07.01.2010

A U S C H W I T Z SESSANT'ANNI DI PROPAGANDA Parte 4

A U S C H W I T Z 27 GENNAIO 1945 - 27 GENNAIO 2005:
SESSANT'ANNI DI PROPAGANDA

Genesi, sviluppo e declino della menzogna propagandistica delle camere a gas

[Testo del 2005 riveduto, corretto e aggiornato]

di Carlo Mattogno

Parte 4

camere_gas_auschwitz_lager_ebrei_juden_jews.gifUna lettera dell'amministrazione del campo di Sachsenhausen all'amministratore della locale infermeria (che si era dimostrata refrattaria al provvedimento) datata 11 ottobre 1944 ammoniva che «qui non si tratta dell'aspetto dei detenuti, ma i capelli trovano impiego a scopi importanti per l'economia di guerra». L'ultima consegna di capelli, precisava la lettera, era stata di 275 kg78.

Per quanto riguarda Auschwitz, non si sa neppure in quanto tempo il quantitativo di capelli era stato raccolto, sicché essi potevano anche provenire, ad esempio, dai circa 135.000 detenuti che si trovavano al campo nell'agosto 194479.

Perciò l'affermazione che i 7.000 kg di capelli provenissero da 140.000 persone gasate e che essi fossero la “prova” di tale gasazione è assolutamente priva di fondamento.


Ansiosi, d'altra parte, di stornare gli occhi del mondo dai crimini contro la pace (ad es. la spartizione della Polonia e l' aggressione alla Finlandia) e contro l'umanità (ad es. i massacri di Katyn e di Winniza, sui quali i Tedeschi avevano pubblicato due libri bianchi documentatissimi) da essi stessi perpetrati, i Sovietici dovevano ora stupire e far rabbrividire il mondo, attribuendo ai Tedeschi un massacro ancora più orrendo di quello che avevano escogitato per Lublino-Majdanek: un immane massacro di 4 milioni di persone.

Essi istituirono dunque una Commissione statale di inchiesta che affidò a numerose sottocommissioni di “esperti” e di “periti” il compito di dare una veste “storica” alla propaganda statale sovietica.

Il contributo essenziale della Commissione sovietica al successo della menzogna propagandistica delle camere a gas fu l'aver ripreso la presunta tecnica di gasazione descritta da Vrba e Wetzler e dei rapporti successivi inserendola nel contesto architettonico reale dei crematori. L'archivio della Zentralbauleitung conteneva infatti ecine di piante dei crematori, che furono mostrate durante gli interrogatori ai testimoni rimasti ad Auschwitz, come Henryk Tauber. In tal modo essi poterono ambientarvi la storia già descritta da Vrba e Wetzler senza i loro grossolani strafalcioni architettonici.

I testimoni che erano stati trasferiti in precedenza, invece, non poterono usufruire di questa opportunità e continuarono a commettere grossolani strafalcioni architettonici.

Così Miklos Nyiszli, in relazione ai crematori II/III, parla di 15 forni singoli sistemati in una sala forni lunga 150 metri, mentre essa era lunga 30 metri e conteneva 5 forni a 3 muffole; la presunta camera a gas, un locale lungo 30 metri, per lui era di 200 metri e il piccolo motacarichi si quadruplicava in quattro potenti ascensori, per non parlare del resto80. Sigismund Bendel, invece, attribuì alla presunta camera a gas, che misurava m 30 x 7, dimensioni di m 10 x 4 e ne ridusse l'altezza di m 2,41 a m 1,6081. Eppure entrambi erano sedicenti testimoni oculari, addirittura membri del cosiddetto Sonderkommando che pretendevano di aver trascorso parecchi mesi nei crematori di Birkenau!

Secondo Eugon Kogon, «il gas acido cianidrico affluiva dalle docce e dai pilastri con i ventilatori (Ventilatorenpfeilern)»82. Egli si basava sulla testimonianza di un tale Janda Weiss, che affermò:

«C'erano tre colonne per i ventilatori, attraverso le quali veniva versato il gas»83.

