25.01.2010

LA NUOVA TEOLOGIA CATTOLICA DELLA SHOAH Parte 4

Quali Europei abbiamo nessun interesse verso le 3 superstizioni semite:

ebraismo-cristianesimo-islamismo,

che consideriamo ostili ed estranee alle tradizioni pagane proprie dell'Uomo Europeo

L'articolo viene pubblicato come ulteriore documentazione sulla truffa olocaustica , null'altro.

Olo-Dogma

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LA NUOVA TEOLOGIA CATTOLICA DELLA SHOAH

L’alibi per il rovesciamento rivoluzionario del vangelo di Gesù Cristo

di Michael Hoffman, Venerdì Santo 2009(1)

Parte 4


La teologia del Cardinale Ratzinger in IL POPOLO EBRAICO E LE SUE SACRE SCRITTURE NELLA BIBBIA CRISTIANA sembra fornire un nuovo sostegno alla vecchia accusa secondo cui San Paolo fondò una nuova religione contraria agli insegnamenti di Gesù.


Se Paolo è davvero colpevole di aver insegnato la salvezza per gli ebrei etnici indipendentemente da Gesù Cristo, “per amore dei patriarchi del Vecchio Testamento amati da Dio”, allora non insegnava il Vangelo di Gesù Cristo, ma piuttosto le tradizioni dei farisei sull’orgoglio di razza. In Matteo 3: 9-10, Giovanni il Battista, in linea con Cristo, insegna che per ereditare la promessa di Dio non basta essere discendenti di Abramo. Bisogna anche portare buoni frutti, altrimenti si verrà tagliati e gettati nel fuoco. Nessun fraintendimento delle parole dell’Apostolo Paolo può vanificare questa verità evangelica.

Dagli annali dei Padri della Chiesa apprendiamo che: “Prima di Clemente di Alessandria (150-215 A. D.), nessuno scrittore patristico aveva a quanto pare commentato Romani 11: 26. Coloro che vissero nei primi tre secoli, che erano a conoscenza dell’insegnamento di Paolo, non menzionano una imminente salvezza degli ebrei”(49).

Ricordiamo l’ammonimento di San Pietro, che faremmo bene ad applicare alla distorsione di Romani 11: 26-29 da parte dei Papi e Cardinali modernisti e senza legge: “…Ritenendo che la longanimità del Signor nostro è la salute, come ve n’ha scritto anche il nostro carissimo fratello Paolo secondo la sapienza a lui data, come [fa] in tutte le lettere, dove parla di queste cose, nelle quali vi sono alcuni punti difficili a intendersi e che gli ignoranti e i poco stabili stravolgono - come anche le altre Scritture - per loro perdizione” (2 Pietro 3: 15-17).

I “nostri fratelli maggiori nella fede”

Questo slogan potrebbe sembrare una beffa occulta. Classificando come “nostri fratelli maggiori” coloro che si attaccano alla religione e al retaggio che rifiutarono Gesù, i Papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI vanno contro la Bibbia e fanno appello alle tramontate famiglie e strutture di clan dell’uomo naturale. Se la mafia e l’ordine pagano insegnano di “non andare mai contro la famiglia”, nel corso della Bibbia Dio dimostra che Egli rappresenta un ordine radicalmente differente, in cui la verità spesso prevale sui legami familiari e la successione gerarchica viene talvolta rovesciata per amore dell’adempimento della misteriosa volontà di Dio. Questa verità è così importante che Dio ci fornisce il ricordo di un cattivo fratello maggiore subito all’inizio del Nuovo Testamento, nella genealogia di Cristo stesso, nel Vangelo di Matteo, dove quattro donne appaiono nell’elenco degli antenati di Gesù: Tamar, Rahab, Ruth e Betsabea. E’ Tamar che ci interessa.

