04.05.2010
8 GLI ASSASSINI DELLA VERITÀ REVISIONISMO, OLOCAUSTO E QUESTIONE EBRAICA di Dagoberto Bellucci parte 8
IL REVISIONISMO STORICO NEI PAESI ARABI E NEL MONDO
ISLAMICO
Le vicende inerenti il 2° conflitto mondiale interessavano da vicino quasi tutto il mondo islamico e segnatamente i paesi arabi.
Non è possibile non soffermare la nostra attenzione sull’importanza che quest’area (dal Maghreb alle porte della Cina) rivestiva per i contendenti del 2°conflitto mondiale: alleati e potenze dell’Asse sapevano perfettamente quale potenziale fattore (umano, religioso, culturale e militare) destabilizzante rappresentavano le popolazioni dell’Islam così, allo stesso modo, i fattori economici determinati dai giacimenti petroliferi di queste regioni.
Già durante la prima guerra mondiale la Gran Bretagna aveva usato gli arabi contro l’Impero Ottomano per i propri obbiettivi strategici.
Il fattore islamico all’inizio del conflitto venne sottovalutato dai dirigenti nazionalsocialisti probabilmente per non urtare la suscettibilità dell’alleato italiano (il fascismo italiano si era reso responsabile della colonizzazione forzata della Libia (64) suscitando indignazione in tutto il mondo mussulmano) ma questo apparente disinteresse allo scacchiere mediterraneo mutò radicalmente anche a causa della sgangherata condotta bellica dell’Italia fascista.
Successivamente il mondo islamico avrebbe assunto – dal 1941 in avanti – un ruolo sempre maggiore nelle strategie militari della Germania Nazional-Socialista.
La scalata al potere dei nazional-socialisti, le dichiarazioni del Führer in merito alla questione ebraica e al problema sionista, avevano suscitato un vasto
64 sui crimini commessi dai fascisti italiani in Libia esiste una, stranamente, scarsa bibliografia.
Riportiamo – per dovere di cronaca – alcuni testi che potranno comunque risultare funzionali per un orientamento generale:
1) a cura di Alvaro Romei –Il Leone del Deserto – La Guerriglia libica di Omar Muktar contro i fascisti italiani, ediz. Napoleone- Roma 1985.
2) Giorgio Rochat – Il colonialismo italiano ediz. Loescher, Torino 1974.
In generale possiamo ricordare che il film Il Leone del Deserto interpretato, tra gli altri, da un grande Anthony Quinn (Omar Muktar) al cui fianco figurano attori del calibro di Oliver Reed (nella parte del generale Graziani) e Rod Steiger (in quella di Mussolini) non solo ha faticato per ottenere una traduzione in lingua italiana, ma ha subito l’ostracismo della Destra parlamentare italiana che ne ha sempre impedito una proiezione pubblica sui canali televisivi nazionali.
eco e acceso grandi speranze nel mondo islamico.
Il mondo arabo soggiogato dal colonialismo della Francia e della Gran Bretagna ripose la propria fiducia nelle vittorie delle armate dell’Asse malgrado la diffidenza che suscitava l’Italia fascista e i progetti d’espansione di Mussolini nello scacchiere mediterraneo.
La presenza italiana a ‘lato’ della Germania infatti obbligava la dirigenza nazional-socialista a ‘disinteressarsi’ dell’area mediterranea, sostanzialmente ritenuta ‘spazio vitale' e ‘area d’intervento’ degli italiani.
I dubbi esistenti tra le classi dirigenti arabe – che non dimenticavano l’operato di Mussolini e le atrocità dei fascisti in Libia – svanirono quando il Gran Muftì di Gerusalemme, Hajj Amin al Husseini lanciò il proclama allo ‘Jihad’ contro britannici e sionisti al fianco delle potenze dell’Asse.
La storia dei rapporti tra la Germania nazional-socialista e i diversi movimenti arabo-mussulmani è distinta – in parte almeno – dalla trattazione relativa alla diffusione delle tesi revisionista nell’area arabo-mussulmana.
