07.04.2010
Abraham Botines Ancora sul sapone fatto con ebrei
IL B’NAI B’RITH VUOLE UN'INDAGINE SULLA DICERIA DEL SAPONE FATTO CON GRASSO EBRAICO (1)
Nella foto la "Prova"della saponificazione degli ebrei ,prodotta dall'URSS-393,esibita al processo di Norimberga. WaA359
MONTREAL – Abraham Botines sarà il primo a dirti che non ha idea se il pezzo di sapone dell’era nazista con impressa una svastica da lui posseduto è fatto davvero di resti umani.
Ma il proprietario di un negozio di curiosità eclettiche in un quartiere alla moda di Montreal non chiede scusa per la sua volontà di vendere l’oggetto – una rarità che ha provocato una piccola tempesta nella comunità ebraica.
Botines, un ebreo nato in Spagna che manda avanti il bizzarro negozio dal 1967, ha detto venerdì che nessuno dei suoi familiari vuole tenersi la saponetta o altri controversi articoli del tempo di guerra.
Così, il combattivo negoziante ha deciso, data l’’ età avanzata e la salute in declino, che è giunto il momento di vendere la saponetta da lui acquistata a caro prezzo da un soldato canadese in pensione.
“Ho 73 anni, e collezionavo oggetti dell’Olocausto e della seconda guerra mondiale perché appartengo a quel periodo”, ha detto Botines venerdì in un’intervista nel negozio pieno di roba.
“Nel corso della mia vita ho posseduto un sacco di oggetti curiosi – cose difficili da trovare – e i miei figli non hanno nessun interesse per le mie cose”.
Ma Botines è irremovibile sul fatto che lui vende un pezzo da collezione, non un’ideologia di odio.
Dopo che i giornalisti hanno iniziato ad affluire nel negozio venerdì mattina, il controverso pezzo di sapone è stato messo via.
Botines dice che ora può essere visto solo da collezionisti seri o da quelli disponibili a sganciare il prezzo di partenza richiesto di 300 dollari.
(fosse vero sapone ebraico avrebbe un prezzo non quantificabile! Essendo un pezzo unico e la PROVA per eccellenza della saponificazione degli ebrei! Gli sterminazionisti stessi pagherebbero una follia per avere quel pezzo!WaA359)
“Il sapone è mio e sono libero di farci quello che voglio”, ha detto.
È stata la CBC(2) ad aver inizialmente riferito dell’esistenza del pezzo di sapone beige ritenuto proveniente dalla Polonia e risalente al 1940 circa.
Diverse associazioni ebraiche hanno espresso preoccupazione per la vendita della saponetta dell’era nazista fatta presuntamente di vittime dell’Olocausto. Esse concordano che vendere l’oggetto è offensivo.
Il B’nai B’rith Canada ha inviato venerdì un suo rappresentante nel negozio e ha detto che auspica un’indagine della polizia.
Nella migliore delle ipotesi, le associazioni ebraiche hanno detto che la saponetta e altri oggetti dell’era nazista appartengono ai musei perché li utilizzino come strumenti educativi.
( Questo è l'unico modo per eliminare una ulteriore prova della falsità dei 6.000.000 dell'olocau$to! Qualora il pezzo andasse in mani “non elette” si correrebbe il rischio di una analisi chimica!!!!!!! Cosa da evitare assolutamente!!! Dormendo in un museo,il pezzo di sapone, tale eventualità morirebbe! E il dubbio si potrebbe mummificare per l'eternità! WaA359 )
“Il solo luogo appropriato per tali oggetti è un museo, dove adempiono uno scopo di pubblica educazione”(... educazione!!A cosa? WaA359) , ha detto Anita Bromberg, consulente legale del B’nai B’rith, da Toronto.
Botines ha detto che gli oggetti sono storici e provano che l’Olocausto è avvenuto davvero.( Se il tizio ci raccontasse anche COME ci toglierebbe un peso! WaA359)
A suo figlio Ivan, co-proprietario del negozio, non piace avere la saponetta in giro ma rispetta la volontà paterna.