Tamar era la vedova del figlio primogenito cattivo(50) di Giuda, che Dio aveva ucciso (Genesi 38: 7). Dopo la sua morte, Tamar venne maritata al figlio maggiore rimasto, Onan, che nella sua relazione coniugale con Tamar praticò il controllo delle nascite e che per questo venne parimenti ucciso da Dio. Un altro figlio, Sela, fu promesso come marito a Tamar dal suo suocero Giuda, ma questi ruppe la promessa. Tamar poi si travestì da prostituta di strada e Giuda, che non la riconobbe, si offrì di pagarla per fare sesso. Ella ubbidì, dopo di che Giuda la accomiatò, non accorgendosi che era Tamar. Poi Tamar mise da parte l’abito da prostituta e riassunse la sua identità di vedova. Tre mesi dopo, quando la gravidanza di Tamar per la sua unione con Giuda divenne manifesta, ella venne accusata di prostituzione e Giuda ordinò che venisse bruciata. Ma lei aveva conservato il pegno del suo accoppiamento (l’anello, il braccialetto e il bastone) e una volta posto di fronte a questi oggetti, Giuda ammise ciò che aveva fatto con lei, quando aveva pensato che fosse una prostituta. Giuda confessò: “Lei è stata più giusta di me” (Genesi 38: 13-26). Qui vediamo un esempio di cattivi fratelli maggiori che creano le condizioni della sordida – e difficile – situazione di Tamar. Tamar, come prostituta, venne evitata e sarebbe stata perfino uccisa da personaggi “pii” e “religiosi”, se non fosse riuscita a provare il peccato del suo accusatore, il suo stesso suocero.

C’è di più: Tamar rimane incinta, da parte di Giuda, di due gemelli. Al momento della nascita, il fratello maggiore, Zara, viene posposto al fratello minore, Fares (Genesi 38: 27-30), uno scambio di grande importanza, poiché Dio sceglie Fares come progenitore della casa reale di Davide, la radice di Jesse, la linea genealogica di Nostro Signore Gesù Cristo (Ruth: 18-22). In tal modo Dio rovescia l’usanza del fratello maggiore per amore della Sua divina volontà. Perché allora il Papa attuale, come il suo predecessore, fa del “Fratello Maggiore” una particolare categoria teologica di tenerezza divina e diffonde questo concetto maldestro nella Chiesa Cattolica?

La figura del cattivo fratello maggiore non è un caso isolato. Abele viene preferito al fratello maggiore Caino, che lo perseguitava, Giacobbe viene preferito al fratello maggiore Esaù, che lo perseguitava. In Galati 4: 28-30, San Paolo identifica i cristiani e la libertà con il fratello minore Isacco. Egli identifica la schiavizzazione e la persecuzione dei cristiani con il fratello maggiore Ismaele: quando Agar concepì Ismaele, “guardava con disprezzo alla padrona” (Genesi 16: 4). Gli ebrei, con la loro fede nelle tradizioni umane dei loro Chazal(51), guardano con disprezzo ai cristiani, la cui fede è fondata sulla Parola di Dio.

Riguardo ai talmudisti e ai sionisti, il conio Papale dell’espressione “Fratelli Maggiori nella Fede” è più che mai sinistra alla luce di quanto abbiamo dimostrato dalla Bibbia su certi fratelli maggiori. I testi rabbinici, tuttavia, sono pieni di ordini del fratello maggiore cui si deve sottostare. Hilchot Mamrin (6: 15): “E’ mid’Rabanan che si debba onorare il proprio fratello maggiore come si onora il padre”.

Il superiore generale della Fraternità San Pio X (FSSPX) – di cui fa parte il Vescovo Williamson – il Vescovo Bernard Fellay, ha fatto proprio il mantra vaticano in una dichiarazione del 31 Gennaio 2009 al settimanale cattolico francese Famille Chrétienne: “Gli ebrei sono i “nostri fratelli maggiori”, nel senso che abbiamo qualcosa in comune, cioè l’Antica Alleanza”(52). Il Vescovo Fellay poi aggiunge una proposizione scappatoia: “Certo, ci separa l’aver riconosciuto il Cristo quando lui è venuto”(53).

