12.01.2010
UNA NUOVA OPERA AFFERMAZIONISTA SU AUSCHWITZ Indice
UNA NUOVA OPERA AFFERMAZIONISTA SU AUSCHWITZ
di Carlo Mattogno, Gennaio 2010

[ Nella foto NOTARE la delusione di uno storico sterminazionista, ricercatore del nascondiglio dove i LADRI hanno nascosto le CAMEREa GAS di Auschwitz, dopo il loro FURTO! Utilizzati anche i cani da tartufo di Alba! Sottolineature, grassetto ,colorazione, foto... NON compaiono nel testo originale (WaA359) ]
Indice dell’opera.
PARTE PRIMA
GLI <INDIZI CRIMINALI> SULLE CAMERE A GAS OMICIDE
DISCUSSIONE STORICO-CRITICA DELLE TESI DI JEAN-CLAUDE PRESSAC E DI ROBERT JAN VAN PELT
INTRODUZIONE
CAPITOLO 1 - GLI <INDIZI CRIMINALI>
1.1. Gli antecedenti storici
1.2. L'archivio della Zentralbauleitung di Auschwitz
1.3. Premessa metodologica
1.4. I 39 «indizi criminali»
1.4.1. Indizi per il crematorio II
1.4.2. Indizi per il crematorio III
1.4.3. Indizi per i crematori IV e V
1.4.4. Indizi supplementari (crematori II e III)
1.4.5. Altri indizi
1.5. Considerazioni preliminari
1.6. Determinazione cronologica degli indizi e suo significato
1.6.1. Indizi relativi al crematorio II
1.6.2. Indizi relativi al crematorio III
1.6.3. Indizi relativi ai crematori IV e V
1.7. Contraddizioni di fondo
1.8. Il sistema di ventilazione dei Leichenkeller 1 e 2 dei crematori II e III
1.9. I montacarichi dei crematori II e III
1.9.1. Storia dei montacarichi dei crematori II e III
1.9.2. I montacarichi al processo Irving-Lipstadt
CAPITOLO 2 - GLI <INDIZI CRIMINALI> PER IL CREMATORIO II
2.1. - «Vergasungskeller»
2.1.1. Il valore dell'indizio
2.1.2. Il contesto storico
2.1.3. Il significato del documento
2.1.4. La funzione del «Vergasungskeller»
2.1.5. Obiezioni e risposte
2.1.6. I commenti e le obiezioni di van Pelt
2.1.7. «Gaskeller»
2.2. - «Gasdichtetür», «Gastür»
2.3. - «Auskleideraum», «Auskleidekeller» e baracca davanti al crematorio II
2.3.1. «Auskleideraum» e «Auskleidekeller»
2.3.2. Origine e funzione dell’ «Auskleideraum» del crematorio II di Birkenau
2.3.3. La baracca davanti al crematorio II
2.3.4. Van Pelt e l' «Auskleidekeller»
2.4. «Sonderkeller»
2.5. - «Drahtnetzeinschiebevorrichtung» e «Holzblenden»
2.5.1. La scoperta degli indizi
2.5.2. Significato dei termini e localizzazione dei congegni
2.5.3. La testimonianza di Michał Kula
2.5.4. Che cosa non erano i «Drahtnetzeinschiebevorrichtungen»
2.5.5. I commenti di van Pelt
2.6. «Gasprüfer» e «Anzeigegeräte für Blausäure-Reste»
