal tribunale di Norimberga contengono dei resoconti di fatti relativi alle cause della Seconda Guerra mondiale e alle azioni delle Forze Armate tedesche. Secondo l’articolo 7 23, i tribunali e le autorità tedesche non le possono mettere in dubbio, neppure alla luce di nuove prove storiche. Anche per quanto riguarda il contenuto dei testi scolastici, i ministri dell’istruzione e della cultura sono anch’essi tenuti a questa ricostruzione dei fatti.”
“Signor Dehne, lei sa molto bene cosa ci si aspetta da lei. Imponendo24 le menzogne sull’Olocausto contro la verità storica lei agisce come diretto rappresentante della volontà distruttiva dei nostri nemici.
L’applicazione delle “leggi” dell’OMF/Repubblica Federale garantisce che nessun atto possa mai danneggiare gli interessi ebraici.” “Laddove è previsto il diritto dell’Olocausto, ciò viene affermato molto apertamente. Questa situazione richiede una breve discussione sul Tribunale di Norimberga,che è un disonore per la civiltà europea25.” Il merito26 dell’invenzione del Tribunale va a due ebrei lituani, i fratelli Jacob e Nehemiah Robinson, mentre quello dell’odierna attuazione appartiene al Jewish World Congress27. Il presidente del Congresso, Nahum Goldmann, il “Re della Diaspora degli Ebrei”, lodò la sua creazione come “una delle azioni più grandi nella storia della moralità e della giustizia internazionale”. Nahum ci fornisce anche un’idea di come furono utilizzati i circoli ebraici per presentare questo progetto al governo statunitense.” “Egli scrive: “Sotto la direzione dei due fratelli Robinson, il Jewish World Congress dedicò una grande quantità di energie alla preparazione mentale e morale di questi processi. Grande merito va all’amministrazione Roosevelt che adottò infallibilmente i suoi principi e fu in grado di affermarli28 contro i dubbi di molti fra gli alleati, specialmente in Inghilterra.” Il resoconto c’informa proprio di come ciò accadde: “Negli anni di guerra 1941 e 1942 da Ginevra ricevemmo l’informazione relativa all’annientamento degli ebrei nei campi Naz(ionalsocial)isti. Ciò spinse Wise29 alla decisione di andare a trovare il presidente30 e insistere affinché gli alleati mettessero in guardia i tedeschi sulle conseguenze della loro brutale politica e li ammonissero sull’inevitabile punizione postbellica…
Organizzammo un incontro per un fine settimana con Rosenman31 nella sua villa estiva vicina all’Hyde Park32 di Roosevelt allo scopo di discutere cosa avremmo dovuto raccomandare al presidente a Washington il lunedì successivo”. “Era una mattinata calda e noi eravamo seduti sotto la veranda di Rosenman senza le giacche e le cravatte, quando, improvvisamente, udimmo il segnale che emetteva sempre l’auto del presidente. Ci rendemmo subito conto che Roosevelt stava venendo a trovare Rosenman. Iniziammo a metterci giacche e cravatte ma Rosenman ci disse che non era necessario in quanto Roosevelt non dava importanza alle formalità. Dopo poco l’auto del presidente si fermò davanti alla veranda e, prima che potessimo salutarlo, Roosevelt commentò spiritosamente: “Bene, bene,questo è interessante: Sam Rosenman, Stephen Wise e Nahum Goldmann seduti insieme a discutere quali ordini vogliono impartire al Presidente degli Stati Uniti!33 Immaginatevi cosa darebbero i Naz(ionalsocial)isti per una foto di questa scenetta34. Iniziammo a balbettare che stavamo discutendo di un messaggio urgente giunto dall’Europa che Rosenman voleva mostrargli il lunedì seguente. Ma Roosevelt ci strizzò l’occhio e replicò: “Va benissimo! Sam può venire da me lunedì e dirmi ciò dovrei fare.”35 Quindi si allontanò.” “In un altro caso Goldmann esprime il piacere dell’esercizio del potere in modo ancora più profondo: “La seduzione può trasformarsi in passione…La sensazione di sedurre una donna potrebbe essere sul momento più intensa, ma conquistare un uomo di stato è qualcosa di molto simile… Quando vivevo in America quasi tutti i presidenti - Roosevelt, Truman, Kennedy, Johnson e Nixon- avevano i loro “Ebrei di Corte”, gente ricca che sosteneva finanziariamente le loro campagne elettorali e quelle di leader influenti della comunità ebraica.”36 ”.
