18.01.2010

La piscina di Auschwitz

 

AuschwitzPool.jpgLA SEGRETEZZA DELLA PISCINA
DI AUSCHWITZ PORTATA ALLA LUCE



Ditlieb Felderer (1979)

 

Ancora una volta il Bible Researcher giunge primo a rivelare una scoperta che era stata sin qui tenuta segreta.
Le autorità di Auschwitz continuano a ripetere che i tedeschi fecero
tutto quello che era in loro potere per tenere le cose nascoste (vedi Kazimierz Smolen, Auschwitz 1940-1945, 1976, pp.31-2, 49,115).
Più investighiamo Auschwitz, invece, più cominciamo a credere che siano le autorità del Museo di Auschwitz a voler tenere le cose nascoste.
La piscina di Auschwitz ne è un buon esempio.

Perché K. Smolen non ne parla nella sua guida di Auschwitz?

Perché non la mostra sulla sua pianta?


Sappiamo che non c'è stata una volta che i funzionari di Auschwitz ci parlassero della grande piscina, che aveva probabilmente due trampolini, uno all'estremità sud i cui resti sono chiaramente visibili, e l'altro all'estremità nord. Due scalette portavano all'acqua sul lato nord e due sul lato sud. La piscina aveva anche almeno tre docce, che possono essere viste sul lato sud. Un rubinetto decorato portava l'acqua dentro la vasca.

I visitatori non vi sono indirizzati e le guide la evitano. Di fatto, qualcuna delle guide non sa neanche che sul posto c'è una piscina. Può essere vista andando sul retro del campo. È localizzata dietro il block 6, non lontano dal block 10, uno dei blocchi dove si presume abbiano avuto luogo esperimenti medici.
Può essere vista anche guardando attraverso le finestre posteriori dei block posti dirimpetto.
Per quale motivo un luogo di stermini di massa dovrebbe avere una piscina è certamente una questione interessante, proprio come la questione del perché i funzionari di Auschwitz continuino a tenerla segreta.
Sono solo spazzatura tutti questi discorsi sugli "esperimenti medici" e la piscina era in realtà un aiuto per riportare persone malate in buona salute?
Le nostre indagini hanno portato alla luce che
proprio questo era il caso.
Sarebbe interessante scoprire cosa dicono adesso i funzionari di Auschwitz dopo che abbiamo rivelato al pubblico questo segreto.
Dobbiamo brevemente ricordare che quando investigammo
il campo di Gross-Rosen trovammo almeno due piscine.
Una era situata all'interno del campo e
usata dai detenuti, l'altra era localizzata negli alloggi degli ufficiali e probabilmente usata da loro.
Le misure approssimative della piscina di Auschwitz, prese nell'estate del 1979, sono indicate sotto.
L'impianto è ancora oggi in ottime condizioni.
Probabilmente con qualche riparazione potrebbe funzionare ancora una volta.
Ancora oggi sono molto pochi gli ospedali in Polonia che hanno piscine.
I tedeschi ne avevano allora, e questo in tempo di guerra.
Siamo stati informati (ovviamente non dai funzionari di Auschwitz) che la piscina era usata dagli ufficiali delle SS per guarire i pazienti.
Prima di entrare nella vasca dovevano sottoporsi ad una doccia, che veniva ripetuta quando lasciavano la piscina.
Questa cura a base di acqua era realmente efficace nel riportare in salute persone malate.
Ci è stato anche riferito che per quei pazienti che erano in grado, quando il tempo lo permetteva, di fare un'ulteriore passeggiata, venivano portati al fiume Sola per una nuotata.
Il fiume è situato poco distante.
Questo fatto è raramente ricordato, se non per nulla, nella letteratura su Auschwitz. D'estate ancora oggi centinaia di abitanti di Auschwitz vanno a farsi una nuotata nello stesso posto.
La piscina di Auschwitz è così poco conosciuta che persino qualcuno tra le guide sembra non saperne nulla, eppure non avrebbero potuto evitarla se fossero andati sul retro del campo o avessero guardato attraverso una delle finestre dirimpetto.
La piscina misura internamente, nella parte superiore, 25 metri (e 14 centimetri) per 6. Sul bordo a sud è profonda 2 metri e 87 centimetri e sul bordo a nord 2 metri e 97 centimetri mentre nel mezzo è profonda 2 metri e 83 centimetri.
Ha una lieve angolazione.
Le misure del fondo sono 23 metri e 85 centimetri per 4 e 90.
Questa è la prima volta dal dopo guerra che sono fornite le misure della piscina e una delle prime volte che viene menzionata.

Post scriptum.