Note:

77 La direttiva dell'SS-WVHA del 6 agosto 1942 stabiliva come lunghezza minima dei capelli maschili da tagliare 20 cm. URSS-511.
78 GARF, 7021-104-8, p. 1.
79 AGK, NTN, 155, p. 96.
80 Vedi il mio studio “Medico ad Auschwitz”: Anatomia di un falso. La Sfinge, Parma, 1988.
81 Vedi il mio studio Auschwitz: due false testimonianze. La Sfinge, Parma, 1986.
82 E. Kogon, Der SS-Staat.
Das System der deutschen Konzentrationslager. Verlag Karl Alber, Monaco, 1946, p. 132.
83 The Buchenwald Report. Translated, edited and with an introduction by David A. Hackett.
Westwiew Press, Boulder,San Francisco, Oxford, 1995, p. 350.

Ancora nel 1961, nella sessantottesima udienza del processo Eichmann (7 giugno), il testimone Yehuda Bakon si atteneva a questa versione menzognera. Con riferimento ai pilastri delle presunte camere a gas dei crematori II e III egli dichiarò che «sotto c'erano i ventilatori e anche aperture per pulire coll'acqua. Successivamente,quando essi [i Tedeschi] smantellarono i crematori, vedemmo i ventilatori distintamente»84.

Ma i ventilatori di aerazione e disaerazione non si trovavano all'interno della presunta camera a gas, bensì nella mansarda del crematorio85.

Secondo il testimone Isaak Egon Ochshorn, invece, il crematorio (al singolare) «aveva molte centinaia di forni»86.

Inventata la procedura di sterminio, bisogna inventare anche il numero delle vittime.

Una delle tante sottocommissioni sovietiche di “esperti” si mise all'opera e tra il 14 febbraio e l’8 marzo 1945, sulla base di dati assurdi e fantasiosi, preparò la pezza d'appoggio “scientifica” per la favola dei 4 milioni. Nell'elaborazione di questa favola vi fu una inestricabile connivenza tra “testimoni” e “periti” che portò i primi ad attribuire una capacità tecnicamente insensata ai forni crematori di Birkenau per permettere ai secondi di giungere, con i loro calcoli dissennati, alla cifra fatidica di 4 milioni di morti.

I Sovietici elaborarono il loro quadro propagandistico di Auschwitz in un «Comunicato della Commissione statale straordinaria per l’accertamento e la ricerca dei crimini degli invasori germano-fascisti e dei loro complici» che fu pubblicato dalla Pravda il 7 maggio 1945 e che fu subito tradotto in varie lingue. La traduzione in inglese apparve già il 29maggio 194587; nel 1945 apparve anche una traduzione in francese88. Il rapporto sovietico fu successivamente accolto dal Tribunale di Norimberga come documento URSS-008.

Dal 17 settembre al 17 novembre 1945 i Britannici celebrarono un processo contro Josef Kramer e altre 44 SS. Kramer, ex SS-Hauptsturmführer, era stato comandante del campo di Auschwitz II-Birkenau e poi del campo di Bergen-Belsen, perciò al processo Belsen fu dibattutto anche il caso di Auschwitz. L'istruttoria del processo, per quanto riguarda le presunte camere a gas di Auschwitz, si basava su un curioso sincretismo del rapporto Vrba- Wetzler e della storia delle docce a gas. Ecco come le descrisse il colonnello Backhouse, che rappresentava l'accusa:

«Poi [le vittime] venivano portate nude nel locale successivo, dove c'erano cinque file di 20 spruzzatori [di doccia] finti. La porta veniva chiusa. Il locale poteva contenere 1.000 persone alla volta. L'ambiente era a tenuta di gas: si apriva il gas e queste persone venivano gasate deliberatamente e uccise. Dall'altra parte c'era una porta, un carrello e delle rotaie, e i corpi venivano caricati sul carrello e portati direttamente al crematorio»89.