Tutto ciò ci obbliga a chiedere a Mons. Fellay: la venuta del Messia è un semplice dettaglio, e quindi la “separazione” è un fatto secondario, o si tratta della rottura definitiva della nostra presunta relazione con questi “fratelli maggiori”? Se è vera la seconda, perché prendersi il disturbo di usare questo termine sinistro, se non per ingraziarsi il Papa facendosi notare a imitare pappagallescamente la sua Neolingua rivoluzionaria? Thomas More si rifiutò di prestarsi ad un analogo atto di servilismo verso Enrico VIII. Marcel Lefebvre si rifiutò di pronunciare anche una sola espressione ecumenica alla moda in ossequio allo schiamazzo di Assisi organizzato da Giovanni Paolo II nel 1986.

La Neolingua della Shoah come prassi dialettica hegeliana

Il trattamento sotterraneo dell’umanità viene operato in parte mediante la distillazione alchemico/cabalista della conjunctio oppositorum (“unione degli opposti”), messa a punto nell’epistemologia dialettica di Hegel all’inizio del 19° secolo. Nella dialettica di Hegel, l’obbedienza alla verità eterna è considerata un anacronismo, una sorta di ingenuità. La teologia rabbinica dell’”Olocausto” e la sua Neolingua della Shoah sono state incorporate nella Chiesa Cattolica per compiacere la potenza sionista e rabbinica, ed in conformità al modello dialettico che esige l’adattamento istituzionale al cambiamento per amore del cambiamento(54).

Tale cambiamento è quasi sempre accompagnato dall’imposizione di un linguaggio mistificatorio (“Olocausto” e “Shoah”) che compromette seriamente la chiarezza propria del linguaggio letterale che denota o rappresenta qualcosa in modo preciso. I termini “Olocausto” e “Shoah” costituiscono il gergo hegeliano della mistificazione – essi sono deliberatamente vaghi e passionali; connotano molte cose differenti per differenti persone.

Nella dialettica, il linguaggio diventa “speculativo”, l’incarnazione del “processo dinamico” del “doppio uso”. Questo deterioramento di significato realizza l’osservazione di Joseph De Maistre, secondo cui “Ogni decadenza individuale o nazionale viene immediatamente accompagnata da una decadenza strettamente proporzionale del linguaggio stesso”.

John Rees, un importante scrittore hegeliano, in The Algebra of Revolution, afferma che “Il linguaggio ordinario presume che le cose e le idee siano stabili, che esse siano o “questo” o “quello”…la scoperta fondamentale della dialettica di Hegel fu che le cose e le idee cambiano – gli imperi sorgono e cadono, come le religioni e le scuole di filosofia…a proposito delle idee e dei concetti che tendiamo a considerare come “assolutamente fissi e stabili”, Hegel ha detto: ‘Guardiamo ad essi come separati l’uno dall’altro da un abisso infinito, in modo tale che le categorie opposte non possano mai incontrarsi. La battaglia della ragione è la lotta per rompere la rigidità cui il comprendere ha ridotto ogni cosa’. E’ a questo scopo che Hegel sceglie deliberatamente delle parole che possano incarnare dei processi dinamici: “Il doppio uso del linguaggio, che dà alla stessa parola un significato positivo e uno negativo, non è casuale…Dovremmo…riconoscere in esso lo spirito speculativo del nostro linguaggio che si eleva al di sopra del semplice o-questo-o-quello del comprendere”(55).

