07.02.2010

pacifici riccardo : Caro testa di cazzo ...STRONZOOOOOOOO

Bambino-Palestina-Morto-ebrei-olocausto.jpg

 

Nella foto il frutto dell'aiuto all'entità criminale definita israele.WaA359

«Rispondendo a un appello del ministro Frattini... l'Unione delle Comunità ebraiche italiane e la Comunità ebraica di Roma - si legge in un comunicato - mettono a disposizione 300 mila euro in medicinali». 200 mila destinati «ai bambini e alla gente di Gaza»», 100 mila «ai bambini e ai civili delle cittadine israeliane del sud di Israele colpiti dai razzi di Hamas».

Domani i medicinali saranno messi a disposizione di Frattini (a cui va un forte «apprezzamento» per la posizione presa). Bel gesto, umanitario. «Il nostro è un gesto di umanità», dice Renzo Gattegna, presidente dell'Ucei. E come per qualsiasi gesto umanitario degno di tale nome «non intendiamo dare un giudizio politico dei torti o delle ragioni dell'una o dell'altra parte», gli fa eco Riccardo Pacifici, il presidente della Comunità romana che pure aveva appena esternato il suo pieno appoggio ai bombardamenti su Gaza.


E invece su quella frase si è scatenato l'inferno fra la comunità ebraica di Roma e ambienti italo-ebraici di Israele. Un certo Shimon Fargion, un ebreo italiano emigrato a Gerusalemme, ha attaccato violentemente Pacifici sia per quelle parole che suonano troppo equidistanti sia per aver speso soldi della comunità in soccorso dei civili palestinesi di Gaza. Pacifici, fondatore e leader della lista ultrà maggioritaria «Per Israele», non è abituato a essere attaccato da destra e non ci ha visto più. Per cui si è seduto al computer e ha messo in circolo un e-mail furibonda chiarendo la sua posizione («sostegno totale di questa guerra a Gaza») e il senso vero del «gesto di umanità».

Un'iniziativa «concordata a priori con i massimi responsabili da parte israeliana (e permettetemi di non aggiungere maggiori dettagli per ovvie ragioni)», assicura Faelino Luzon intervenendo anche lui nel dibattito.

Fumo negli occhi, roba buona solo per i media «così come è stato deciso con l'ambasciatore d'Israele di avere in questa prima fase un low profile», rassicura i suoi Pacifici:

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

gaza_palestinian_safari_jews.jpg

"Assistenza" ai fratelli palestinesi! Foto ricordo di un "Safari" in Palestina. WaA359

«Posso garantirvi - scrive - che la scelta tutta mediatica di far arrivare medicinali ai bambini palestinesi e israeliani era ed è solo utilizzata per quando da lunedì comincerà la nostra battaglia sui media a sostegno di Israele».

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

E per il 10 annuncia «un megaevento» da 1500 persone selezionate con l'ambasciatore di Israele «per spiegare le ragioni di Israele e il suo diritto a fare questa guerra». Pacifici giura che la Comunità romana non ha tirato fuori «neanche un euro» per quei medicinali, donati «da un'organizzazione ebraica internazionale» e garantisce «che comunque non arriverà un solo medicinale a Gaza che non sia autorizzato dal Governo di Israele».

Il comunicato è il coté ufficiale, l'e-mail è il coté inter-comunitario. Poi c'è il coté personale, ossia l'altro e-mail con cui Pacifici risponde al suo critico Fargion con rudezza virile ma efficace: «Caro testa di cazzo... dammi il tuo indirizzo così ti vengo a prendere a calci nel culo... io qui Per Israele mi faccio un gran culo e vivo sotto scorta... STRONZO...

Sappi che ho fatto tutto insieme all'ambasciata d'Israele...

Che cazzo ne sai cosa stiamo facendo? STRONZOOOOOOOO».

da Il Manifesto del 4 gennaio 2009.Fonte 1 Fonte 2

4 gennaio. «Vergognati, vergognati, vergognati!». Così si conclude la lettera di ieri di Stefano Sarfati Nahmad, Paola Canarutto, Giorgio Forti, della Rete Ebrei contro l’Occupazione, rivolta al presidente della comunità ebraica romana

Riccardo Pacifici che aveva espresso condivisione per i bombardamenti israeliani.

La Striscia di Gaza, «una prigione a cielo aperto, i cui confini sono sigillati, le merci non entrano e non escono, l'economia è soffocata. Nemmeno i malati possono uscire. Agli ospedali di Gaza mancano persino i disinfettanti e gli anestetici. La centrale elettrica riceve carburante per funzionare solo poche ore al giorno, così le fognature traboccano e l'acqua potabile arriva meno di una volta alla settimana. Gli aiuti alimentari –quando arrivano– sono insufficienti Su tutto questo sono arrivati i bombardamenti che hanno causato un'ecatombe di donne, uomini e bambini. Questa è l’opera della leadership israeliana che tu tanto apprezzi».

@@@

Infuria la polemica di Capodanno


» L'UCEI dona 200 mila euro a Gaza.

