23.04.2010

La verità storica per legge! Repressione della libertà di espressione ricerca studio, atto primo,una legge speciale anche in Italia!

Ci voglion far fuori tutti: chi ama la libertà si allerti e si prepari a difenderla!

COMUNICATO

libertà-parola-revisionismo-olocausto.jpgper la difesa della libertà di pensiero e di critica
politica, culturale, scientifica
come fondamento irrinunciabile di ogni sistema democratico

Appello
per una mobilitazione generale della Rete


D
al mio quotidiano monitoraggio di “Informazione Corretta” traggo la notizia che riporto di seguito. Ricordo ai lettori che ignoravo del tutto l’esistenza di questa testata sionista, perinde ac cadaver schiacciata fin dal suo sorgere su qualunque cosa il governo israeliano faccia o dica, ovvero le sue “associazioni” locali promuovano. Fu solo dietro attacchi che mi provenivano da quella testata che ne iniziai uno studio scientifico. È venuta fuori una realtà orribile, un mondo che agisce dietro le quinte, appunto delle lobbies, che costituisce un attacco al cuore della nostra democrazia. Non entro in dettagli che sono stati già da me trattati in numerosi post, ma lancio un allarme forte al popolo della rete. Non insisto sulla immane stupidità dell’accusa di “negazionismo”, che equivale a quella un tempo assai in voga di “stregoneria”.


La tecnica dell’accusa è di costringere il diffamato di turno a difendersi dall’accusa, assurda e priva di senso logico, di essere un “negazionista”, ma sarebbe esattamente come dover rispondere, nel 2010, di non essere una strega, un eretico, un untore. È incredibile! Non riusciamo a capacitarcene, ma a tanta barbarie siamo ritornati in pieno anno 2010. Ricordo per chi non lo sappia che nella sola Germania, dal 1994 ad oggi, si possono stimare 200.000 persone processate per meri reati di opinione.

Che dite? La popolazione di un bel campo campo di concentramento, di un lager?

Ho detto: nella sola Germania. Non ho i dati per altri 12 paesi europei, dove esiste una legislazione analoga sempre sollecitata da Israele, che iniziò la serie nel 1986, in Israele, quindi in ogni singolo paese europeo, dove gli “amici” dislocati nei parlamenti dei nostri paesi fanno passare la consegna.

L’allarme che viene qui lanciato è un’ invito alla

MOBILITAZIONE GENERALE E PERMANENTE

della rete. Badate: non si tratta di “negazionismo”, ma della libertà di ognuno di noi. Non cadete nella trappola, dove vi si fa credere che si tratti di una sparuta minoranza di cervelli balzani. Chi oggi dorme, si sveglierà domani assai meno libero. L’invasore è già in casa. Si trova all’interno delle istituzioni. Trova ascolto là dove a noi non degnano neppure di uno sguardo. Non solo i docenti universitari non possono stare tranquilli nelle loro cattedre, per non parlare dei docenti di scuole medio-superiori, ormai megafoni di circolari amministrative, ma neppure i preti possono più fare le loro prediche dal pulpito. Neppure il papa può più parlare senza essere interrotto e tirato per le orecchie. Se lo son voluto!

Capisco che molti cittadini italiani hanno da pensare al vitto e all’alloggio, sempre più scarso, sempre più minacciato. Ma chi è meno gravato da questi bisogni elementari deve sentirsi responsabile anche per loro: è il loro vero rappresentante politico. Quelli eletti in parlamento, intascato il voto, rispondono solo alle lobbies ovvero ai “poteri forti”. Non certo ai singoli elettori, che possono solo raccogliere delusioni per aver creduto nel valore democratico del loro voto. Anche qui potrei dare numerose esemplificazioni, ma è buona regola dire il peccato e non il peccatore.Chi legge questo Comunicato e avverte l’esistenza del pericolo, è invitato ad allertare chi gli sta più vicino, e questi dovrà fare poi lo stesso formando un passaparola, una catena di Sant’Antonio. Non abbiamo i giornali e le televisioni dalla nostra parte. È anche bene che i centri di coordinamento siano più di uno, perché sarà più difficile colpirli tutti. Ricordo però di aver dato avvio ad un “Comitato europeo per la difesa della libertà di pensiero”, il cui indirizzo di adesione è:

comitato.europeo@gmail.com.