Certo è che questi rapporti di collaborazione ideologica, politica e militare tra molti paesi mussulmani e le potenze dell’Asse (ricordiamo la rivolta del ‘Quadrato d’Oro’, organizzazione nazionalista irachena guidata da Rashid al Kailani, sostenuta da Hitler e Mussolini nella primavera del 1941 ; il ruolo svolto dai battaglioni mussulmani nelle file delle divisioni waffen SS nel quadrato operativostrategico dei balcani e l’attesa che riponevano egiziani, palestinesi e siriani in una vittoria italo-tedesca ad El Alamein) servirono a gettare una continuità ideale e un terreno fertile per la diffusione delle tesi che proponevano agli stati arabi una ‘interpretazione' meno semplicistica della questione sionista e dell’usurpazione dello stato d’Israele delle terre palestinesi.
Fin dall’immediato dopoguerra per fare un solo esempio copie dei noti Protocolli dei Savi di Sion cominciarono ad essere stampate e diffuse in lingua araba (in Egitto, Siria, Arabia Saudita e più tardi Irak e Libia) e in persiano (specialmente dopo la vittoria delle forze rivoluzionarie islamiche in Iran nel febbraio 1979).
La propaganda anti-israeliana non poteva restare pertanto insensibile allo smascheramento della leggenda olocaustica che, non casualmente, viene fatta coincidere dai sionisti come il ‘punto di non ritorno’, come il ‘meridiano zero’ della ‘soluzione nazionale ebraica’ ovvero la base per la costruzione dello stato d’Israele.
La leggenda olocaustica così come numerosi testi revisionisti incominciarono a diffondersi sia nel vicino che nel medio oriente.
In Egitto gli ebrei sono da sempre stati considerati usurpatori della Palestina e i falsificatori della storia relativa al 2° conflitto mondiale.
La presenza oltretutto di numerosi ex dirigenti nazional-socialisti al fianco di Nasser dopo la presa del potere nel 1952 dei Liberi Ufficiali può rendere l’idea sui legami e sulle analisi inerenti la menzogna olocaustica in questo paese.
Analogamente oltre ai Protocolli (che per fare un solo esempio lo stesso Re Fahd in Arabia Saudita era solito regalare ai diplomatici e ai giornalisti occidentali per provare la veridicità del complotto sionista ai danni della Nazione Araba) in tutti i paesi del Medio Oriente incominciò a diffondersi una accesa pubblicistica anti-ebraica e anti-sionista.
Tra i volumi più importanti ricordiamo Azzima di Sion scritto dal Gen. Mustafà Tlass, capo di Stato Maggiore delle Ff.Aa. siriane, più volte Ministro della Difesa della Repubblica Araba, tra i più influenti dirigenti del regime ba’athista di Damasco.
Il testo in questione, pubblicato nel 1967, è una rivisitazione della secolare
accusa rivolta ai Giudei di utilizzare sangue di bambini e adolescenti ‘gentili’ (goym ossia non ebrei) durante l’approssimarsi di alcune festività rituali ebraiche (Kippur, Hagaddah, Pesah, Purim) per rituali controiniziatici sui quali sarebbe opportuno avere maggiori informazioni. (65)
Ricordiamo che alcuni di questi delitti compiuti da membri delle comunità giudaiche sono avvenuti – nel secolo XIX°- nella Siria allora sotto amministrazione ottomana.
In Iran all’indomani della vittoria della Rivoluzione Islamica nel gennaio 1979, il Ministero degli Esteri ha seguito spesso e con interesse i dibattiti revisionisti internazionali organizzando anche conferenze internazionali di sostegno alla causa palestinese alla quale hanno preso parte i dirigenti dei principali movimenti musulmani del cosiddetto fronte del rifiuto.
Uno dei temi trattati sarà propriamente la genesi della questione palestinese e la costituzione dell'Entità Sionista sulla base dei documenti storici che sostanzialmente utilizzeranno le tesi dei revisionisti per smontare qualsiasi alone di legalità dello stato creato dai sionisti.
