08.07.2010
2 STUDIO STORICO-TECNICO SULLE APERTURE DI INTRODUZIONE PER LO ZYKLON B Parte 2
CARLO MATTOGNO
"NO HOLES, NO GAS CHAMBER(S)"

Il sedicente ELIE WIESEL( foto),sedicente olomiracolosamente scampato alle gaskammern tedesche,visibilmente amareggiato dal furto delle camere a gas di Auschwitz! WaA359
STUDIO STORICO-TECNICO SULLE APERTURE DI INTRODUZIONE PER LO ZYKLON B SULLA COPERTURA DEL LEICHENKELLER 1 DEL CREMATORIO II DI BIRKENAU
Parte 2
III. LE FOTOGRAFIE AEREE
Nel paragrafo III (pp.12-14), Provan esamina le fotografie di Birkenau scattate durante la guerra dall "Air Force" statunitense. In alcune fotografie, come quella del 25 agosto 1944, sulla copertura dei Leichenkeller 1 dei crematori II e III appaiono delle macchie scure irregolari che già Brugioni e Poirier - come ricorda Provan - interpretarono fin dal 1979 come "vents used to insert the Zyklon-B crystals". Da allora, queste macchie sono diventate una "prova" dell'esistenza di congegni di introduzione dello Zyklon B nelle presunte camere a gas omicide.
Provan non è d'accordo con l'interpretazione di Brugioni e Poirier e afferma:
«No matter what one think of authenticity of the smudgey marks, it is impossible to view them, wether authentic or not, as "vents",» (p. 13)
e conclude:
«So we are hesitant to use the aerial photographs as proof that there were roof vents for Zyklon B.» (p. 14)
L'interpretazione di Brugioni e Poirier cozza infatti contro difficoltà insuperabili.
La prima è il fatto che queste macchie non sono ombre. Al secondo processo Zündel (1988) Kenneth R. Wilson, esperto in fotogrammetria e triangolazione aerea, depose - secondo quanto riferisce Barbara Kulaszka - che nella fotografia aerea del 31 maggio 1944 "the patches on top of the Leichenkeller at Krema II were flat and had no elevation". Per quanto riguarda la fotografia del 25 agosto 1944, "he determined that the patches were not shadows but did not have any elevation" (40).
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| Fotografia 1 |
In secondo luogo, come è già stato rilevato da altri autori (41),nella fotografia del 25 agosto 1944 le macchie sul soffitto del Leichenkeller 1 del crematorio II sono lunghe 3-4 metri, quelle sul soffitto del Leichenkeller 1 del crematorio III hanno una superficie minima di 3 metri quadrati; inoltre tutte le macchie hanno l'asse in direzione nord-sud, mentre l'asse dell'ombra dei camini ha direzione nord-est - sud-ovest. Infine, aggiungo io, nella fotografia aerea del 31 maggio 1944 il Leichenkeller 1 del crematorio II (42), appare una sola macchia scura sul bordo ovest della copertura (fotografia 1).
Crematorio II di Birkenau, 31 maggio 1944
Accertato che le macchie summenzionate non erano ombre, che cos'erano allora? Kenneth R. Wilson ha avanzato l'ipotesi che fossero "discolorations on the surface of the roof" (43). A mio avviso questa spiegazione è corretta. La copertura dei Leichenkeller 1 dei crematori II e III era costituita da un solaio di cemento armato di 18 cm di spessore (44) isolata dall'acqua piovana da uno strato di bitume che era protetto dagli agenti atmosferici da un sottile strato di cemento. Chiunque abbia lavorato nel campo dell'edilizia sa che un sottile strato di cemento che copra un'ampia superficie, se non si può accorpare ad una armatura di tondini di ferro, tende inevitabilmente a disgregarsi. Nel caso in questione, nei punti in cui avvenne la disgregazione affiorò il sottostante strato di bitume più scuro, creando le macchie che si vedono nelle fotografie aeree.
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| Fotografia 2 |
Questo fenomeno è ancora evidente nelle rovine dei Leichenkeller dei crematori. La fotografia 2, sulla quale ritornerò successivamente, mostra il soffitto del Leichenkeller 1 del crematorio II nel 1945. Qui il fenomeno descritto - causato probabilmente dall'esplosione che distrusse il locale - è particolarmente evidente: in una larga fascia trasversale lo strato esterno di cemento è frantumato e appare il bitume sottostante, creando una macchia nera che contrasta con il colore chiaro del cemento.
