03.02.2010
Lineamenti di storia del sionismo di Alan Hart 1
Lo scrittore da per scontato un olocausto ebraico che non è MAI AVVENUTO.
Si consiglia ,nella lettura,di premettere al termine olocausto .. "TRUFFA dell' ". WaA359
Parte 1

Dobbiamo ad una Lettrice e collaboratrice, che ben conosce l’opera di Alan Hart, la traduzione di questi testi, che pubblichiamo volentieri per far conoscere meglio al pubblico italiano le linee generali della storia del sionismo tracciata da Hart nei suoi tre volumi, di recente aggiornati nel suo volume terzo dell’edizione americana. Si spera di poterne avere presto un’edizione per il pubblico italiano.
Civium Libertas
“Celebrare la Negazione della Pulizia Etnica”
Ovvero, una breve sintesi della Storia del Sionismo fino alla dichiarazione unilaterale, da parte dei sionisti, dell’esistenza dello stato di Israele da parte dei sionisti. Il racconto si serve di materiale documentato che mette in risalto le dichiarazioni e i punti di vista dei fondatori e leader sionisti.
di Alan Hart
13 Maggio 2008
Il 14 maggio del 1948 lo Stato Sionista di Israele dichiarò la propria esistenza.
P
rima e dopo tale evento di 60 anni fa, molti Arabi della Palestina vennero espropriati della loro terra e dei loro diritti, e venne a crearsi il problema dei rifugiati palestinesi.
Come è realmente accaduto tutto questo?
L’essenza di questa storia è di seguito brevemente riepilogata, e viene raccontata in prevalenza dal punto di vista dei Leader del Sionismo, con rilievo preminente alle loro stesse dichiarazioni.
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COME NASCE IL SIONISMO E QUALI SONO I SUOI VERI OBIETTIVI
(sul fondatore di Israele – David Ben Gurion)
I
l fondatore di Israele, figlio di un avvocato, è nato nel 1886 in Polonia, a Plonsk, un piccolo centro industriale a 38 miglia da Varsavia. Alla nascita, il suo nome era David Green.
Nel 1906 è partito dalla sua patria polacca per un viaggio in Palestina, con un visto di 3 mesi come “turista russo” e, per usare le sue stesse parole, “semplicemente estesi il mio soggiorno oltre il visto concesso”.
Durante la sua prima visita a Gerusalemme, e riflettendo sul fatto che l’esiguo numero di Ebrei allora risedenti in Palestina provenissero da molte nazioni, descrisse la Città Santa come una “Torre di Babele” con gli Ebrei che “parlavano gli uni agli altri in 40 lingue diverse, con l’una metà incapace di comunicare con l’altra metà”.
In seguito David Green, con il nome di David Ben Gurion, divenne il primo Premier Israeliano e poi il Ministro alla Difesa.
Nel 1937, come riportato nel suo diario, Ben Gurion scrisse una lettera a suo figlio, in cui disse: “Gli arabi se ne devono andare, ma bisogna trovare un momento opportuno perché questo accada, ad esempio una guerra.”
(sul fondatore dell’esercito israeliano)
Il fondatore del Militare Israeliano fu Vladimir Jabotinsky.
Era un ebreo russo, nato in Odessa nel 1880. Nel 1923 Jabotinsky pubblicò The Iron Wall – Il muro di ferro – che divenne il principale testo di riferimento per tutti gli Ebrei Nazionalisti votati all’Impresa Coloniale del Sionismo. L’obiettivo manifestato nello scritto era: “appropriarsi della maggiore quantità possibile di territorio arabo con il minor numero possibile di arabi a viverci”.
Nel suo scritto, Il muro di ferro, Jabotinsky era brutalmente esplicito su quale doveva essere l’Etica Sionista. Scrisse questo:
“Il Sionismo è un’Impresa Coloniale e quindi “cade o sta in piedi” per mezzo della forza militare - altra etica non c’è. E’ importante saper parlare l’ebraico, ma purtroppo è più importante saper sparare – altrimenti rinuncio al gioco della colonizzazione. E ai tediosi rimproveri che il mio punto di vista è anti-etico, rispondo: assolutamente falso. Fino a quando agli Arabi verrà concesso anche il più minuscolo barlume di speranza di poterci ostacolare, loro non rinunceranno a tale speranza, non in cambio di un “piatto di lenticchie”, perché questa gente non è marmaglia, ma un Popolo, un popolo vero, e nessun popolo fa concessioni tanto enormi su questioni tanto vitali, a meno ché non ci sia più alcuna speranza, perché noi non avremo chiuso ogni spiraglio nel Muro di Ferro”.