“Un altro importante “ebreo di corte” era Felix Frankfurter, al quale Roosevelt era anche “molto legato personalmente”. Per molti anni Frankfurter fu “una delle personalità più influenti di Washington”, il che lo fece concorrere al soprannome di “Emperor of America”37 con vari altri ebrei.
Molti degli studenti di Frankfurter vennero nominati a posizioni elevate dall’amministrazione Roosevelt. Goldmann notava che “Frankfurter non aveva alcun desiderio di calcare le scene, ma traeva molto più piacere dall’agire dietro le quinte.” “Mentre il governo britannico si dichiarava a favore dell’esecuzione sommaria dei leader tedeschi catturati –almeno 50.000- Stalin preferiva i processi farsa tanto cari al suo cuore. Anche gli Stati Uniti mostravano interesse per questi processi. Tuttavia,per le leggi internazionali, non era possibile punire il personale militare per avere eseguito gli ordini.
Quando Jacob Robinson suggerì di condurre comunque i tedeschi prigionieri davanti ad un tribunale, i giudici americani della Corte Suprema risposero che era pazzo. “Cosa c’era di eccezionale nelle azioni belliche degli ufficiali nazisti?”, chiesero. Sarebbe stato possibile mandare Hitler e perfino Göring davanti a un tribunale, ma sicuramente non dei militari comuni che si erano comportati da soldati leali ed avevano eseguito gli ordini. Alla fine Robinson riuscì a persuadere il giudice della Corte Suprema Robert Jackson ad accettare il proprio punto di vista.” “Robert H. Jackson (1892-1954), un amico intimo e consigliere di fiducia del presidente Franklin Delano Roosevelt, era stato Assistant Attorney General dal 1936 al 1939 e Attorney General38 nel 1940 e 1941. Egli era dell’opinione che un tribunale militare alleato sarebbe stato “una continuazione degli sforzi bellici delle nazioni alleate”. Al termine della guerra Jackson fu inviato in Europa con le direttive di marchiare giuridicamente per sempre la Germania come l’aggressore, unico responsabile della II Guerra mondiale.”
“Per ordine di Roosevelt, il giudice Samuel Rosenman, all’inizio di aprile del 1945 si era recato a Londra allo scopo di sviluppare i piani per un processo collettivo ai “Criminali di guerra tedeschi”. Il 5 di aprile il Lord Cancelliere40 Sir John Simon41, capo del sistema giudiziario britannico, si era dichiarato per l’esecuzione sommaria di Hitler e del suo gruppo senza processi di sorta. Sir David Maxwell Fyfe42, Attorney General britannico43, informò Rosenman che anche lui era “personalmente favorevole al sistema dell’esecuzione sommaria”. Il giorno successivo, comunque, Simon annunciò che Washington aveva bisogno di “procedimenti giudiziari prima delle esecuzioni”.” “Ovviamente coloro che escogitarono l’idea del tribunale avevano persuaso il “capo del sistema legale britannico” del vantaggio di avere una “Magistratura” internazionale di alto grado che creasse la “manifesta evidenza” necessaria per sostenere le menzogne storiche sui crimini e sulla responsabilità della guerra tedesche.
Ma ogni giudice avrebbe accettato l’idea che sparare 44 a 50.000 Nazionalsocialisti catturati avrebbe provato che le 50.000 vittime avevano commesso le crudeltà di cui erano accusate dai propri nemici?
Questo era assai improbabile. Ogni “giudice” che avesse accettato la teoria che essere vittima di un omicidio provava che la vittima stessa aveva commesso un reato punibile con la pena di morte e che ciò rendesse evidente la sua colpevolezza, sarebbe probabilmente finito in manicomio.
Dopo la morte di Roosevelt,45 e con l’acquiescenza del presidente Truman, Rosenman offrì ufficialmente a Jackson il posto di Procuratore Capo al tribunale dei vincitori. L’offerta giunse con questa clausola:

“I Nazisti catturati prima avrebbero avuto un “bel processo” e poi sarebbero stati impiccati!”
