31.07.2010

6 ANALISI CRITICA DELLE TESTIMONIANZE DI HENRYK TAUBER parte 6

di Carlo Mattogno

Parte 6

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"Carlo Mattogno",abilmente camuffato da Fregattenkapitän Erich Topp, mentre analizza la...residua "situazione" sterminazionista. WaA359

2) In tale contesto Tauber afferma che le presunte docce finte «erano fissate a pezzi di legno che erano stati inseriti a questo scopo nel soffitto di cemento della camera a gas».

Si tratta delle tavolette già discusse nel capitolo 4.3. Ma una tavoletta può essere inserita nel calcestruzzo soltanto quando questo è fresco, cioè quando viene effettuata la gettata del calcestruzzo.

Le tavolette in questione erano state infatti installate nell'armatura del solaio del Leichenkeller 1, cosa ovvia, dato che costituivano le basi alle quali dovevano essere fissate le lampade del locale. Esse dunque non potevano essere state inserite nel calcestruzzo indurito «nell'autunno 1943», come lascia intendere Tauber; d'altra parte, se le tavolette furono installate durante la gettata del solaio allo scopo dichiarato dal testimone, perché le presunte docce finte vi furono fissate soltanto «nell'autunno 1943»?


La prima ispezione ufficiale delle rovine del crematorio II fu eseguita dai Polacchi il 12 maggio 1945, dodici giorni prima dell'interrogatorio di Tauber da parte del giudice Sehn, la seconda il 4 giugno. Le ispezioni furono molto accurate: esse permisero tra l'altro di recuperare alcune grate delle aperture di ventilazione del Leichenkeller 1 1120, perciò le tavolette infisse nel solaio del locale non potevano essere sfuggite all'osservazione di colui che aveva effettuato l'ispezione e alla conoscenza del giudice Sehn, che ne aveva evidentemente informato Tauber, a meno che non avesse partecipato personalmente all'ispezione.

È dunque chiaro che Tauber volle fornire una spiegazione “criminale” - puramente fittizia - di queste tavolette.

 

3) La storia della baracca-spogliatoio, la quale, come ho mostrato sopra, è una semplice invenzione,serviva soltanto a spiegare perché nella pianta di Birkenau 2216 del 20 marzo 1943 compaia una baracca davanti all'angolo nord-est del crematorio II. Tauber infatti non chiarisce per quale ragione si era resa necessaria la costruzione di questa baracca e Pressac, che la considera una “prova” dell'attendibilità di Tauber, fornisce al riguardo due spiegazioni contrastanti e inconcludenti. In realtà, come ho chiarito sopra, questa baracca era stata ordinata dall' SS-Standortarzt il 21 gennaio 1943 ed già stata installata un mese prima della presunta gasazione inaugurale descritta da Tauber, il che, tra l'altro, vanifica i tentativi di spiegazione di Pressac1121.

 

4) Tauber dice che i tre impianti di tiraggio aspirato «furono successivamente smontati e i condotti che portavano i gas combusti dai forni crematori furono collegati direttamente al camino». Ciò è vero e i relativi lavori, come ho esposto sopra, furono eseguiti dopo che Tauber aveva lasciato il crematorio II (metà aprile): allora come poteva sapere il testimone questi dettagli tecnici dato che all'epoca si trovava nel crematorio IV e poi non ritornò più al crematorio II? Evidentemente dai documenti sequestrati dai Sovietici.

 

5) Anche le affermazioni di Tauber sulla forza del Sonderkommando derivano dai documenti che gli erano stati esibiti dai Sovietici. Questi documenti sono molto frammentari e cominciano dal gennaio 1944: il 1° gennaio 1944 la forza del personale dei crematori (Krematoriumspersonal) era di 383 detenuti, il 31 gennaio di 414 e il 15 febbraio di 4051122: perciò Tauber dichiara che all'inizio (marzo 1943) tale personale «contava circa 400 detenuti e mantenne questa forza fino al gennaio o febbraio 1944»1123. Per i nove mesi intermedi egli non fornisce alcuna cifra solo perché al riguardo non esistono documenti.

