12.07.2010
5 I Diritti dell'Uomo in azione:La deriva della legge e dei giudici verso lo psicoreato Parte 5
Parte 5
Dietro i diritti dell'uomo, Il Terrore messianico
Certo, queste sono pazzie, ma questa follia divenuta comune è il preludio d'un nuovo Terrore messianico che si profila, ed insorge dalla stessa giurisprudenza dei faziosi giudici della Corte europea dei diritti dell'uomo, che hanno essi stessi perso ogni senso comune, ogni senso del diritto, in questa nuova caccia alle streghe, compimento impressionante del teatro di Satana messo in scena dalla Cappa, e dei suoi effetti di confusione mentale.
Ventinove Saint-Just di mezza tacca e stipendiati dal Consiglio d'Europa hanno giudicato il chimico Pierre Marais privo di ogni “dignità umana”, nientedimeno.
Hanno deciso e scritto che il ricorrente era anatema. L'art. 17 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo autorizza dunque i giudici ad escludere da qualsiasi norma protettiva ogni persona di cui si pretenda subodorare sentimenti, idee o attività altrimenti lecite, che mirino alla «distruzione dei diritti e delle libertà riconosciute», sulla falsariga dell'art. 70 del vecchio codice penale sovietico.
Ora, per definizione, tutti gli eretici, veri o supposti, non possono agire (o pretesamente agire) che «a fini contrari alla lettera e allo spirito della Convenzione». Parimenti per definizione i dissidenti sovietici non potevano esprimersi che «in vista... di indebolire il regime». E' ben qui che risiede da sempre la particolarità del delitto di opinione, o di “pensieri libertini”: non è mai stato istituito che al fine di far tacere coloro che si esprimono «a fini contrari...» alle concezioni dei loro censori, giudici e persecutori. Evidentemente.
Non è ora chiaro, in effetti, che i guardiani supremi dei «valori fondamentali della Convenzione», intellettualmente sottomessi e legalmente onnipotenti, sono dei pericolosi fanatici? Bisognerà pure un giorno mettere politicamente in stato di non nuocere questi datori di lezioni, nuovi paragoni di virtù, nell'interesse superiore del diritto e della civiltà europei. E' un presupposto necessario per ritornare, giuridicamente parlando, all'imparzialità agnostica dei principi formali, legali, sovrani, e che non si arrogano di mettere il naso nel foro interno del suddito, e che esprimono la volontà popolare e la tradizione del paese che reggono. Ma per il momento, il teatro di Satana-Hitler, istupidente e sbalorditivo, nuovo perno del Globo e dell'Occidente, è ben insediato, e i tempi liberatori dell'epurazione dei bigotti inquisitori contemporanei non sono ancora in vista.
Certamente, il palazzo della Corte dei diritti dell'uomo a Strasburgo – di una ripugnante e simbolica laidezza, sia detto per inciso – è un covo emblematico della Cappa, e dunque della decadenza del diritto e del fanatismo giudiziario. La Storia non ci insegna forse che dietro ai Diritti dell'Uomo si profila sempre il Terrore messianico, che già affogò la Rivoluzione francese nel sangue? Questa procedura penale di Stato che faceva in particolare richiamo alla “giustizia” riappare oggi nella ricerca dei pensieri malefici sospettati di ispirare i nostri atti, ivi compreso quando questi sono di per sé del tutto anodini. E' proprio il Terrore giudiziario che infuria nel campo delle idee e dei sentimenti, in Francia come nel resto dell'Occidente, per assoggettare i popoli ed annichilire le sovranità nazionali.
Eric Delcroix
(Traduzione di Stefano Vaj)
Note
(1) Eric Delcroix, noto avvocato penalista di Parigi, già vicino alle posizioni del GRECE, è stato coinvolto nei principali processi francesi per reati di opinione, tra cui quello che ha coinvolto Guillaume Faye per il libro La colonisation de l'Europe già discusso su l'Uomo libero n. 51. E' autore di Manifeste libertin, La police de la pensée (per cui ha dovuto lui stesso subire procedimenti: vedi le informazioni rese pubbliche dal sito revisionista Aaargh) e Le théâtre de Satan. Décadence du droit, partialité des juges, da cui è tratto il presente articolo, tutti pubblica da L'Aencre di Parigi. [Nota del Traduttore]
(2) Vari termini utilizzati dall'autore, come neolingua (“newspeak”), stopreato (“crimestop”), psicopolizia (“psychopolice”), psicoreato (“psychocrime”) etc., sono tratti dal famoso libro di George Orwell, 1984, la cui ultima edizione italiana è Mondadori, Milano 2002, ma che facilmente reperibile anche online . Vedi anche Vittorio Barabino, Il linguaggio dell'utopia. Un'analisi della neolingua in 1984 di George Orwell. [Nota del Traduttore]
(3) Cfr. La Gazette du Palais 14/07/1999, pag. 20.