“Straordinariamente felice per l’offerta”, Jackson accettò subito. Egli aveva a lungo propugnato la tesi che nel XX secolo, i concetti bellici del XIX secolo non dovevano essere più utilizzati46. Egli riteneva anche che gli U.S.A., a causa del loro “ruolo di leadership mondiale”, avessero il diritto di intervenire in ogni conflitto militare ed agire come ritenevano opportuno. Jackson annunciò che, allo scopo di “assicurare la guida morale degli U.S.A.”, era autorizzato a “provare”, con l’aiuto di un tribunale militare, che “questi dannati tedeschi erano i soli responsabili della guerra… Abbiamo bisogno di un capro espiatorio sul quale scaricare le malvagità del mondo per un lungo tempo ”.”
“Durante le consultazioni preliminari del tribunale, Jackson ignorò le obiezioni avanzate dagli alleati europei che gli accusati potevano provare, basandosi su documenti da loro confiscati in Francia, che il Reich non era responsabile dello scoppio della II Guerra mondiale;piuttosto era la Germania che era stata obbligata ad entrare in guerra.
Essi47 fecero presente che quei documenti avrebbero provato che l’Inghilterra, la Francia e gli U.S.A. avevano tutte appoggiato la Polonia nel proprio atteggiamento ostinato e aggressivo verso la Germania .
Dopo tutto, la Polonia aveva mobilitato le truppe due volte prima che la Germania lo facesse a sua volta. Nel luglio del 1939, il Maresciallo polacco Rydz-Smigly48 dichiarò pubblicamente davanti agli ufficiali a Thorn49 che “la Polonia vuole la guerra e la Germania non sarà in grado di impedirla, anche se lo vuole”. Inoltre Roosevelt, da tutti i punti di vista pratici, aveva dichiarato guerra alla Germania nel 1941.50 La dichiarazione di guerra fu del tutto legittima, date le provocatorie aggressioni americane contro le navi tedesche e la violazione della propria neutralità con la consegna di armi agli Inglesi. Naturalmente niente di tutto ciò poteva essere menzionato al processo.
La Germania doveva essere marchiata a fuoco e condannata come l’unica colpevole, e la guerra europea doveva essere presentata come un’aggressione tedesca esattamente dal principio. Il Brigadier General51 Telford Taylor52, in seguito capo consigliere americano per l’accusa, obiettò che non sarebbe stato possibile in un processo imparzialefar accettare l’assurda nozione della esclusiva colpevolezza della Germania; piuttosto verrà fuori il contrario “”. In definitiva gli U.S.A. avevano spinto Hitler nella trappola polacca, dalla quale egli non riuscì a districarsi: Churchill e Roosevelt erano d’accordo per il totale annientamento del Reich tedesco esattamente fin dal principio.” “A ciò Jackson ribattè: “Chi sta parlando di un processo imparziale? Naturalmente i tedeschi tenteranno di accusare gli alleati di aver perseguito una politica che li ha costretti alla guerra. Me lo aspetto, perché conosco i documenti sequestrati al Ministero degli Esteri tedesco. Giungono tutti alla stessa conclusione:
“Non abbiamo via d’uscita. Dobbiamo combattere; siamo circondati; ci stanno strangolando”.
Bene, sarebbe una catastrofe se questo processo mettesse in discussione le cause politiche ed economiche della guerra. Ciò provocherebbe un disastro perenne sia in America che in Europa…”.
“Taylor concluse, “Ciò significa che la questione di chi è colpevole dell’inizio delle ostilità deve essere evitata a tutti i costi…non si deve consentire che venga fuori.” Ciò, comunque, sarebbe stato possibile soltanto se Jackson avesse avuto successo come legislatore, nell’allestire le regole del gioco per un processo perfetto, semplicemente impedendo qualsiasi discussione sulle cause della guerra davanti al tribunale. Jackson prese i commenti di Taylor come istruzioni e osservò: “Se tutti i documenti e le dichiarazioni con questo scopo vengono respinte dal tribunale perché irrilevanti o trascurabili, la politica bellica delle potenze occidentali, della Polonia e dell’URSS non potranno essere dibattute.”
