26.07.2010
2 I "GASPRÜFER" DI AUSCHWITZ di Carlo Mattogno parte 2
di Carlo Mattogno
5) Che cos'erano i "Gasprüfer"
Dimostrata l'infondatezza dell' interpretazione di Pressac, è giunto il momento di fornire una spiegazione alternativa che risolva nel contempo tutti i problemi segnalati sopra che lo storico francese ha lasciato insoluti.
Comincio con il rilevare che "Gasprüfer" era il termine tecnico che indicava uno strumento per la Rauchgasanalyse che funzionava "nach physikalischen Methoden"32. All'inizio degli anni Quaranta esistevano vari strumenti per l'analisi dei gas combusti, dai Rauchgasanalyse-Anlagen ai Geber für die % CO2, agli Anzeiger für % CO2 e für % CO+H2 33.
I forni crematori erano normalmente dotati di uno di questi strumenti; l'ing. Richard Kessler, uno dei massimi esperti tedeschi nel campo della cremazione degli anni Venti e Trenta, raccomandava come "unbedingt notwendig", per il corretto funzionamento dei forni crematori, l'installazione di una serie di "Apparate" tra cui
" eines gut arbeitenden CO- und CO2 - Messers, um eine wirtschaftliche Verbrennung zu gewährleisten und hierbei gleichzeitig die Rauchentwicklung zu beobachten"34.
Ancora all'inizio degli anni Settanta l'ing Hans Kraupner consigliava:
" Wichtig ist, dass zur raschen Beseitigung der Rauchbildung Messgeräte unmittelbar hinter dem Ofen angeordnet sind, die dem Oferwärter sofort bei Beginn der Rauchentwicklung ein entsprechendes Signal geben"35.
L'ipotesi più ragionevole è dunque che la Zentralbauleitung avesse ordinato dei "Gasprüfer" per i forni crematori di Birkenau. Vediamo ora se questa ipotesi risolve tutti i problemi che ho segnalato sopra.
Il telegramma del 26 febbraio 1943 reca la seguente indicazione dattiloscritta del mittente: "Zentralbauleitung Auschwitz gez. Pollok SS-Untersturmführer"; esso presenta inoltre tre annotazioni manoscritte: nella parte alta, a destra, la sigla "BW 30" (Bauwerk 30 = crematorio II); in basso a destra la sigla "Jäh", le iniziali dell'impiegato civile Jährling; infine in basso a sinistra, accanto alla data e all'ora di invio del telegramma, il nome di Kirschnek preceduto dall'abbreviazione del suo grado "Unstuf." (= Untersturmführer)36.
La lettera della Topf del 2 marzo 1943(37) ha il timbro della Registratur del 5 marzo e presenta inoltre due sigle manoscritte: quella di Jährling (a sinistra) seguita dalla data 8 marzo 1943 e quella di Janisch (a destra) preceduta dalla data 6 marzo. Vediamo anzitutto chi erano questi personaggi e quale mansione svolgevano all'interno della Zentralbauleitung.
L' SS-Untersturmführer Josef Pollok era il Bauleiter della Bauleitung Hauptwirtschaftslager der Waffen-SS und Polizei Auschwitz und Truppenwirtschaftslager Oderberg;
l' SS-Untersturmführer Hans Kirschnek era il Bauleiter della Bauleitung der Waffen-SS und Polizei Auschwitz. K.L. Auschwitz und Landwirtschaft Auschwitz;
l' SS-Untersturmführer Josef Janisch era il Bauleiter della Bauleitung des Kriegsgefangenenlagers; infine
l'impiegato civile Rudolf Jährling, di professione Heizungs-Techniker, faceva parte della Technische Abteilung.
Il telegramma del 26 febbraio 1943 fu redatto dall' SS-Untersturmführer Pollok perché le sue competenze - riguardo, sia, in generale, alle Hochbauangelegenheit, sia, in particolare, alle questioni relative a Bauwirtschaft, Baupolizei, Bauanträge, Kontingentierungsunterlagen ecc. - si estendevano anche alla Bauleitung des Kriegsgefangenenlagers 38. L' SS-Untersturmführer Kirschnek non aveva invece alcuna competenza sul Kriegsgefangenenlager di Birkenau e probabilmente egli provvide soltanto a far spedire il telegramma. Il suo nome manoscritto che appare in questo documento non è la sua firma.