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| Fotografia 3 |
Lo stesso fenomeno è visibile ancora oggi, come risulta dalla fotografia 3, che mostra una parte della copertura del medesimo Leichenkeller nell'agosto 2000.
Le altrettanto inevitabili riparazioni fatte eseguire dalla Zentralbauleitung ripristinavano provvisoriamente lo strato di cemento superficiale, che però, dovendo aderire a cemento già vecchio, aveva inevitabilmente una presa precaria, sicché la nuova "toppa" si frantumava ancora più facilmente dello strato originario. Ciò spiega a mio avviso l'apparire e lo scomparire a distanza di pochi mesi delle macchie summenzionate nelle fotografie aeree.
IV. LE PIANTE DEL LEICHENKELLER 1 DEL CREMATORIO II
Con riferimento alla scoperta di Robert Faurisson del fatto che, nelle piante originali del crematorio II di Birkenau, la presunta camera a gas è denominata "Leichenkeller 1" e che questo locale non presenta aperture sul soffitto, Provan rileva:
«Though these two discoveries are important, let us observe that they are in agreement with an interrogation which took place over 50 Years ago.» (p.15)
Indi egli cita un brano dell'interrogatorio cui Rudolf Höss fu sottoposto il 1° aprile 1946, che poi riassume e commenta così:
«Note that Höss mentioned several times that he was forbidden to discuss the execution of the Jews with anyone. Upon his return to Auschwitz he began working on the plans for extermination facilities by instructing his construction chief (whose name was Bischoff). He ordered Bischoff to begin work on a large crematorium, the plans of which were sent to Himmler. Subsequently, Höss figured out the changes needed to convert the crematorium into a homicidal facility, and sent them to Himmler. The changes were approved.» (pp. 15-16)
Concludendo, la "camera a gas" fu denominata "Leichenkeller 1" e non vi furono disegnate le aperture di introduzione dello Zyklon B
«since the man in charge of it was not permitted to know of its real purpose, and therefore did not draw them on the plans.» (p.16)
La conclusione di Provan si basa dunque sulle dichiarazioni di Rudolf Höss: ma tali dichiarazioni sono attendibili? Per rispondere a questa domanda, esaminiamo anzitutto il contesto in cui esse si collocano.
Höss afferma che ricevette a Berlino il presunto ordine di sterminio ebraico da Himmler in persona nel luglio 1941 (45). In tale occasione Himmler gli spiegò che
«the extermination camps in Poland that existed at that time were not capable of performing the work assigned to them.» (46)
Indi, su specifica richiesta degli inquirenti, Höss rispose:
«There were three camps: first, Treblinka, Belzak <sic> near Lemberg and the third one was about 40 kilometers in the direction of Kulm. It was past Kulm in an easterly direction.» (47)
Il terzo "campo di sterminio" dovrebbe essere Sobibór, tuttavia l'indicazione geografica di Höss è sbagliata, perché "Kulm" corrispondeva al polacco "Chelmno", mentre la città vicina a Sobibór è "Chelm", che in tedesco si diceva "Cholm".
