17.02.2010

La presunta prima gasazione omicida di Auschwitz di Carlo Mattogno

Matto(g)nate  di Carlo Mattogno!(WaA359)

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A questo fantomatico evento ho dedicato un libro specifico di cui riassumo brevemente i risultati1712.

La prima gasazione omicida ad Auschwitz, secondo la ricostruzione ufficiale di Danuta Czech, è basata unicamente sulle dichiarazioni contraddittorie di sedicenti testimoni oculari ed è smentita dai documenti, pertanto è priva di qualunque fondamento storico.

Essa fu elaborata nell'ottobre del 1941 da uno dei centri della propaganda nera del movimento di resistenza clandestino di Auschwitz dall'idea iniziale della sperimentazione su esseri umani di indeterminati gas bellici in un non meglio identificato Bunker o “rifugio di calcestruzzo” di Auschwitz.

Solo successivamente, traendo spunto dalle disinfestazioni con Zyklon B che si intensificavano con l'ampliamento del campo, i propagandisti introdussero nei loro racconti lo Zyklon B e ambientarono la prima gasazione omicida nello scantinato del Block 11. Il normale trasporto dei cadaveri dei detenuti immatricolati morti nel campo dalla camera mortuaria del Block 28 al crematorio offrì nuovo materiale per arricchire ulteriormente la narrazione.

Nel 1946 il giudice Sehn, nell'esigenza di storicizzare i racconti contrastanti dei testimoni per creare dei fatti fittizi perseguibili giuridicamente, inventò il nucleo iniziale del racconto, che includeva gli elementi letterari canonici del numero delle vittime e delle varie fasi della gasazione, ma non la datazione.


Nel 1959 Danuta Czech, con una manipolazione delle fonti ancora più ardita, riesumò e ampliò il racconto di Sehn, traendo da una congerie di testimonianze contrastanti una convergenza di prove” puramente fittizia e corredandola di una data precisa parimenti inventata: la prima gasazione omicida era diventata “storia”.

Van Pelt liquida la questione in poche righe. Dopo aver riportato l'articolo della Polish Forthnightly Review del 1° luglio 1942, egli commenta:

«È importante notare che dopo la guerra vari testimoni confermarono che all'inizio di settembre i Tedeschi avevano usato il Block 11 di Auschwitz come camera a gas sperimentale»1713.

Ma di questi «vari testimoni» egli ne adduce uno solo, Vojciech Barcz1714. Due pagine dopo egli si appella a un opuscolo di Natalia Zarembina e conclude:

«Come oggi sappiamo, il rapporto era esatto: sia Pery Broad sia Rudolf Höss lo avrebbero poi corroborato»1715.

Rilevo anzitutto che nessuna di queste due fonti conferma la datazione asserita da van Pelt («all'inizio di settembre»):
Barcz menziona genericamente l'
autunno 1941 1716
e Zarembina non indica
alcuna data1717.
L'articolo summenzionato1718 parla di
1.000 vittime, 700 bolscevichi e 300 Polacchi,
Zarembina di
800 vittime, 500 bolscevichi e 300 Polacchi,
mentre Barcz non adduce
alcuna cifra.

L'evacuazione dei cadaveri dei gasati avvenne per l'articolo summenzionato il giorno dopo la gasazione,
per Barcz
tre giorni dopo,
per Zarembina il
quarto giorno.
I cadaveri dei gasati per Barcz furono
inumati in fosse comuni,
per Zarembina furono
cremati al crematorio.
Secondo Höss la gasazione non può essere avvenuta prima del
novembre 1941 e riguardò soltanto prigionieri di guerra sovietici,
mentre Broad riferisce di una gasazione di prigionieri di guerra
russi in una sola cella.

Ecco dunque a che cosa si riducono le pretese “prove convergenti” di van Pelt.

Le fonti disponibili permettono di ricostruire un quadro un po' diverso da quello fantasticato da Danuta Czech e da van Pelt, un quadro che mostra chiaramente che cosa sia in realtà la presuntaconvergenza di prove”: una metodologia truffaldina che consiste nel comporre un racconto apparentemente coerente e logico partendo da un “mosaico” di testimonianze contrastanti e contraddittorie su tutti i punti essenziali.

Ecco infatti la “ricostruzione” che si può effettuare in base alle fonti:
Un giorno, tra la primavera del 1941 e il novembre-dicembre del 1942,
ad Auschwitz, nel vecchio crematorio
o nello scantinato del Block 11,
oppure a Birkenau,
fu eseguita la prima gasazione di persone.
Alcune testimonianze menzionano la data “esatta”:
il 14 agosto
o il 15 agosto,
il 3-5 settembre
o il 5-6 settembre
o il 5-8 settembre
o il 9 ottobre 1941.