Il personaggio più importante menzionato nel telegramma era proprio Jährling che, per la sua specializzazione termotecnica, si occupava di tutti gli impianti di riscaldamento e di combustione del campo, il più grande dei quali era il Fernheizwerk, per il quale si prevedeva un consumo giornaliero di carbone di 45-50 tonnellate 39. Jährling si occupava anche delle questioni termotecniche relative ai forni crematori, ad esempio, egli fu l'autore dell' Aktenvermerk del 17 marzo 1943 riguardante la valutazione del consumo di coke dei crematori di Birkenau 40.
Nel 1944 Jährling era a capo della Heiztechnische Abteilung della Zentralbauleitung. Il fatto che Jährling - un Heizungs-Techniker - fosse interessato alla richiesta dei "Gasprüfer" è dunque un'ulteriore conferma del fatto che questi erano dei semplici strumenti per l'analisi dei gas combusti dei forni crematori.
Questa interpretazione, inoltre, si concilia bene anche con il contesto storico.
Il 29 gennaio 1943 l'ing. Prüfer ispezionò i cantieri dei crematori e redasse al riguardo un rapporto nel quale, circa il crematorio II, rilevò:
" Die 5 Stück Dreimuffel-Einäscherungsöfen sind fertig und werden z.Z. trockengeheizt"41.
Nel suo Tätigkeitsbericht del 29 marzo 1943 Kirschnek annotò quanto segue riguardo al crematorio II:
"Gesamtes Mauerwerk fertiggestellt und zum 20.2.43 in Betrieb genommen"42.
E' dunque chiaro che la Zentralbauleitung, ordinando dei Rauchgasprüfer, voleva assicurarsi una combustione ottimale nei forni crematori. Ed è altrettanto chiaro per quale ragione la Zentralbauleitung, per avere questi strumenti termotecnici, si rivolte alla ditta Topf, una "Maschinenfabrik und feuerungstechnisches Baugeschäft"43.
Resta da chiarire un' ultima questione che Pressac, come al solito, ha preferito eludere: perché l'ordinazione della Zentralbauleitung riguardava proprio 10 "Gasprüfer"?
La risposta è semplice: essi erano destinati ai 10 Rauchkanäle dei crematori II e III, oppure alle 10 canne fumarie (Schronsteinröhre) dei crematori II-V44.
Ricapitolando, se i "Gasprüfer" erano dei semplici analizzatori dei gas combusti si comprende perfettamente:
a) perché furono ordinati dalla Zentralbauleitung (e non dall' SS-Standortarzt);
b) perché furono ordinati alla ditta Topf (e non alla ditta Tesch und Stabenow);
c) perché furono ordinati con il nome di "Gasprüfer" (e non di Gasrestnachweisgeräte für Zyklon);
d) qual era la loro destinazione d'uso;
e) perché ne furono ordinati proprio 10.
f) perché, oltre ai "Gasprüfer", non furono ordinati Zyklon B, maschere antigas, Atemeinsätze "J" e Schlageisen.
Passiamo infine alla lettera della Topf del 2 marzo 1943.
Come ho già rilevato, essa reca la sigla di Janisch, Bauleiter della Bauleitung des Kriegsgefangenenlagers, e di Jährling, il che si concilia perfettamente con l'interpretazione fornita sopra.
Per quanto riguarda il testo della lettera, osservo anzitutto che la richiesta di informazioni della Topf ("bereits vor 2 Wochen") aveva preceduto di almeno 10 giorni telegramma della Zentralbauleitung, il quale fa riferimento ad una conversazione anteriore ("wie besprochen") della quale però nei documenti non esiste traccia. Il testo del telegramma -"Absendet sofort 10 Gasprüfer wie besprochen" - fa pensare che la Topf avesse già a disposizione i "Gasprüfer".
La successiva menzione del Kostenangebot e la risposta della Topf sollevano un altro problema: secondo la prassi burocratica, su richiesta della Zentralbauleitung, la Topf, come tutte le altre ditte, presentava un'offerta (Angebot) sotto forma di Kosten-Anschlag; se l'offerta era accettata, la Zentralbauleitung eseguiva l'ordinazione, anche verbale, che veniva sempre confermata per iscritto (Auftragerteilung). In questa prassi burocratica il termine Kostenangebot è raro e designa sicuramente il Kostenanschlag.