Note:

84 State of Israel. Ministry of Justice. The Trial of Adolf Eichmann. Record of Proceedings in the District Court of Jerusalem. Gerusalemme, 1993, vol. III, p. 1251.
85 Vedi i disegni originali della loro posizione in: J.-C. Pressac, Le macchine dello sterminio. Auschwitz 1941-1945. Feltrinelli, Milano, 1994, documenti 14 e 15 fuori testo.
86 NO-1934, Dichiarazione di Ochshorn su massacri di Ebrei in campi di concentramento.
Settembre 1945.
87 Statement of the Extraordinary State Committee For the Ascertaining and Investigation of Crimes Committed by the German-fascist Invaders and Their Associates, in; “Information Bulletin, Enbassy of the Soviet Socialist Republics (Washington, D.C.), vol. 5, n. 54, 29 maggio 1945.
88 Oswiecim (Auschwitz). Le camp où les nazis assassinèrent plus de quatre millions d’hommes. Communiqué de la Commission extraordinaire d’Etat pour l’investigation et la recherche  des crimes commis par les envahisseurs germano-fiscistes et leurs complices, in : « Forfaits hitlériens, documents officiels ». Ed. des Trois Collines, Ginevra- Parigi, 1945.
89 Trial of Josef Kramer and Forty-Four Others (The Belsen Trial), op. cit., p. 26.

Sebbene gli inquirenti britannici conoscessero il quadro “storico” delineato dalla propaganda sovietica90, molti testimoni ebrei inventarono storie tanto improponibili da indurre gli avvocati difensori - ufficiali britannici! - ad accusarli apertamente di menzogna91. Ad esempio, il maggiore Cranfield dichiarò:

«I nazisti hanno risvegliato le passioni razziali in tutto il mondo ed io non considero innaturale o sorprendente che queste giovani ebree [testimoni] siano vendicative nei confronti dei loro ex guardiani e cerchino di vendicarsi di loro».

Egli considerava le loro testimonianze «totalmente inattendibili»92. L'accecamento dei testimoni era tale che alcuni detenuti furono falsamente accusati da altri detenuti di essere dei criminali SS93.

Per quanto riguarda Auschwitz, i testimoni più importanti furono Sigismund Bendel e Ada Bimko, i quali, come abbiamo visto sopra, resero dichiarazioni del tutto inattendibili. Altri testimoni diedero prova di una immaginazione non meno vigorosa. Una menzione particolare meritano Regina Bialek e Sophia Litwinska. La prima raccontò che ad Auschwitz c'erano sette camere a gas, una delle quali era sotterranea. Attraverso una specie di rampa gli autocarri potevano entrare direttamente in questa camera a gas, che era un locale di, circa 120 metri quadrati. La testimone vi fu scaricata con un gruppo di detenute destinate alla gasazione, ma poco prima che morisse il suo numero fu chiamato dal dottor Mengele ed ella fu portata fuori della camera a gas!94.

Sophia Litwinska sperimentò un miracolo simile. Anch'ella fu portata nella camera a gas, che assomigliava a una sala da bagno, con spruzzatori di doccia, asciugamani e perfino specchi. Improvvisamente vide dei «fumi» entrare da una finestrella posta in alto e stava per morire quando sentì chiamare il suo nome. Era nientemeno che l'SS-Obersturmführer Hössler (capo del campo di custodia protettiva di Auschwitz I), che la fece uscire e se la portò via in motocicletta!95.

Per non parlare della testimome Jolan Holdost, che vide 300-400 persone che non erano potute entrare nella camera a gas di Auschwitz I, perché non c'era più spazio, venire innaffiate di petrolio e bruciate vive!96.

Il tema delle persone bruciate vive era affiorato nella propaganda del campo fin dall'aprile 1943 come arsione di uomini semicoscienti; poi, per rendere più raccapricciante la scenografia, esso si trasformò in arsione di uomini coscienti e infine di bambini97. Qualche mese dopo, l'evoluzione letteraria era completata. Nella «Rassegna degli avvenimenti più importanti nel paese. Rapporto settimanale del 27 agosto 1943» (Przegl­d najwa­niejszych wydarze­ w kraju. Meldunek tygodniowy z dn. 27. VIII 43 r.) apparve la seguente notizia:

«Nel crematorio vengono cremati 5.000 cadaveri al giorno, ma poiché ce ne sono di più, i restanti [Ebrei] vengono bruciati vivi nel “fuoco eterno” all’aria aperta a Birkenau – nel fuoco vengono gettati vivi i bambini»98.

Il processo Belsen non aggiunse granché al quadro propagandistico delineato dai Sovietici, ma confermò e diffuse i suoi principi essenziali. Come scrive Robert Jan van Pelt, «col processo Belsen le camere a gas di Auschwitz entrarono a far parte formalmente della storiografia»99.