Nel 1915, Lenin, nel suo A proposito della dialettica, descrisse il processo nei termini della conjunctio oppositorum: “L’identità degli opposti…è il riconoscimento…di tendenze contraddittorie opposte e che si escludono reciprocamente, in tutti i fenomeni e i processi della natura…Condizione della conoscenza di tutti i processi del mondo nel loro “automovimento”, nel loro sviluppo spontaneo, nella loro realtà vivente è la conoscenza di essi come unità degli opposti. Lo sviluppo è una “lotta” degli opposti. Le due fondamentali concezioni dello sviluppo (evoluzione) sono: lo sviluppo come diminuzione e aumento, come ripetizione, e lo sviluppo come unità degli opposti (sdoppiamento dell’uno in opposti che si escludono l’un l’altro e loro reciproco rapporto).Con la prima concezione del movimento rimane nell’ombra l’”automovimento”, la sua forza propulsiva, la sua sorgente, il suo motivo (oppure questa sorgente viene trasferita al di fuori – Dio, soggetto ecc.). Con la seconda concezione l’attenzione principale è rivolta proprio alla conoscenza della sorgente dell’”automovimento”. La prima concezione è morta, povera, arida. Solo la seconda dà la chiave dell’”automovimento” di tutto quanto esiste; solo essa dà la chiave dei “salti”, dell’”interruzione della continuità”, della “trasformazione nell’opposto”, dell’annientamento del vecchio e della nascita del nuovo”(56).

Se è vero che il cristianesimo è contrastato da intelletti formidabili e da sofisticati sistemi di inganno, alla fin fine la colpa della condizione di sovversione in cui versa la ecclesia di Cristo deve essere attribuita prima di tutto non tanto ai complotti cospirativi dei pochi, ma al sonno ipnotico dei più. Se il Nuovo Testamento insegna che gli ebrei miscredenti sono sotto la collera [di Dio], una condanna anche più schiacciante ricade sui battezzati che, prigionieri dell’incantesimo di un lassismo paralizzante, vendono tranquillamente il loro obbligo di portare testimonianza alla verità per la densa minestra del rispetto umano e della promessa di sicurezza materiale in un mondo guidato da giudei suprematisti. Quei pochi che cercano di proclamare, fedelmente e senza paura, la Verità di Cristo vengono spesso schivati e fatti oggetto di ostilità e di maldicenze da persone pie che immaginano di adempiere il loro dovere verso Dio partecipando regolarmente alle cerimonie religiose e a lunghe preghiere.

Il Vescovo Williamson e l’ordine di ritrattare

Dopo l’intervista del Vescovo Williamson con la televisione svedese, egli è diventato il centro di uno scalpore mediatico internazionale sulle prime pagine e sugli schermi televisivi del mondo intero. E’ stato minacciato di cinque anni di prigione in Germania, di tre anni di prigione in Argentina (dove viveva al momento dei fatti) e di incriminazione in Francia. Nel resto dell’Occidente è stato presentato come l’uomo più cattivo del mondo. Alla fine, il suo ordine religioso – la FSSPX – gli ha tolto l’incarico di rettore del seminario argentino, dopo che l’Argentina lo aveva espulso. Il suo superiore, il Vescovo Bernard Fellay, ha definito il suo scetticismo riguardo alle camere a gas omicide “insensato” e gli ha ordinato di stare zitto.

La decisione del Vescovo Fellay è stata spiegata ai cattolici tradizionalisti da Arnaud Rostand, il superiore della FSSPX in America: “…La missione della Fraternità San Pio X è…di difendere e di vivere la fede cattolica…La questione dell’Olocausto è storica, non è una questione di fede…è di secondaria importanza e non possiamo permettere che diventi un ostacolo alla missione primaria della Fraternità…A causa della minaccia che i commenti del Vescovo Williamson sull’Olocausto pongono alla missione della Fraternità…il Vescovo Fellay ha ritenuto necessario agire a tale riguardo con fermezza. In quanto Superiore della Fraternità San Pio X, Dio gli dà la grazia di prendere tali decisioni…Non dobbiamo giudicarlo in base a congetture, bensì sostenerlo…”(57).

I “difensori della fede”sottintendono che la verità non è la loro missione primaria e la diabolica sostituzione di Cristo con Auschwitz, che sta al centro di quello che il Vescovo Williamson sta combattendo nel rifiutare l’idolo delle camere a gas, è un “ostacolo” alla “missione primaria”. Si chiede di non giudicare in base a congetture la decisione di un prelato (il Vescovo Fellay) che prende decisioni in “grazia di Dio”, una strana richiesta da parte della FSSPX, che qualche volta ha disobbedito (e giustamente) alle decisioni di Papi che – se adempiute – avrebbero distrutto delle anime.

