24.08.2010

L'ex comunista Vittorio Strada ha dubbi sull'olocausto

testo tratto da:

pecora_nera_comunista.jpgRicordare...per non avere mai più comunismi !

 

di Vittorio Strada

 

2 giugno 2010

 

Vittorio Strada è stato ordinario di Lingua e letteratura russa all’Università di Venezia e ha diretto l’Istituto Italiano di Cultura a Mosca. Ha ideato la Storia della letteratura russa in sette volumi e fondato la rivista di studi storico-culturali “Rossija/Russia”, pubblicata a Mosca.

Un viaggio di studio in Russia portò Strada a vivere la propria scelta politica da posizioni “deviazionistiche” rispetto alla linea del Partito Comunista Italiano (PCI poi PDS poi DS)...quindi un comunista diventato ex. WaA359

(...)

...”Confesso che non mi eromai posto grandi problemi sulla autenticità o meno di quanto ci è stato insegnato abbondantemente, vale a dire sulla versione ufficiale (quella del primo paragrafo per intenderci) di come si è svolto e cosa è stato l’Olocausto.

Non sono nemmeno uno storico che possa in qualche modo entrare concretamente nell’argomento. Non ho né i mezzi, né i documenti necessari per appoggiare l’una o l’altra tesi.

Ciò nonostante qualche domanda me la sono posta. Ecco le principali:


1. Come è possibile che praticamente tutti gli storici diano la stessa versione dell’Olocausto, se tale versione non è vera?

Il fatto è che da che mondo è mondo la maggior parte degli studiosi è schierata con il più forte. Un esempio, tra i tanti, ce lo dà nel medioevo la falsa pretesa del Papa, avvallata dai suoi stessi oppositori, di aver ricevuto il potere temporale sull’impero d’Occidente dallo stesso Costantino nel quarto secolo. Già ai suoi tempi era noto che Costantino aveva lasciato tale potere ai suoi eredi, ma Costantino era morto,mentre il papa era nel pieno delle sue forze.

 

2. Perché in molti Paesi, anche democratici, esistono leggi che proibiscono il revisionismo storico su tali avvenimenti?

Questa è forse la domanda più intrigante: non riesco infatti a capire perché le tesi negazioniste non vengano ribattute, da altri storici,documenti alla mano con precise ed esaurienti contro-prove. Il semplice espediente di proibirle in fin dei conti non fa altro che dargli una credibilità che forse potrebbero non avere.

 

3. Perché un avvenimento mostruoso, di così grandi proporzioni, non ha lasciato alcuna traccia?

Gli elementi che oggi sono indicati come prove, in realtà, emersero nei tribunali solo a guerra finita e si riducono, quasi unicamente, a testimonianze orali e "confessioni". Senza i processi, non si avrebbe quindi nessuna prova dello "sterminio". Questo punto va valutato con attenzione. Sono stati necessari i giudici per determinare che la battaglia di Waterloo è stata realmente combattuta? I bombardamenti di Amburgo e Dresda? Hiroshima e Nagasaki? I massacri in Cambogia? Invece, questo programma di genocidio di portata continentale, protrattosi per ben tre anni, che avrebbe provocato milioni di vittime, deve essere dimostrato in un aula di tribunale.

Le prove fotografiche e i vari filmati non dicono nulla di diverso di quanto accaduto in altre parti. Penso ai campi di concentramento Alleati dove, nel 1947, i prigionieri erano altrettanto denutriti e malridotti.

Stesso discorso per le fosse comuni. Non hanno niente di diverso di quelle esistenti un po’ ovunque in Europa ed opera principalmente dei sovietici, dei Titini e dei partigiani.

 

  1. Perché non è mai stata trovata una vittima morta effettivamente per gas asfissianti?

O almeno le tonnellate e tonnellate di ceneri che sarebbero risultate dalla cremazione dei cadaveri? E dove sarebbero finiti i forni necessari alla bisogna, visto che quelli ritrovati non bastavano?

Anche questa è una domanda inquietante. Possibile che siano spariti tutti i cadaveri uccisi nelle camere a gas? E dove sono finiti?

5. E perchè le pareti delle camere a gas non mostrano la più piccola traccia di gas?

Altra domanda senza risposta. Eppure, se fossero state usate qualche traccia dovrebbe pur esserci.

6. E degli ebrei che a fine guerra non rispondevano più all’appello, cosa ne è stato?

Quanti di loro sono morti, quanti deportati in Unione Sovietica, quanti sono espatriati clandestinamente nei vari Paesi d’Europa e quanti infine erano riusciti a raggiungere la Palestina?

Tutte domande cui ovviamente non so dare una risposta certa,ma che penso sarebbe il caso venissero seriamente dibattute, una volta per sempre, dagli storici.