CIVIUM LIBERTAS

 

Riportiamo dall'OPINIONE di oggi, 22/04/2010, l'articolo di Dimitri Buffa dal titolo "Il comitato di indagine parlamentare sull'antisemitismo denuncia: decine di blog antisemiti su internet ", preceduto dal commento di Fiamma Nirenstein dal titolo " Antisemitismo: diffusione del fenomeno su internet". Ecco i pezzi:
Fiamma Nirenstein - " Antisemitismo: diffusione del fenomeno su internet "
jewish_killer_holocaust.jpgfiamma_nirenstein.jpgA sin. ordinaria follia omicida in Palestina. Palestinese al fosforo .  WaA359 Il fenomeno dell’antisemitismo online, specie con la costante diffusione dei social network, costituisce uno degli aspetti più rilevanti dell’antisemitismo odierno. La polizia postale e rapporti di esperti indicano come ci sia un boom di siti che diffondono un vasto raggio di teorie antisemite: dalla cospirazione giudaica per impadronirsi del mondo (con un revival nella diffusione del falso storico dei Protocolli dei Savi di Sion), a forme aberranti di anti-israelismo, che descrivono Israele come la nuova potenza genocida che non ha diritto di esistere.
Per affrontare questa importante problematica, domani ascolteremo in un’audizione nell’ambito dell’Indagine Conoscitiva sull’Antisemitismo, svolta dalle Commissioni Esteri e Affari Costituzionali congiunte, due esperti dell’argomento: Andrè Oboler, Coordinatore del Comitato per la lotta all’antisemitismo online per il “Forum globale contro l’antisemitismo” e Stefano Gatti, redattore del portale "Osservatorio Antisemitismo" del CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea).
Inoltre, questa sera, insieme a Oboler e Gatti, all’esperto di social network Alex Zarfati e al Presidente della Comunità Ebraica romana Riccardo Pacifici, interverrò in una serata dal titolo “Antisemitismo online: non cadere nella rete”, organizzata presso il Palazzo della Provincia (ore 20:30) dal gruppo Benè Berith Giovani e dalla Consulta della Comunità Ebraica di Roma, che da anni si confrontano con il problema dell’incitamento all’odio antisemita nella rete.
Questi momenti di approfondimento si rivelano quanto più necessari in particolare in un momento in cui il fenomeno dell’antisemitismo è in crescita esponenziale, come indicato da ultimo dal rapporto dell’Istituto Stephen Roth per lo Studio dell’Antisemitismo Contemporaneo di Tel Aviv: in Europa, nel 2009, si è registrato il record di episodi antisemiti dalla seconda guerra mondiale, con un numero di incidenti triplicato, in particolare in Francia e Inghilterra.
E’ quanto mai necessario conoscere e capire le nuove dinamiche di diffusione dell’antisemitismo, anche per valutare l’adeguatezza delle norme vigenti volte a contrastarlo.
L'OPINIONE - Dimitri Buffa : " Il comitato di indagine parlamentare sull'antisemitismo denuncia: decine di blog antisemiti su internet"
Proprio nel giorno in cui ricorre il 62 anniversario della fondazione dello stato di Israele, il cosiddetto “yom azmauth”, l’Italia scopre di essere un paese a grosso rischio di anti semitismo. E in una delle ultime audizioni del Comitato di indagine conoscitiva su questo ignobile fenomeno, presieduto dall’onorevole Fiamma Nirenstein del Pdl, all’interno della Commissione Affari Costituzionali, è stata molto significativa l’affermazione del rav Benedetto Carucci, responsabile delle scuole ebraiche romane, secondo cui anche questa
verso_auschwitz.jpgoverdose di gite ad Auschwitz delle scolaresche italiane rischia di banalizzare quei ricordi invece che spiegarli bene ai giovani. La giornata della Memoria, ad esempio, sta diventando “una comoda maniera di lavare la propria coscienza senza indagare sulle origini profonde di questo fenomeno”. L’antisemitismo in Italia corre anche e soprattutto su internet ed è prerogativa di siti del fondamentalismo islamico, di quello cattolico, dell’estrema destra e persino dell’estrema sinistra. Che con il paravento della causa palestinese da tempo ha infranto questo tabù. Di tutto ciò e di altro ancora si è parlato ieri sera a un incontro tenutosi al palazzo della Provincia di Roma alla presenza proprio della giornalista Fiamma Nirenstein e di Riccardo Pacifici presidente della comunità ebraica di Roma. Uno dei relatori. Stefano Gatti, responsabile del centro di documentazione ebraica di Milano (il Cdec), che in mattinata aveva esposto gli stessi dati al suddetto comitato conoscitivo, ha illustrato agli astanti i principali siti dell’odio anti semita.
Quelli classificabili di estrema destra,in parte catto integralisti e in parte islamo fascisti, sono: Holy War, TerraSantaLibera, EffeDiEffe, Italia Sociale , Radio Islam, ANTIZOG, Il blog politicamente scorretto dell’avvocato Edoardo Longo.
Quelli di estrema sinistra invece sono Arcipelago, Aginform Foglio di Corrispondenza comunista, The Writing of Israel Shamir, la Agenzia Stampa InfoPal.it, l’Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus.
Leggendo i nomi di questi ultimi siti, apparentemente meno aggressivi dei primi, si stenta a credere che l’odio verso Israele si trasformi in stereotipo anti semita, ma basta andarci dentro per rendersi conto di quanto i confini siano labili.
Poi ci sono i siti “negazionisti dell’Olocausto”: Civium Libertas, Auschwitz I, “Indagini sulla truffa olocaustica”,Andrea Carancini, OLODOGMA, Studi di Carlo Mattogno, “21 e 33 Libertà di espressione, di insegnamento e di ricerca”, CODOH e “AAARGH”.
Questi ultimi due sono stranieri ma hanno anche un home page italiana. Per il 2008 l’Osservatorio del pregiudizio antiebraico della Fondazione Cdec ha indicato un numero di episodi leggermente superiore a quelli del 2007: 69 contro 53 .
Gli episodi riguardano atti di vandalismo, graffiti offensivi, e-mail di insulti a comunità o istituzioni ebraiche.
Tra le nuove segnalazioni pervenute al Cdec continuano a prevalere i graffiti: sono 21 di cui 9 a Roma. Tra le scritte troviamo una prevalenza di contenuti negazionisti, la maggior parte dei quali firmati “Militia”. Se si va a leggere alcuni di questi siti si vedranno subdoli richiami alla libertà di espressione e ad articoli della Costituzione italiana che la garantiscono. In realtà sono tutti pretesti e il comitato conoscitivo presieduto dalla Nirenstein si augura che presto anche in Italia si affronti a livello legislativo questo complesso problema.