C’è anche l’insinuazione che il Vescovo Williamson cerchi di trasformare la FSSPX in un’associazione di discussione sull’olocausto. In realtà, egli ha menzionato in pubblico le camere a gas esattamente due volte in 20 anni (nel 1989 e nel Gennaio del 2009). Naturalmente, nessuno vuole che la FSSPX venga politicizzata ma nello stesso tempo l’espressione pubblica da parte del Vescovo Williamson dei dubbi sulle camere di esecuzione di Auschwitz non solo rientra nei suoi diritti di pastore del gregge di Cristo ma funge da tenda ad ossigeno dell’avanguardia contro il veleno spirituale costituito dalla Shoah.

Il Cardinal Roger Mahoney, di Los Angeles, in una disposizione diocesana firmata (in modo tipico) congiuntamente all’American Jewish Committee, ha messo al bando il Vescovo Williamson da tutte le chiese di Los Angeles. Mahony è oggetto di un’inchiesta federale per molestie ai danni di minori. E’ stato un importante favoreggiatore delle molestie pretesche ai bambini sin da quando era Vescovo di Stockton. Dopo Stockton, Giovanni Paolo II lo nominò ArciVescovo di Los Angeles (1985) e poi Cardinale (1991). Anche i Vescovi cattolici tedeschi hanno mostrato un debole – alla stregua dei rabbini – per la vendetta e hanno messo al bando Williamson dalle loro chiese. Se il Vescovo Williamson fosse un attivista “gay” o un sostenitore della legalizzazione dell’aborto, troverebbe spalancate sia le porte delle chiese tedesche che di quelle della diocesi di Los Angeles.

Ma il passo che ha portato il caso Williamson ad un livello inedito di surrealismo da Zona Grigia è stata la decisione del Segretario di Stato di Papa Benedetto che il Vescovo Williamson debba ritrattare i propri dubbi sulle gasazioni di Auschwitz per assumere incarichi ecclesiali. Tutto ciò equivale di fatto ad un imprimatur Papale conferito alle dicerie sulle camere a gas di Auschwitz. Improvvisamente il revisionismo, che è un’epistemologia, si ritrova sull’Indice Papale dei Pensieri Proibiti. In Germania si può negare il Parto Virginale. Si può dire che la Beata Vergine era una puttana. Si può negare la Resurrezione di Gesù. Chiunque è libero di dubitare dell’olocausto israeliano contro i palestinesi e dell’olocausto degli Alleati contro Dresda e Nagasaki. Ma il sacro dogma che non può essere dubitato è quello di Auschwitz.

Il Vaticano era paralizzato dal bisogno di rientrare nelle grazie del rabbinato israeliano, che aveva troncato i rapporti a causa del Vescovo Williamson. Era quel rabbinato i cui talloni erano freschi del sangue di 1.400 palestinesi massacrati a Gaza nei precedenti mesi di Dicembre e Gennaio: “I rabbini dell’esercito israeliano hanno detto alle truppe da combattimento nell’offensiva contro Gaza di Gennaio che stavano combattendo una ‘guerra religiosa’ contro i gentili…secondo il resoconto di un comandante dell’esercito…’Il loro messaggio era molto chiaro: siamo il popolo ebreo, siamo giunti in questa terra grazie a un miracolo, Dio ci ha riportato in questa terra e ora abbiamo bisogno di combattere per espellere i gentili che interferiscono con la nostra conquista di questa terra santa’…E’ stato trovato un opuscolo distribuito ai soldati contenente un ordine rabbinico contro il mostrare pietà nei confronti del nemico” (Reuters, 20 Marzo 2009; corsivi nostri)(58).