Resta ovviamente il fatto, l’unico certo, che il Nazismo si basava su di un principio razzista, sulla supremazia della razza ariana. E questo ovviamente è già da solo motivo di condanna. Ma proprio per questa ragione, visto che comunque la dottrina nazista è condannabile e condannata, dovrebbe essere possibile far luce, dialetticamente e con un libero confronto di tesi e di prove anche sul resto.

Ma forse è chiedere troppo.

 

Sulle camere a gas

Recentemente si è nuovamente accesa la polemica contro il revisionismo in seguito alla revoca della scomunica che aveva colpito alcuni Vescovi nominati dal card. Lefebvre.

Tra questi vi era il Vescovo Williamson, reo di aver detto in una intervista che non riteneva vera l’esistenza delle camere a gas ad Auschwitz e negli altri campi di concentramento nazisti.

Ritengo quindi interessante proporre il seguente rapporto, se non altro per chiarire i motivi che stanno alla base delle dichiarazioni del Vescovo.

In un mondo normale alle argomentazioni che seguono ci si opporrebbe con argomentazioni altrettanto convincenti. Accade invece che si usi l’arma del dogma e lo spauracchio del carcere.

Strano modo davvero di scrivere la Storia!

Prima di proporre il rapporto voglio solo ricordare che, da quello che ho avuto modo di leggere, la maggior parte degli storici negazionisti non è affatto nazista e non nasconde in alcun modo la realtà che sotto il nazismo gli ebrei, insieme ad altre categorie, siano stati maltrattati e perseguitati, spesso in modo inumano. Quello che costoro negano è l’entità di tale persecuzione e, soprattutto, l’esistenza stessa delle ’camere a gas’ che tanto colpiscono l’immaginario collettivo.

Il rapporto Leuchter (riportato qui) fu utilizzato anche nel processo celebrato in Canada contro Ernst_Zündel, un estremista vicino a circoli neonazisti che aveva pubblicato diversi libri ed opuscoli negazionisti.

Tale rapporto non fu accettato dalla corte canadese e fu in seguito criticato in particolare dal farmacologo francese Jean-Claude Pressac che contestò in particolare il fatto che non si fosse tenuto conto, né delle diverse condizioni d’uso del gas, se utilizzato per la disinfestazione o per l’uccisione di esseri umani, né delle diverse condizioni delle camere di sterminio, dove i residui erano rimasti esposti a lungo agli agenti atmosferici, e contestò inoltre l’argomento che il gas fosse facilmente infiammabile alle concentrazioni utilizzate e dunque non adoperabile in vicinanza dei forni crematori (Pressac sur Leuchter).

A Pressac risposero Paul Grubach (A response to J.C. Pressac’s critique) e Wolfang Schuster (Der Leuchter-Report in der Auseinandersetzung).

Nella sua replica, in particolare, Paul Grubach scrive:

“...(Inoltre, come già detto, L’Istituto di ricerca legale Polacco (Krakov) ha fornito una conferma indipendente dei dati di Lauchner. Il team investigativo dell”Istituto infatti non ha trovato tracce di cyanide nei campioni prelevati da loro prelevati nelle ’camere a gas’, tranne che in uno preso dalle rovine del KrematoriumII. In tale campione furono rilevati 6microgrammi per 100 grammi di materiale... Institute of Forensic Research (Krakow, Poland), "An Official Polish Report on the Auschwitz ’Gas Chambers,’ " The Journal of Historical Review, Summer 1991 (Vol. 11, No. 2), pp. 212-213.).

Ernst Zündel è attualmente (2009) in carcere in Germania essendo stato condannato a 6 anni per incitazione all’odio razziale e propagazione di notizie false (negazione dell’Olocausto).

A tale proposito mi vengono spontanee alcune considerazioni.

In questi stessi giorni un serial-killer come Battisti gode della protezione del Governo Brasiliano che ne rifiuta l’estradizione verso l’Italia dove è stato condannato per i suoi delitti. In tutto il mondo, poi, possono liberamente parlare e propagandare le loro idee gli ammiratori di Stalin, Mao e soci.

Molti dei quali propugnano il terrorismo come arma politica.

Strano mondo davvero, dove la ’verità’ viene imposta per legge e i crimini più grandi del secolo scorso e dell’attuale vengono taciuti e nascosti per paura di non sembrare ’progressisti.

E vorrei fermarmi un attimo sul concetto di ’verità’. Io non so se il rapporto di Leuchter sia davvero affidabile o no. Mi aspetterei comunque una sua ’demolizione’ sulla base di ricerche storiografiche e scientifiche che, una volta per tutte, chiarissero la questione. Mi trovo davanti invece a confutazioni basate su personali impressioni o, peggio, sul divieto di porre in discussione argomenti che sono considerati tabù.

