16.02.2010
Carlo Mattogno analizza elie wiesel parte 2
ELIE WIESEL: «IL PIÙ AUTOREVOLE TESTIMONE VIVENTE» DELLA SHOAH?
Di Carlo Mattogno
Parte 2
g) Il trasferimento a Buchenwald
Alla decisione di Elie Wiesel di partire con i Tedeschi e di non aspettare i Sovietici non bisogna attribuire un qualche significato particolare, perché, nel suo contesto letterario, è psicologicamente giustificata dal timore (ingiustificato) che tutti coloro che fossero rimasti al campo sarebbero stati fucilati.
Tralascio tutte le peripezie della marcia di evacuazione e del trasporto in treno e passo subito all’arrivo a Buchenwald. Da tener presente solo la durata del viaggio: 3 giorni di sosta a Gleiwitz (p. 94), più un giorno per arrivarvi a piedi da Monowitz, «dieci giorni e dieci notti di viaggio»(p. 97) in treno, in totale 14 giorni. Riguardo a Buchenwald identica non-descrizione: impossibile identificare una qualunque parte del campo. Egli parla di docce (p. 105) ma evita accuratamente di menzionare la procedura di immatricolazione. Abbiamo visto sopra che Miklós Grüner e Lázár Wiesel, i quali a Buchenwald ci andarono davvero, ricevettero rispettivamente il numero di matricola 120762 e 123565.
Se Elie Wiesel avesse menzionato questo fatto ovvio, l’immatricolazione, avrebbe dovuto render conto di due numeri di matricola.
Cosa ancora più gravosa per lui, perché nello schedario dei detenuti di Buchenwald un Elie (o Eliezer) Wiesel non compare affatto.
Cliccando QUI si hanno i documenti in lingua originale(WaA359)
Esaminiamo infine se il suo racconto dell’arrivo a Buchenwald è conforme ai documenti.
Egli afferma che andò alla doccia «il terzo giorno dopo il nostro arrivo a Buchenwald»(p. 105), che era «il 28 gennaio 1945»(p. 108), sicché partì da Monowitz l’11 gennaio e arrivò a Buchenwald il 25.
Nel gennaio 1945 dal complesso Auschwitz-Birkenau arrivarono a Buchenwald tre convogli di deportati(37):
| Data di partenza | Data di arrivo | Numeri di matricola | Numero detenuti |
| 18 gennaio | 22 gennaio | 117195-119418 | 2.224 |
| 18 gennaio | 23 gennaio | 119419-120337 | 919 |
| 18 gennaio | 26 gennaio | 120348-124274 | 3.927 |
Nessun trasporto partì l’11 gennaio, nessuno impiegò più di 8 giorni.
Quello arrivato il 26 gennaio portò sia Lázár Wiesel, sia Miklós Grüner, come risulta dai loro rispettivi numeri di matricola 120762 e 123565.
Come ho accennato sopra, il testo originario in jiddisch da cui Elie Wiesel ha tratto il capitolo VII del suo libro (il racconto del viaggio da Gleiwitz a Buchenwald) è stato tradotto in inglese da Moshe Spiegel col titolo “The Death Train”(38). I due testi sono molto simili, ma nel primo il numero dei detenuti caricati nel vagone di Elie Wiesel non è di 100 (p. 101), ma di 120 (39). Inoltre lì egli menziona anche il numero dei vagoni: 25(40).
Il numero dei detenuti del suo vagone arrivati vivi a Buchenwald è invece identico: 12 (p. 101)(41).
Perciò in questo vagone si sarebbe verificata una mortalità dell’ 88% o del 90%.
Ma anche l’intero convoglio avrebbe pagato un alto tributo di morti:
«Il viaggio durò dieci interminabili giorni e notti. Ogni giorno reclamò la sua quota di vittime e ogni notte pagò il suo omaggio all’Angelo della Morte»(42).
Il giorno dell’arrivo a Buchenwald ci furono 40 morti(43).
Nei vagoni sarebbero stati caricati (25 x 100 ÷ 120 =) 2.500 ÷ 3.000 detenuti, di cui la maggioranza sarebbe morta durante il viaggio.
Si sa però che il trasporto che giunse a Buchenwald il 26 gennaio 1945 contava alla partenza, secondo la lista nominativa dei deportati, 3987 detenuti(44); se a Buchenwald ne furono immatricolati 3.927, significa che vi furono 60 decessi, l’1,5%.
