24.04.2010
PUNIRE CHI NEGA L’OLOCAUSTO NON PUO’ ESSERE REATO MILIONI di ebrei finirebbero in galera!
di Massimo Fini
Articolo datato , come elemento ispiratore (l'abortita legge di mastella) ,ma sempre attuale come analisi della volontà repressiva ed oscurantista delle “democrazie “sterminazioniste.Tutte. Questo articolo viene ripreso in conseguenza dell'iniziativa repressiva,reazionaria e conservatrice di un gruppo di parlamentari italiani volta ad introdurre il reato di “leso O£OCAU$TO” ! In sintesi per mantenere in vita l'OLOCASH! Per maggiori informazioni,CLICCARE QUI! WaA359
Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, in occasione della Giornata della Memoria, porterà in Consiglio dei ministri un disegno di legge che punisce, anche con la reclusione, "chi nega, a parole o con uno scritto, l'esistenza dell'Olocausto".
La norma si estende anche all'ambito universitario e riguarda quei docenti che illustrino le tesi degli storici e degli studiosi 'negazionisti' in modo asettico, senza condannarle in modo esplicito.
Sarà creata una nuovissima fattispecie di reato, quella di "negazionismo della Shoah ".
Credo che nemmeno negli Stati più totalitari esista, e sia mai esistito, un reato di questo tipo. Si sono perseguite, ovviamente, le ideologie e le idee avverse o non ortodosse, ma mai chi nega dei fatti storici o presunti tali. Bisogna tornare, forse, alle epoche più buie della Santa Inquisizione per trovare persecuzioni contro chi non solo negava i dogmi della Chiesa ma anche i fatti su cui si fondavano.
E' una norma liberticida, con la quale uno Stato liberale, democratico e di diritto (ma non ci siamo solo noi, in Germania, in Austria, in Belgio, in Polonia, nella Repubblica Ceca, in Slovacchia esistono già leggi simili) rinnega i suoi fondamenti, la sua cultura e la sua storia. Dopo le drammatiche esperienze di Giordano Bruno e Galileo Galilei e con l'avvento dell'Illuminismo, il diritto alla libertà di opinione e alla libertà di ricerca è uno dei capisaldi del mondo occidentale, liberal-democratico. Una democrazia, se vuole essere tale, deve accettare anche le opinioni che le sono più ostiche e che le paiono più aberranti. E' il prezzo che paga a se stessa. Altrimenti non è più una democrazia. L'unico discrimine, in democrazia, è che nessuna idea può essere fatta valere con la violenza.
E' lo stesso motivo per cui anche la legge Mancino, del 1993, che punisce l'odio razziale, etnico, religioso, è una norma liberticida. L'odio è un sentimento e non si possono mettere le manette ai sentimenti. Io ho diritto di odiare chi mi pare. Ma se torco anche un solo capello a chi odio devo andare dritto e di filato in galera.
Afferma Mastella: "Negare l'Olocausto significa che quel che è stato documentato è falso. E quindi si tratterebbe di un'offesa alla memoria e alla Storia".
Ma se non si può più offendere la memoria e la Storia, non si può più parlare, se non nei termini del più stretto 'politically correct'.
La fattispecie, istituendo un precedente, potrebbe avere interessanti estensioni.
Si potrebbe punire chi nega l'esistenza storica di Cristo (perchè offende i credenti), chi nega il rogo di Giordano Bruno (perchè offende i laici),
chi nega i delitti del comunismo,
chi quelli del colonialismo,
chi afferma che la battaglia di Waterloo non c'è mai stata.
Le democrazie trionfanti sembrano impazzite.
Non accettano più nulla che sia diverso da ciò che esse hanno stabilito come giusto, documentato e irrivedibile. E per quel che riguarda specificamente l'Olocausto non si rendono conto di fare, con leggi di questo genere, degli storici e degli studiosi 'negazionisti' dei martiri e dei perseguitati mentre, con tutta probabilità, son solo dei cialtroni (che gli ebrei sterminati siano eventualmente quattro milioni invece di sei è irrilevante). Ma essere cialtroni non è mai stato considerato un reato.
Premetto (perchè in questo clima di intolleranza montante bisogna fare anche di queste premesse - ed è già di per sè significativo) che mia madre, Zinaide Tobiasz, era un'ebrea russa che ha visto l'intera sua famiglia falciata dai nazisti e che quindi anch'io sono, sia pur indirettamente (come ormai quasi tutti), una vittima dello sterminio degli ebrei. Chi nega questo sterminio certamente mi offende. Ma la più generale libertà di opinione e di ricerca è più importante della mia offesa.
Quindi sfido la nuova legge liberticida e voglio vedere chi avrà il coraggio di applicarla:
io nego l'olocausto.
MASSIMO FINI
***
Il testo sopra riprodotto è parte di una risposta a questo articolo di Massimo Mazzucco:
Sbagliano coloro che dicono che il nostro governo è schiavo di Israele, e che il decreto legge di Mastella, approvato ieri, è un servile gesto di obbedienza "alla cricca ebraica".
Prima di giudicare in base ai soliti preconcetti, vediamo infatti con più attenzione di cosa si tratta. Ci dice il Corriere di oggi che "il decreto legge, preannunciato in vista della giornata della Memoria del 27, si riferisce più in generale ai «delitti di istigazione a commettere crimini contro l'umanità e di apologia dei crimini contro l'umanità», senza far riferimento a un preciso reato di negazionismo della Shoah."
Tanto rumore per nulla quindi, da parte di tutti coloro che si erano allarmati per il diritto di opinione.