Come se la condanna del nazismo dipendesse esclusivamente dal numero di vittime e dalle camere a gas. Aumenta in me sempre più la convinzione che dietro tutto ciò vi siano essenzialmente due motivi: da una parte il dio Denaro che, in occidente, ha ormai sostituito le varie fedi religiose e dall’altra la necessità di coprire i propri orrori nascondendoli dietro gli orrori ingigantiti dell’avversario.

Ad ogni modo ecco il testo, con la presentazione di D. Irving e di R. Faurisson, del contestatissimo ’rapporto Leuchter’.

 

La presentazione di David Irving

Contrariamente alla storiografia, la chimica è una scienza esatta. Storici,ormai sorpassati, della storia contemporanea, si sono finora generalmente accontentati di interminabili, accaniti dibattiti su significati ed interpretazioni. I più pigri tra di essi si sono impegnati a sviluppare un’arte poco appariscente: quella di leggere tra le righe. Tutto ciò serviva a sostituire il faticoso lavoro chiarificatore di documenti, negli archivi della Seconda Guerra Mondiale. Documenti che ora, improvvisamente, sono disponibili in una quantità impressionante.

Negli ultimi tempi, tuttavia, i più audaci tra di loro si sono accostati agli strumenti della criminologia scientifica. Hanno utilizzato mezzi ausiliari,come l’esame del carbonio (radioattivo), i residui di colore dei gas, e semplici esami circa l’autenticità dell’inchiostro, ed hanno apportato un po’ di luce sulle risultanze date per certe della storia contemporanea, frantumando così non poche volte alcuni miti del secolo XX.

A volte l’opinione pubblica approva tali risultati. Spesso – ovviamente –no. Un tipico esempio di risultato impopolare, in relazione con le analisi giuridico-criminologiche, è quello del sudario di Cristo a Torino. Forse non si tratta di una frode intenzionale, però in nessun modo la sua autenticità si approssima a quella che i sacerdoti garantivano a migliaia di creduli turisti.

Sarebbe semplicemente assurdo ritenere che l’opinione pubblica mondiale sia già da ora disposta ad accettare uno spassionato e professionale esame chimico dei campioni di pietre e del suolo del campo di concentramento di Auschwitz.

Ciò nonostante, il rapporto Leuchter ha come suo assunto questo fatto.

A nessuno piace essere ingannato, specialmente quando sono in gioco

grandi somme di denaro.

_holocaust_extorsion,zion.jpgLo Stato di Israele ha ricevuto dalla Repubblica Federale di Germania, a partire dall’anno 1949, più di 90.000 milioni di marchi tedeschi sotto forma di pagamenti volontari di risarcimento.

Essenzialmente,si tratta di versamenti di indennizzo per le camere a gas di Auschwitz.

Questa circostanza da sola dimostra che non è facile distruggere questo mito.

Centinaia di milioni di uomini probi ed intelligenti sono stati tratti in inganno da una martellante campagna di propaganda postbellica fortemente finanziata e brillantemente condotta.

Si è trattato fino ad oggi della continuazione di un piano elaborato già anteriormente all’anno 1942 dal P.W.E. (Psychological Warfare Executive = Servizio per la Direzione Psicologica della Guerra).

Già allora doveva venire diffusa in tutti i Paesi partecipanti alla guerra la tesi che il governo del Reich faceva uccidere in camere a gas milioni di ebrei e di altri gruppi etnici indesiderabili.

Nell’agosto del 1943 il capo del P.W.E. informava in uno scritto confidenziale il gabinetto inglese che, nonostante tutte le storielle pubblicate sull’impiego di gas mortali, non sussisteva il più piccolo elemento di prova sull’esistenza di tali installazioni.

Egli avvertiva nella sua comunicazione che le fonti ebraiche al riguardo erano particolarmente sospette.(...)

 

Colore, sottolineatura, evidenziazione, foto, NON sono parte del testo originale.WaA359

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19:10 Scritto da: waa359 in Eretici antisemiti, Verità Politicamente SCORRETTE | Link permanente | Commenti (1) | Tag: eretici, revisionista | |  Facebook |  Stampa

Commenti

Interessante lo "outing" di Vittorio Strada. Dov'e' pubblicato?
L'analogia che compare nella risposta alla prima domanda e' tratta da Butz, come pure la considerazione che viene fatta a proposito della terza domanda. Si trovano entrambe nel "discorso dell'elefante" tenuto da Butz alla conferenza del IHR, mi pare nell'83. Trovo positivo, sul piano strategico, che degli intellettuali ben inseriti nella cultura dominante presentino, senza riferimento alla fonte, delle considerazioni elaborate da revisionisti che sono stati maledetti ed esclusi dalla societa' dello spettacolo. E' un po' quello che ha fatto Garaudy con Faurisson in Francia.
Pietro Eremita

Scritto da: Pietro Eremita | 26.08.2010

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