(sul fondatore del Sionismo, Theodor Herzl e sul 1° Congresso Mondiale Sionista, 1897)
In effetti, la necessità di espropriare gli arabi palestinesi della loro terra e dei loro diritti, era stata riconosciuta e accettata da parte del fondatore del sionismo, Theodor Herzl.
Un Ebreo nato in Ungheria, che aveva lavorato a Vienna come giornalista e commediografo, Herzl indisse il primo Congresso dell’Organizzazione Mondiale Sionista a Basilea, in Svizzera, nel 1897. Il Congresso terminò con la prima dichiarazione pubblica sulla missione del sionismo, che era: “creare per gli ebrei una dimora in Palestina” (‘dimora’ dai termini anglosassoni ‘home’ o ‘heim’: che significa il posto in cui si è di casa) .
Il termine “home” veniva usato perché i Sionisti non volevano che il mondo sapesse delle loro reali intenzioni – creare uno Stato Sovrano.
Ciò che Herzl davvero pensava all’epoca, venne espresso nel suo diario, che fu reso pubblico solo nel 1960. Nella pagina del diario con data del 3 settembre 1897, Herzl diceva:
“Se dovessi riassumere il Congresso di Basilea in una sola parola, che mi guarderò bene dal pronunciare in pubblico, sarebbe questa: in Basilea è stato fondato lo ‘Stato Ebraico’. Forse tra 5 anni – e certamente tra 50 – tutti sapranno. … A Basilea, allora, ho creato questa astrazione che, come tale, è invisibile alla maggioranza della gente.”
Al suo diario Herzl confidò anche la propria visione in merito a cosa doveva succedere agli arabi palestinesi:
“Dovremo creare condizioni di impoverimento e attirare le popolazioni impoverite oltre i confini, procurando occupazione lavorativa nei Paesi di “transito”, e negando loro il lavoro nel ‘nostro’ Paese … Sia il processo di esproprio (di terre arabe) che la rimozione della popolazione impoverita deve essere effettuato con discrezione e circospezione.”
*
(Anni dopo, nel 1940, quando la persecuzione nazista degli Ebrei in Europa si stava trasformando in sterminio, Joseph Weitz, il capo del Dipartimento di Colonizzazione Ebraica in Palestina, scrisse un memorandum segreto, dal titolo Una Soluzione al Problema dei Rifugiati Ebrei. Diceva:
“Deve essere chiaro, che non c’è posto per entrambi i popoli in questo paese. Non potremo raggiungere il nostro obiettivo se gli Arabi rimangono in questa terra. Non c’è altra scelta, che “trasferire” gli Arabi – tutti gli Arabi - da qui nei paesi confinanti. Non un solo villaggio, non una sola tribù deve rimanere!”).
“Trasferimento” era, ed è tuttora, l’eufemismo usato dai Sionisti per intendere “Pulizia Etnica”.
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SULLA “DICHIARAZIONE DI BALFOUR” durante la 1° Guerra Mondiale -
E SULLA FALSA LEGALITA’ DEL SIONISMO
Nel 1917, durante la 1a Guerra Mondiale, fu l’ex-premier britannico Arthur James Balfour, allora Ministro degli Esteri, a dare al progetto coloniale sionista una falsa legittimità.
Lo fece con una breve lettera indirizzata al barone Lionel Rothschild il 2 novembre del 1917.
La Dichiarazione di Balfour, (come divenne nota) era in parte una risposta alle richieste insistenti del Dr. Chaim Weizman, che era diventato il capo dell’Organizzazione Mondiale Sionista dopo la morte prematura del suo fondatore, Theodor Herzl. Il documento diceva:
“Il Governo di Sua Maestà vede con favore l’istituzione di una patria nazionale per il popolo Ebraico in Palestina e impiegherà ogni sforzo per il raggiungimento di tale obiettivo, a condizione che non si faccia niente che possa pregiudicare i diritti civili e religiosi delle comunità non-ebraiche in Palestina, o che possa pregiudicare per gli ebrei gli stessi diritti e lo stesso status politico che essi godono già negli altri Paesi.”
In quel periodo la Palestina era sotto il controllo della Turchia, e la Gran Bretagna non aveva alcun diritto di disporre della Palestina e farne concessione ad altri né in toto, né in parte.