(4) Su diritti dell'uomo vedi nello stesso senso, su l'Uomo libero n. 12, "Indagine sui diritti dell'uomo", di Stefano Vaj (poi ampliato nel saggio Indagine sui diritti dell'uomo. Genealogia di una morale, LEdE-Akropolis, Roma 1985, ordinabile a http://www.orionlibri.com), nonché Adriano Scianca, "Diritti dell'uomo?", in Orion n. 226 del luglio 2003 (reso disponibile in italiano e spagnolo anche da vari siti Web), ed ancora il dossier di Guillaume Faye su Eléments n. 37 ("Droits de l'homme: le piège") e l'opera di Pierre Chassard, Remarques sur les droits de l'homme (Mengal, Bruxelles 2001, ordinabile a Librairie Nationale) . Sempre molto critico, ma oggi con sorprendenti concessioni alla political correctness, resta anche Alain de Benoist in Oltre i diritti dell'uomo, Edizioni Settimo Sigillo, Roma 2004 . [Nota del Traduttore]
(5) Secondo Padre Mandonnet, citato in L'Augustinisme politique, di Henri-Xavier Aquilière, Librairie philosophique J. Vrin, Parigi 1972, pag. 53-54.
(6) Deuteronomio, 28, da 1 a 14.
(7) Werner Sombart, Gli ebrei e la vita economica, Edizioni di Ar, Padova 1997.
(8) Sulla legge Pléven in Francia vedi Georges Paul Wagner, Description, analyse e critique de la loi du 1er Juillet 1972 dite anti-raciste, La Libre Parole, Parigi 1989, ed ancora il resto libro di Eric Delcroix da cui è tratto il presente articolo, nonché l'articolo "Le leggi repressive in Francia" di Pierre De Salagnac, Stéphane Lefart in l'Uomo libero n. 37 [Nota del Traduttore]
(9) Edourd Valdman, Les juifs et l'argent, Editions Galilée, Parigi 1994, pagg. 38-39 e 83.
(10) La Gazette du Palais, 25/05/2001, pag. 50.
(11) Karl Marx, La questione ebraica, Manifestolibri, Milano 2004.
(12) Otto Weininger, Sesso e carattere, Feltrinelli, Milano 1978 (e più recentemente Edizioni Studio Tesi, Pordenone 1992).
(13) Michel Mourre, Le Petit Mourre, Edition Bordas, Parigi 1990, voce “Les puritains en Amérique. Puritanisme et capitalisme”, pag. 725.
(14) Max Weber, L'etica protestante e lo spirito del capitalismo, Rizzoli, Milano 1991.
(15) Genesi, 9, 1 e 7.
(16) Jean Bauffret, Dialogue aver Heidegger, Editions de Minuit, Parigi 1993, volume IIIm pag. 35.
(17) Roger Garaudy, Les Etats-Unis, avant-garde de la décadence, Editions Vent du Large, Parigi 1997, pagg. 15-18.
(18) Op. cit.. pag. 43.
(19) J.B., “Un très sévère examen de conscience”, in Le Figaro 19/03/2001, pag. 20.
(20) Régis Debray, in Le Figaro 22/11/2001, supplemento letterario, pag. 6.
(21) Werber Sombart, op. cit.
(22) Louis-Ferdinand Céline, Les beaux draps, Nouvelle Editions Françaises, Parigi 1941.
(23) Giobbe, 3, 8; 40, 25.
(24) Cfr. per un'edizione italiana recente, Thomas Hobbes, Il Leviatano, Bompiani, Milano 2001 (con testo inglese a fronte e latino in nota). [Nota del Traduttore]
(25) Matteo, 6, 24.