Nei documenti in questione la prassi normale appare dunque invertita: l'ordinazione della Zentralbauleitung precede l' Angebot e il Kostenanschlag della ditta. Secondo la normale prassi burocratica, invece, da un lato la Zentralbauleitung non poteva ordinare una merce prima che la ditta le avesse inviato il relativo Angebot con Kostenanschlag, dall'altro la Topf non poteva presentare un Angebot con Kostenanschlag di una merce che non produceva né vendeva.
In secondo luogo, poiché i Gasrestnachweisgeräte für Zyklon erano regolarmente distribuiti dalla ditta Tesch und Stabenow, dalla ditta Heerdt und Lingler e dalla Degesch, la difficoltà della Topf a reperirli risulta incomprensibile.
In terzo luogo, non si comprende neppure per quale ragione la Zentralbauleitung avrebbe dovuto chiedere queste informazioni alla Topf invece che all' SS-Standortarzt.
Infine, come ho rilevato sopra, gli "Anzeigegeräte für Blausäure-Reste" non esistevano affatto; il termine "Anzeiger" non si applica del resto ad un Gerät chimico,
ma piuttosto ad uno strumento, esso designa sia l'intero strumento (Anzeigeinstrument), sia il Zeiger des Anzeigeinstrumentes, ad esempio si può riferire agli strumenti di misurazione für % CO2 e für % CO+H2.
Il punto cruciale della lettera è proprio questo: se infatti al posto di "Anzeigegeräte für Blausäure-Reste" si legge "Anzeigegeräte für Rauchgasanalyse" tutti i problemi segnalati sopra si dissolvono istantaneamente.
Le mie conclusioni sono pertanto le seguenti:
1) i "Gasprüfer" del telegramma del 26 febbraio 1943 erano dei semplici analizzatori di gas combusti per i forni crematori;
2) la lettera della Topf del 2 marzo 1943 è stata falsificata da un falsario sprovveduto che ha creato un neologismo ibrido:" Anzeigegeräte für Blausäure-Reste".
Questa conclusione comporta a sua volta dei problemi, che sono stati messi in risalto da un commentatore anonimo che tradisce fin troppo chiaramente la penna di Pressac:
"Les révisionnistes, pour s'en débarasser, ont dit que c'était un faux. Le faussaire était un historien remarquable car il connaissait les griffes ou les signatures du chef de la Zentralbauleitung SS d'Auschwitz, le commandant SS Karl Bischoff, d'un de ses adjoints, le SS sous-lieutenant SDS Hans Kirschneck, de l'employé civil chargé des questions techniques pour les SS, Rudolf Jährling, du responsable des divisions D de la Topf, l'ingénieur principal Fritz Sander et du chef de la division D IV de la Topf (construction de crématoires), l'ingénieur principal Kurt Prüfer. Le faussaire disposait de papier à en-tête de la firme Topf anterieur à mars 1943, d'un de ses cachets et du cachet dateur de la Zentralbauleitung SS d'Auschwitz avec son registre complet de correspondance afin d'attribuer un numéro de réception du courrier exact. Il était aussi ai courant des habitudes administratives de la Topf et savait qui avait procuration (Sander) et qui ne l'avait pas (Prüfer)"45.
Nel complesso, questa critica è piuttosto ingenua. Nessun revisionista serio considera il documento in questione falso, ma falsificato, e, aggiungo, nessun revisionista serio considera il documento in questione falsificato "pour s'en débarasser", ma per i gravi problemi storici, tecnici e burocratici che esso comporta.
Falsificazione significa alterazione di un documento originale, ad esempio, nel caso in oggetto, sostituzione di "Anzeigegeräte für Rauchgasanalyse" con "Anzeigegeräte für Blausäure-Reste".
Per quanto concerne il problema della carta intestata della Topf e del timbro della Zentralbauleitung, il KGB ne poteva disporre facilmente, perché i Sovietici avevano sequestrato sia gli archivi della ditta Topf ad Erfurt, sia gli archivi della Zentralbauleitung, con annessi e connessi, compreso il materiale di cancelleria.