2.6.1. L’interpretazione di Pressac
2.6.2. La destinazione d’uso dei «Gasprüfer»
2.6.3. Il contesto storico
2.6.4. Il contesto burocratico
2.6.5. I problemi lasciati insoluti da Pressac
2.6.6. Che cos’erano i «Gasprüfer»?
2.6.7. Prüfer e i «Gasprüfer»
2.7. «Warmluftzuführungsanlage»
2.7.1. Posizione del problema
2.7.2. La spiegazione di Pressac
2.7.3. La spiegazione di van Pelt
2.8. «Holzgebläse»
2.9. Eliminazione dello scivolo per i cadaveri
2.9.1. La pianta 2003 del 19 dicembre 1942 e il suo significato
2.9.2. Il mascheramento dello scivolo
CAPITOLO 3 - GLI <INDIZI CRIMINALI>SECONDARI RELATIVI AL CREMATORIO II
3.1. Origine e definizione degli «indizi criminali» secondari
3.2. Considerazioni generali
3.3. Il sistema di drenaggio del crematorio II
3.4. L'apertura di un ingresso nel Leichenkeller 2
3.5. La direzione di apertura della porta del Leichenkeller 1
3.6. Sostituzione di una porta a due ante con una ad una sola anta (a tenuta di gas) nel Leichenkeller 1
3.7. Eliminazione dei rubinetti nel Leichenkeller 1
3.8. Eliminazione del Leichenkeller 3
CAPITOLO 4 - GLI <INDIZI CRIMINALI> PER IL CREMATORIO III: <<GASDICHTETUR>> E <<BRAUSEN>>
4.1. L'interpretazione di Pressac
4.2. Il contesto storico
4.3. Le basi di legno delle presunte «docce finte»
4.4. La «Gasdichtetür»
CAPITOLO 5 - GLI <INDIZI CRIMINALI> PER I CREMATORI IV E V
5.1. Esposizione degli indizi
5.2. Progettazione dei crematori IV e V: il progetto iniziale
5.3. Progettazione dei crematori IV e V: il primo progetto operativo
5.4. Progettazione dei crematori IV e V: il secondo progetto operativo
5.5. Progettazione dei crematori IV e V: il terzo progetto operativo
5.6. Tecnica di gasazione
5.7. Sistema di introduzione dello Zyklon B
5.8. Van Pelt e le «12 St. gasdichten Türen»
5.9. La ventilazione naturale
5.10. La ventilazione meccanica
5.11. Analisi della pianta 2006 dell'11 gennaio 1943
CAPITOLO 6 - GLI <INDIZI CRIMINALI> DI CARATTERE GENERALE
6.1. «Normalgaskammer»
6.2. Perché le SS non usarono a scopo omicida camere a gas con sistema Degesch-Kreislauf?
6.3. «Verbrennung» e «Sonderbehandlung»
6.3.1. Il documento
6.3.2. Il «contesto storico» secondo van Pelt
6.3.3. Gli errori di van Pelt
6.3.4. Il vero contesto storico
6.3.5. Il significato del documento
CAPITOLO 7 - I PRESUNTI <INDIZI CRIMINALI> PER I BUNKER DI BIRKENAU
7.1. Precisazione sul titolo
7.2. - «Sonderbehandlung»
7.2.1. La tesi di Pressac
7.2.2. I rapporti esplicativi di Bischoff
7.2.3. Le quattro baracche «für Sonderbehandlung» e i Bunker di Birkenau
7.2.4. «Sonderbehandlung» e «Entwesungsanlage»
7.3. Le «Badeanstalten für Sonderaktionen»
7.3.1. Le spiegazioni di Pressac
7.3.2. Un progetto non realizzato
7.3.3. «Badeanstalten» e forni crematori
7.3.4. La spiegazione di van Pelt
7.4. «Sperrgebiet»
7.5. «Material für Sonderbehandlung»
7.6. I «Materialien für Judenumsiedlung» e il «rapporto» Franke-Griksch
7.6.1. I «Materialien für Judenumsiedlung»
7.6.2. Il «rapporto» Franke-Griksch e i commenti di Pressac
7.6.3. Analisi critica dei commenti di Pressac
PARTE SECONDA
I FORNI CREMATORI DI AUSCHWITZ-BIRKENAU
STRUTTURA, FUNZIONAMENTO, PRESTAZIONI TECNICHE E IMPLICAZIONI STORIOGRAFICHE
CAPITOLO 8 - LA PRIMA OPERA SCIENTIFICA SULLA CREMAZIONE AD AUSCHWITZ
8.1. Introduzione
8.2. Struttura dell'opera
8.3. La cremazione moderna
8.3.1. La tecnologia dei forni crematori fino alla prima guerra mondiale
8.3.2. Gli sviluppi tecnici dei forni crematori tedeschi negli anni Trenta