In Libano il movimento Hez’b’Allah si è appropriato delle stesse tematiche cercando di organizzare una Conferenza Internazionale Revisionista a Beirut nell’anno 2001 : idea boicottata e abortita solo per le influenti pressioni esercitate dalle organizzazioni sioniste sul Governo di Beirut.
Maggior fortuna invece ha ottenuto la Conferenza organizzata a Teheran l’anno prima che vide la presenza dello storico revisionista svizzero Jürgen Graf condannato nella propria democratica nazione a subire provvedimenti repressivi per aver diffuso le tesi di Faurisson e il Rapporto Leuchter (un nuovo ‘caso’ Zundell).
Importante contributo allo sviluppo delle tesi revisioniste in Medio Oriente è stato dato dagli scritti di Roger Garaudy, filosofo ex marxista convertitosi all’Islam,il cui volume I miti fondatori della politica israeliana è stato tradotto in Egitto e Libano in lingua araba divenendo un vero e proprio best-seller.
Noi invitiamo i dirigenti delle nazioni arabe e islamiche anti-sioniste ad appropriarsi e a sviluppare la tematica revisionista, pietra miliare per lo smascheramento della più grande menzogna del XX° secolo : il preteso olocausto di sei milioni di ebrei che è collegato a doppio filo all’instaurazione dello statopirata,l’entità sionista, usurpante la terra di Palestina.
BIBLIOGRAFIA REVISIONISTA
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2 – Arroyo Pardo Eduardo, 'Que es el Revisionismo?‘, Cedade, Madrid 1989;
3 – Auschwitz : ces documents occultés parce qu’ils contredisent l’histoire officielle, Anec 1997;
65 sugli omicidi rituali ebraici si consulti:
- don Curzio Nitoglia, L’omicidio rituale ebraico – edizioni Effepi, Genova 2002.
- A. Monniot – Le crime rituel chez les juifs, edizioni Tequi, Parigi 1914.
- Mons. Umberto Benigni – Storia sociale della Chiesa, – edizioni Vallardi, Milano 1922, vol. IV tomo 1.
4 – Auschwitz: nackte Fakten – Vrij Historisch Onderzoek – 1995.
5 – Auschwitz: The Final Count”, Barnes Review, Washington 1999.
6 – Ball John, Air Photo Evidence, Ball Resource Services Limited, 1992.
7 – Bardèche Maurice, Nuremberg ou la Terre Promise, Les Sept Couleurs, Paris 1948.
8 –Bennett John, The Six Million Myth, Liberty Bell Publication, USA.
9 –Bochaca Joaquin, El mito de los seis millones, Bau, Spagna 1979.
10 – Brown Sydney, The Myth of Six Million, Liberty Bell Publications, USA.
11 – Butz Arthur R., The Hoax of the Twentieth Century, Richmond, Historical Review Press, USA 1976.
12 – AA.VV. – Il caso Faurisson e il revisionismo storico – Graphos – Genova 1997;
13 – Castan S.E., Holocausto: judeo ou aleman? Nos bastidores da mentira do secùlo, Porto Alegre, Brasile 1987;
14– Chersi Andrea, Il Caso Faurisson, Brescia 1981.
15 - Cobden John, Dachau: Reality and Myth in History, Costa Mesa USA Institute for Historical Review 1992.
16 Christophersen Thies, Die Auschwitz Lüge: ein Erlebnisbericht, Kritik-Verlag,1973.
17 – Crowell Samuel, The gas chamber of Sherlock Holmes, testo diffuso da Bradley Smith, 1999.
18 Degrelle Léon, Lettre au pape à propos d’Auschwitz, Editions de l’Europe réelle, 1979.
19 Delcroix Eric, La police de la pensée contre le révisionnisme : du jugement de Nuremberg à la loi Fabius-Gayssot, RHR.