Fonte

N.B: Foto,sottolineatura,grassetto,colore,NONsono parte del testo originale.WaA359

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11:32 Scritto da: waa359 in Repressione Revisionismo Meinungsfreiheit | Link permanente | Commenti (3) | |  Facebook |  Stampa

Commenti

PIU' URLANO X IMPORRE PIU' CI OBBLIGHERANNO A NN SENTIRLI PIU'!...E' ALLUCINANTE CHE NESSUNO SI ACCORGA E FACCIA FINTA DI NN ACCORGERSENE CHE QUELLO CHE "DICHIARANO" DI AVER SUBITO, E' LO STESSO PERVERSO METODO CHE STANNO USANDO VERSO CHI SEMPLICEMENTE VUOLE ASCOLTARE, CAPIRE, CONOSCERE X POI AVERE LA SACROSANTA POSSIBILITA' DI DECIDERE,SENZA PRECONCETTI NE' CONDIZIONAMENTI. PENSO CHE SI CHIAMI "LIBERTA'"...

Scritto da: DONATELLA D. M. | 23.04.2010

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proprio patetici...viva la democrazia, viva la libertà!

Scritto da: Francesco | 23.04.2010

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Libertà di ricerca, libertà di studio, libertà d'espressione. Diritti garantiti dalla Costituzione italiana. La deriva socio-politica nella quale sta piombando l'intera europa occidentale ha dell'incredibile. Possibile che libere democrazie, come si prefiggono di essere, non concepiscano in quale rete d'incultura si stanno immettendo le singole istituzioni nazionali? Oramai nel mondo occidentale governano i banchieri, i finanzieri, gli usocrati responsabili del declino dei popoli europei in particolare. Certamente siti come questo che della ricerca e dell'approfondimento di certe tematiche dogmatiche della seconda guerra mondiale ne fanno il centro della loro azione informativa non possono riscuotere tra i cosidetti organi "democratici" un certo consenso. La democrazia allora è un enunciato di principi astratti o è la concezione della libertà unmana? Quanta ambiguità ed ipocrisia si nasconde dietro alla parola "democrazia". Nessuno può essere definito negazionista...e poi di cosa. Nessuno nega che un popolo abbia sofferto e abbia diritto alle sue rivendicazioni. Il punto non è questo, non è necessario istituzionalizzare dei dogmi, affinchè possano essere garantiti da tutele giurisdizionali; puntiamo l'attenzione sulla ricerca storica, sulle sue confutazioni. Se un evento è avvenuto, i responsabili sono stati accertati da un processo, perchè mai affannarsi oggi giorno con giornalisti di varie tendenze politiche, politici di vari colori, talk show pseudo-informativi, dibattiti, rubriche e quant'altro, nei confronti di chi effettua studi e approfondimenti su una detrminata tematica dichiarata inviolabile? Se ne deduce allora che la Democrazia è veramente un qualcosa di astratto utilizzato a piacimento da chi da certi eventi ne vuole trarre lucro e sdegnoso consenso.
Saluti

Scritto da: Franco Morsetti | 24.04.2010

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