Note:

90 Ad es. il film sovietico su Auschwitz fu accolto dal Tribunale come exhibit n. 125. Idem, p. 231.
91 Idem, p. 76, 82, 89, 141, 244, 518, 519, 524, 535.
92 Idem, p. 244.
93 Questo fu il caso degli ex detenuti Oskar Schmitz e Heinrich Schreirer. Idem, pp. 289-290 e 334.
94 Idem, p. 657.
95 Idem, pp. 79-80.
96 Idem, p. 666.
97 Vedi al riguardo il mio studio The Bunkers of Auschwitz.
Black propaganda versus History. Theses & Dissertations Press, Chicago, 2005, pp. 51-69.
98 Idem, p. 120.

Così anche l'Occidente “libero” ebbe il suo processo Auschwitz e la sua «prova convergente» della realtà delle camere a gas e della cifra di 4 milioni di vittime,statisticamente “confermata” da Ada Bimko:

«Ho esaminato i documenti sul numero dei cremati e dico che i documenti mostrano che al campo furono cremate circa 4 milioni di persone»100.

Con il processo Belsen cominciò lo sfruttammento scientifico - proseguito e intensificato nei processi successivi - della favola delle camere a gas da parte di Britannici e Statunitensi, che dovevano farsi perdonare crimini non meno efferati di quelli perpetrati dai Sovietici, come mise ben evidenza Maurice Bardèche:

«Per scusare i crimini commessi nella [loro] condotta di guerra, era assolutamente necessario scoprirne di ancora più gravi dall'altra parte. Bisognava assolutamente che i bombardieri inglesi e americani apparissero come la spada del Signore. Gli Alleati non avevano scelta. Se non avessero affermato solennemente, se non avessero dimostrato - non importa in che modo - che essi erano stati i salvatori dell'umanità, sarebbero stati solo degli assassini. Se un giorno gli uomini smettessero di credere alla mostruosità tedesca, non chiederebbero conto delle città [tedesche e giapponesi] inghiottite [dalle bombe]? C'è dunque un interessere evidente nella propaganda britannica e americana e, in minor grado, nella propaganda sovietica a sostenere la tesi dei crimini tedeschi»101.

Basta sostituire «crimini tedeschi» e «mostruosià tedesca» con “camere a gas”, alla cui realtà Bardèche credeva102, e si capisce la radice di quell'industria della propaganda che imperversa ormai da sessant'anni e rispetto alla quale l' “industria dell'Olocausto” appare come un'inezia.

5) La menzogna propagandistica diventa “storia”

Nel maggio 1945 la Commissione di inchiesta sovietica fu sostituita da una Commissione di inchiesta polacca, che aveva l'incarico di effettuare le indagini preliminari in vista dei futuri processi contro le SS. Questo compito fu affidato al giudice Jan Sehn, che lo eseguì con solerzia. Egli fu l'autore della prima “storia” di Auschwitz103, che fu alla base del processo Höss (11-29 marzo 1947) e della guarnigione del campo (25 novembre-16 dicembre 1947).

Per quanto riguarda i presunti impianti di sterminio, Jan Sehn si basò sulla perizia “tecnica” dell'ing. Roman Dawidowski, che fu protocollata ufficialmente il 26 settembre 1946104. Il perito accettò con entusiasmo la propaganda sovietica: egli non si accontentò di ribadire la storia dei 4 milioni di morti105, ma vi aggiunse un'altra assurdità sua personale, anch'essa, naturalmente, supportata da una “dimostrazione scientifica”:

«Alla luce delle dichiarazioni concordanti dei testimoni, il perito stima la produttività delle camere a gas dei quattro complessi di cremazione a Birkenau a circa 60.000 persone in 24 ore. Questa cifra si fonda sul seguente calcolo: secondo le dichiarazioni dei testimoni, nelle camere a gas di ciascun crematorio si pigiavano 3.000 persone alla volta. La svestizione, in un clima di incitamento violento, durava circa 30 minuti, il tempo della gasazione era mediamente di 25-30 minuti, lo sgombero delle camere durava 4 ore per ogni gasazione.

