30.07.2010
Auschwitz Storia dei montacarichi dei crematori II e III
Montacarichi del Krematorium II ! Foto ufficiale sterminazionista : Photograph [PMO neg. no. 205/37] of a provisional 300 kg capacity goods hoist used in Krematorium II , found in the Bauhof in 1945. (Fonte JC Pressac)
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di Carlo Mattogno
Nel quadro di un ipotetico sterminio in massa, i montacarichi dei crematori II e III avrebbero avuto un'importanza particolare, rappresentando la prima strozzatura di tale processo (la seconda sarebbe stata la capacità di cremazione dei forni).
Secondo i progetti iniziali, i crematori II e III dovevano essere equipaggiati con montacarichi descritti come segue nella lettera di ordinazione della Zentralbauleitung alla Topf del 28 febbraio1943:
«2 macchine montacarichi complete inclusi motori elettrici per corrente trifase da 220/380 V, ognuno di 7,5 CV di costruzione speciale, con interruttori automatici dei motori, interruttori di trasporto, gruppi frenanti, gabbie di trasporto di m 2,10 x 1,35 x 1,80, con dispositivi di arresto, per il resto come indicato nel preventivo di costo summenzionato al prezzo di 9.371 RM l'uno, in totale 18.742 RM.
1 montacarichi elettrico brevetto Demag ad una sola barra per 750 kg di portata che con l'installazione della seconda barra viene fatto arrivare a una portata di 1.500 kg, al prezzo di 968 RM. Questo montacarichi elettrico Demag dev'essere consegnato immediatamente, perché deve essere usato fino all'arrivo dei montacarichi menzionati al punto 1».
Il termine di consegna era fissato a circa 7 mesi. Al preventivo di costo summenzionato era allegato il disegno 5037 che è stato pubblicato da Pressac. Esso fu redatto dalla ditta Gustav Linse Spezialfabrik f.[ür] Aufzüge (fabbrica speciale di montacarichi) di Erfurt il 25 gennaio 1943 e ha l'intestazione “Lasten-Aufzuf bis 750 kg Tragkraft für Zentralbauleitung der Waffen SS, Auschwitz/O.S.” ((montacarichi fino a 750 kg di portata per la Zentralbauleitung der Waffen SS, Auschwitz Alta Slesia)145.
Questo montacarichi fu montato soltanto nel crematorio III, nel periodo dal 17 maggio al 6 giugno 1943 dall'installatore della Topf Heinrich Messing146.
Nel crematorio II fu invece installato un montacarichi molto grezzo che fu ordinato alla WL Schlosserei il 15 febbraio 1943.
Ecco il testo della relativa ordinazione:
«15.2.1943 [ordinazione] n. 61. KGL, crematorio I [= II], BW 30. Oggetto: 1 montacarichi piano per almeno 300 kg di carico utile. Montaggio del relativo verricello, della fune e del motore, nonché delle guide di scorrimento. Ordinazione n. 2563/146 del 26 gennaio 1943 della Zentralbauleitung. Ordinazione ricevuta dalla ex Häftlings-Schlosserei. Terminato: 13 marzo 1943».
Come risulta da una fotografia polacca del 1945 pubblicata da Pressac, questo montacarichi era molto rudimentale148. Esso fu riparato una prima volta dall'installatore Messing il 12 aprile 1943 in 11 ore di lavoro149. Nonostante ciò, il macchinario funzionava male.
Il 23 luglio 1943 la ditta Topf scrisse alla Zentralbauleitung una lettera che contiene il seguente passo:
«Nel recente colloquio telefonico col Vostro sig. Bauleiter Sturmbannführer Bischoff, questi ha dichiarato che anche il montacarichi del crematorio II dà continuamente occasione a reclami. Questo montacarichi non l'abbiamo costruito noi, ma è stato fabbricato e montato dal Vostro stesso personale. Perciò non riusciamo a capire che vogliate renderci responsabili per un impianto che non abbiamo realizzato»
Nonostante ciò, questo montacarichi malfunzionante rimase al suo posto fino alla fine, sebbene nell'agosto 1943 fossero stati consegnati alla Zentralbauleitung i due montacarichi definitivi,corrispondenti all'ordinazione n. 43/145/3, per la quale il 18 agosto dello stesso anno fu effettuato un pagamento in acconto di 9.400 RM151.