Da tutti i dati esposti sopra risulta pertanto che il racconto del viaggio da Gleiwitz a Buchenwald non può essere veritiero.
Concludendo, Elie Wiesel non è mai stato internato né a Birkenau, né ad Auschwitz, né a Monowitz, né a Buchenwald.
Per quanto riguarda suo padre Shlomo, il suo nome(45) appare nel Central Database of Shoah Victims' Name (46) dello Yad Vashem, ma queste informazioni sono state trasmesse in data 8 ottobre 2004 da Elie Wiesel stesso!
Un’ultima osservazione. Si sostiene che la presenza di Elie Wiesel a Buchenwald sarebbe attestata da una fotografia che ritrae un gruppo di detenuti di questo campo:
«Foto di Harry Miller di lavoratori schiavi al campo di concentramento di Buchenwald dopo l’arrivo al campo delle truppe statunitensi dell’80a divisione. Scattata il 16 aprile 1945. Miklos Grüner (numero di matricola 120762) è in basso a sinistra, Elie Wiesel (numero di matricola 123565) è nella fila sopra, vicino al terzo travicello da sinistra»[47].
Tuttavia il fatto che il volto della persona ritratta nella fotografia fosse quello di Elie Wiesel si basa soltanto su una sua dichiarazione, su un suo sedicente auto-riconoscimento.
Quanto al “suo” numero di matricola – 123565 – , esso apparteneva a Lázár Wiesel!
Impostura e falsa testimonianza: Elie Wiesel è proprio «un personaggio eccezionale»,
il simbolo vivente dell’ “Olocausto”.
E chi lo esalta come «personaggio eccezionale» è degno del suo sublime «magistero morale».
Carlo Mattogno
3 febbraio 2010
Cliccando QUI si hanno i documenti in lingua originale(WaA359)
Note:
[1] Si veda il resoconto stenografico in: http://www.camera.it/cartellecomuni/Leg16/files/pdf/opuscolo_giorno_della_memoria.pdf
[2] Még mindig kísérti a haláltábor (Il campo di sterminio continua a tentare ancora), in:
http://www.haon.hu/hirek/magyarorszag/cikk/meg-mindig-kiserti-a-halaltabor/cn/haon-news-FCUWeb-20090303-0604233755
[3] Auschwitz Survivor Claims Elie Wiesel is an Impostor, in:
http://www.henrymakow.com/translated_from_the_hungarian.html
[4] Auschwitz: Wiesel è un impostore, in: http://olo-dogma.myblog.it/archive/2009/04/20/auschwitz-wiesel-e-un-impostore.html
[5] Eli Wiesel, in: http://en.wikipedia.org/wiki/Early_life
[6] NARA (National Archives and Records Administration, Washington), A 3355, RG 242.
[7] Idem.
[8] Sighetu Marmaţiei, in: http://it.wikipedia.org/wiki/Sighetu_Marma%C5%A3iei
[9] YIVO Institute for Jewish Research, New York, 1962.
[10] François Mauriac, il prefatore del libro di Eli Wiesel.
[11] Michael Wiesberg, Unversöhnlich – Elie Wiesel zum 80. In: Grundlagen, Sezession 25, agosto 2008, p. 25.
[12] Giuntina, Firenze, 1986.
[13] In: R. Faurisson, Écrits Révisionnistes (1974-1998), vol. II, De 1984 à 1989. Édition privée hors-commerce., 1999, pp. 606-610. In rete: http://www.vho.org/aaargh/fran/archFaur/1986-1990/RF861017.html (francese); http://www.ihr.org/leaflets/wiesel.shtml (inglese).
[14] Elie Wiesel: la donnola travestiata da agnello, in: http://andreacarancini.blogspot.com/2010/01/elie-wiesel-la-donnola-travestita-da.html
[15] http://www.hebcal.com/hebcal/?year=1944&v=1&month=5&yt=G&nh=on&nx=on&i=off&vis=on&set=on&c=off&geo=zip&zip=&m=72&.cgifields=nx&.cgifields=nh&.s=Get+Calendar
[16] Liste der Judentransporte, Museo di Auschwitz-Birkenau, microfilm n. 727/27.