Quando dunque Höss affermò che Himmler lo aveva informato che
«the camps in Poland were not suitable for enlargement and the reason why he had chosen Auschwitz was because of the fact it had good railroad connections and could be enlarged.» (48)
e gli aveva ordinato
«to look at an extermination camp in Poland and eliminate in the construction of my camp the mistakes and inefficiency existing in the Polish camp,» (49)
intendeva dire che nel luglio 1941 - secondo Himmler - esistevano già i "campi di sterminio" di Treblinka, Belzec e Sobibór, esattamente come nell'interrogatorio del 14 marzo 1946, nel corso del quale Höss aveva dichiarato:
«I was ordered to see Himmler in Berlin in June [sic] 1941 and he told me, approximately, the following.- The Führer ordered the solution of the Jewish question in Europe. A few so called Vernichtungslager are existing in the general government (Belzek [Belzec] near Rava Ruska Ost Polen, Tublinka [Treblinka] near Malina [Malkinia] on the river Bug, and Wolzek (50) near Lublin).» (51)
Torniamo all'interrogatorio del 1° aprile 1946. Höss vi dichiara che visitò il campo di Treblinka prima di costruire ad Auschwitz le sue installazioni di sterminio. Lo scopo della visita era appunto quello di "eliminate in the construction" del suo "camp the mistakes and inefficiency" di Treblinka. Höss descrive accuratamente la presunta procedura di sterminio a Treblinka e precisa che
«at that time the action in connection with the Warsaw Ghetto was in progress, and I watched the procedure.» (52)
Anche questa descrizione ricalca ciò che Höss aveva dichiarato nell'interrogatorio del 14 marzo 1946:
«I visided the camp Treblinka in Spring 1942 to inform myself about the conditions. The following method was used in the process of extermination. Small chambers were used equipped with pipes to induce exhaust gas from car engines. This method was unreliable as the engines, coming from old captured transport vehicles and tanks, very often failed to work. Because of that the intakes could not be dealt with according to the plan, which meant to clear the Warsaw Ghetto. According to the Camp Commandant of Treblinka 80000 people have been gassed in the course of half a year.» (53)
La stessa storia fu raccontata da Rudolf Höss anche nell'interrogatorio dell'8 aprile 1946:
«Ich hatte den Befehl, Ausrottungserleichterungen in Auschwitz im Juni 1941 zu schaffen. Zu jener Zeit bestanden schon drei weitere Vernichtungslager im Generalgouvernement: Belzek, Treblinka und Wolzek. Diese Lager befanden sich unter dem Einsatzkommando der Sicherheitspolizei und des SD. Ich besuchte Treblinka, um festzustellen, wie die Vernichtungen ausgeführt wurden. Der Lagerkommandant von Treblinka sagte mir, dass er 80000 im Laufe eines halben Jahres liquidiert hätte. Er hatte hauptsächlich mit der Liquidierung aller Juden aus dem Warschauer Ghetto zu tun. Er wandte Monoxid-Gas an und nach seiner Ansicht waren seine methoden nicht sehr wirksam. Als ich das Vernichtungsgebäude in Auschwitz errichtete, gebrauchte also Zyclon B, eine kristallisierte Blau Säure [sic], die wir in die Todeskammer durch eine kleine Öffnung einwarfen.» (54)
Dunque Höss afferma che nel giugno o luglio 1941 già esistevano i campi di Belzec e di Treblinka e che egli visitò il campo di Treblinka "in Spring 1942", comunque prima della costruzione del "Vernichtungsgebäude" ad Auschwitz, ossia, al più tardi, prima della installazione del cosiddetto "Bunker 1" - che sarebbe entrato in funzione il 20 marzo 1942 (55), o, secondo Pressac, nel maggio 1942 (56).
Tuttavia il campo di Belzec fu aperto il 17 marzo 1942 (57), quello di Treblinka il 23 luglio 1942 (58).
Concludendo, questi due campi nel 1941 non esistevano, dunque le affermazioni che Höss attribuisce a Himmler sono false; inoltre Höss non può aver visitato Treblinka prima dell'inizio del presunto sterminio ad Auschwitz, dunque il suo relativo racconto è falso. Ora, le dichiarazioni di Höss citate da Provan si inquadrano in questo contesto di palesi falsità storiche, ma allora perché si dovrebbe credere alla loro veridicità?
Il contesto induce dunque a dubitare seriamente dell'attendibilità delle dichiarazioni di Rudolf Höss riportate da Provan.
Esaminiamo ora il contenuto delle dichiarazioni di Rudolf Höss. Egli afferma:
«I immediately got in touch with the chief of a construction unit and told him that I need a large crematorium.» (59)
Ciò avvenne nel giugno o luglio 1941, al suo ritorno ad Auschwitz dall'incontro con Himmler a Berlino. Tuttavia il primo progetto del nuovo crematorio - il futuro crematorio II - fu eseguito dall'SS-Untersturmführer Dejaco il 24 ottobre 1941 (60), cioè tre o quattro mesi dopo, il che poco si concilia con l'avverbio "immediately". Il secondo progetto del crematorio fu realizzato nel novembre 1941 dall'architetto Werkmann, dell' SS-Hauptamt Haushalt und Bauten (61), il che dimostra che la costruzione di questo impianto non era un affare segreto locale. Höss afferma poi che egli "changed" i progetti "in accordance with the real purpose" delle istruzioni di Himmler - cioè modificò i piani originari trasformando un semplice impianto igienico-sanitario in un impianto di sterminio - e inviò i piani così modificati a Himmler, che li approvò (62) .