8.3.3. Legislazione e statistiche sulla cremazione in Germania
8.3.4. La ditta J. A. Topf & Söhne di Erfurt
8.3.5. Stuttura e funzionamento del forno crematorio a gasogeno riscaldato con coke degli anni Trenta
8.3.6. Tiraggio del camino e regime di griglia
8.3.7. Il consumo di coke di un forno crematorio a gasogeno
8.3.8. La durata del processo di cremazione nei forni a gasogeno riscaldati con coke
8.4. I forni crematori Topf di Auschwitz-Birkenau
8.4.1. I forni crematori Topf per i campi di concentramento
8.4.2. Il forno crematorio a 2 muffole riscaldato con coke
8.4.3. Il forno crematorio a 3 muffole riscaldato con coke
8.4.4. Il forno crematorio a 8 muffole riscaldato con coke
8.4.5. Funzionamento e conduzione dei forni crematori Topf di Auschwitz-Birkenau
8.4.6. I forni crematori delle ditte H. Kori di Berlino e Ignis-Hüttenbau di Teplitz
8.5. Il consumo di coke dei forni Topf di Auschwitz-Birkenau
8.5.1. Bilancio termico del forno Topf a 2 muffole del crematorio di Gusen
8.5.2. Bilancio termico del forno Topf a 2 muffole modello Auschwitz
8.5.3. Bilancio termico del forno Topf a 3 muffole e a 8 muffole
8.5.4. Osservazioni sul consumo dei forni a 3 e a 8 muffole
8.6. La durata del processo di cremazione nei forni Topf di Auschwitz-Birkenau
8.6.1. I documenti
8.6.2. Gli esperimenti di cremazione dell’ing. R. Kessler
8.6.3. Le liste delle cremazioni del crematorio di Westerbork
8.6.4. La lista delle cremazioni del crematorio di Gusen
8.6.5. La lista delle cremazioni dei forni crematori Ignis-Hüttenbau A.G. riscaldati con nafta del crematorio di Terezín
8.6.6. Conclusioni
8.7. La capacità di cremazione dei forni crematori di Auschwitz-Birkenau
8.7.1. Il funzionamento continuativo dei forni
8.7.2. La cremazione contemporanea di più cadaveri in una muffola
8.7.3. Le perizie tecniche sovietiche sui forni crematori Kori di Lublino-Majdanek, Sachsenhausen e Stutthof
8.7.4. La capacità di cremazione dei forni crematori di Auschwitz-Birkenau
8.7.5. L’ampliamento degli impianti di cremazione di Birkenau
8.8. Le implicazioni storiografiche
8.8.1. L'attività dei forni dei crematori di Birkenau
8.8.2. La durata della muratura refrattaria dei forni crematori
8.8.3. Il numero delle cremazioni nel 1943: la previsione delle SS
8.8.4. Il numero delle cremazioni nel 1943: il consumo di coke
8.8.5. Le cremazioni all'aperto nel 1944
8.8.6. L'eloquente silenzio di van Pelt
8.8.7. I testimoni
CAPITOLO 9 - PRESSAC E I FORNI CREMATORI DI AUSCHWITZ-BIRKENAU
9.1. L'incompetenza tecnica di Pressac
9.2. Capacità di cremazione
9.2.1. Il crematorio I
9.2.2. I crematori di Birkenau
9.3. Carico di una muffola
9.4. Consumo di coke
9.5. Rapporto muffole/detenuti
9.6. Le nuove interpretazioni di Pressac
9.6.1. Gli argomenti di Pressac su forni crematori e cremazione
9.6.2. Discussione degli argomenti
9.6.3. Le congetture e le deduzioni di Pressac sui forni crematori
9.6.4. I disegni tecnici di Pressac
9.7. Storia romanzata dei forni del crematorio I
9.7.1. Il primo forno crematorio
9.7.2. Il secondo forno crematorio
9.7.3. La «prima gasazione» e il logoramento del secondo forno crematorio
9.7.4. Il terzo forno crematorio
9.8. La ventilazione della camera mortuaria del crematorio I
9.9. I forni a 8 muffole
9.10. I progetti per la cremazione in massa ad Auschwitz-Birkenau del 1943
PARTE TERZA
I TESTIMONI HENRYK TAUBER E RUDOLF HOESS
CAPITOLO 10 - ANALISI CRITICA DELLE TESTIMONIANZE DI HENRYK TAUBER
10.1. Introduzione