Continua l'articolo: "In particolare il ddl - sottolinea una nota diffusa dal ministero della Giustizia - amplia e rende più severe le norme per quanti propagandino la superiorità razziale e quanti commettano o incitino a commettere atti discriminatori. Verrà punito con una pena fino a tre anni chiunque diffonda idee sulla superiorità razziale. Prevista una pena da 6 mesi a 4 anni per chiunque commetta o inciti a commettere atti discriminatori per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o compiuti a causa del personale orientamento sessuale o dell'identità di genere".
Possiamo quindi prevedere che finiranno in galera tutti quegli ebrei - e non sono pochi - che si ritengono parte di un popolo eletto, …
… e che in virtù di questa presunta superiorità si arrogano diritti che non gli spettano affatto. Ad esempio:
Il diritto di prendersi arbitrariamente più terra di quanta assegnatali dall'autorità internazionale, per poi rifiutarsi di obbedire alla stessa autorità, quando questa gli impone di restituire la terra presa in eccesso.
Il diritto di dividere, spezzettare, tagliare a piacimento la terra altrui, arrivando a murare vivi interi villaggi pur di frammentare con ogni scusa possibile il tessuto sociale.
Il diritto di interferire continuamente con ogni minimo gesto di vita quotidiana della popolazione locale, umiliandola e costringendola ad una continua vessazione che con la sicurezza di Israele non ha nulla a che vedere. Vedremo così scattare ai check-point le giuste pene, come recita la legge, "per chiunque commetta o inciti a commettere atti discriminatori per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi".
Il diritto di tenere intere generazioni di palestinesi ingabbiate come animali nei campi profughi, e impedire il loro ritorno alle loro case e alle loro famiglie. E ogni tanto di massacrarne anche qualche migliaio, da Sabra a Chatila al più recente caso di Jenin.
A loro volta, il diritto di negare agli ispettori ONU di visitare i campi profughi in cui si dice che Israele abbia fatto strage di innocenti.
Più in generale, il diritto di ammazzare civili a piacimento, con la scusa di volersi difendere da una violenza che loro stessi vanno creando.
Il diritto di esimere i propri soldati dal rispondere ai tribunali internazionali, dando loro carta bianca per ogni più brutale violazione dei diritti umani. Avremo così il piacere di vedere finalmente in prigione i generali israeliani che sui loro soldati compiono continuamente «delitti di istigazione a commettere crimini contro l'umanità», come recita la nuova legge. Anche Rumsfeld dovrebbe trovare comodamente posto fra di loro.
Il diritto di ammazzare impunemente reporter e fotografi stranieri, arrivando a travolgere intenzionalmente con i loro bulldozer delle semplici persone disarmate, che siano venute a ficcare il naso un pò troppo da vicino nelle loro faccende.
Il diritto di rapire persone ospiti di un qualunque paese straniero, e portarsele a casa come se fossero delle valigie, senza poi dovere spiegazioni a nessuno.
Il diritto di bombardare qualunque cosa "metta a repentaglio la loro sicurezza nazionale", senza nemmeno ricorrere alle normali procedure internazionali.
Il diritto di minacciare un paese sovrano di distruzione perchè starebbe sviluppando una "minaccia nucleare", quando loro stessi hanno violato ogni possibile accordo internazionale, mettendo insieme un arsenale 10.000 volte più potente di quello paventato.
E infine, il diritto di continuare a comportarsi da perseguitati, quando la Shoah è finita da 60 anni, pretendendo leggi "protettive" che in realtà servono a loro per perseguitare chiunque osi mettersi sul loro passo.
Tutto questo, e molto altro, denuncia chiaramente una presunzione di superiorità a base religiosa, etnica e razziale che finalmente la nuova legge Mastella potrà punire adeguatamente.

SAFARI in Palestina- foto-ricordo! WaA359
Ci si augura inoltre che questa legge, per quanto non lo citi esplicitamente, vorrà anche punire il cosiddetto negazionismo di cui tanto si parla. Finiranno così in galera, insieme agli altri, anche tutti quegli ebrei che negano sia esistito un olocausto palestinese, chiamato Nabka.
Era ora che ci fosse un pò di giustizia a questo mondo.
Massimo Mazzucco
PS: Sul Corriere c'era anche questa dichiarazione del nostro Presidente della Repubblica, che per rispetto ad Aristotele ho preferito non riportare direttamente nell'articolo:
No all'antisemitismo "anche quando esso si travesta da antisionismo". "Antisionismo", ha detto il capo dello stato, "significa negazione della fonte ispiratrice dello stato ebraico, delle ragioni della sua nascita, ieri, e della sua sicurezza oggi, al di là dei governi che si alternano nella guida di Israele".
Secondo il ragionamento di Napolitano, dovrebbe essere proibito anche l'"antifascismo", in quanto significherebbe una negazione della fonte ispiratrice dello stato nazionalsocialista di Mussolini. Altrettanto dicasi per l'"anticomunismo", in quanto significherebbe una negazione della fonte ispiratrice dello stato comunista di Lenin.
(A sua volta, in quanto noto "antifascista", dovrebbe finire in prigione lo stesso Napolitano, che si troverebbe a condividere la cella con l' "anticomunista" per antonomasia, Silvio Berlusconi.)
Siamo alle comiche.
N.B: Foto,sottolineatura,grassetto,colore,NONsono parte del testo originale.WaA359
11:35 Scritto da: waa359 in Repressione Revisionismo Meinungsfreiheit | Link permanente | Commenti (0) |
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