Il 12 maggio 1944 la Zentralbauleitung inviò alla Topf il seguente “telegramma urgente”:
«[Il] montaggio dei due ascensori ora non può avvenire. [L']installazione avviene in seguito insieme all'installazione degli impianti di disaerazione nei [crematori] IV e V».
Non risulta però che questi montacarichi siano mai stati installati.
I montacarichi al processo Irving-Lipstadt
Van Pelt fornisce un lungo resoconto della discussione sul montacarichi del crematorio II al processo Irving-Lipstadt:
«Irving si attenne alla lettera preparata dall'anonimo architetto. La parte più importante della discussione riguardava il montacarichi che collegava il seminterrato al piano principale del crematorio 2» (corsivo mio)153.
La lettera in questione esponeva un calcolo del tempo necessario per trasportare 2.000 passeggeri «assumendo una portata di 200 kg». Tale tempo era calcolato in 4 ore e 48 minuti per persone vive, ma ovviamente il trasporto di cadaveri avrebbe richiesto un tempo doppio o triplo e il più piccolo guasto avrebbe bloccato l'intera procedura di gasazione e di cremazione154.
Van Pelt descrive poi le proprie reazioni:
«Avevo letto questo ragionamento la notte precedente e mi ero accorto che uno dei suoi difetti era l'assunzione che il montacarichi potesse avere una portata di soli 200 kg. In realtà, avevo una copia di un documento del febbraio 1943 che stabiliva che la portata del montacarichi doveva essere raddoppiata da 750 a 1.500 kg. Assumendo come punto di partenza il calcolo dell'anonimo architetto, Irving presentava il montacarichi come la strozzatura cruciale di tutta l'operazione» (corsivo mio)155.
Indi van Pelt riporta un brano del dibattimento processuale che contiene queste due sue risposte:
«Essi [i tecnici della Zentralbauleitung] chiesero immediatamente di aumentare la portata del montacarichi a 1.500 kg fornendo cavi supplementari».
«Il [montacarichi con portata di] 750 kg fu installato quando l'edificio era finito ed essi chiesero immediatamente di raddoppiarne la portata»156.
Al processo, van Pelt assunse un peso medio di un cadavere di 60 kg, sicché il montacarichi poteva trasportare 25 persone alla volta157.
Van Pelt conclude:
«Irving non ritornò sulla portata. Per me era chiaro che un'importante assunzione sulla quale egli aveva programmato il suo attacco [sic] si era rivelata errata»158.
La risposta di van Pelt è basata su un presupposto storicamente falso. Come ho mostrato nel paragrafo precedente, il “Demag-Elektrozug für 750 kg Traghaft” (montacarichi elettrico per 750 kg di portata) non fu installato nel crematorio II, ma nel crematorio III.
Egli pretende inoltre che le SS «chiesero immediatamente» di raddoppiare la portata del montacarichi a 1.500 kg e poi assume che ciò fu effettivamente realizzato, parlando del trasporto di 25 cadaveri di 60 kg alla volta159; ma il documento da lui menzionato dice soltanto che la portata di 750 kg «con l'installazione della seconda barra viene fatta arrivare a una portata di 1.500 kg», il che può significare al massimo un'intenzione futura, non certo una richiesta specifica, meno che mai la realizzazione di questa intenzione. Nulla dimostra infatti che la portata del montacarichi fu effettivamente raddoppiata.
Ma la cosa più grave è che van Pelt tace completamente il fatto che il montacarichi installato nel crematorio II era il “Plateauaufzug” con portata di 300 kg.
Perciò nel crematorio II lo sterminio di 500.000 persone sarebbe stato perpetrato avendo a disposizione soltanto questo montacarichi rudimentale e malfunzionante. Poiché la sua portata era di 300 kg, ossia mediamente 5 cadaveri di 60 kg, esso avrebbe dovuto compiere 200.000 viaggi, 100.000 di ascesa e 100.000 di discesa!
Assumendo una durata media del trasporto di ogni carico di cadaveri (caricamento, viaggio di ascesa, scaricamento e viaggio di discesa) di 5 minuti, il trasporto di 2.000 cadaveri dal seminterrato alla sala forni (l'ipotesi discussa da Irving)160 avrebbe richiesto ([2.000 : 5] x 5 =) 2.000 minuti, ossia oltre 33 ore.
Una tale durata media, che corrisponde a 1 minuto per lo spostamento dell'ascensore in salita e in discesa161 e a 4 minuti per lo spostamento dei 5 cadaveri (cioè in media 24 secondi per caricare e altri 24 secondi per scaricare un cadavere), è perfino troppo breve, per due ragioni.