Il Vaticano si è sentito sollevato quando il criminale rabbinato israeliano ha acconsentito a riprendere le relazioni. Quale parte di tale piaggeria, Papa Benedetto è atteso a Maggio per un “pellegrinaggio in Israele”. In risposta, i cristiani palestinesi dicono che il Papa dei fratelli maggiori non è il benvenuto: “Papa Benedetto non è il benvenuto in Terra Santa nelle attuali circostanze”, ha detto l’ArciVescovo Teodosio di Sebaste, il prelato cristiano nativo della Palestina di rango più elevato a Gerusalemme, dopo che era stato annunciato che il capo della Chiesa di Roma inizierà il suo pellegrinaggio di Maggio con l’inchino al Museo dell’Olocausto ‘Yad Vashem’(59).

“…Prima di esprimere solidarietà agli ebrei, dovrebbe mostrare solidarietà ai cristiani di Palestina. Anche noi abbiamo le nostre tragiche memorie; il nostro Yad Vashem sta a Gaza”, ha detto l’ArciVescovo, e ha quindi aggiunto: ‘Permettete che il Papa inizi la sua visita innanzitutto da Gaza…Se il Papa vuole venire in Terra Santa, dovrebbe iniziare la visita venendo nella locale chiesa cattolica di Gaza’, ha detto l’ArciVescovo Teodosio Atallah Hanna. Il Papa dovrebbe incontrarsi con i cristiani palestinesi, che portano la luce di Cristo nelle tenebre dell’occupazione israeliana. Altrimenti, questa non è una visita per noi ma per Israele, un capitolo del programma del Papa nei confronti delle organizzazioni ebraiche…”(60).

I rabbini hanno incoraggiato l’esercito israeliano nel suo massacro di centinaia di bambini palestinesi e tuttavia il Papa fa il ruffiano con questi rabbini zuppi di sangue. Qui constatiamo l’inestirpabile prestigio rabbinico, che deriva dall’essere un’icona mediatica e il venerato soggetto di innumerevoli film olocausto-maniaci – nessun massacro di bambini istigato dai rabbini può sminuire la loro reputazione presso il Vaticano. Qui capiamo perché il Papa ammanterà del proprio prestigio il battage olocaustico dello stato israeliano nello Yad Vashem mentre non presterà attenzione all’olocausto israeliano di Gaza: i palestinesi non sono icone mediatiche e non hanno influenza sui giornali occidentali.

Obiezione: il Papa si oppone al sistema mediatico quando si tratta dei condom e dell’aborto. Risposta: è vero, ma non per le ragioni che immaginate. Il movimento del “Diritto-alla-Vita”, con la sua indignazione selettiva è un altro cavallo di Troia dentro la Chiesa. In quanto oppositore dell’aborto targato “Diritto-alla Vita”, lo sterminatore George W. Bush è riuscito ad ottenere il sostegno dei protestanti e dei cattolici conservatori alle sue guerre sprecone, e al suo finanziamento e armamento della macchina militare israeliana che commette le atrocità contro i civili arabi.

Gli attivisti del “Diritto-alla-Vita” cadono preda della dialettica che schiera la tesi contro l’antitesi; ciò permette a George W. Bush di parlare nella cattolica Notre Dame University senza suscitare proteste da parte dei vescovi e dei cattolici conservatori, mentre l’eventualità dell’apparizione di Obama alla Notre Dame li rende isterici. I soldati israeliani colpiscono intenzionalmente a morte le donne arabe incinte, ma il fatto che i contribuenti americani supportino l’uccisione dei bambini palestinesi non nati e delle loro madri non è un problema per le truppe di zombie dei “pro-life” Sean Hannity/Bill O’Reilly/Michael Savage.

Il nostro movimento procede di disfatta in disfatta non a causa dei complotti degli “ebrei” ma a causa della nostra assuefazione ai disfattisti, un pensiero da vicolo cieco cui ci aggrappiamo anno dopo anno. Questa è la definizione della pazzia: continuare a fare sempre la stessa cosa aspettandosi un risultato differente. Nel mezzo di questa pazzia interminabile, il Vescovo Williamson si è fatto avanti per rompere lo schema. Sotto il peso schiacciante degli anatemi rituali - dei leader internazionali, dei media, dei rabbini, del Papa e perfino del superiore generale del suo stesso ordine – non si è piegato ai falsi dei dei sacerdoti di Baal.