“Taylor espresse l’idea con una metafora, dicendo “Il mare di squali della politica europea fra le due guerre deve sembrare come uno stagno di carpe con un solo luccio maligno che vi nuota attorno”.
Jackson aggiunse “E questo luccio –Hitler, naturalmente- alla fine del processo deve essere trasformato in mostruoso squalo tigre53, che minaccia di divorare tutti i pesciolini e lotta per dominare il mondo”. Il 6 giugno 1945 rassicurò Truman in un rapporto enunciando i nuovi “concetti legali” unitamente ai propri progetti per l’iter del processo, che comprendevano una conferenza a Londra coi giuristi di tutti gli altri paesi alleati. Questa conferenza ebbe luogo a Londra fra il 26 giugno e l’8 agosto.” Il docente francese di diritto internazionale, professor Gros, iniziò facendo notare che le “guerre di aggressione” non rappresentano una violazione criminale del diritto internazionale…Tuttavia se la guerra fosse ritenuta “l’atto criminale di singoli individui”, la legge potrebbe piegarsi. Un libro successivo di Trainin54 specifica che “una guerra di aggressione deve essere considerata un crimine internazionale nel senso dei dibattiti tenuti alla Lega delle Nazioni”.
Possono essere richiesti dei risarcimenti, ma non ne derivano delle pene. Per tale ragione, egli dice,non si può inventare una punizione. A Trainin sarebbe piaciuto giungere ad una conclusione diversa;ma, come affermò, una “guerra di aggressione” non comporta responsabilità penali. Per di più la Dichiarazione congiunta fatta alla Conferenza di Yalta del febbraio del 1945 non fa menzione del delitto di guerra d’aggressione.
“Jackson reagì indignato a queste obiezioni. Disse che gli U.S.A. avevano condotto una guerra totale e non prestavano attenzione al diritto internazionale, a meno che non ci fosse motivo di temere ritorsioni da parte del nemico. Inoltre, poiché gli Stati Uniti erano il vincitore più potente, nessuno era nella posizione di impedir loro l’introduzione di nuove linee direttive nell’interesse degli alleati. In questo spirito57 egli aveva elaborato la propria proposta per l’accusa. Essa conteneva i seguenti punti principali: “Guerra offensiva, invasione, attacco in violazione delle leggi e dei trattati internazionali,insieme alla guerra intesa come strumento della politica nazionale”. Dichiarò di considerare le accuse di atrocità belliche di “secondaria importanza”. “Nel corso delle successive discussioni spiegò: “Per quanto riguarda le accuse specifiche, gli Stati Uniti sono interessati in particolare a sviluppare la nuova accusa di aver intrapreso una guerra d’aggressione, per poter raffigurare l’intera condotta bellica della Germania come illegale. Questo è il motivo per cui, durante la guerra, ho suggerito al presidente Roosevelt certe misure che per il diritto internazionale potrebbero essere giustificate soltanto con la teoria che la condotta della guerra da parte della Germania era illegale. Per giustificare questi provvedimenti gli Stati Uniti hanno [sic] un particolare interesse nello stabilire per via giudiziaria l’illegalità della guerra tedesca”. Il giudice francese di Corte d’Appello Robert Falco58 fornì a Jackson qualcosa su cui riflettere facendo notare che
“Se noi portiamo a termine una cosa del genere, il tribunale punirà i tedeschi per dei crimini di cui possono essere accusati anche gli alleati”.
Così il problema era: come potevano i vincitori portare avanti, in un tribunale internazionale,un processo internazionale per la violazione del diritto internazionale, in cui le violazioni tedesche del diritto internazionale sarebbero state messe alla gogna e punite, e le loro no? C’era da aspettarsi che il mondo avrebbe urlato59 la risposta “Ma voi avete fatto lo stesso!” in faccia ai vincitori e i giudici dei paesi neutrali avrebbero respinto60 l’intero processo. “Alla fine, tutta la questione si rivolgerà contro il tribunale internazionale”, si lamentò Falco. A questo punto Jackson gettò la maschera. E la sua risposta fu,
“Voi dovete capire che questo non si avvia a diventare solo un tribunale internazionale, ma un tribunale internazionale militare! E nessuno avrà voce in capitolo sulla sua composizione eccetto noi stessi e soltanto noi. Tutti i giudici saranno scelti dai paesi che hanno preso parte alla guerra. Noi saremo coloro che ne formuleranno lo statuto, stabiliremo la composizione del tribunale e scriveremo il codice giuridico per lo stesso tribunale. Noi saremo gli accusatori e i giudici. In questo processo né gli accusati né i testimoni avranno il diritto di deporre liberamente, eccetto forse Hermann Göring”.