Le autorità di Auschwitz ammisero per la prima volta nel 1976, lasciando emergere il segreto, che a Birkenau c'era uno "stadio per gli sport", un "campo di football" e un "campo di pallavolo".
La citazione in fondo al testo è stata ripresa dal libro a cura di Kazimierz Smolen From The History Of KL Auschwitz, Vol.2 (Panstwowe Muzeum W Oswiecimiu, 1976), uno dei libri più utili mai pubblicati su Auschwitz.
Per anni i funzionari di Auschwitz hanno tenuto questa cosa segreta.
Sebbene abbiano mostrato l'immagine n°2 pubblicata nel numero di
Revisionist History 139 [nota del traduttore: l'immagine è troppo sfuocata per essere riprodotta] prima non avevano mai ammesso che questa era la parte del campo riservata agli ospedali, una parte che essi più tardi bruciarono in modo che il pubblico non sapesse che c'erano tali ospedali a Birkenau.
Il lettore osservi anche che tutti i dirigenti del Block 18 erano polacchi, ebrei e russi - nessuno era tedesco.
Che cosa implica questa notizia rispetto ai cosiddetti "esperimenti medici"?

Lo stesso Smolen [nel 1979 direttore del Museo di Auschwitz] lavorava in questa sezione

CITAZIONE DA HISTORY OF KL AUSCHWITZ, op. cit., p.65:

"
Lo staff del Block 18 era composto dai seguenti prigionieri:

medici - Dr. Zbigniew Szawlowski (91972), Dr. Mieczyslaw Krzeminski (167873), Dr. Jelonek (169537), Dr. Tadeusz Sowinski (171165), Dr. Liebermann (172019), Dr. Hadschijew (162239), Dr. Bernard Pollak (170687), Dr. Stabholz (126604), e infermieri - Josef Malinski (139153), Bieberstein (160922), Antoni Kubiak (167759), Slamowicz (34149), Mojsesz Blustein (142727), Boryslaw Raskowic (146171), Franciszek Nowak (150208), Antoni Bogatek (108957), Jan Maciejewski (120201).
Mieczyslaw Prendowski (119408) era il capo block, Juliusz Ganszer (34712) era contabile.
Giardinieri, aventi cura del verde attorno al block, erano: Stanislaw Kurpiewski (119327), Leonard Piekarski (138099) e Czerwinski (150241).
Il personale di servizio del block comprendeva anche Szir Metczanow /190684), Turgan Chasanow (190685) e Haszyn Kulbojew (190689)- prigionieri russi.


Nella primavera inoltrata del 1944 le autorità del campo concessero il permesso di preparare un campo di pallavolo, situato dietro i block 10, 11 e 17.
E' molto probabile che i prigionieri stessi fabbricarono la rete e la palla fu ottenuta dai magazzini del "Canada".
I prigionieri del personale di servizio dei block dell'ospedale organizzarono incontri tra le loro squadre.
Qualche tempo dopo
un campo da calcio fu allestito in uno spazio vuoto del settore IIf, adiacente la rampa della ferrovia e l'area del crematorio III.
Alcuni prigionieri del personale di servizio dei block dell'ospedale, diretti dal
Lagercapo Bernacik, spianarono il terreno.
Vi vennero disputati numerosi incontri, con le squadre costituite da prigionieri del personale di servizio dei block dell'ospedale, esponenti dei prigionieri del campo zingari (BIIe) ed esponenti di prigionieri del campo maschile (BIId).

AGGIORNAMENTO A CURA DEL TRADUTTORE

Il testo di Felderer è stato scritto nel 1979, agli albori della ricerca revisionista e risente quindi di un vuoto documentario colmato solo negli anni successivi.
E' indubbio, infatti, - e non è quindi soltanto spazzatura sterminazionista - che ad Auschwitz venissero eseguiti esperimenti medici.
Nei rapporti sull'impiego dei detenuti appare addirittura la categoria dei "detenuti per scopi sperimentali" (Mattogno).
Tuttavia l'articolo di Felderer è importante per svariati motivi.
Il primo è ovviamente costituito dal fatto che Felderer è stato il
primo ricercatore a scoprire la piscina di Auschwitz, la cui esistenza viene negata ancora oggi dalle autorità del Museo di Auschwitz, come vedremo fra breve.
Il secondo motivo è che Felderer, citando la storia di Auschwitz scritta da Smolen, è stato tra i primi a evidenziare un'altra verità, assimilata soltanto di recente (e non senza imbarazzo) dalla vulgata e cioè che
nel lager c'era anche un campo di calcio e uno di pallavolo.
Il terzo motivo è che Felderer ci ricorda che tutti i dirigenti del Block 18 erano russi, ebrei e polacchi, corresponsabili, quindi, degli esperimenti medici compiuti nel campo.
Questo fatto non fa che riproporre il ruolo avuto nell'amministrazione dei lager dalla cosiddetta "
auto-amministrazione dei detenuti" (i kapò) di cui parlò a suo tempo Rassinier.
Ma ritorniamo alla piscina. La foto mostrata qui sotto è stata scattata da un lettore del forum revisionista americano e risale allo scorso mese di Agosto:

Le autorità del Museo di Auschwitz ne spiegano oggi la presenza con il seguente cartello:

 

 

La didascalia recita: "Cisterna per pompieri costruita sotto forma di una piscina, probabilmente all'inizio del 1944".
Tale didascalia, nella sua
ipocrisia, merita il commento fatto a tal proposito da uno degli animatori del detto forum: "L'industria dell'Olocausto ha dimenticato un principio basilare: Dì la verità, è più facile da ricordare".
E' ovvio infatti che i nazisti non avevano alcun motivo per dissimulare la presenza di una cisterna per pompieri.
Tale versione dei fatti sembra inoltre essere (vistosamente) smentita dall'idrante raffigurato nella foto seguente, situato a soli 15 metri di distanza dalla piscina:

Certo, le piscine possono essere usate come cisterne, in casi di emergenza, ma se una vasca è costruita come una piscina l'uso primario non può essere che quello suggerito dall'evidenza.

La bugia delle autorità del Museo di Auschwitz è poi in contraddizione non solo rispetto alla logica e al buon senso ma anche alle testimonianze rese a suo tempo dai detenuti.

Leggiamo, ad esempio, cosa scrisse nel 1947 l'ex internato Marc Klein:

"L'orario lavorativo veniva mitigato la Domenica e nei giorni festivi, quando la maggior parte dei kommando era a riposo. L'appello veniva fatto a mezzogiorno; le serate erano dedicate al riposo e ad una scelta di attività culturali e sportive. Calcio, pallacanestro e partite di polo acquatico (in una piscina all'aperto costruita all'interno del perimetro dai detenuti) attiravano folle di spettatori. Va però rilevato che solo i detenuti sani e ben nutriti, esentati dai lavori duri, potevano permettersi questi passatempi che suscitavano gli applausi più animati da parte degli altri internati."

La piscina, dunque, c'era davvero.
Rimane, quindi, ancora, attuale la domanda posta da Felderer nel 1979:

che ci faceva una piscina per detenuti in un luogo concepito come campo di sterminio?
Immagino a questo punto la domanda che qualcuno potrebbe fare: ma allora Auschwitz cos'era, un campo di "villeggiatura"?
Una risposta onesta non può che rifuggire dalle semplificazioni abituali.
Solo i detenuti sani e ben nutritil'ultima frase di Klein è fondamentale per una percezione non distorta della realtà - ambigua - del lager.
Se infatti una piscina per detenuti è incompatibile con l'immagine corrente di Auschwitz è anche vero che bisogna guardarsi dalla tentazione
opposta, in cui purtroppo svariati revisionisti continuano a cadere: quella cioè di far credere che i detenuti sani e ben nutriti costituissero la regola e non, come purtroppo furono, l'eccezione.
Non bisogna infatti dimenticare che il revisionismo olocaustico nasce, con
La Menzogna di Ulisse di Rassinier, come denuncia della disparità di trattamento tra gli internati.
Tra coloro per i quali il lager era,
anche, occasione di divertimento e di "piacevolezze varie" (c'era anche un bordello) e quelli - la maggioranza - che rischiavano quotidianamente di "passare per il camino", e questo non perché vi fossero camere a gas ma per la denutrizione e i maltrattamenti riservati loro dai compagni più influenti, i cosiddetti prominenten.
Il revisionismo nasce per affermare, per quanto scandaloso possa sembrare,
che la responsabilità primaria per la mortalità spaventosa nei campi, durante l'ultima fase della guerra, non è attribuibile tanto ai nazisti (pur tutt'altro che innocenti) quanto ai membri dei "comitati di resistenza antifascista" formatisi all'interno dei lager, dal momento in cui (grosso modo all'inizio del 1944) i detenuti politici (comunisti di osservanza staliniana) riescono a soppiantare sistematicamente i detenuti comuni nella gerarchia dei kapò.
Per questo la domanda che bisognerebbe finalmente porsi non è quella - attizzata dai centri di propaganda sionista e ripresa dagli utili idioti sparsi nel mondo - di quanti ebrei avrebbero potuto essere salvati se il Papa avesse "parlato" ma la seguente: quante vite umane avrebbero potuto essere salvate se personaggi come il "compagno" Hermann Langbein (segretario del capo dei medici SS di Auschwitz) e il "compagno" Eugen Kogon (segretario del capo dei medici SS di Buchenwald) avessero rubato e ammazzato di meno?

