02.04.2010

Buona e Felice Ostara di Giovanna Canzano

Giovanna Canzano dialoga con ALBERTO MARIANTONI


Buona e Felice Ostara!

Eostre.jpgLa festa di Ostara celebra la rigenerazione della natura e la rinascita della vita.

Questa festa è di origine germanica e prende direttamente nome dalla Dea Eostre o Eostar,  patrona della fertilità.

Il suo culto, durante  l'antichità  pre-cristiana, era diffuso  in tutta l'Europa. In Grecia, ad esempio, era conosciuto e celebrato con il nome di Estia;  mentre a Roma - e, più tardi, in tutto l'I mpero – assunse  quello  di Vesta, con  il relativo  ordine delle vergini Vestali che erano incaricate di mantenere il fuoco eterno all’interno del suo Tempio e di assicurarvi la quotidiana e tradizionale liturgia.

Con la diffusione del Cristianesimo (dopo il IV secolo), la festa di Ostara (Eostre o Eostar o Estia o Vesta) venne assimilata alla Pasqua, la cui data di celebrazione cade, guarda caso, nel primo plenilunio, dopo l'Equinozio di primavera.

La nuova festa cristiana, in alcune lingue europee - vista la sua completa estraneità con i culti autoctoni  del  nostro  continente - conservò  addirittura la  terminologia dell'antica ricorrenza pagana. Ancora oggi, infatti, in inglese, la Pasqua (cristiana) è detta, Easter, ed in tedesco, Ostern.

In tutta l'Europa, inoltre, la medesima festa riuscì ugualmente a conservare anche alcune usanze che vi erano collegate.  Tra queste,  la ritualità del coniglio pasquale  (simbolo di fertilità e prosperità), e quella dell'uovo, simbolo dell'embrione primordiale da cui sarebbe scaturita la vita.

Altro che "Pasqua"... Un termine che riprende il nome ebraico Pesach o Pesah (o Pasqua ebraica). E l’dea di una festa che, d’altronde, ricorda la cosiddetta “liberazione” dei membri della Setta degli affiliati al Giudaismo  ed il suo congetturato "Esodo",  dall’Egitto:  due avvenimenti che storicamente non sono mai avvenuti!

Così, almeno, pretendono gli autori israeliani Israël Finkelstein e Neil Asher Silberman, “Le tracce di Mosè”, Edizioni Carocci, Roma, 2002. Titolo originale dell’opera: “The Bible Unearthed, Archaeology’s New Vision of Ancient Israel and the Origins of its Sacred Texts”, Simon & Schuster, New York, 2001.

giovanna.canzano@email.it

 

21:26 Scritto da: waa359 | Link permanente | Commenti (1) | |  Facebook |  Stampa

Commenti

Avevo letto qualcosa del genere e sapevo la simbologia del coniglio,è strano come da un qualcosa del genere si sia poi finiti a festeggiare una cosa del tutto diversa........ma alla fine tutto fa brodo festa più festa meno il mondo ha sempre da festeggiare ahhhhhh

Scritto da: Fontana Argentata | 04.04.2010

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