10.2. Forni crematori e cremazione
10.2.1. Dimensioni delle muffole
10.2.2. Temperatura della muffola
10.2.3. Sistema di caricamento delle muffole
10.2.4. Caricamento dei cadaveri: il disegno di David Olère
10.2.5. Carico delle muffole e durata della cremazione
10.2.6. L'apertura delle porte delle muffole
10.2.7. La combustibilità dei cadaveri
10.2.8. L' «autocombustione» dei cadaveri
10.2.9. Le braci dei cadaveri
10.2.10. I camini fiammeggianti
10.2.11. Le cremazioni di prova
10.2.12. Il sacco «refrattario»
10.2.13. Le «fosse di cremazione»
10.2.14. Le «fosse di cremazione» e le fotografie aeree di Birkenau
10.2.15. La falda freatica dell'area di Birkenau
10.3. Le gasazioni
10.3.1. La prima gasazione omicida nel crematorio II
10.3.2. La baracca-spogliatoio
10.3.3. Le gasazioni successive nel crematorio II
10.3.4. La porta della presunta camera a gas
10.3.5. I dispositivi di introduzione dello Zyklon B
10.3.6. Le docce «finte»
10.3.7. La suddivisione della presunta camera a gas del crematorio II in due locali
10.3.8. Il procedimento di gasazione nei crematori IV e V
10.4. Forza e vicende del Sonderkommando
10.4.1. La forza del Sonderkommando nel marzo-aprile 1943
10.4.2. Il Sonderkommando dei Bunker
10.4.3. La presunta gasazione di 200 detenuti del Sonderkommando
10.4.4. Il presunto trasferimento a Lublino-Majdanek
10.4.5. La rivolta del Sonderkommando
10.4.6. Il mistero della sopravvivenza dei 90 membri del Sonderkommando
10.5. Propaganda grossolana sulle atrocità delle SS
10.5.1. Le persone bruciate vive
10.6. Conclusione
CAPITOLO 11 - ANALISI CRITICA DELLE TESTIMONIANZE DI RUDOLF HOESS
11.1. Le contraddizioni «inesistenti» delle dichiarazioni di Höss
11.2. Errori, incongruenze e metodiche capziose di van Pelt
11.3. Le torture inflitte a Höss
PARTE QUARTA
GLI ERRORI TECNICI E STORICI DI VAN PELT
CAPITOLO 12
LA <CONOSCENZA PERITALE > DI VAN PELT E I FORNI CREMATORI DI AUSCHWITZ-BIRKENAU
12.1. La competenza di van Pelt sulla cremazione
12.2. La capacità di cremazione dei crematori di Birkenau
12.2.1. La lettera della Zentralbauleitung del 28 giugno 1943
12.2.2. Il progetto del forno di Fritz Sander
12.3. La nota di Kurt Prüfer dell'8 settembre 1942
12.4. Il consumo di coke per una cremazione
12.5. Il numero dei cadaveri cremati con le forniture di coke ai crematori
12.6. Le cremazioni multiple
12.7. Crematori e camere mortuarie
12.8. La capacità «eccessiva» dei forni crematori
CAPITOLO 13
LE PRESUNTE APERTURE DI INTRODUZIONE DELLO ZYKLON B SULLA COPERTURA DEL LEICHENKELLER 1 DEI CREMATORI II E III DI BIRKENAU
13.1. Le congetture di van Pelt
13.2. Il rapporto di Daniel Keren, Jamie McCarthy e Harry W. Mazal
13.2.1. Analisi critica delle «scoperte» archeologiche di Keren, McCarthy e Mazal
13.3. Le testimonianze «convergenti»
13.3.1. Yehuda Bakon
13.3.2. David Olère
13.3.3. Le fotografie aeree del 25 agosto 1944
13.3.4. La «fotografia del treno»
CAPITOLO 14
LO ZYKLON B
14.1. La concentrazione di HCN nelle presunte camere a gas omicide
14.2. Le forniture di Zyklon B ad Auschwitz
14.3. Il numero dei gasati potenziali
CAPITOLO 15
IL NUMERO DELLE VITTIME
15.1. La Commissione di inchiesta sovietica
15.2. Nachman Blumental e altri
15.3. La revisione di G.Wellers e di F. Piper
15.4. Le statistiche di F. Piper
15.4.1. Il numero degli Ebrei deportati
15.4.2. Il numero degli immatricolati, dei non immatricolati (Durchgangslager) e dei presunti gasati
15.4.3. Il numero dei morti (detenuti immatricolati)