Per concludere, a mio avviso i problemi suscitati dalla eventuale falsificazione del documento sono del tutto irrilevanti irrilevanti rispetto a quelli, insolubili, che il documento comporta se si considera autentico.
Pressac respingerà sicuramente queste conclusioni, ma allora dovrà anche risolvere seriamente tutti i problemi che ho segnalato.
Abbreviazioni:
TCIDK = Tsentr Chranenija Istoriko-dokumental'nich Kollektsii (Centro di custodia della collezione storico-documentale), Mosca
APMO = Archiwum Panstwowego Muzem w Oswiecimiu (Archivio del Museo di Stato di Auschwitz)
APMM = Archiwum Panstwowego Muzeum na Majdanku (Archivio del Museo di Stato di Majdanek)
Note:
1 Jean-Claude Pressac, Die Krematorien von Auschwitz. Die Technik des Massenmordes. Piper, München Zürich 1994, p.92.
2 Jean-Claude Pressac, Les crématoires d'Auschwitz. La machinerie du meurtre de masse. CNSR Editions, Paris 1993, pp.71-72.
3 Jean-Claude Pressac, Die Krematorien von Auschwitz, pp.92-93.
4 Jean-Claude Pressac, Les crématoires d'Auschwitz, p.72.
5 Jean-Claude Pressac, Auschwitz: Technique and operation of the gas chambers.The Beate Klarsfeld Foundation, New York, 1989, p.218 e 223.
6 Jean-Claude Pressac, Die Krematorien von Auschwitz, p.94.
7 Edizioni di Ar, Padova 1994.
8 Per il secondo caso vedi ad esempio lo schema che appare nell' articolo di G.Peters e E.Wünstiger Sach-Entlausung in Blausäure-Kammern in: "Zeitschrift für hygienische Zoologie und Schädlingsbekämpfung", Heft 10/11, 1940, p.193.
9 Lettera della Topf alla Bauleitung di Auschwitz del 21 maggio 1942. TCIDK, 502-1-312, p.63 ("Von uns war geplant, die Frischluft aus dem Bodenraum abzusaugen, wir halten es aber für richtiger, die Frischluft von über Dach zu entnehmen und dem Gebläse durch einen besonderen Kanal zuzuführen").
10 A.Sieverts, A.Hermsdorf, Der Nachweis gasförmiger Blausäure in Luft in: "Zeitschrift für angewandte Chemie", 34. Jg., 1921, pp.4-5; F.Puntigam, H.Breymesser, E. Bernfus, Blausäuregaskammern zur Fleckfieberabwehr. Grundlagen, Planung und Betrieb. Sonderveröffentlichung des Reichsarbeitsblattes. Berlin 1943, p.21 e 111.
11 Vedi documento 3.
12 Vedi documento 4.
13 Arbeitsanweisungen für Klinik und Laboratorium des Hygiene-Institutes der Waffen-ss, Berlin. Herausgegeben von SS-Standartenführer Dozent Dr. J. Mrugowsky. Heft 3. Entkeimung, Entseuchung und Entwesung. Von Dr. Med. Walter Dötzer, SS-Hauptsturmführer d. Res. Verlag von Urban und Schwarzenberg. Berlin und Wien 1943, pp.124-125.
14 APMO, Standort-Befehl, D-AuI-1, p.46.
15 TCIDK, 502-1-332, p.108.
16 TCIDK,502-1-28, p.221.
17 APMO, Standort-Befehl, D-AuI-1, pp. 48-49.
18 TCIDK, 502-1-332, p.106.
19 TCIDK, 502-1-68, pp.115-116.
20 APMO, BW 30/34, p.48.
21 Intervista sull' Olocausto. Edizioni di Ar, 1995, p.42.
22 Robert Faurisson, Antwort an Jean-Claude Pressac, in: Auschwitz: Nackte Fakten, p.76.
23 Lettera della Zentralbauleitung an die Kommandantur - Abteilung IIIa (Häftlingseinsatz) del 20 febbraio 1943:"Bei Krematorium II war das Kommando am 18.2.43 statt 200 Häftlinge nur 40 Häftlinge stark, und am 19.2.43 statt 200 nur 80 Häftlinge stark". APMO, BW 30/34, p.74.