Il progetto definitivo del crematorio fu realizzato ad Auschwitz nel gennaio 1942 (63), tuttavia la prima presunta modificazione "criminale" di questi piani - secondo Pressac - è la pianta 2003 del 19 dicembre 1942 (64).
Dunque Höss avrebbe atteso dodici mesi per iniziare la modificazione criminale del crematorio!
Dico "iniziare" perché, come afferma Provan, le aperture sul soffitto del Leichenkeller 1 del crematorio II sarebbero state praticate tra la fine di gennaio e la metà di marzo del 1942 (pp. 18-19), sicché Rudolf Höss avrebbe atteso almeno un altro mese per far eseguire questa modifica indispensabile per impiegare il locale summenzionato come camera a gas omicida. Su questo punto essenziale ritornerò nel § 6.
D'altro canto, la pretesa di Rudolf Höss di aver creato ad Auschwitz installazioni di sterminio senza che il capo della Zentralbauleitung ne fosse previamente informato, conoscendo la struttura, il funzionamento e i compiti di quest'ufficio (65) è decisamente insensata, e ciò è ancora più vero in relazione alle presunte modificazioni "criminali" del crematorio II. In effetti,
se Bischoff già nel marzo o maggio 1942 aveva trasformato il cosiddetto "Bunker 1" in camera a gas omicida (e in giugno il cosiddetto "Bunker 2"), e se almeno a partire dal 4 luglio in queste due installazioni era cominciato il presunto sterminio in massa di Ebrei (66), il "segreto" di Himmler ad Auschwitz era svelato e Bischoff non poteva non esserne perfettamente al corrente. Ma allora perché mai Höss avrebbe dovuto continuare a trasformare gradualmente il crematorio II in gran segreto e all'insaputa di Bischoff - che ormai conosceva il "segreto" - in installazione di sterminio?
Tutto ciò è insensato, perciò le dichiarazioni di Rudolf Höss sono false anche su questo punto.
Un'ultima osservazione. Un'altra modificazione "criminale" del "Kellergeschoss" del crematorio II sarebbe la scala di ingresso al "Leichenkeller 2". Ora, sebbene questo ingresso, nell'economia della presunta procedura di sterminio, fosse meno importante delle aperture sul soffitto del Leichenkeller 1 (perché le vittime potevano entrare nel Kellergeschoss attraverso l'ingresso situato nel lato nord del crematorio (67), esso appare nella pianta annessa alla documentazione della "Übergabeverhandlung" del crematorio alla Kommandantur (68). Ma allora perché in questa pianta non appaiono le ben più importanti aperture di introduzione dello Zyklon B?
In conclusione, è vero che le piante dei crematori sono "in accord with the statement of Höss" (p. 30), tuttavia questi "statements" non sono "in accord" con la realtà storica, perciò l'argomentazione di Provan risulta del tutto infondata.
V. LE FOTOGRAFIE TERRESTRI DEL LEICHENKELLER 1
Nel paragrafo V, "German wartime photographs of Leichenkeller 1 of Krematoria 2 and 3", Provan analizza le quattro fotografie addotte da Pressac come prova dell'esistenza di camini di introduzione dello Zyklon B sul soffitto del Leichenkeller 1 e giunge alla conclusione che esse in realtà non dimostrano nulla.
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Fotografia 1 (numero di negativo 20995/507 del Museo di Auschwitz):
"Try as we might, we cannot see any of these openings on the photograph" (p. 17). -
Fotografia 2 (numero di negativo 20995/494 del Museo di Auschwitz):
"It is our conclusion therefore, that whatever they are, they are not the Zyklon B insertion Chimneys spoken of by the eyewitnesses" (p. 18). -
Fotografia 3 (numero di negativo 20995/460 del Museo di Auschwitz):
"Since the object, whatever it is, isn't on the roof at all, this is conclusive evidence that it was not a Zyklon B introduction chimney" (p. 18). -
Fotografia 4 (numero di negativo 20995/506 del Museo di Auschwitz):
"The roof is covered with snow, and no vents for Zyklon B are visible. Since the picture is dated from January 20-22, 1943, we can deduce that any holes for Zyklon B insertion must have been put in after that date" (p.18).