15.4.4. Conclusioni
15.5. Significato e valore delle revisioni di J.-C. Pressac e di F. Meyer
15.6. La cifra propagandistica dei 4 milioni e l'attendibilità dei testimoni
PARTE QUINTA
L'ORIGINE DELLA <CONVERGENZA DI RAPPORTI INDIPENDENTI >
CAPITOLO 16
LA PROPAGANDA DEL MOVIMENTO DI RESISTENZA CLANDESTINO DI AUSCHWITZ
16.1. Le storie propagandistiche cadute nell'oblio
16.2. La storia dello sfruttamento industriale dei cadaveri umani
16.3. Nascita della storia propagandistica delle camere a gas
16.4. La propaganda si consolida: il contributo dei Sovietici, dei Britannici e dei Polacchi
CAPITOLO 17
GENERI DELLA <CONOSCENZA > DELLE PRESUNTE CAMERE A GAS DI AUSCHWITZ
17.1. IL «War Refugee Board Report»
17.2. Le giustificazioni di un falso storico
17.2.1. Le giustificazioni di van Pelt
17.2.2. Le giustificazioni di Pressac
17.3. L'origine del rapporto e del disegno del crematorio II/III
17.4. I Sovietici e il campo di Lublino-Majdanek: prove generali di propaganda
17.4.1. Le «camere a gas»
17.4.2. La montagna di scarpe
17.4.3. I forni crematori
17.5. L'articolo di Boris Polevoi del 2 febbraio 1945
17.6. Le perizie e le indagini polacche
17.6.1. Roman Dawidowski
17.6.2. Jan Sehn
17.7. I testimoni Charles Sigismund Bendel, Miklos Nyiszli e Filip Müller
17.7.1. Charles Sigismund Bendel
17.7.2. Miklos Nyiszli
17.7.3. I testimoni Bendel e Nyiszli secondo Pressac
17.7.4. Filip Müller
17.8. I testimoni minori
17.8.1. Ada Bimko
17.8.2. Marie Claude Vaillant-Couturier e Severina Shmaglevskaya
17.8.3. Janda Weiss
CAPITOLO 18
GENESI E SVILUPPO DELLE PRESUNTE CAMERE A GAS DI AUSCHWITZ
18.1. Le carenze metodologiche di van Pelt
18.2. La presunta «prima gasazione»
18.3. Le presunte gasazioni nel crematorio I
18.3.1. Infondatezza storico-documentaria
18.3.2. Pery Broad
18.3.3. Hans Stark
18.3.4. Storia romanzata della prima gasazione nel crematorio I
18.4. I Bunker di Birkenau
18.4.1. Totale assenza di prove
18.4.2. La prima interpretazione di van Pelt
18.4.3. La seconda interpretazione di van Pelt
18.4.4. L'interpretazione finale di van Pelt
18.4.5. La presunta attività omicida dei Bunker
18.4.6. I testimoni
18.4.6.1. Jerzy Tabeau
18.4.6.2. Szlama Dragon
18.4.6.3. David Olère
18.4.6.4. La «convergenza di prove» sui Bunker
18.4.6.5. Johann Paul Kremer
CAPITOLO 19
LA METODOLOGIA DI VAN PELT
19.1. La leggenda del «terribile segreto» di Auschwitz
19.2. Le visite di alti ufficiali SS ad Auschwitz
19.3. L'illusione della «convergenza di rapporti indipendenti» e della «convergenza di prove»
CONCLUSIONE
APPENDICE
GLOSSARIO
1) Struttura dell' SS-Wirtschafts-Verwaltungshauptamt (1942)
2) Sezioni (Abteilungen) e struttura del KL Auschwitz
3) Nota esplicativa sulla posizione gerarchica della Zentralbauleitung di Auschwitz
4) Settori (Sachgebiete) della Zentralbauleitung di Auschwitz nel gennaio 1943
5) Bauleitungen dipendenti dalla Zentralbauleitung di Auschwitz nel gennaio 1943
6) Struttura della ditta J.A.Topf & Söhne di Erfurt alla fine degli anni Trenta
DOCUMENTI
ABBREVIAZIONI DEGLI ARCHIVI
NOTA SULLE FONTI POLACCHE
NOTA SULLE FONTI TEDESCHE CONSERVATE A MOSCA
BIBLIOGRAFIA GENERALE
BIBLIOGRAFIA SULLA CREMAZIONE
14:49 Scritto da: waa359 in Articoli di Carlo Mattogno, Lager Auschwitz | Link permanente | Commenti (1) |
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Commenti
....ma le hanno ritrovate le camere a gas?
Scritto da: Enzo | 14.01.2010
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