(26) Jean-Claude Chesnais, “L'Europe centrale deviendra aussi un terre d'immigration”, in Le Figaro 12/08/2002, pag.21.
(27) Francis Fukuyama, “La gauche ingrate”, in Le Monde 08/12/1999, pag. 18.
(28) Salmi, 2.
(29) Il passo cui si pensa abbia voluto riferirsi è: «Non abbiate paura [... di annunciare la Resurrezione]», Matteo, 28, 10.
(30) Citato tra l'altro dal fu presidente dell'ordine degli avvocati di Parigi Louis-Edmond Pettiti a Notre-Dame il 10 dicembre 1978, come riportato dalla Gazette du Palais 14/07/1999, art. cit.
(31) Augustin Cochin, Les sociétés de pensée et la démocratie moderne, Copernic, Parigi 1978, pagg 126 e 132.
(32) Aleksandr Zinoviev, in Le Figaro-Magazine 24/07/1999, pagg. 36 e segg.
(33) La stesa considerazione è applicabile in Italia, cfr. artt. 13, 15, 21, 82, 109 Costituzione. [Nota del Traduttore]
(34) Matteo, 6, 1-4.
(35) Robert Dole, Le cauchemar américain. Essai sur le vestiges du puritanisme dans la mentalité américaine contemporaine, VLB Editeur, Quebec 1996, pag. 28.
(36) Lucrezio, De rerum natura, libro V.
(37) Guillaume Faye, Il Sistema per uccidere i popoli, Edizioni dell'Uomo libero, Milano 1982, seconda edizione Società Editrice Barbarossa, Milano 1990.
(38) Roberto Dôle, Le cauchemar américain, op. cit., pag. 62-71.
(39) Vedi Le Fana de l'aviation, agosto 1997, pag. 14.
(40) Roger Garaudy, Les Etats-Unis, avant-garde de la décadence, op. cit. pag. 7.
(41) Samuele, I, 15, 3 e 8.
(42) Citato in Faits et Documents, n. 108 del 15/04/2001.
(43) Citato in Paris-Match 18/10/2001, pag. 58.
(44) Jean-Claude Barreau, “La réligion, ce n'est pas le fanatisme”, in Le Journal de Dimanche 23/09/2001, pag. 11.
(45) Pierre Marais, Les camions à gaz en question, Editions Polémiques, Parigi 1994.
(46) L'equivalente francese della legge Mancino-Modigliani. Per ciò che riguarda il caso della Francia, vedi più in particolare Eric Delcroix, La police de penséee contre le révisionnistes, Diffusion RHR, Colombes 1994, e l'articolo già citato "Le leggi repressive in Francia".
(47) Arthur Miller, Il crogiuolo, Einaudi, Torino 1997.
(48) In Le Monde 21/02/1979. Vedi anche il testo integrale del manifesto.
(49) Procedura n. 31159/1996 .
(50) Voltaire , Dizionario filosofico , voce “Fanatismo”.
(51) Traduzione di A. Rachmanov.
(52) Jean-Gabriel Cohn-Bendit, “Question de principe”, in Libération 05/03/1979, pubblicato ugualmente in appendice al contributo dello stesso autore all'opera collettiva per la difesa della libertà di parola degli storici revisionisti, con la partecipazione del sottoscritto, intitolata Intolérable intolérance Editions de la Différence, Parigi 1981.
(53) La situazione costituzionale italiana, come noto, è ben diversa, e fornirebbe in teoria meno alibi alla globalizzazione “europea” dei Diritti dell'Uomo. Se «l'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute» (art. 10 Costituzione) e «l'Italia [...] consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni» (art. 11), nessuna norma parrebbe autorizzare ad applicare una normativa internazionale in violazione dell'ordine costituzionale interno il giudice nazionale, che anzi è tenuto a sottoporre alla Corte costituzionale, anche d'ufficio, le questioni di costituzionalità di una qualsiasi normativa che non risultino palesemente infondate (art. 134), ad esempio ai sensi dell'art. 25, II comma («nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso»), o dell'art. 33, I comma («L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento») o 21, I comma («Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione»). Non solo. La Repubblica italiana, non facendo parte delle potenze vincitrici del secondo conflitto mondiale, non ha ovviamente mai partecipato alla stipulazione del trattato istitutivo del cosiddetto Tribunale Militare Internazionale che ha celebrato i processi di Norimberga onde la relativa convenzione, ed i relativi riflessi giuridici, in linea di principio non esisterebbero affatto nello spazio giuridico interno del nostro paese. [Nota del Traduttore]
(54) Canale Arte, 26/02/2002, nella trasmissione Les faces cachées de l'extrême droite.