 

Revisionist History n° 149.

Fonte

 

10:41 Scritto da: waa359 in Lager Auschwitz | Link permanente | Commenti (4) | |  Facebook |  Stampa

Commenti

Erwin sei Mitico!

Non solo sei riuscito a rialzarti alla grande dalla tranvata subita ingiustamente solo per aver detto e ripetuto nint'altro che la VERITA' con tanto di prove e contro prove schiaccianti.

Questo Blog è agli stessi livelli del Thule-Toscana se non ancora meglio.

La favola della SodaOLOcaustica DEVE prima o poi finire.

E la Storia ridarà il giusto giudizio ad Hitler e al Nazionalsocialismo.

Continua così.

Stai andando alla GRANDE!

Scritto da: SKYLINE | 18.01.2010

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x SKY
Il "luminoso" cammino della truffa dell'olocausto è giunto al termine,almeno nella forma che abbiamo conosciuto finora.
La notizia che, per primi in lingua italiana, abbiamo dato è la pietra tombale sulle residue velleità degli olostorici prezzolati:
http://olo-dogma.myblog.it/archive/2010/01/16/jan-van-pelt-la-waterloo-degli-olo-sterminazionisti.html
Qui c'è la pubblica ammissione che di tutto quello che gli è stato raccontato a "veglia" da rincoglioniti nonni o altri sedicenti sopravvissuti ha SOLO un 1% di attendibilità!
Quindi il 99% sono discorsi e non fatti!
Come abbiamo sempre detto noi!
Ma stiamo in campana!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Questi sono al colpo di pistola e sono maggiormente pericolosi...sicuramente tenteranno la carta della repressione "legale" esasperando i termini!
Non hanno altra soluzione!
Si torna al vecchio..."muoia Sansone...."!
Sono felice che il blog sia ti tuo gradimento,lo staff ringrazia!

Scritto da: WaA359 | 18.01.2010

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Certo se voi pensate che Birkenau; Auschwitz, Treblinka, Mauthausen, Majdanek ecc. furono parchi di divertimento mi sa che state un po' lontanini dalla realtà! Provare per credere! Ma purtroppo i vostri "sanatori" non funzionano più e non li potete più provare! Gli scrupolosi tedeschi hanno distrutto i crematori (i ferri dei forni furono riutilizzati in altri campi) chissà perchè? Forse erano gelosi delle loro installazioni igieniche! Che misera fine per l'idealismo "ariano" del caporale boemo!
Questo Hitler, un imbianchino della genetica, un mediocre riuscito, che ha rubato e scimmiottato il Mito Ariano riducendolo drasticamente a una bassissima macelleria! Non aveva capito niente di arianità o forse gli serviva per estinguere la sua follia di potere! Forse pensava che ogni biondo con gli occhi celesti tedesco fosse ariano! Ah sventatello! Un vero ariano di certo non avrebbe fatto una guerra così condotta stupidamente come fece lui! Sta di fatto che questo baffettino ha messo L'Arianesimo in ginocchio per secoli: ha contaminato la svastica riducendola ad un'icona dell'orrore e nessuno oggi non può fare a meno di pensare a questo Hitler al suono della parola"ariano", che di ariano non ha niente, anzi è l'esempio demonizzato, della razza (inferiore) SOTTERRANEA! Gli Ariani in diverse epoche hanno creato il Mondo moderno, sono stati il sale del mondo nel comando di "pochi", la cosiddetta Aristocrazia. Secondo la loro religione il Monte Ararat ( monte degli Ariani) custodiva la Grotta dove nacque il loro dio, il Sole, il terzo giorno dopo il Solstizio d'Inverno. Un'Ariano ripudia ogni dottrina che abbia come fondamento carne e sangue, perchè la sola Razza Eletta è unicamente interiore!

Scritto da: MARCO | 18.01.2010

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Lager=parchi di divertimento:

E' buona educazione non mettere in bocca ad altri frasi MAI affermate!
Nei 500 articoli che sono su questo blog ha trovato una sola volta una idiozia del genere?

I “ferri” che lei cita sono vivi e vegeti e sono stati RIMONTATI dai Polacchi e Russi dopo la guerra spacciandoli per autentiche costruzioni!
Come la “originale” “gaskammer” del Crematorium 1.

Della conduzione della guerra a noi interessa nulla.

Evola dice molto meglio quello che Lei sta cercando di dire.
Ma non ci importa nulla di filosofie o altre seghe mentali.

Il contadino segue la Luna ,il Sole.I Cicli.
Non ha bisogno di altro.
Lui è il centro del mondo.

Scritto da: Franziska | 18.01.2010

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