All'osservazione di Germar Rudolf che la perforazione della copertura del Leichenkeller 1 "would imply an inconceivably stupid error in planning", Provan risponde:
«We do not see why this would be so. We have already seen that Höss could not even tell his SS architect about the building's real purpose, and we can observe that all of the blueprints call that gas chambers "Leichenkeller 1". […]. So we see no problem with this method being the method of creating Zyklon B holes in the roof of Leichenkeller 1.» (p. 19)
Quest'affermazione merita una risposta adeguata.
VI. LE APERTURE DI INTRODUZIONE DELLO ZYKLON B NEL CONTESTO ARGOMENTATIVO "CRIMINALE" DI PRESSAC E VAN PELT
L'ipotesi di Provan della trasformazione criminale dei crematori all'insaputa del capo della Zentralbauleitung, come ho dimostrato nel § 4, è completamente infondata, perciò essa non può spiegare perché il soffitto del Leichenkeller 1 fu costruito senza aperture per lo Zyklon B.
Dunque il problema del perché il soffitto del Leichenkeller 1 del crematorio II fu costruito senza aperture di introduzione dello Zyklon B non solo resta aperto, ma è molto più serio di quanto pensi Provan. Esso infatti è in stridente contraddizione con la tesi della trasformazione in senso omicida del crematorio II alla quale aderisce Provan stesso.
Come è noto, Pressac afferma che il crematorio II, al pari del crematorio III, fu progettato e costruito come normale impianto igienico-sanitario (69), ma, alla fine di ottobre del 1942, la Zentralbauleitung decise di trasferire nei crematori di Birkenau la presunta attività di gasazione omicida dei cosiddetti "Bunker". Dalla fine del 1942, in effetti, i progetti iniziali del seminterrato (Kellergeschoss) del crematorio II subirono varie modifiche, nelle quali Pressac vede delle "criminal traces" della trasformazione del Kellergeschoss a scopo omicida mediante l'installazione di una camera a gas nel Leichenkeller 1 e di uno spogliatoio nel Leichenkeller 2. La modifica sulla quale Pressac insiste più enfaticamente è quella presente nella pianta 2003 del 19 dicembre 1942, nella quale lo scivolo per i cadaveri (Rutsche) non appare più, sicché - commenta lo storico francese - "l'unico accesso possibile alle camere mortuarie diventa la scala nord, il che implica che i morti dovranno scendere la scala camminando" (70).
L'interpretazione di Pressac, nelle sue linee generali, è stata accolta da tutti gli storici occidentali sostenitori dell'esistenza di camere a gas omicide ad Auschwitz, ed è stata ripresa anche da Robert Jan van Pelt già nel libro da lui scritto in collaborazione con Debórah Dwork "Auschwitz 1270 to the present" (71), nel quale egli ha riportato - senza riferimento alla fonte - perfino il commento di Pressac:
«The victims would walk to thein death.» (72)
Un altro presunto "indizio criminale" addotto da Pressac in tale contesto è il termine "Sonderkeller", scantinato speciale. Egli scrive al riguardo:
«A questo proposito, Wolter redasse, per informare Bischoff, una nota intitolata "Disaerazione dei crematori (I e II)", e nella quale designava il "sotterraneo per cadaveri 1" (73) del crematorio II con il nome di "sotterraneo speciale" (Sonderkeller).» (74)
Questa nota, redatta dall' SS-Untersturmführer Wolter il 27 novembre 1942, rientrerebbe nel presunto progetto della Zentralbauleitung «di trasferire l'attività "col gas" dei Bunker 1 e 2 in un locale di crematorio, dotato di una ventilazione artificiale» e costituirebbe la «prima netta "sbavatura criminale"», ossia il primo indizio relativo a "un impiego anomalo dei crematori e non spiegabile altrimenti che con il massiccio trattamento col gas di esseri umani" (75).
Il termine "Sonderkeller" che appare in questa nota sarebbe pertanto un criptonimo che designerebbe una camera a gas omicida. L'argomentazione di Pressac si basa unicamente sulla presenza di tale termine.
Nella nota in discussione, Wolter, riferendo ciò che l'ing. Prüfer gli aveva detto al telefono, scrive:
«La ditta [Topf] entro circa 8 giorni ha un installatore libero, il quale, se le coperture sopra gli scantinati speciali sono pronte, deve montare l'impianto di disaerazione; poi l'impianto di tiraggio aspirato per i cinque forni a 3 muffole» [«Die Firma hätte in ca. 8 Tagen einen Monteur frei, der, wenn die Decken über die Sonderkeller fertig sind, die Entlüftungsanlage montieren soll; ferner die Saugzuganlage für die 5 3-Müffelöfen.»] (76)
Secondo Pressac, come si è visto sopra, il termine "Sonderkeller" designava «il "sotterraneo per cadaveri 1" del crematorio II».
