03.02.2010
Lineamenti di storia del sionismo di Alan Hart 2
Lo scrittore da per scontato un olocausto ebraico che non è MAI AVVENUTO.
Si consiglia ,nella lettura,di premettere al termine olocausto .. "TRUFFA dell' ". WaA359
Parte 2
COME IL SIONISMO SI SERVI’ DELL’OLOCAUSTO NAZISTA PER I PROPRI SCOPI
- e in che modo operarono le organizzazioni terroristiche sioniste -
(“l’Olocausto – Morte Ebraica, Vita Sionista”)
Prima delle atrocità dell’Olocausto nazista, le prospettive per il Sionismo di creare uno stato per gli ebrei in Palestina non erano affatto buone. Erano, anzi, improbabili. E questo dipendeva in gran parte dal fatto che la maggioranza degli ebrei nel mondo, soprattutto i meglio informati e consapevoli, erano opposti alle mire colonialiste del sionismo: le consideravano moralmente insostenibili. Sapevano che ne sarebbe scaturito un conflitto senza fine. E temevano che se il sionismo l’avesse spuntata, avrebbe prima o poi provocato un’ondata di anti-semitismo tale da mettere a grave rischio l’incolumità e perfino la sopravvivenza degli ebrei, ovunque nel mondo.
E’ anche documentato il fatto che la maggioranza degli Ebrei che furono sradicati e resi profughi durante l’occupazione nazista in Europa, non avevano intenzione di cercare rifugio in Palestina. La loro preferenza era l’America.
In effetti, il Presidente Roosevelt
tentò di organizzare un piano di soccorso che doveva permettere a mezzo milione di rifugiati Europei, ebrei e altri, di essere accolti soprattutto in America e Gran Bretagna. Ma tale iniziativa venne “uccisa” dalla potente Lobby Sionista americana (che esercitava una forte influenza sul parlamento Usa, e la esercita tutt’ora, determinando la quasi totalità delle politiche americane, specie le politiche estere).
Impedire l’ingresso in Usa da parte dei profughi ebrei, fu una vittoria politica che i sionisti ottennero anche perché appoggiati dalla stragrande maggioranza degli ebrei Americani di lunga data, che si opponeva all’arrivo di troppi immigrati Ebrei – come in precedenza era successo in Gran Bretagna.
Dopo la morte di Roosevelt durante il suo mandato, anche il Presidente Truman
fece un tentativo per un piano di soccorso ma, come in precedenza, a causa dell’influente Lobby Sionista, il piano non ricevette il necessario supporto dal Parlamento.
Il Sionismo non voleva che gli Ebrei profughi dell’Europa trovassero un rifugio al di fuori della Palestina: dovevano essere dirottati in Palestina per fare numero e battersi per la creazione dello Stato Sionista.
Nel primo volume del mio libro Sionismo: Il Vero Nemico Degli Ebrei (SIONISM: THE REAL ENEMY OF THE JEWS), c’è un capitolo intitolato “L’Olocausto – Morte Ebraica, Vita Sionista”.
E’ stata l’atrocità dell’Olocausto nazista che ha dato al Sionismo TUTTO ciò di cui aveva bisogno per procedere con sicurezza e presuntuosa auto-rettitudine. Tutto – compreso il supporto emotivo e politico della quasi totalità del mondo ebraico; e compresi i fondi economici che sono arrivati copiosi, in gran parte dall’America, per l’acquisto degli armamenti per combattere e sconfiggere gli eserciti arabi – di tutti gli stati arabi, se necessario.
*
(Su come i Sionisti cercarono alleanze - con i Fascisti, prima,
e i Nazisti in seguito - per le proprie mire colonialiste in Palestina)
Per avere via libera in Palestina, i sionisti intendevano prima di tutto cacciare le forze britanniche dalla Palestina.
Una delle iniziative per tale scopo fu la proposta di un’alleanza con la Germania Nazista. La proposta fu avanzata da Avraham Stern,
arrivato in Palestina dalla Polonia nel 1925. Fu uno dei membri fondatori della scellerata Irgun (formalmente l’Organizzazione Militare Nazionale, o NMO). Sarebbe diventata la più potente organizzazione terrorista dei sionisti; ma poi Stern se ne separò per fondare il proprio gruppo di stampo terrorista, noto come la “Stern Gang”.