“Qui il professor Gros interloquì che “Se i legislatori, gli accusatori e i giudici sono tutti le stesse persone, questo fatto da solo costituirà una obiezione decisiva. In ogni sistema legale che io conosca,una tale composizione sarebbe illegale e impossibile”. E sollevò di nuovo il problema: “Inoltre, come possono degli uomini che non hanno compiuto atti criminosi essere accusati e condannati? Noi francesi possiamo ritenere che una cosa del genere sarebbe politicamente auspicabile, ma non è possibile sul piano del diritto internazionale”. Jackson non trovò risposta, a parte un cinico rigetto della procedura legale e affermò “Devo ammettere che il diritto internazionale è debole e oscuro a favore della nostra posizione…Noi dobbiamo semplicemente spiegare che i tedeschi sono personalmente responsabili”. Il professor Gros non riusciva ancora a seguire il suo ragionamento61.
Obiettò: “Le azioni di cui i leader tedeschi possono essere accusati sono una storia vecchia e conosciuta, ma rimane il fatto che nessuno mai ha dichiarato che tali atti siano delle violazioni penali del diritto internazionale. Se ora facciamo una cosa del genere, sarà un caso di legislazione ex-post facto”.62 L’obiezione del professor Gros non impressionò affatto Jackson: “Potete aver ragione”,replicò. “Proprio per questo motivo le spiegazioni e le discussioni sui principi del diritto internazionale devono essere ridotte al minimo in aula”. A questo punto l’Attorney General britannico, Maxwell-Fyfe,esclamò: “Ciò che vogliamo evitare in questo processo è una discussione sul fatto che i procedimenti siano o non siano violazioni del diritto internazionale. Noi dobbiamo semplicemente affermare che è diritto internazionale e quindi non consentire alcun dibattito sul fatto che lo sia oppure no”.
Jackson reiterò la quintessenza della discussione con queste parole: “Lei ha completamente ragione.Dopo tutto, gli alleati sono ancora tecnicamente in guerra con la Germania, sebbene le sue istituzioni politiche e militari siano crollate. Il nostro tribunale militare rappresenta la continuazione dello sforzo bellico delle nazioni alleate…Come vincitori, riteniamo nostro diritto incontestabile mantenere segreto al tribunale qualsiasi documento o testimone che ci potrebbe danneggiare”.
Il professor Gros obiettò nuovamente, “Ma questo è rovesciare l’intera tradizione legale europea! Perciò noi, qui, non abbiamo interesse a stabilire la verità ma soltanto a vincere una battaglia63 giudiziaria?”. E Jackson: “Giusto. E poiché abbiamo tutti i vantaggi,64 la vittoria in tribunale è assicurata”.
“Così il tribunale di Norimberga era e rimane fino ad oggi un trionfo del potere sul diritto, perpetrato da criminali avvolti in toghe da giudice”. “L’8 agosto 1945 la conferenza di Londra terminava con l’ ”Agreement on the Prosecution and Punishment of the Principal War Criminals of the European Axis Powers”66 che comprendeva anche lo statuto del tribunale67 che venne allegato all’accordo. I protocolli delle sedute londinesi furono pubblicati illegalmente quattro anni più tardi come “Report of Robert H. Jackson”.68 Se fossero stati resi pubblici nel 1945, in ogni processo condotto secondo il diritto consuetudinario inglese, avrebbero provocato un uragano. Non appena avessero appreso di queste discussioni, i giudici non avrebbero avuto altra scelta che interrompere i processi o ricominciarli da capo. I presenti alla conferenza di Londra lo compresero perfettamente: ogni verdetto emesso prima del processo avrebbe dovuto essere annullato. I giudici che parteciparono alle discussioni londinesi erano chiaramente compromessi. Erano obbligati a ricusare se stessi, ma non riuscirono a farlo. L’indice esatto delle fonti relative a questa questione può essere reperito nel libro di Hans Meiser, Das Tribunal,69 di cui è allegata copia elettronica.”70
“Quando ci si rende conto che il Tribunale Militare internazionale non fu nient’altro un’associazione a delinquere71 dei vincitori, diviene evidente… che…i cosiddetti “giudici” a Norimberga non compirono altro che una razionalizzazione dell’assassinio della leadership del Reich [e]…hanno spietatamente consegnato per sempre l’intera nazione tedesca al “bastone di Auschwitz”, per mezzo del quale il nostro nemico sta annientando lo spirito della nazione tedesca.”