Chiunque venda il Regno di Gesù Cristo per la tattica presuntamente prudente di compiacere i sionisti e il potere rabbinico è un maledetto, e ne dovrà rispondere il Giorno del Giudizio. Se Gesù Cristo è veramente Re, allora la nostra società, la nostra cultura e il nostro mondo non possono permettere che le sofferenze dei giudei – sia reali che immaginarie – in un campo di lavoro in Polonia superino in centralità, attenzione e pubblica consapevolezza, l’uccisione di Dio sul Golgota.

Nessun vero cristiano può sottomettersi alla teologia della “Shoah” dei Giuda del Papato. E se è sicuramente vero che la maggior parte dei protestanti e anche gli Amish non hanno di che vantarsi a tale proposito, la sincerità e la verità ci obbligano a riconoscere che l’apostasia della Shoah porta credito alla profezia di La Salette che Roma, con a capo il Papa, è un tipo di Anticristo(61).

Michael Hoffman. Luca 18: 8. Venerdì Santo 2009.

 

Note:


[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale (The New Catholic “Shoah” Theology, in “Revisionist History” n°47) è disponibile presso l’autore: hoffman@revisionisthistory.org . Le note a piè di pagina sono del traduttore. Il testo della Bibbia utilizzato in questa traduzione è quello a cura di Giuseppe Ricciotti della Salani Editore, ultima ristampa: 1991

[2] http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1232643736866&pagename=JPArticle%2FShowFull

[3] http://www.zenit.org/article-17084?l=italian

[4] http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/letters/2009/documents/hf_ben-xvi_let_20090310_remissione-scomunica_it.html

[5] http://www.dailyestimate.com/article.asp?id=18311

[6] http://www.boston.com/news/local/articles_of_faith/2009/03/kasper_in_brain.html

[7] http://www.encyclopedia.com/doc/1P2-3732935.html

[8] http://www.revisionisthistory.org/page1/page5/page5.html

[9] http://www.amazon.com/Traditions-Jews-Johann-Andreas-Eisenmenger/dp/0970378440

[10] Su questo si veda: http://www.nostreradici.it/Morselli-Aetate.htm , nonché: http://www.nostreradici.it/prefazione_Isaac.htm

[11] http://www.americamagazine.org/content/article.cfm?article_id=4431

[12] http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_decl_19651028_nostra-aetate_it.html

[13] Ibidem.

[14] Ibidem

[15] Ibidem.

[16] Ibidem.

[17] Ibidem.

[18] Vedi Craig Heimbichner, Blood on the Altar [Sangue sull’altare], disponibile su richiesta presso Independent History and Research: http://www.revisionisthistory.org/cgi-bin/store/agora.cgi?cart_id=3981580.22625*PL4T05&product=Books_and_Pamphlets

[19] http://www.nostreradici.it/orienta_aetate.htm

[20] Qui l’autore si riferisce ad un’osservazione presente nella versione inglese del documento (http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/chrstuni/relations-jews-docs/rc_pc_chrstuni_doc_19741201_nostra-aetate_en.html ) che non è presente nel testo italiano.

[21] http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/speeches/1975/documents/hf_p-vi_spe_19750110_chiesa-cattolica-ebraismo_fr.html

[22] Vedi Judaism Discovered.

[23] Vedi Judaism Dicovered, p. 421.

[24] Vedi Revisionist History n°46, “The Rag Economy”.

[25] http://www.nostreradici.it/sussidi.htm . Primo paragrafo, “Insegnamento religioso ed ebraismo”, n°3.

[26] http://www.nostreradici.it/sussidi.htm . Terzo paragrafo, “Radici ebraiche del cristianesimo”, n°19.