Anzitutto il montacarichi funzionava male, perciò bisogna considerare il tempo perduto inevitabilmente per guasti, inceppamenti e ritardi.
In secondo luogo, secondo il testimone Henryk Tauber, nel crematorio II (e III) al montacarichi erano addetti 4 detenuti, 2 per il caricamento e 2 per lo scarico, i quali lavoravano in un turno di 12 ore162.
Anche assumendo provvisoriamente una durata
media di 5 minuti per ogni carico, questi detenuti dopo 6 ore, alla metà del loro turno di lavoro, avrebbero già sollevato e spostato ([6 x 60/5 x 300] =) 21.600 kg e la fatica crescente avrebbe rallentato sempre di più il loro lavoro.
È dunque chiaro che la durata media del trasporto di un carico di cadaveri sarebbe stata più alta, il che rende ancora più insensato il presunto trasporto di 500.000 cadaveri. Poiché il numero massimo di giorni in cui il crematorio II fu in funzione è di 433, il montacarichi avrebbe dovuto effettuare mediamente ([500.000 : 5] : 433 =) 231 trasporti al giorno, ciascuno dei quali sarebbe durato in media (1.440 : 231 =) poco più di 6 minuti (ossia 1 minuto per il viaggio di andata e ritorno del montacarichi e 30 secondi per caricare e altri 30 secondi per scaricare ciascun cadavere), e ciò ininterrottamente per 433 giorni, giorno e notte: come si può credere seriamente a una tale assurdità?
Concludendo, il montacarichi si concilia perfettamente con il numero reale delle cremazioni, che per il crematorio II fu al massimo intorno alle 20.000, ma è assolutamente inconciliabile con l'immane sterminio in massa dichiarato da van Pelt.
Note:
141 C. Mattogno, Auschwitz: Fine di una leggenda, op. cit. pp. 81-84.
142 C. Mattogno, Ritorno dalla luna di miele ad Auschwitz. Risposta ai veri dilettanti e ai finti specialisti dell'anti-“negazionismo”. Edizioni Effepi, Genova, 2006, pp. 73-77.
143 R.J. van Pelt, The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, op. cit., p. 365-366.
144 Lettera della Zentralbauleitung alla Topf del 28 febbraio 1943. APMO, BW 30/34, p. 69.
145 J.-C. Pressac, Les crématoires d'Auschwitz. La machinerie du meurtre de masse, op. cit., documento 25 fuori testo.
146 J.-C. Pressac, Auschwitz: Technique and operation of the gas chambers, op. cit., p. 371.
147 Processo Höss, tomo 11, pp. 82-83.
148 J.-C. Pressac, Auschwitz: Technique and operation of the gas chambers, op. cit., foto 20 a p. 488
149 «Bauwerk 30 Kr II Fahrstuhl repariert»: Arbeits-Bescheinigung di Messing per il periodo 12-18 aprile 1943. RGVA, 502-1-306, p. 93a. Cfr. J.-C. Pressac, Auschwitz: Technique and operation of the gas chambers, op. cit., p. 370.
150 RGVA, 502-1-313, p. 29.
151 Annotazione manoscritta dell'impiegato civile Jährling su una “Aufstellung” (Lista) della Topf datata 2 luglio 1943. RGVA, 502-1-327, p. 74.
152 RGVA, 502-1-313, p. 10.
153 R.J. van Pelt, The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, op. cit., pp. 468-469.
154 Idem, p. 469.
155 Idem.
156R.J. van Pelt, The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, op. cit., p. 470.
157 Idem, p. 470 e 472.
158 Idem, p. 470.
159 Idem, p. 472.
160 Idem, p. 470.
161 L'anonimo ingegnere menzionato da van Pelt assumeva una durata di 30 secondi, ma, stranamente, considerava soltanto il viaggio di ascesa dell'ascensore. R.J. van Pelt, The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, op. cit., p. 469.
162 Dichiarazione di H. Tauber del 27-28 febbraio 1945 davanti alla Commissione di inchiesta sovietica. GARF, 7021-108-13, p. 9.
Foto,grassetto,evidenziazione,colore,sottolineatura,NON fanno parte del testo originale.WaA359
13:38 Scritto da: waa359 in Articoli di Carlo Mattogno, Lager Auschwitz | Link permanente | Commenti (0) | Tag: montacarichi, auschwitz |
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