Nel settembre del 1940, Stern aveva contattato i fascisti italiani di Mussolini per proporre un accordo. Quando i fascisti si dichiararono non interessati, Stern si rivolse ai nazisti.
Nel gennaio del 1941, Stern incontrò due nazisti di alto rango. Uno era Otto von Hentig, il capo della ‘Sezione per l’Oriente’ del Ministero degli Esteri nazista. La discussione generata da tale incontro si tradusse in una proposta di Stern messa per iscritto in data dell’11 gennaio 1941. Il testo della proposta diceva, tra l’altro, il seguente:
“L’istituzione dello Stato Ebraico su base nazionale totalitaria, vincolato al Terzo Reich mediante trattato, sarebbe nell’interesse del mantenimento e rafforzamento della futura posizione di potere della Germania nel Medio Oriente.
“Procedendo da queste considerazioni, l’Organizzazione Militare Nazionale (NMO) in Palestina si offre di prendere parte attiva nella Guerra a fianco della Germania, a condizione che le sopramenzionate aspirazioni del ‘movimento per la libertà israeliano’ vengano riconosciute da parte del Terzo Reich.
“Questa offerta da parte della NMO … si tradurrebbe nell’addestramento e nell’organizzazione militare della forza lavoro ebraica in Europa, sotto la supervisione e il comando della NMO. Tali unità militari prenderebbero parte nella battaglia per la conquista della Palestina, qualora si decidesse di aprire tale fronte.
“La partecipazione indiretta del ‘movimento per la libertà israeliano’ nel Nuovo Ordine in Europa, attualmente in fase preparatoria, dovrebbe risultare in una soluzione positiva per il problema degli Ebrei in Europa conformemente alle sopramenzionate aspirazioni del Popolo Ebraico. Ciò comporterebbe uno straordinario rafforzamento della base morale del Nuovo Ordine agli occhi dell’umanità.”
Stern fu assassinato dalle forze speciali Britanniche nel 1942.
Quarantacinque anni dopo, Yehoshafat Harkabi,
direttore a lungo termine dell’Intelligenza Militare Israeliana, offrì un’osservazione per questo tentativo dei sionisti di mettersi in affari con la Germania di Hitler:
“Forse dovremmo guardare a quell’evento come un episodio aberrante della storia ebraica. Ma tale episodio dovrebbe anche servire da monito per capire a quali estremi si può arrivare in tempi di difficoltà, e dove le manie estremiste possono condurre.” (!!!)
*
(su come il Terrorismo Sionista di Menachem Begin si liberò degli Inglesi
per avere via libera in Palestina)
Fu un altro immigrato polacco, Menachem Begin
che dopo Stern, assassinato nel ’42, trasformò la Irgun in un’organizzazione terrorista molto potente. (Si tratta dello stesso Menachem Begin che molti anni dopo, nel 1977, sarebbe diventato primo ministro di Israele e avrebbe fortemente accelerato gli insediamenti illegali in Palestina, per negare ai palestinesi ogni prospettiva di terre sufficienti per formare uno Stato indipendente – o perlomeno è questo che Begin sperava).
Ma in quegli anni, prima dell’esistenza di Israele, mentre era indaffarato a ristrutturare la Irgun in Palestina e darle un indirizzo di stampo terrorista, Begin aveva in serbo un messaggio per i non-ebrei del mondo – e per gli Inglesi in particolare:
“Qualora fossero poco propensi a realizzarlo, o fin troppo propensi a ignorarlo, il fatto è che dal sangue e dal fuoco e dalle lacrime e dalle ceneri, un nuovo esemplare di essere umano è nato, un nuovo esemplare completamente sconosciuto al mondo per oltre 18 secoli, l’EBREO COMBATTENTE. Quell’Ebreo, che il mondo considerava morto e sepolto, è invece risorto … per non scendere mai più nella fossa e sparire dalla faccia della terra.”
Il 6 novembre del 1944, nel Cairo, due rappresentanti di questo “nuovo esemplare di essere umano” avevano assassinato Lord Moyne,
il Ministro Residente Britannico per il Medio Oriente.
