22.01.2010

Come i Britannici hanno ottenuto le confessioni di Rudolf Höss comandante di Auschwitz Parte 2

"Ecco, un pilastro della storia olocaustica che è crollato; nonostante la gente si ripeta <ah ma i nazisti hanno confessato a Norimberga!>". WaA359

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Robert FAURISSON 7 maggio 1987

 

Come i Britannici hanno ottenuto le confessioni di Rudolf Höss,

comandante di Auschwitz

Parte 2

La Testimonianza di Moritz von Schirmeister

 

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Un EROE!

Il Prof. Robert Faurisson! WaA359

Moritz von Schirmeister era stato, durante la guerra, il consigliere ed addetto stampa personale di Joseph Goebbels. Il 29 giugno del 1946 venne interrogato dinanzi al Tribunale Militare Internazionale in qualità di testimone a discarico di Hans Fritzsche. La sua deposizione fu particolarmente interessante per quel che concerneva la vera personalità del Dr Goebbels e l’atteggiamento dei servizi ufficiali tedeschi di fronte all’ondata di racconti d’atrocità riversata dagli Alleati sul conto dei campi di concentramento. Alla fine della guerra, Moritz von Schirmeister era stato arrestato dai Britannici ed internato in Inghilterra in un campo in cui era stato incaricato della “rieducazione” politica dei suoi camerati prigionieri.

 

 


Per venire a testimoniare a Norimberga, fu dapprima trasferito in aereo da Londra in Germania. Venne posto sotto custodia a Minden am Weser, che era il centro principale degli interrogatori della Polizia militare britannica. Di là fu condotto in vettura (31 marzo - 1° aprile 1946) alla prigione di Norimberga. Nella stessa vettura si trovava R. Höss. Moritz von Schirmeister è precisamente quel “prigioniero di guerra che era stato portato da Londra come testimone a discarico di Fritzsche”, di cui parla Höss nelle sue “memorie” (vedi sopra). Grazie ad un documento che debbo alla compiacenza dell’Americano Mark Weber, che me ne ha rimesso copia nel settembre 1983 a Washington, documento di cui non sono ancora autorizzato a rivelare la fonte esatta, noi sappiamo che i due Tedeschi poterono conversare liberamente nella vettura che li portava a Norimberga. In questo documento, di un po’ più di due pagine, Moritz von Schirmeister riporta che a proposito delle accuse che pesavano su di lui R. Höss gli confidò:

Gewiss, ich habe unterschrieben, daß ich 2 ½ Millionen Juden umgebracht habe. Aber ich hatte genausogut unterschrieben, daß es 5 Millionen Juden gewesen sind. Es gibt eben Methoden, mit denen man jedes Gestandnis erreichen kann – ob es nun wahr ist oder nicht (12).

Un’altra confessione firmata da R. Höss

I torturatori britannici di R. Höss non avevano alcuna ragione di scomodarsi. Dopo avergli fatto firmare il documento NO-1210 alle 2 e 30 del mattino del 14 o del 15 marzo 1946, ottennero da lui una nuova firma il 16 marzo, questa volta in calce ad un testo in inglese, redatto dalla mano d’un Inglese, con uno spazio bianco là dove avrebbe dovuto figurare il nome del luogo. Ci voleva tutto il cinismo, l’incoscienza e la scaltrezza ingenua dei suoi carcerieri per fargli firmare un semplice biglietto in cui si leggeva in inglese:

Dichiarazione resa volontariamente alla prigione di [passaggio in bianco] da Rudolf Höss, già comandante del campo di concentramento di Auschwitz il 16° giorno di marzo 1946.

Io ho personalmente organizzato su ordini ricevuti da Himmler nel maggio 1941 la gasazione di due milioni di persone tra giugno-luglio 1941 e la fine del 1943, tempo durante il quale sono stato comandante di Auschwitz.”

Firmato:

Rudolf Höss,

SS-Stubhr.

Anziano Kdt. di Auschwitz-Birkenau

 

Anche la parola signed (“firmato”) è stata scritta da una mano inglese.

­– Conclusione –

La “testimonianza” di Rudolf Höss è stata d’una importanza primordiale per gli storici che stanno difendendo la tesi dello sterminio degli ebrei e dell’esistenza, ad Auschwitz, di camere a gas omicide. Con la pubblicazione di Legions of Death da parte di Rupert Butler, questa “testimonianza” si inabissa definitivamente. Come  dicevano gli storici revisionisti, Rudolf Höss ha reso questa testimonianza sotto tortura. L’ironia vuole che questa conferma della tesi revisionista sia stata apportata involontariamente da uno storico sterminazionista. Quest’ultimo certamente non sospettava l’importanza della sua scoperta, che è venuta a corroborare nell’ottobre 1986 una trasmissione televisiva britannica: Secret Hunters. (Vedi Mike Mason, “In a cell with a Nazi war criminal – We kept him awake until he confessed” [In cella con un criminale di guerra nazista – Noi l’abbiamo tenuto sveglio finché ha confessato], articolo nel giornale gallese Wrexam Leader, 17 ottobre 1986.(12)

Note

[1] Vedi Henri Monneray, La Persécution des Juifs dans les pays de l’Est presentée à Nuremberg, Parigi, Editions du Centre de documentation juive, 1949, pp. 159-162.

[2] IMG, XI, pp. 457-461.

[3] Hans Fritzsche, incaricato della radio e della stampa al ministero dell’Educazione e della Propaganda dal 1938, assolto a Norimberga.

[4] Rudolf Höss, Comandante ad Auschwitz (qui, dall’edizione francese: Le Commandant d’Auschwitz parle, Julliard [1959], 1970, pp. 248-250).

[5] R. Butler, Legions of Death, p. 235.

[6] Id., p. 238.

[7] Id., p. 238.

[8] Id., p. 238-239.

[9] L. Poliakov, Bréviaire de la haine : Le IIIe Reich et les juifs, Calmann-Levy, 1951, p. 171.

[10] R. Butler, op. cit., p. 235.

[11] “Certamente, ho firmato che avevo ucciso due milioni e mezzo di ebrei. Ma avrei potuto firmare anche benissimo che erano stati cinque milioni. Vi sono appunto dei metodi per ottenere qualsiasi confessione – vera o meno che sia.”

[12] Ecco un estratto dell’articolo in cui Ken Jones, soldato del Quinto Artiglieria Reale a Cavallo stanziato a Heide nello Schleswig-Holstein all’epoca, parlò di Höss [Nota del traduttore]:

Lo portarono da noi quando rifiutava di rispondere alle domande sulla sua attività durante la guerra. Arrivò nell'inverno 1945-1946 e fu messo in una piccola cella nelle baracche”, si ricorda Sr Jones. Altri due soldati furono assegnati con Sr Jones per unirsi a Höss in modo di aiutare a stremarlo per l’interrogatorio. “Sedevamo in cella con lui, notte e giorno, armati con dei manici d’asce. Il nostro compito era quello di pungolarlo ogni volta che si addormentava per esaurirlo, fiaccare la sua resistenza”. Quando lo facevano uscire per esercizi, gli fu consentito di indossare, nel gran freddo, solo dei jeans ed una sottile camicia di cotone. Dopo tre giorni e tre notti senza sonno, Höss finalmente crollò e rese una piena confessione alle autorità.

 

20:08 Scritto da: waa359 in Articoli di /su Robert Faurisson | Link permanente | Commenti (0) | |  Facebook |  Stampa

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