La gasazione fu eseguita
dopo l'appello serale,
durante la chiusura dei blocchi (Blocksperre),
in modo che nessun detenuto potesse vedere ciò che avveniva,
oppure in pieno giorno,
davanti agli occhi dei detenuti oziosamente sdraiati al sole.
Già in precedenza le finestre dello scantinato erano state murate,
o ricoperte di terra,
o riempite di sabbia
o sbarrate con assi di legno.
Nel seminterrato del Block 11 furono rinchiusi
soltanto prigionieri di guerra russi,
che erano solo ufficiali,
o ufficiali e sottufficiali,
o soldati semplici,
o partigiani,
o commissari politici,
oppure non erano affatto russi,
ma polacchi,
o erano prigionieri russi e detenuti polacchi.

Le vittime della gasazione furono
60 o 200 o 400 o 500 o 600 o 680 o 700 o 850 o 1.473 prigionieri russi e 100-150 o 190 o 196 o 200 o 220 o 250 o 257 o 260 o 300 o 400 o 1.000detenuti polacchi.

Quel che è certo, comunque, è che il loro numero totale fu di

200 o 300 o 320 o 350 o 500 o 696 o 800 o 850 o 857 o 980 o 1.000 o 1.078 o 1.400 o 1.663.
I detenuti malati erano stati selezionati nei blocchi ospedale dal
dott. Schwela
o dal dott. Jungen
oppure dal dott. Entress.

Questi malati furono portati nelle celle del Block 11
dagli infermieri
oppure dai detenuti della compagnia di punizione.
Palitzsch da solo
o insieme a un SS soprannominato “Tom Mix”
o insiema a un altro chiamato lo “strangolatore”,
oppure Breitwieser

gettarono nel corridoio o nelle celle
tre barattoli di Zyklon B in tutto,
oppure 2 barattoli in ogni cella.

Lo Zyklon B fu introdotto
attraverso la porta
o attraverso la presa d'aria di ventilazione (Lüftlungsklappe)
o attraverso aperture al di sopra delle porte delle celle.

La gasazione fu eseguita
nelle celle,
o in una sola cella
o nel corridoio
o nella “camera a gas”
e le porte delle celle erano state chiuse ermeticamente
oppure divelte.

Le vittime morirono
immediatamente
oppure erano ancora vive dopo 15 ore.

I cadaveri furono evacuati
il giorno dopo
o la notte dopo
o 1-2 giorni dopo
o 2 giorni dopo
o 3 giorni dopo
o il quarto giorno
o il sesto giorno,

esclusivamente da infermieri, per l'esattezza
oltre 20
o 30
o 80,
oppure esclusivamente da 20 detenuti della compagnia di punizione.

Il lavoro durò
un giorno intero
o una notte intera
o 2 notti
o 3 notti.

I cadaveri furono svestiti
nel corridoio del Block 11,
o nel cortile esterno,
oppure non furono svestiti affatto.

I cadaveri delle vittime furono portati
al crematorio e cremati,
oppure portati a Birkenau e inumati in fosse comuni,
oppure parte cremati e parte inumati
1719.

Note:

 

1712Mattogno, Auschwitz: The First Gassing. Rumor and Reality, op. cit.

1713 R. J. van Pelt, The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, op. cit., p. 144. 1714 Idem, nota 25 a p. 144. Cfr. p. 519.
1715 Idem, p. 146.
1716 C. Mattogno, Auschwitz: The First Gassing. Rumor and Reality, op. cit., pp. 52-53.
1717 Idem, pp. 34-36.
1718 Idem, p. 32.

L'unica conclusione sensata che si può trarre da questo groviglio inestricabile di contraddizioni è la totale inattendibilità storica e tecnica delle testimonianze relative alla prima gasazione omicida.

Fonte

Sottolineatura,grassetto,colore,foto, NON sono parte del testo originale.Per ulteriori informazioni,dettagliate,tecniche,storiche sul preteso olocausto ebraico si consiglia il sito,dedicato alle opere di Carlo Mattogno, maggior conoscitore mondiale dei fatti(waA359) : http://revisionismo.splinder.com/

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12:36 Scritto da: waa359 in Articoli di Carlo Mattogno | Link permanente | Commenti (0) | |  Facebook |  Stampa

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