“Non stiamo facendo questo per promuovere un’ideologia”, ha detto Ivan Botines. “Vogliamo che le persone conoscano questo periodo, che non lo dimentichino”.
Sia il padre che il figlio in passato hanno avuto l’avvertenza di non vendere oggetti a neonazisti.
Nel 2009, il B’nai B’rith ha sporto cinque querele in Canada per la vendita di oggetti controversi, sia su Internet che nei mercati delle pulci. Non è stata formalizzata nessuna accusa.
In Canada non è illegale vendere oggetti con la svastica.
I resoconti secondo cui durante la seconda guerra mondiale venne prodotto sapone con resti umani sono stati liquidati come falsi e come propaganda nazista dalla maggior parte degli storici.
“È una leggenda metropolitana”, ha detto Frank Chalk, professore alla Concordia University e riconosciuto come un’autorità sul genocidio.
Ci sono prove documentate che i nazisti produssero fertilizzante agricolo con le ossa e che usarono il grasso umano come carburante (Dove sono queste “prove”? WaA359), ha detto Chalk. Ma non fecero mai sapone.
Non è insolito vedere cimeli nazisti in vendita.
“Penso che ciò che è importante per noi è il simbolo dell’odio e della violenza contro gli esseri umani che [tali oggetti] rappresentano”, ha detto Alice Herscovitch, direttore dell’Holocaust Centre di Montreal.
( Se è provato che mai fu fatto sapone con gli ebrei ,come può essere un “simbolo”? Sicuramente è il simbolo della TRUFFA olocaustica !WaA359)
“Ciò che turba di più è che siano in vendita”.(Fonte)
(1) Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo:QUI
(2) http://www.cbc.ca
Nota di WaA359:
A proposito di tale favola “certificata” da wiesenthal simon ,ebreo,... già nel 1946 il wiesenthal pubblicava su Der Neue Weg, il giornale della comunità ebraica austriaca, un articolo in materia: ...«Fu nel Governatorato generale della Polonia (che iniziò la saponificazione degli ebrei) e la fabbrica si trovava in Galizia, a Belzec. Dall’aprile 1942 al maggio 1943 900 mila ebrei furono utilizzati come materia prima in questa fabbrica».
Supportato da grossi calibri del sionismo come ben gurion e la filosofa hannah arendt («La camera a gas e la fabbrica di sapone sono le cose a cui può condurre l’antisemitismo»).
E invece sono stati anche autorevoli storici ebrei ed esponenti del giudaismo a confermare che si tratta solo di una leggenda; per esempio yehuda bauer, responsabile degli studi sulla $hoah presso l’università di Hebrew a Tel Aviv, in un intervista all’edizione internazionale del Jerusalem Post, Maggio 29, 1990, p. 4:
“I tedeschi non hanno mai trasformato i corpi degli ebrei in sapone”.
Si legga anche l'articolo di Sessi Frediano QUI
La favola olocau$tica dell'olosapone è demolita QUI e QUI
Ciò nonostante la favola continua...come olo-CASH !
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N.B: $,Foto,sottolineatura,grassetto,colore,NON sono parte del testo originale.Per ulteriori informazioni, dettagliate, tecniche, storiche sul preteso olocausto ebraico si consiglia il sito,dedicato alle opere di Carlo Mattogno, maggior conoscitore mondiale dei fatti :http://revisionismo.splinder.com/ WaA359
11:25 Scritto da: waa359 in Lager Belzec | Link permanente | Commenti (2) |
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Commenti
Ma quanto sono patetici. Altri termini verrebbero moderati.
Scritto da: Antonio79 | 07.04.2010
Rispondi a questo commentoGli era venuta tanto bene!
Rendeva così bene !
Suscitava tanto odio...!
L'esempio massimo della crudeltà "nazi"!
Ci sono attaccati e gli è impossibile farne a meno!
Gli avevano fatto FUNERALI,TOMBE,MONUMENTI...!
Ora ,invece,gli resta la patente di levantini BUGIARDI e TRUFFATORI!
Scritto da: C.M. | 08.04.2010
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