(55) Libération 21/12/2001, pag. 20.
(56) Cfr. ad esempio Legipress, dicembre 1998, III.
(57) Ernest Rénan, La vie de Jésus, Edition Michel Lévy Frères, Paris 1863, pag. 252.
(58) Lettera ad Albert Paraz del 20/11/1950, pubblicata in Le Bulletin Célinien n. 4, quarto trimestre 1982.
(59) Per una discussione della legislazione italiana omologa, in particolare la legge Mancino-Modigliani, cfr. “Le idee nel mirino della repressione” (redazionale), in l'Uomo libero n. 37, e “Il processo Gozzoli e le leggi speciali” di Mario Consoli in l'Uomo libero n. 43. [Nota del Traduttore]
(60) Annie Kriegel, “Le leurre de l'antisémitisme”, in Le Figaro 02/04/1990, pag. 2.
(61) Esodo, 21, 23-25.
(62) Sergio Quinzio, Radici ebraiche del mondo moderno, Adelphi, Milano 1991.
(63) Matteo, 5, 44.
(64) A. O. Tittman, The Nuremberg Trial, New York 1947, citato anche in Maurice Bardèche, Nuremberg II ou Les falses monnaieurs, Les Sept Couleurs, Parigi 1950, pag. 78.
(65) Ibidem, pag. 83.
(66) Da Le dictionnaire des inquisiteurs, Valenza 1494, di Anonimo (ultima edizione francese, presentata da Louis Sala-Molins, Editions Galilée, Parigi 1980), voce “Miséricorde”.
(67) Nel tempo trascorso dalla pubblicazione del libro, secondo una giurisprudenza a vari livelli in via d'affermazione almeno implicita (cfr. le questioni in materia di estradizione o “transito” di “terroristi” in paesi compiacenti, le decisioni della Corte Suprema americana su Guantanamo e l'acquiescenza al riguardo dell'autorità giudiziaria inglese, etc.) la risposta sta diventando “sì” anche a livello pratico nei confronti di chi possa essere ritenuto un “terrorista”, e dato che i “porci” non sono certo cittadini a pieno titolo...
(68) Maurice Papon, già funzionario della Francia di Vichy, poi prefetto di polizia in periodo gollista, deputato dal 1968, e dal 1978 al 1981 ministro del Bilancio nel secondo e terzo governo di Raymond Barre, finisce nel 1997, dopo quasi dieci anni di campagne mediatiche ed incidenti procedurali, per essere processato per “crimini contro l'umanità”, e condannato l'anno successivo a dieci anni di reclusione, salvo essere finalmente liberato per gravissime ragioni di salute e dopo tre anni di reclusione nel 2002, a novantadue anni (!). [Nota del Traduttore]
(69) Proposta riportata da Le Parisien 23/03/2001.
(70) Cfr. Rapport d'activité 2000, La documentation française, Parigi 2001.Fonte
13:13 Scritto da: waa359 in Eretici antisemiti, Repressione Revisionismo Meinungsfreiheit, Verità Politicamente SCORRETTE | Link permanente | Commenti (1) | Tag: anrirevisionista, comunità ebraica, ebrei |
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Commenti
Peccato, sono argomenti serissimi. dal punto di vista divulgativo poi sono argomenti che richiederebbero un approccio e un rigore del tutto diverso. Ma a parte ciò questo signor Eric Delcroix rende un pessimo servizio alla causa della verità con la sua retorica ridondante, le continue petizioni di principio, il conio di neologismi, le tirate moralistiche, per non parlare dell'evocazione di Mammona, del Dio Denaro ecc...I Carlo Mattogno, asciutti, mai fuori d'argomento, documentati, precisi, coerenti, e COLTI, sono purtroppo perle rare. Peccato, ripeto, l'argomento è serio e non dovrebbe essere trattato in quel modo.
Scritto da: cum | 12.07.2010
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