[17] R.L. Braham, A Magyar Holocaust. Gondolat Budapest-Blackburn International Incorporation Wilmington, 1988, p. 514
[18] L’Album d’Auschwitz. Édition du Suil, Parigi, 1983.
[19] Questi impianti sono stati ben descritti da Jean-Claude Pressac in: Auschwitz: Technique and Operation of the Gas Chambers. The Beate Klarsfeld Foundation, New York, 1989, pp. 53-85.
[20] Auschwitz. Il campo nazista della morte. Edizioni del Museo Statale di Auschwitz-Birkenau, 1997, p. 122
[21] Thomas Grotum, Jan Parcer, «EDV-gestützte Auswertung der Sterbeeinträge», in: Sterbebücher von Auschwirt. A cura del Museo di Stato di Auschwitz-Birkenau. K.G. Saur, Monaco, New Providence, Londra, Parigi, 1995, vol. 1, p. 248.
[22] R.J.van Pelt, The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, op. cit., p. 504.
[23] «Verbrennungsexperimente mit Tierfleisch und Tierfett. Zur Frage der Grubenverbrennungen in den angeblichen Vernichtungslagern des 3. Reiches», in: Vierteljahreshefte für freie Geschichtsforschung, anno 7, n. 2, luglio 2003, pp. 185-194.
[24] Ma nessuna fotografia aerea attesta la presenza di fumo in quest’area.
[25] Theses & DissertationsPress, Chicago.
[26] Vedi al riguardo il mio studio Le camere a gas di Auschwitz. Studio storico-tecnico sugli “indizi criminali” di Jean-Claude Pressac e sulla “convergenza di prove” di Robert Jan van Pelt. Effepi, Genova, 2009, p. 552.
[27] Auschwitz. Il campo nazista della morte, op. cit., p. 52.
[28] Idem, p. 54.
[29] D. Czech, Kalendarium der Ereignisse im Konzentrationslager Auschwitz-Birkenau 1939-1945. Rowohlt Verlag, Reinbek bei Hamburg, 1989, p. 821.
[30] Tranne quello relativo alla baracca dell’orchestra del campo.
[31] P. Levi, Se questo è un uomo. Einaudi, Torino, 1984, pp. 35-36.
[32] http://www.camera.it/cartellecomuni/Leg16/files/pdf/opuscolo_giorno_della_memoria.pdf
[33] P. Levi, Se questo è un uomo, op. cit., p. 44.
[34] Idem, p. 70.
[35] Idem, p. 160.
[36] Il blocco dell’orchestra era al di fuori della numerazione delle baracche del campo, che andava da 1 a 60.
[37] Het Nederlandsche Roode Kruis, Auschwitz, Deel VI, ‘s-Gravenhage, 1952, p. 39.
[38] In: Anthology of Holocaust Literature, a cura di Jacob Glatstein, Israel Knox e Samuel Margoshes. A Temple Book, Atheneum, New York, 1968, pp. 3-10.
[39] Idem, p. 10.
[40] Idem, p. 9.
[41] Idem, p. 10.
[42] Idem, p. 5.
[43] Idem, p. 10.
[44] Andrzej Strzelecki, Endphase des KL Auschwitz. Verlag Staatliches Museum in Oświęcim-Brzezinka, 1995, pp. 338-229. Riproduzione di due pagine della lista del trasporto originale.
[45] Vi figura come Shlomo Vizel, figlio di Eliezer e di Nisel, nato a Sighet e morto a Buchenwald il 27 gennaio 1945. L’anno di nascita non è indicato.
[46] http://www.yadvashem.org/wps/portal/IY_HON_Welcome
[47] Elie Wiesel’s identity crisis, in: http://christopherhitchenswatch.blogspot.com/2009/03/elie...
Cliccare QUI per un altro articolo sull'IMPOSTORE wiesel elie,ebreo. (WaA359)
Sottolineatura,grassetto,colore,foto, NON sono parte del testo originale.Per ulteriori informazioni,dettagliate,tecniche,storiche sul preteso olocausto ebraico si consiglia il sito,dedicato alle opere di Carlo Mattogno, maggior conoscitore mondiale dei fatti(waA359) : http://revisionismo.splinder.com/
18:26 Scritto da: waa359 in Articoli di Carlo Mattogno | Link permanente | Commenti (0) |
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