Nel Parlamento britannico, Churchill (che si era fortemente battuto per la causa Ebraica) rispose con queste parole:
“Se i nostri sogni per il Sionismo devono morire nel fumo delle armi di assassini, e i nostri sforzi per il futuro dei sionisti non faranno che produrre un nuovo tipo di criminali degni della Germania nazista, allora molti, come me, dovranno riconsiderare la posizione che hanno mantenuto tanto a lungo e con tanta fermezza fino a oggi.”
In Palestina la Irgun si concentrava sugli attacchi alle infrastrutture e reti di comunicazione britanniche, per rendere impossibile l’amministrazione del territorio.
Il 22 luglio del 1946 la Irgun fece saltare in aria lo storico “Hotel King David”
di Gerusalemme. Tra tutti gli attacchi da parte della Irgun contro le forze di occupazione britanniche, questa fu l’operazione più spettacolare e importante dal punto di vista politico. L’amministrazione britannica aveva installato il proprio quartier generale nell’ala sud del prestigioso hotel, che quindi era diventato la sede delle istituzioni centrali del governo e rappresentava il cuore del potere britannico in Palestina.
Il leader Sionista Ben Gurion negò qualunque responsabilità, sia personale, sia delle organizzazioni militari ufficiali dei sionisti – La Haganah e la Palmach – in merito all’esplosione dell’Hotel King David. Ma non stava raccontando la verità.
Fatto sta che i 91 morti e duecento feriti misero l’amministrazione britannica locale in ginocchio. E la Gran Bretagna era stata umiliata.
Gli eventi precipitarono e la situazione degenerò.
Alla fine, i Britannici decisero di lasciare la Palestina il 13 maggio 1948, a mezzanotte. Il terrorismo Sionista era riuscito nella sua missione di piegare la volontà degli Inglesi a rimanere nella regione.
E così la patata bollente sulla sorte della Palestina fu scaricata nel grembo della neo-nata Istituzione delle Nazioni Unite. (Ma niente poteva fermare il sionismo).
*
IL SIONISMO DECIDE DI IGNORARE L’ONU
E DICHIARA L’ESISTENZA DI ISRAELE
- E SI SERVE DEL TERRORISMO PER APPROPRIARSI DEI TERRITORI DELLA PALESTINA
La sorte dei Palestinesi era stata decisa nel novembre del 1947.
Alla fine delle procedure di votazione, fortemente influenzate dalla Lobby Sionista, l’Assemblea Generale dell’Onu approvò con maggioranza risicata la Risoluzione 181, che decideva la spartizione della Palestina. Si trattava di una proposta per un’ingiustizia su scala imponente.
Q
ualora la proposta fosse stata approvata dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu, il 56,4 percento del territorio palestinese sarebbe stato sottratto a favore di uno stato ebraico e di una popolazione di stranieri arrivati di recente (- e senza alcun legame biologico con gli antichi israeliti -) che costituivano il 33 percento della popolazione complessiva e possedevano il 5,6 percento del territorio.
Ma i fatti nudi e crudi del proposto Piano di Spartizione raccontano, di per sé, solo una frazione della verità storica del momento.
Senza il consenso della maggioranza dei Palestinesi, l’ONU non aveva il diritto di decidere la spartizione della Palestina né di assegnare alcuna parte del territorio ad una minoranza di immigrati stranieri per la fondazione di uno stato tutto loro.
Infatti, la proposta per il piano di spartizione approvato dall’Assemblea Generale, NON divenne Legge ONU, perché la proposta NON venne sottoposta per approvazione al Consiglio di Sicurezza dell’ONU – furono gli Stati Uniti a impedirlo: sapevano che se il piano fosse stato approvato contro la volontà degli Arabi e Musulmani, la spartizione poteva essere imposta solo mediante l’uso della forza; e il Presidente Truman NON aveva nessuna intenzione di ricorrere all’uso della forza per imporre la spartizione della Palestina.
Quindi, il Piano di Spartizione era invalidato da un vizio di procedura, e la questione su cosa fare con la Palestina tornò all’Assemblea Generale per ulteriore discussione.
L’opzione preferita e proposta dagli Stati Uniti consisteva in una temporanea Amministrazione Fiduciaria da parte dell’ONU. Ma mentre tale dibattito dell’Assemblea Generale era ancora in corso, Israele dichiarò UNILATERALMENTE la propria esistenza (maggio ’48) – senza l’approvazione della controparte e in aperto contrasto con il volere della comunità internazionale costituita, compreso il governo Truman.