“La “manifesta evidenza dell’Olocausto” sostenuta dai tribunali dell’OMF/Repubblica Federale tedesca non è altro che una frase vuota. Non esiste prova dell’evento evocato da questo grido di battaglia, com’è chiaramente dimostrato dall’allegato73 libro di Germar Rudolf.74 “Signor Dehne,forse adesso lei comprende il panico con cui sta reagendo l’ebraismo mondiale all’annuncio del Presidente [iraniano] Ahmadinejad che l’Iran finanzierà una commissione scientifica ed un convegno per indagare sull’autenticità dell’Olocausto. Se, come lei afferma, la mia partecipazione al convegno organizzato dal governo iraniano conducesse75 a “gravi conseguenze” per la Bundesrepublik, allora lei avrebbe detto tutto ciò che era necessario dire sulla Repubblica federale.
“La Bundesrepublik, insieme alla Costituzione77, è condannata a svanire il giorno in cui sarà attuata una costituzione creata dalla Nazione tedesca in una libera elezione” (articolo 146 78 della Costituzione). Questo sarà il giorno in cui la nazione tedesca attraverso il proprio Reichsordnende Versammlung79 respingerà ufficialmente le falsificazioni storiche sponsorizzate dai nemici del Reich e reclamerà la propria sovranità. Quel giorno arriverà prima di quanto lei pensi. Il convegno di Teheran agevolerà molto il dissolvimento della Repubblica federale, poiché è edificata su una gigantesca menzogna che sarà demolita a Teheran: la menzogna dell’Olocausto.”
“In conclusione80, vorrei ricordarle che il Reich tedesco continua ad esistere. Le sue leggi sono ancora in vigore. Oggi non possono essere messe in pratica perché una dominazione straniera, in palese violazione del diritto internazionale, impedisce con la forza al Reich di farlo.
Quando al Reich sarà di nuovo assicurata la capacità di operare, le azioni come la sua saranno punibili come tradimento”.
Horst Mahler
(http://horst-mahler.de/) è nato il 23 gennaio 1936, è avvocato ed è un membro attivo dell'NPD (Nationaldemokratische Partei Deutschlands) e del Deutsches Kolleg http://www.deutsches-kolleg.org/ , di cui è uno degli esponenti più noti, insieme a Reinhold Oberlecher e Uwe Meenen. Mahler in gioventù è stato un attivista di estrema sinistra; nel 1970 è stato fra i fondatori della Frazione Armata Rossa (RAF). Nel 1972 fu arrestato e condannato a 12 anni di carcere. E' in questo periodo che Mahler abbandona del tutto le proprie posizioni precedenti e si avvicina all'NPD. Ha rappresentato il proprio partito nel processo tenutosi di fronte all'Alta Corte tedesca (Bundesverfassungsgericht) relativo allo scioglimento della stessa NPD, vincendo la causa. Nel 2004 gli è stata ritirata la l'abilitazione all'esercizio della pratica forense e l'anno successivo è stato condannato a 9 mesi per incitamento all'odio razziale. Nel 2005 avrebbe dovuto difendere in tribunale Ernst Zündel dalla stessa accusa ma il giudice sentenziò che non poteva far parte del collegio difensivo.
(Lo stesso giudice allontanò dalla difesa anche Sylvia Stolz che aveva sostituito Mahler precisando che le tesi difensive di quest’ultima erano le stesse di Mahler!!).
14:45 Scritto da: waa359 in Repressione Revisionismo Meinungsfreiheit, Truffa di Norimberga | Link permanente | Commenti (0) | Tag: horst mahler, silvya stolz, norimberga, jackson |
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