20 De Martin Pio, Il segreto di Dachau, Sentinella d’Italia, Monfalcone Ts 1989
21 Faurisson Robert, L’affaire Faurisson: interview de Robert Faurisson a Storia Illustrata août 1979, La Vieille Taupe 1986.
22 Faurisson Robert, Is the Diary of Anne Frank genuine ? IHR 1985.
23 Faurisson Robert, Réponse à Pierre Vidal-Naquet, La Vieille Taupe 1982.
24 Faurisson Robert, Le mythe de l’extermination des juifs, Ecrits Révisionnistes,1987.
25 Faurisson Robert, Quand les juifs collaboraient avec le nazis. A propos de l’arrêt Touvier et du procès Papon, ANEC 1998.
26 Faurisson Robert, Bilan de l’affaire Garaudy-Abbé Pierre, Librairie du Savoir,Paris 1997.
27 Faurisson Robert, Ecrits révisionnistes, Tome I-IV (1974-1998), 1999.
28 Felderer Ditlieb, Auschwitz Exit vol. 1-2, Taby (Svezia) 1979.
29 Graf Jürgen, Der Holocaust auf dem Prüfstand: Augenzeugen-berichte versus Naturgesetze, Guideon Burg Verlag 1992.
30 Graf Jürgen, Der Holocaust-Schwindel, 1993.
31 Graf Jürgen, Auschwitz: Tätergestandnisse und Augenzeugen des Holocaust,Neue Visionen, 1994.
32 Graf Jürgen, Riese auf tönernen Füßen. Raul Hilberg und sein Standarderk über den "Holocaust’’, Hastings, Castle Hill Publishers, 1999.
33 Graf Jürgen, Die Argument, Vrij Historisch Onderzoek, Anversa 2000.
34 Guillaume Pierre, La ‘Libre pensée' contre la pensée libre ! La Vieille Taupe, Paris 1995.
35 Harwood Richard, Ne sono morti davvero sei millioni ? – effepi, Genova,2000 (Richmond – 1974).
36 Kimoura Aiji, Auscivittsu no souten (Aspetti controversi di Auschwitz)Publisher Liberta, Tokio 1995.
37 Kulaszka Barbara, ‘Did six million really die ?' Report of the Evidence in the Canadian ‘False News’ Trial of Ernst Zundel - 1988, Samisdat Publisher, Toronto 1992. (941 p.)
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39 Martin James, The Man who Invented Genocid, IHR, 1984.
40 Mattogno Carlo, L’irritante questione delle camere a gas ovvero da cappuccetto rosso ad "Auschwitz’, Graphos 1998.
41 Mattogno Carlo, Olocausto : dilettanti allo sbaraglio, Ar, Padova 1996.
42 Mc Calden David (1951-1990), Holocaust Revisionism for Beginners, Truth Mission.
43 Nishioka Masanori, ‘Non c’erano camere a gas’ da Marco Polo, [rivista giapponese] 1995.
44 Rami Ahmed, Ein moderner Hexenprozess.
45 Rami Ahmed, Judisch haxprocess i sverige, Kultur forlag, Svezia 1990.
46 Rassinier Paul, Le Drame des Juifs européens, Les Sept Couleurs, Paris 1964.
47 Saletta Cesare, Il caso Rasssinier da L’Internazionalista, 1980-1981.
48 Saletta Cesare, La repressione legale del revisionismo olocaustico e l’emergere di una questione ebraica, Graphos 1997.
49 Sionisme, Révisionnisme et démocratie, Paris, La Vieille Taupe 1995.
50 Smith Bradley, Confessions of a Holocaust Revisionist, 1988.
51 Smith Bradley, The Holocaust Controversy: the Case for Open Debate, 1996.
52 South African Anglo Nordic Union, The Falsehood About the Six Million Jews Said to be Gassed by Hitler Exposed, SudAfrica.