[27] Vedi: “Address to the Hebrew University of Jerusalem”, 23 Marzo 1995, in Selected Works of Cardinal Joseph Bernardin: Homilies and Teaching Documents, 2000, pp. 285-299; con una prefazione del Cardinal Roger Mahony. In rete: http://archives.archchicago.org/JCBpdfs/JCBatantisemitismhebrewu.pdf

[28] http://www.nostreradici.it/sussidi.htm . Terzo paragrafo, n°16.

[29] Matthew Poole, A Commentary on the Holy Bible, volume III, p. 241.

[30] http://www.nostreradici.it/sussidi.htm . Terzo paragrafo, n°17.

[31] Ibidem.

[32] http://www.nostreradici.it/sussidi.htm . Terzo paragrafo, n° 19.

[33] Judaism Discovered, p. 70.

[34] Vedi Jesus Interrupted, p. 241.

[35] http://www.nostreradici.it/sussidi.htm . Sesto paragrafo, n°25.

[36] Ibidem.

[37] http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/chrstuni/documents/rc_pc_chrstuni_doc_16031998_shoah_it.html

[38] Da Procuste: http://it.wikipedia.org/wiki/Procuste

[39] http://nostreradici.it/popolo_scritture.htm

[40] Locuzione latina il cui senso in lingua italiana corrisponde a “a maggior ragione”.

[41] http://nostreradici.it/scritture_cap2.htm#II-A (Contributo della letteratura ebraica della Bibbia, n°22).

[42] Ibidem.

[43] http://nostreradici.it/scritture_cap2.htm#II-B (n°36, ultimo capoverso).

[44] http://www.nostreradici.it/Papa_sinagoga.htm

[45] http://nostreradici.it/scritture_cap2.htm#II-C  (n° 41, quarto capoverso).

[46] Ibidem.

[47] Vedi Judaism Discovered, pp. 593-618.

[48] http://nostreradici.it/scritture_cap3.htm#III-C (n°79, terzo capoverso).

[49] Joseph A. Fitzmeyer, Romans: A New Translation with Introduction and Commentary [Romani: una nuova traduzione con introduzione e commento], Yale University Press, 2008, p. 620.

[50] Il cui nome era Her.

[51] Acronimo dell’ebraico “Chachameinu Zichronam Livracha”: i “nostri saggi di santa memoria”. Vedi al riguardo: Judaism Discovered, p. 150.

[52] http://Paparatzinger2-blograffaella.blogspot.com/2009/02/fellay-gli-ebrei-sono-nostri-fratelli.html

[53] Ibidem.

[54] Vedi Judaism Discovered, pp. 871-872).

[55] Rees [1998], p. 41.

[56] http://marxismo.splinder.com/post/11208630

[57] http://www.sspx.org/District_Superiors_Ltrs/2009_ds_ltrs/april_2009_ds_ltr.htm

[58] http://www.reuters.com/article/idUSLK403734

[59] http://andreacarancini.blogspot.com/2009/03/i-cristiani-di-gerusalemme-non-vogliono.html

[60] Ibidem.

[61] Va però detto, a onor del vero, che in Vaticano non tutti la pensano allo stesso modo: lo scorso 25 Settembre, infatti, in un’intervista rilasciata al Sueddeutsche Zeitung, Sua Eminenza il Cardinal Castrillòn Hoyos ha elogiato Mons. Williamson: “Un uomo onesto…In ogni caso, un uomo di una fede semplice e sincera” (http://blog.messainlatino.it/2009/09/testo-integrale-dellintervista-al-card.html ). E sull’Olocausto ha aggiunto: “Il negazionismo non tocca l’essenza della chiesa”. Su questo si veda anche il bel commento di don Curzio Nitoglia, BRAVO CASTRILLÒN, FORZA WILLIAMSON!: http://www.doncurzionitoglia.com/castrillon_williamson.htm


 


 

14:04 Scritto da: waa359 | Link permanente | Commenti (0) | |  Facebook |  Stampa

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