(Nel 1957 un articolo pubblicato nella rivista giuridica ‘American Bar Association Journal’ da Sol Linowitz - che in seguito divenne consigliere e negoziatore per il Pres. Carter - concludeva che la cosiddetta Dichiarazione di Balfour era “legalmente impotente”)
La Dichiarazione di Balfour nascondeva al pubblico una realtà che, se rivelata, avrebbe portato alla conclusione inevitabile che le reali mire del sionismo, se messe in atto, avrebbero generato conseguenze catastrofiche. La Dichiarazione di Balfour infatti ometteva la considerazione di un dato importante: la realtà demografica della Popolazione in Palestina.
Nel periodo storico in cui la Dichiarazione di Balfour fu emessa (1917), in Palestina la popolazione si articolava come segue:
- Gli Arabi costituivano il 93 % della popolazione, con un numero di 670.000 abitanti
- Gli Ebrei erano appena il 7% della popolazione, con circa 60.000 abitanti.
Nella Dichiarazione di Balfour, il termine “Arabi” o “arabo” non veniva mai menzionato, ed è così che una maggioranza del 93% di Arabi venne ridotta allo status di “comunità non-ebraica”.
Anni dopo, nel 1937, Winston Churchill (allora non al governo, ma impegnato nel disperato tentativo di fare prendere sul serio le minacce di Hitler) spiegò alla Camera dei Deputati i motivi reali per cui la Dichiarazione di Balfour venne emessa da parte del governo britannico nel 1917. Disse questo:
“Sarebbe pura illusione supporre che fosse un atto di entusiasmo filantropico. Al contrario, è stato un espediente al quale siamo ricorsi … per necessità durante la 1° Guerra Mondiale, allo scopo di assicurare la vittoria agli Alleati. In cambio della Dichiarazione ci aspettavamo, e abbiamo ricevuto, assistenza importante e preziosa.”
L’implicazione delle parole di Churchill era che nel novembre del 1917 la Gran Bretagna, in pericolo di perdere la guerra, aveva bisogno dell’influenza dei sionisti (ebrei ricchi ed influenti) ed era consapevole di dover pagare il prezzo richiesto.
Non c’è spazio in questa versione sintetica della storia del Sionismo per entrare nei dettagli documentati in merito a quale tipo di influenza e assistenza la Gran Bretagna necessitava da parte dei sionisti. Ma in sintesi si può riassumere quanto segue.
Nel novembre del 1917 la Gran Bretagna era sull’orlo della sconfitta nel conflitto mondiale. Il Ministero della Marina aveva avvisato il governo britannico sulla probabile necessità di arrendersi. Per scongiurare una tale prospettiva di disfatta, la Gran Bretagna aveva bisogno dell’influenza dei Sionisti in Russia e in America.
In altre parole, i sionisti dovevano convincere la Russia (alleata della GB) a rimanere in guerra e a impedire che la Russia cadesse sotto il dominio totale del Comunismo.
In America, i sionisti dovevano fare pressione sul governo statunitense affinché entrasse in guerra, e dovevano inoltre provvedere con estrema urgenza alla disponibilità di fondi necessari per velocizzare e modernizzare al massimo la produzione bellica statunitense (per l’espansione militare in Europa).
Ed erano in gioco altri due fattori.
Il primo: i politici britannici erano dell’avviso che l’istituzione di uno Stato Sionista nel cuore delle terre arabe, avrebbe favorito il controllo della regione da parte della Gran Bretagna – in particolare se si riusciva a mantenere gli Arabi divisi su come far fronte a una tale realtà.
Il secondo: i leader britannici non volevano che altri Ebrei arrivassero in Gran Bretagna – se lo auspicava in particolare proprio l’anti-semita Balfour. Infatti, a partire dal 1881, molti Ebrei Russi stavano fuggendo dalla povertà e dalle persecuzioni che affrontavano nella patria zarista, e cercavano di rifarsi una vita in America e in Europa Occidentale. Gli esponenti dell’Establishment Conservativo Britannico, così come gli Ebrei Britannici di lunga data, temevano che un afflusso importante di Ebrei avrebbe provocato sentimenti anti-semiti.
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SU COME LA GRAN BRETAGNA TRADI’ GLI ARABI A FAVORE DEI SIONISTI
E SU COME TENTO’ DI RIPARARE IL TORTO DUE DECENNI DOPO PER MEZZO DI UNA “DICHIARAZIONE DI INTENTI ”
Fu così che la Gran Bretagna (verso la fine della 1° Guerra Mondiale) si servì degli Arabi – che aveva comunque intenzione di tradire fin dall’inizio – per sconfiggere la Turchia ed occupare la Palestina, e si trovò quindi nella posizione per poter dare sostanza alla Dichiarazione di Balfour. Ma di quale “sostanza” si trattava?