53 Stäglich Wilhelm, Die westdeutsche Justiz und die sogenannten NSGewaltverbrechen,Deutsche Arbeitskreis Witten, 1978.
54 Stäglich Wilhelm, Der Auschwitz-Mythos, Grabert 1979.
55 Stäglich Wilhelm, The Leuchter Report: Reply to a Critique, History Buff,Ontario 1989.
56 Thion Serge, Vérité historique ou vérité politique ? Le dossier de l’affaire Faurisson. La question des chambres à gaz, La Vieille Taupe, Paris 1980.
57 Thion Serge, Une allumette sur la banquise: écrits de combat (1980-1992),1993.
58 Walendy Udo, Bild – Dokumente für die Geschichtsschreibung ? 1973.
59 Walendy Udo, Die Methoden der Umerziehung, Historical Review Press,Richmond 1976.
60 Walendy Udo, Holocaust non unterirdisch ? 1981.
61 Walendy Udo, Der Fall Treblinka, 1990.
62 Weber Mark, La face cachée de Nuremberg, L’autre histoire 1998.
63 Weber Mark, The Zionist Terror Network, I.H.R. 1985.
64 Zündel Ernst, Samisdat Holocaust Trial, Liberty Bell publications.
65 Zündel Ernst, One Man’s Quest for Truth, Freedom and Justice, Samisdat Publisher, Toronto 1996.
Abbiamo riportato i principali lavori non citati nel testo e le opere revisioniste più importanti pubblicate nelle lingue originali degli autori. Ricordiamo che una più amplia visione del Revisionismo si potrà avere consultando sia Etudes Révisionnistes, Volume 1 (1999-2000) e Volume 2 (2001-2002) che la Revue d’histoire révisionniste presente in Francia durante tutti gli anni novanta poi soppressa d’autorità.
NOTE SULL’AUTORE
Dagoberto Bellucci è nato a Livorno il 25.06,1970. Iscritto al Msi-Dn tra l’88 e il 90 ha collaborato con riviste dell’estrema destra occupandosi di olocausto (Italia Tricolore nel 1992), politica internazionale e questione ebraica (Avanguardia dall’88 al 95). Ha diretto La Legione poi trasformatasi in Proiezione Future tra l’89 e il 91. Dall’estate 1994 è musulmano sciita. Ha collaborato con la rivista degli sciiti italiani Il Puro Islam (nel 94-96).
Dal novembre 2001 ha uno spazio dedicato alla geo-politica nella trasmissione Observer diretta da Tito Taddei presso l’emittente Telestudio-Studio Europa di Modena.
Direttore Responsabile dell’Agenzia di Stampa Islam Italia dal Gennaio 2002 e collaboratore del mensile Assadakah del Centro Italo-Arabo e Mediterraneo di Roma dal Giugno dello stesso anno.
Nel febbraio 2003 è diventato responsabile regionale per l’Emilia Romagna di Assadakah continuando la collaborazione con Radio IRIB-Radio Italia,emittente radiofonica in lingua italiana di Teheran con la quale sono state effettuate alcune interviste sulla Geo-Politica, la crisi internazionale e il ruolo delle lobby ebraiche negli Stati Uniti.
Ha pubblicato L’Islam e l’Occidentalizzazione del Mondo (Giugno 2002) per le edizioni ‘Effepi’ di Genova e Irak 2003. La seconda guerra giudaica contro Saddam Hussein (Maggio 2003) per “Effepi, I-tal-yà – Ebrei e Lobbies Ebraiche in Italia per Effepi (Ottobre 2003) e Islam e Globalizzazione per ‘Il Cerchio’ di Rimini (Novembre 2003). Uscito nel 2005 è invece Conoscere l'Islam sempre per le edizioni "Il Cerchio" di Rimini. Dal 2005 collabora anche con il settimanale Il Monviso di Pinerolo e con i siti Internet di Assadakah, Italia Sociale e Al Jaziira con corrispondenze da Beirut in Libano dove si è trasferito dall'inizio del 2005.
Fine
N.B: Foto,sottolineatura,grassetto,colore,NONsono parte del testo originale.WaA359
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09:31 Scritto da: waa359 | Link permanente | Commenti (0) |
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