Trecento mila euro di aiuti umanitari – 200 mila ai palestinesi e 100 mila agli israeliani: è quanto è stato stanziato dall’UCEI a favore delle vittime della guerra a Gaza, come risposta concreta all’appello del ministro Frattini. Un’operazione che la Comunità di Roma e l’Unione hanno compiuto in linea con la politica sin qui seguita in coordinamento con l’Ambasciata di Israele a Roma: visibilità, impegno pubblico, stretto contatto con le autorità italiane. Il fine: migliorare la comunicazione sulle ragioni di Israele.

Ma gli italkim e gli iscritti alla mailing list Mafrum per tutti, che lega più di 1000 ebrei di origine tripolina sparsi per il mondo, non hanno gradito e a Capodanno si è scatenata una polemica senza precedenti. Il primo a lanciare il sasso è stato Shimon Fargion, da Gerusalemme, con un intervento indirizzato a Riccardo Pacifici (presidente della CER) e Renzo Gattegna (presidente UCEI) molto polemico e critico verso tale donazione. A Shimon ha risposto lo stesso Pacifici, che ha rimarcato le proprie "credenziali" di sostenitore di Israele, con toni altrettanto coloriti.

Maurizio Camerini ha replicato che "Come contribuente di comunità ebraica, non capisco come gli amministratori delle comunità e dell'Unione delle comunità possano ritenersi autorizzati a stanziare ed erogare fondi per scopi che esulano palesemente dagli scopi istituzionali degli enti che amministrano; considerato anche che le risorse di bilancio non consentono nemmeno di soddisfare sempre le esigenze più basilari delle comunità”.

I numerosi interventi che si sono susseguiti accusano l'Ucei di aver fatto il gioco della propaganda palestinese, di volersi "dissociare" dalle posizioni israeliane. Nel comunicato congiunto di Pacifici e Gattegna che annunciava la donazione - che peraltro è in medicinali e non in denaro - si legge infatti: “Con questa operazione non intendiamo dare un giudizio politico, pur essendo emotivamente coinvolti dalle vicende dei nostri fratelli che in Israele vivono questo dramma”.
Un giudizio politico che è invece sollecitato da Flavio Hannuna. In una lettera a Shalom, fatta circolare con la stessa mailing list, scrive: “Desidero riportare lo sconcerto di tutti noi circa la ‘donazione’ di 300.000 euro fatta dalla UCEI con in testa la Comunità di Roma, il gruppo Mafrum-per-tutti che raccoglie oramai quasi mille ex Tripolini è inondato da e-mails di protesta e che trasudano vero e proprio disgusto per questa operazione Politically correct. Le nostre organizzazioni umanitarie hanno assoluto bisogno di fondi per far fronte ai primi aiuti da dare alle popolazioni colpite da anni di missili, sei delle nostre maggiori associazioni umanitarie hanno avuto i loro beni quasi completamente azzerati a causa del fallimento dei Fondi Medoff e noi facciamo versamenti a favore di chi spende i propri fondi per comprare missili. Mi spiace ma a noi elettori e contribuenti della comunità non importa nulla se il Presidente si è consultato con questa o quella istituzione, cosa che sono sicuro ha fatto, importa invece che abbia usato i nostri soldi per una operazione che nessuno condivide. Concludo dicendo che avrebbe fatto miglior figura se avesse espresso un giudizio politico sulla giustezza delle operazioni che sta compiendo Israele e ciò nonostante avevano deciso questo contributo”.

D’accordo invece con Pacifici e Gattegna è Jonathan Pacifici (Jerushalaim) “Non conosco i dettagli dell'operazione, ma mi è sembrata perfettamente coerente con la strategia (anche mediatica) decisa dal governo israeliano in questa guerra. Ciò non significa necessariamente che io sia d'accordo con questa strategia, ma francamente poco importa. Quello che ho da dire sulle scelte dell'attuale governo israeliano, lo dirò assieme a tutti gli israeliani il prossimo 10 Febbraio andando a votare, non certo polemizzando con il governo in carica mentre i nostri ragazzi sono al fronte.
Riccardo e Renzo questo privilegio, giustamente, non lo hanno.

Da ebrei della diaspora sostengono Israele.

Punto.

Lo fanno al meglio delle loro capacità e si coordinano con chi rappresenta il governo in carica - Ambasciata e Ministero degli Esteri - non certo noi Italkim - con tutto il rispetto. Lo hanno fatto con governi di destra e di sinistra, nei momenti facili ed in quelli difficili. Per quel che mi riguarda finisce lì la storia.
Quello che invece trovo assolutamente scandaloso è il modo in cui sono stati attaccati in questi giorni. I nervi a fior di pelle li abbiamo tutti. E va anche bene. Non va bene scaricare le proprie frustrazioni contro chi ha fatto della vita comunitaria in generale e della difesa di Israele in particolare il centro della propria esistenza”. Fonte


Milano 5/01/09

---

I testi sono integri,non manomessi.Bastano da soli a dimostrare i fatti.Ogni commento è superfluo.

Sottolineatura,grassetto,colore,foto, NON sono parte del testo originale.Per ulteriori informazioni, dettagliate, tecniche,  storiche sul preteso olocausto ebraico si consiglia il sito,dedicato alle opere di Carlo Mattogno, massimo esperto mondiale dei fatti (waA359) : http://revisionismo.splinder.com/

Pagina iniziale

 

20:55 Scritto da: waa359 in sion zion sionisti "Italia" | Link permanente | Commenti (0) | |  Facebook |  Stampa

Scrivi un commento