24 Vedi al riguardo il mio recente studio La "Zentralbauleitung der Waffen-SS und Polizei Auschwitz". Edizioni di Ar, 1997.
25 APMM, sygn. I d 2, vol.1; cfr. Adela Toniak, Korespondencja w sprawie dostawy gazu cyklonu B do obozu na Majdanku, Zeszyty Majdanka, t.II (1967), pp.138-170.
26 Arbeitszeit-Bescheinigung di Messing per la settimana 8-14 marzo 1943. APMO, BW 30/41, p.28.
27 Ibidem, pp.94-95.
28 Die Krematorien von Auschwitz, pp.95-96.
29 Vedi il punto XII delle Richtlinien für Anwendung von Blausäure (Zyklon) zur Ungeziefervertilgung (Entwesung) (documento NI-9912; testo in Auschwitz: Nackte Fakten, p.94).
30 Runderlass des Reichsministers für Ernährung und Landwirtschaft und des Reichsministers des Innern del 4 novembre 1941, in: Blausäuregaskammern zur Fleckfieberabwehr, p.111.
31 I Gasrestnachweisgeräte für Zyklon erano disponibili perfino nel gennaio 1945: i Sovietici ne trovarono alcuni nella Aufnahmebaracke mit Entlausung (BW 28) e li fotografarono (vedi documento 4).
32 Vedi documento 5.
33 Vedi documento 6.
34 Richard Kessler, Rationelle Wärmewirtschaft in den Krematorien nach Massgabe der Versuche im Dessauer Krematorium. In: "Die Wärmewirtschaft", 4.Jg., Heft 8, 1927, pp.137-138.
35 Hans Kraupner, Neuere Erkenntnisse und Erfahrungen beim Betrieb von Einäscherungsöfen. Sonderdruck: Städtehygiene 8/1970, p.4.
36 Vedi documento 1.
37 Vedi documento 2.
38 TCIDK, 502-1-57, p.306 (note caratteristiche di alcuni membri della Zentralbauleitung redatte da Bischoff nel gennaio 1943).
39 Lettera della ditta F.Boos alla Zentralbauleitung del 27 giugno 1942 con oggetto:" Heizwerk K.L. Auschwitz". TCIDK, 502-1-138, p.513.
40 APMO, BW 30/7/34, p.54.
41 Prüfbericht des Ing. Prüfer del 29 gennaio 1943. APMO, BW 30/34, p.101.
42 TCIDK, 502-1-26, p.61.
43 Nel campo termotecnico la Topf produceva: Topf-Spezial-Feuerungen, Vollmechanische Topf-Roste, Halbmechanische Topf-Feuerungen, Topf-Wurfbeschicker "Ballist", Topf-Spezial-Roststäbe, Ölfeuerungen, Vorwärmer, Lufterhitzer, Dampfüberhitzer, Flugasche-Ausblase-Vorrichtungen, Zugverstärkungsanlagen, Industrie-Schornsteinbau, Feuerbestattungs-Einrichtungen. Kosten-Anschlag della Topf del 24 febbraio 1941. TCIDK, 502-1-327, p.195.
44 I Rauchkanäle erano accessibili attraverso le apposite Fuchseinsteigeschachtverschlüsse, i camini attraverso le apposite Reinigungstüre.
La sigla "BW 30" del telegramma del 26 febbraio 1943 non significa necessariamente che i "Gasprüfer" fossero destinati al crematorio II; essa, come in altri casi, può significare che la competenza amministrativa dell'acquisto spettava alla Registratur del BW 30. Ad esempio, il Bericht di Bischoff del 23 gennaio 1943, pur riferendosi a tutti e quattro i crematori, fu protocollato nella Registratur del BW 30. TCIDK, 502-1-313, p.53.
45 Une critique sur le fond. Par un abonné de l'Autre histoire. In: L'Autre histoire, N.6, 16 Octobre 1996, p.13.
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16:39 Scritto da: waa359 in Articoli di Carlo Mattogno, Gasprüfer,Zyklon B,Lettera Topf, Jean Claude Pressac, Lager Auschwitz | Link permanente | Commenti (0) | Tag: gasprüfer, auschwitz, pressac |
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