29.10.2010

Io sono Eric Priebke SS-Hauptsturmführer

Io sono Eric Priebke (SS-Hauptsturmführer)
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«Al di là del significato dei singoli eventi della vita, un uomo che si avvia alla fine del suo percorso deve tirare le somme. Forse la cosa più difficile è proprio accettare con serenità il proprio destino. Io credo, dopo tanti travagli, di aver capito il significato del mio:
lpriebke-ss.JPGottare fino alla fine per tenere alto il mio onore di uomo,
l'orgoglio di appartenere al mio popolo,
il popolo tedesco che con i suoi pregi e i suoi difetti non posso e non voglio cessare di amare.»


«A mie spese ho dovuto imparare che dietro la maschera della legalità democratica spesso si celano gli interessi e gli intrighi di lobby potenti, che calpestano il diritto e manipolano l'informazione pur di raggiungere i loro torbidi scopi.»
«
Su tutte le sentenze che mi riguardano non si è mai processato l'uomo Priebke, innocente o colpevole che fosse, ma l'ideologia che si voleva a tutti i costi che egli incarnasse. Si è giudicato non secondo i canoni del diritto ma all'unico scopo di inscenare un processo mediatico che avrebbe imposto all'attenzione dell'opinione pubblica il solito pacchetto emozionale, confezionato per suggestionare le masse con la figura di un mostro a uso e consumo dei giochi di potere dei potenti.»
Se le manette, la deportazione di un vecchio, il carcere, la lontananza dalla mia sposa malata, sono oggi la croce della mia vita,
l'incredibile lato positivo di questa esperienza è stato trovare tanti amici sinceri; è stato scoprire un tesoro.
Fratelli che da tutte le parti del mondo si sono prodigati nell'aiutarmi. Il mio impegno di novantenne che anche dietro le sbarre non si è mai arreso, è quello di un uomo che anche se terribilmente stanco, cerca di stare in piedi per lasciare in eredità ad altri il significato vero della sua vita.
Il caso Priebke doveva essere l'ennesima occasione per riaffermare e giustificare i principi su cui si fondano le suggestioni politiche e sociali del mondo attuale. Un mondo programmato nella conferenza di Yalta, autolegittimato con i processi farsa di Tokio, Norimberga e gli altri, inscenati via via contro chi non voleva allinearsi alle logiche del nuovo corso.
Doveva essere l'ultima occasione per usare il soldato tedesco come simbolo del male, contrapposto a tutto ciò che in termini sempre più categorici viene imposto ai popoli della terra come il bene: il nuovo ordine mondiale, quello globalizzato da un ristretto gruppo di plutocrati cosmopoliti e dai politicanti al loro servizio.
Probabilmente le generazioni attuali, quelle che non hanno fatto la guerra non possono capire.
Noi abbiamo dovuto sparare alle Ardeatine; non lo abbiamo fatto per un sentimento di odio.
L'abbiamo dovuto fare in seguito ad un ordine irrifiutabile venuto direttamente da Hitler.
Ciò che posso dire è che la rappresaglia era ed è ancora oggi una pratica legale in guerra. Non ubbidire sarebbe stato impossibile, come è dimostrato dalle vicende terribili di Hiroshima, di Dresda e di tutti i molteplici massacri e rappresaglie avvenuti nella seconda guerra mondiale, dove al contrario di quanto successe alle Ardeatine, si uccisero molto spesso indiscriminatamente anche donne e bambini.
La mia coscienza di uomo si sente libera.
Per nessuno motivo vorrei essere al posto dei miei persecutori, senza vincoli nello spazio ma prigionieri nell'animo.
Mi hanno tolto la libertà, mai, però, mi toglieranno la dignità.

Le invenzioni di alcuni falsi testimoni sulle mie responsabilità in atti malvagi, torture e cose del genere sono un male veramente gratuito e quindi per me più doloroso. E' propria questa cosa che più di ogni altra, ancora oggi mi fa soffrire. La ingiustizia della condanna all'ergastolo, rientra tutto sommato nella logica della vendetta, meccanismo questo che anche se aberrante è comprensibile alla mia mente. Le menzogne diffamanti però manipolano l'immagine della persona snaturandola agli occhi dei suoi simili, dei suoi amici e parenti, sono un'onta insopportabile, un male veramente raffinato contro il quale non mi stancherò mai di lottare.


Erich Priebke

Le due foto sintetizzano perfettamente lo spirito dell'Uomo,a 20 anni come a 97,in armi e a bordo di una moto a 93!

Di seguito i gradi di SS-Hauptsturmführer e "Totenkpf" :

SS-hauptsturmführer.svg.pngtk 026.jpg

 

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Commenti

E' un uomo da AMARE, il resto sono chiacchiere.

Scritto da: marco melli | 29.10.2010

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Carissimo Erich Priebke,
La prego di accettare la mia solidarietà.
Cordialmente

Scritto da: felice | 29.10.2010

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Onore a lei, caro Priebke, ho cominciato a leggere il suo libro di memorie" Guai ai vinti", e sono convinto che lei sia una vittima sacrificale dei Giudei.

Scritto da: Zara | 29.10.2010

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Tutta la mia solidarietà lei è vittima di una grande ingiustizia.

Silvio

Scritto da: Silvio | 31.10.2010

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Vorrei poter dimostrare concretamente la mia grande stima e solidarietà ad un uomo vittima di un ingiustizia indegna per un "paese civile".

Scritto da: luca06-63 | 01.11.2010

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@luca
Credo che acquistare il suo libro e diffondere pubblicità al libro stesso sia un ottimo atto concreto.
Tu abitassi a Roma potresti fare l'"Attendente" ad un Capitano di 97 anni nelle sue cose.
La "Patria si serve anche facendo la guardia ad un bidone di benzinza"...

Scritto da: WaA | 01.11.2010

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La condizione di Erich Priebke deve farci riflettere sul rispetto dei diritti civili nel nostro Paese. La Storia gli renderà onore! Coraggio Erich!!!!

Scritto da: Luigi Antonio Fino | 07.11.2010

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Un uomo che mi è sempre apparso degnissimo. La sua dignità era proporzionale alla vigliaccheria di coloro che lo processavano.

Scritto da: enrico | 01.12.2010

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Carissimo Capitano, lei è stato un esempio per il mondo intero perchè non si è piegato davanti al nemico e tuttora resiste nonstante la stanchezza che a 97 anni la accompagna !
Onore a lei .. la guerra continua contro e... z....... e chi li difende che non vedranno mai il
paradiso dove andrà chi ha vissuto con onore !!!
Con rispetto e immenso affetto .
____________
IL TESTO E' STATO MODIFICATO LEGGERMENTE DA UN AMMINISTRATORE ,A TUTELA DEL BLOG E DELL'AUTORE STESSO DEL TESTO.NON E' UNA FORMA DI CENSURA, A N Z I !

Scritto da: Lucio | 25.04.2011

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