Fu proprio Balfour a fornire una spiegazione in tal senso, per mezzo di un memorandum che preparò in data del 11 agosto 1919 per la Conferenza di Pace di Parigi. Diceva questo:
“In Palestina non ci faremo neanche il problema di consultare formalmente l’opinione e il volere degli abitanti della regione … Le quattro grandi potenze sono dalla parte del Sionismo.
E il Sionismo, giusto o sbagliato che sia, è radicato in antiche tradizioni, nelle necessità del presente, nelle speranze del futuro, che sono di gran lunga più importanti dei desideri e pregiudizi dei 700.000 Arabi che ora vivono in quella terra antica.”
(Sulla “Dichiarazione di Intenti” del 1939 per la riparazione del torto)
Venti anni dopo, nel 1939, dopo che i Britannici avevano represso con una schiacciante sconfitta la ribellione araba su vasta scala, e distrutto la leadership palestinese, la strategia politica di Balfour fu ripudiata da parte di una Commissione del parlamento britannico, i cui membri comprendevano il Lord Cancelliere, Vincent Caldecot. La Commissione indagava in merito alle promesse fatte agli Arabi, e il Lord Cancelliere si dichiarò inorridito per l’inganno dei Britannici scoperto da parte della Commissione, la quale in data 11 marzo 1939 rilasciò una dichiarazione unanime che diceva:
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“Il Governo di Sua Maestà non aveva l’autorità di disporre della Palestina senza alcun riguardo per gli interessi e la volontà degli abitanti della Palestina.”
…....................................................................................
Sei settimane dopo, quando la 2° Guerra Mondiale si profilava all’orizzonte, atterriti dalla prospettiva che si delineava – e cioè, che gli arabi si stavano alleando con la Germania Nazista basandosi sul principio che “il nemico del mio nemico è il mio amico”, il governo Britannico rese pubblica una Dichiarazione di Intenti che illustrava la sua nuova posizione politica nei confronti della Palestina. Diceva questo:
“Il Governo di Sua Maestà perciò dichiara ora, inequivocabilmente, che non è nelle sue politiche permettere che la Palestina diventi uno Stato Ebraico.”
Nel modo più esplicito possibile, eliminando ogni possibilità di equivocare e ogni opportunità di manipolazione da parte dei sionisti, la Dichiarazione di Intenti illustrava quale sarebbe stata, da allora in poi, la politica Britannica in merito alla Palestina.
L’obiettivo, secondo il testo della Dichiarazione, era “uno Stato Palestinese indipendente entro 10 anni,” in cui “Arabi ed Ebrei potevano convivere secondo principi che garantissero la salvaguardia degli interessi essenziali di ogni parte”.
A titolo di concessione in favore dei Sionisti, il documento dichiarava che la Gran Bretagna avrebbe permesso a un numero aggiuntivo di 75.000 Ebrei di entrare in Palestina nei successivi 5 anni, portando la popolazione ebraica a costituire circa 1 terzo della popolazione complessiva in Palestina. Ma passati tali 5 anni, la Gran Bretagna non intendeva permettere l’ingresso in Palestina a ulteriori Ebrei senza il consenso degli Arabi. Dato che era prevedibile che gli Arabi non avrebbero concesso l’immigrazione a un ulteriore numero di Ebrei, la Dichiarazione di Intenti del 1939 implicava l’effettiva scadenza del documento dopo 5 anni.
Il documento dichiarava, inoltre, che la Gran Bretagna si impegnava a mettere fine alla crescente immigrazione illegale di ebrei in Palestina; e che l’Alto Commissario Britannico in Palestina veniva investito del potere di regolamentare le vendite e i trasferimenti di terreni.
I sionisti respinsero il documento e accusarono la Gran Bretagna di tradimento nei confronti degli ebrei. Ben Gurion dichiarò:
“Ci batteremo con gli Inglesi contro Hitler come se non ci fosse la Dichiarazione di Intenti; e ci batteremo contro la Dichiarazione come se non ci fosse la guerra.”
Ma ciò che di lì a poco sarebbe successo in Palestina – e succede tutt’ora – fu poi determinato quasi esclusivamente da ciò che accadde in Europa: il massacro di 6 milioni di Ebrei.
09:05 Scritto da: waa359 | Link permanente | Commenti (0) |
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