L’affermazione dei sionisti, che Israele abbia ricevuto per mano dell’ONU il proprio certificato di nascita e quindi la legittimità ad esistere come Stato, è in realtà mitologia e falsità - solo propaganda sionista.
La verità storica è che lo Stato Sionista di Israele non aveva alcun diritto di esistere, a meno ché … A meno ché non fosse riconosciuto e legittimato da parte di coloro che venivano espropriati delle loro terre e dei loro diritti mediante la creazione di tale stato.
Secondo il Diritto Internazionale, solo i Palestinesi potevano conferire tale legittimità ad Israele. E tale legittimità era l’unica cosa che i sionisti non potevano prendersi con la forza.
(sul “Piano Dalet” per la Pulizia Etnica in Palestina e sul Terrorismo Sionista)
Gli Arabi non solo erano la schiacciante maggioranza nel territorio che a loro sarebbe stato assegnato mediante il Piano di Spartizione proposto, ma rappresentavano anche il 40 percento della popolazione nel territorio che sarebbe stato assegnato agli Ebrei.
Per Ben-Gurion e i suoi colleghi della leadership sionista, tale realtà significava che bisognava agire con urgenza nel portare a termine il piano progettato – Piano Dalet – per la pulizia etnica, o de-arabizzazione, della Palestina nella sua totalità, se possibile.
Secondo la versione Sionista della storia, la maggioranza – se non la totalità – degli 800.000 Arabi che fuggirono dalla Palestina nei mesi precedenti e successivi alla dichiarazione di indipendenza di Israele, partirono di loro spontanea volontà dietro invito dei leader arabi stessi, per lasciare via libera agli eserciti arabi che dovevano arrivare per combattere i sionisti.
Ma nel suo recente libro “La Pulizia Etnica della Palestina”, il Professor Ilan Pappe, Israeliano e principale “revisionista” (quindi onesto) storico di Israele, descrive tale versione fornita dai sionisti come “un’assoluta falsificazione”.
Nel suo libro, il prof. Pappe fornisce la versione documentata della progettazione e implementazione delle strategie Sioniste per la pulizia etnica dei Palestinesi, che descrive come un “regno di terrore sistematico” che, tra il dicembre del 1947 e il gennaio del 1949 commise 31 massacri.
Il massacro del villaggio arabo di Deir Yassin del 9 aprile 1947, fu correttamente descritto da Arthur Koestler, autore ebreo ungherese, come “il fattore psicologicamente decisivo per lo spettacolare esodo degli Arabi dalla Terra Santa, che segnò l’inizio del problema dei Rifugiati Palestinesi.” A Deir Yassin, 264 Palestinesi, tra cui 145 donne - 35 delle quali incinte – furono massacrati.
Menachem Begin, i cui terroristi della Irgun avevano eseguito l’attacco con l’assistenza della Stern Gang, in seguito scrisse questo:
“Nel resto del paese gli Arabi fuggivano terrorizzati, prima ancora di scontrarsi con le forze ebraiche … La leggenda di Deir Yassin ci aiutò in particolare con la conquista di Haifa … Tutte le forze ebraiche avanzavano in Haifa come un coltello nel burro. Gli Arabi fuggivano nel panico totale, urlando ‘Deir Yassin’.”
Il 17 novembre del 1948, Aharon Cizling,
il primo ministro israeliano per l’agricoltura, pronunciò queste parole di fronte al parlamento:
“Ora gli Ebrei hanno agito come i Nazisti, e il mio intero essere ne è scosso.”
Ma avendo pronunciato tali parole, si dichiarò d’accordo che la verità sui crimini commessi dallo Stato Sionista doveva essere insabbiata. Ed è rimasta insabbiata per 60 anni.
La conclusione a cui si arriva con un’analisi onesta di ciò che è realmente accaduto, è che non ci sarà, non potrà esserci, un vero processo di pace finché la maggioranza degli israeliani, e degli ebrei ovunque nel mondo, non sarà pronta a riconoscere le terribili ingiustizie commesse contro i Palestinesi da parte del sionismo, con la complicità delle grandi potenze.
Alan Hart
13 maggio 2008
09:26 Scritto da: waa359 | Link permanente | Commenti (0) |
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