Tuttavia, in questo documento, il termine "Sonderkeller" è al plurale, e si può inoltre escludere che esso si riferisca anche al "sotterraneo per cadaveri 1" del crematorio III, perché, sebbene questo documento abbia come oggetto "Disaerazioni per crematori" [Entlüftungen für Krematorien], cioè per i crematori II e III, esso si riferisce in realtà soltanto al crematorio II. Solo in questo impianto, infatti, i lavori di costruzione erano tanto progrediti da consentire entro poco tempo la copertura dei locali seminterrati (Kellergeschoss). Infatti il 23 gennaio 1943 nel crematorio II la copertura di cemento armato degli scantinati (Keller) 1 e 2 era già stata eseguita, mentre nei corrispondenti locali del crematorio III erano stati effettuati soltanto i lavori di isolamento del pavimento dalla falda freatica (77). Anche il riferimento all'installazione del "Saugzuganlage" ha senso soltanto per il crematorio II, nel quale erano già completati sia i cinque forni a 3 muffole, sia i condotti del fumo, sia il camino, mentre nel crematorio III il camino era stato innalzato soltanto fino all'altezza del soffitto del crematorio (78).
Parte 2 Bis
13:34 Scritto da: waa359 in Articoli di Carlo Mattogno, Lager Auschwitz | Link permanente | Commenti (4) | Tag: auschwitz, zyklon b |
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Commenti
A voi,
giovani incoscienti
che gridate
nel silenzio del rispetto
contro gli ebrei
parole di odio
per sentirvi pieni
di qualcosa
che è più grande di voi
e che vi offendete
se vi chiamano antisemiti
non siete antisemiti
no, non lo siete
perché in voi
non esiste
coscienza di quello che è stato
la vostra è sordità
alle voce degli altri
che non parlano lingue diverse
ma che dicono verità dure
A voi,
giovani incoscienti
che augurate
la morte ad un essere umano
io dico
pensate un attimo
pensate oggi che avete genitori
che amate,
pensate domani che avrete figli
da amare,
pensate se qualcuno
un giorno
vi dicesse
che nulla sarà più
e che dovrete morire
tutti perché diversi da lui
pensate
a quel dolore
che solo un padre
può provare nel vedere
i figli soffrire
e pensate al silenzio
che venne imposto
finché la morte
fosse taciuta
agli altri,
pensate se un giorno
dovesse capitare a voi
in fondo non siete diversi
da quelli che furono ammazzati
siete esseri umani,
come loro,
pensate quindi
a quel male che voi augurate
al vostro prossimo
se voi lo sopportereste,
sentitevi
mentre entrate in una camera della morte,
sentite il vostro cuore spegnersi
e poi immaginate
il vostro corpo immobile
dentro un forno
diventare fumo
e pensate allora
a quanto male possa fare
ciò che voi dite
a chi questo ha provato
e fate silenzio.
Scritta l'11 maggio 2005
Dedicata agli studenti che hanno impedito di parlare alla prof. Daniela Santus presso l'Università di Torino
Scritto da: Ettore Lomaglio Silvestri | 06.02.2012
Rispondi a questo commentoQuesta sarebbe la risposta ad argomentazioni tecniche?
Siete proprio messi male!
Scritto da: WaA | 06.02.2012
E a che servono le argomentazioni tecniche? Basta andare ad Auschwitz. Il resto sono tutte emerite stronzate...
Scritto da: Ettore Lomaglio Silvestri | 06.02.2012
Rispondi a questo commentoFacciamo finta che lei abbia ragione, mi vuole spiegare innanzi tutto:
1) Quale Auschwitz?
2) Lì ci sono le prove delle gasificazzioni sugli umani?
3) In quale struttura?
4) Lì ci sono le prove che 4.000.000 di"ebrei" vi furono gasati?
5) Oppure lì ci sono le prove che i gasati furono "circa 1.500.000"?
6) Oppure lì ci sono le prove dei 356.000 gasati?
Ci faccia una piccola lezione,potremmi sempre "ravvederci"!
Scritto da: WaA | 06.02.2012
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