 

6) Ancora più importante è il fatto che Tauber, al pari della Commissione di inchiesta sovietica, fino al febbraio 1945 ignorava la denominazione di Bunker successivamente attribuita alle presunte camere a gas provvisorie di Birkenau. Egli infatti le chiama semplicemente “camere a gas separate” (“otdelnie gazovie kameri”). Il termine Bunker, pretesamente di uso comune tra SS e detenuti come denominazione ufficiale delle due presunte installazioni di gasazione, fu creato all'inizio dell'istruttoria di Jan Sehn1124.

1119 Vedi capitolo 4.

1120 Processo Höss, tomo 11, p. 30.

1121 Vedi capitolo 2.3.

1122 Auschwitz: Open Air Incinerations, op. cit., p. 80.

1123 Protocollo della deposizione di H. Tauber del 24 maggio 1945 davanti al giudice istruttore Jan Sehn . Processo Höss, tomo 11, p. p. 145.

1124 Vedi capitolo 17.4.

 

Dal punto di vista storico, le dichiarazioni di Tauber sono false o errate o prive di riscontro oggettivo, come:

- la presunta gasazione di «resistenti francesi»,

- i trasporti di ebrei francesi e olandesi nel marzo-aprile 1943,

- il trasporto greco presuntamente arrivato subito dopo il trasporto da Cracovia gasato per primo nel crematorio II,

- la forza numerica di questo trsporto,

- la presenza di Mengele ad Auschwitz nel marzo-aprile 1943,

- la data della rivolta del “Sonderkommando”,

- il numero delle SS presuntamente uccise durante la rivolta,

- la presenza di 5 “fosse di cremazione” nel cortile del crematorio V nell'estate del 1944,

- la presenza di una ferrovia campale in prossimità delle “fosse di cremazione”,

- la presenza di 4 o 7 fosse di cremazione in tutta l'area di Birkenau nel 1944,

- il trasporto dei crematori a Gross-Rosen,

- la gasazione di 200 detenuti del “Sonderkommando” nella camera di disinfestazione del “Kanada” di Auschwitz,

- la forza del “Sonderkommando” nel 1944,

- la sua ripartizione nei singoli crematori,

- la divisione della presunta camera a gas del crematorio II in due locali;

- la chiusura del crematorio I nel febbraio o nel marzo 19431125 (Il crematorio I fu chiuso nel luglio 1943).

Per non parlare della menzogna sul numero delle vittime del campo:

«Secondo le mie supposizioni, la cifra totale delle persone gasate nei crematori di Auschwitz nel periodo in cui, come membro del Sonderkommando, prestai servizio in questi crematori, è di circa 2 milioni di persone. Durante la mia permanenza ad Auschwitz ebbi la possibilità di parlare con vari detenuti che avevano lavorato ai crematori e ai Bunker di Auschwitz prima del mio arrivo là. Da essi appresi che, quando cominciai a lavorare nei crematori, erano già state gasate circa due milioni di persone nei Bunker n. I e II o nel crematorio n. I.

In totale dunque calcolo la cifra complessiva delle persone gasate ad Auschwitz a circa

4 milioni» 1126.

La testimonianza di Tauber è storicamente inconsistente, infarcita di propaganda grottesca e tecnicamente insensata, sicché la pretesa di van Pelt che «non conteneva contraddizioni e non conteneva affermazioni improbabili» appare patetica.

In conclusione, parafrasando Pressac, si può dire che la testimonianza di Tauber, quella alla quale van Pelt attribuisce «il valore probatorio più alto», è «storicamente inaffidabile al 95%», cioè di nessun valore storico.

1125 Protocollo della deposizione di H. Tauber del 27-28 febbraio 1945 davanti alla Commissione di inchiesta sovietica. GARF, 7021-108-13, p. 3 e 7.

1126 Protocollo della deposizione di H. Tauber del 24 maggio 1945 davanti al giudice istruttore Jan Sehn . Processo Höss, tomo 11, pp. 149-150.

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