Note:

99 R.J. van Pelt, The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, op. cit., p. 244.
100 Trial of Josef Kramer and Forty-Four Others (The Belsen Trial), op. cit., p. 740.
101 M Bardèche, Nuremberg ou la terre promise. Les Sept couleurs, Parigi, 1948, pp. 18-19.
102 Idem, p. 128, 159, 187, 194.
103 J. Sehn, Obóz koncentracyjny i zag
?ady O?wi?cim, in: “Biuletyn G?ównej Komisji Badania Zbrodni Niemieckich w Polsce”, I, Pozna?, 1946, pp. 63-130.
104 “Protocollo”. Processo Höss, tomo 11, pp. 1-57.
105 Idem, p. 52.

Complessivamente dunque per effettuare la gasazione di un carico delle camere ci volevano 5 ore, ossia la produttività delle camere a gas di ciascun complesso di cremazione  in 24 ore era di circa 15.000 persone. Per i 4 complessi di cremazione risulta la cifra di 60.000 persone in 24 ore»106.

Il perito aggiungeva che, nel 1944, la capacità di cremazione di Birkenau era di 18.000 cadaveri al giorno - 8.000 nei crematori e 10.000 nelle “fosse di cremazione” -, ma essa arrivava a 24.000 «in caso di utilizzazione massima di tutti gli impianti»107.

C'è da chiedersi perché mai le SS avessero speso 1.400.000 Reichsmark per i crematori di Birkenau108 quando, scavando delle semplici buche nel terreno avrebbero potuto ottenere una capacità di cremazione più alta!

L'assurda storia inventata da Dawidowski fu ripresa sia nella sentenza del processo Höss sia nell'atto di accusa del processo della guarnigione: in entrambi si afferma che la capacità sterminatrice delle presunte camere a gas era di 60.000 persone al giorno109, mentre la favola dei 10.000 cadaveri cremati al giorno nelle “fosse di cremazione” vale ancora oggi come verità olocaustica ufficiale110.

Jan Sehn non arrivò a tanto, però, a modo suo, fu più sovietico dei Sovietici. Egli scrisse infatti che dalla (fantasiosa) capacità di cremazione dei quattro crematori di Birkenau risultavano 4.380.000 “cadaveri” (zw­ok). Un testimone, tale Stanek, aveva inoltre affermato che, tra il 1942 e il 1944 erano giunti ad Auschwitz 3.850.000 detenuti in trasporti ferroviari. Ecco dunque la conclusione di Jan Sehn:

«Se consideriamo l'anno restante di esistenza del campo nonché il gran numero di trasporti con autocarri, risulta forse molto veritiero che il numero delle vittime del campo di Auschwitz ammonti in realtà a circa cinque milioni (ko­o pi­ciu milionów)»111.

Lo scritto di Jan Sehn fu per oltre quarant'anni l'unica “storia” di Auschwitz e la nascente storiografia olocaustica, paga di esso, rimase latitante. Esso fu infatti prontamente tradotto in inglese112 e successivamente in francese113 e divenne il paradigma storico per antonomasia, ribadito da Jan Sehn nel 1956 con la sua ripubblicazione come libro114,seguito da una traduzione in francese115 e da una in inglese116.

Gli storici d'oltrecortina si distinsero per la loro supina acquiescenza di fronte alla propaganda sovietica e polacca, cui tentarono di conferire una veste “scientifica”.

Uno dei primi libri di questo genere, pubblicato da Filip Friedman nel 1945, si limitava a fare da cassa di risonanza alla propaganda sovietica117. Più tipico è il caso di Ota Kraus e Erich Kulka, autori di un libro su «La fabbrica della morte» di Auschwitz apparso già ne l19461  ,18, e rielaborato nel 1956, cui seguì un'altra edizione l'anno dopo119.

Note:

106 Idem, p. 51.
107 Idem.
108 Secondo il preventivo del 28 ottobre 1942.
109 AGK, NTN, 146z (sentenza del processo Höss), p. 31; GARF, 7021-108-39, p. 75 (atto di accusa del processo della  garnigione del campo).

110 F. Piper, Gas Chambers and Crematoria, op. cit., pp. 173-174.
111 Jan Sehn, Obóz koncentracyjny i zag
?ady Oswiecim, op. cit., p. 125 e 128.
112 German Crimes in Poland. Varsavia, 1946, vol. I, Concentration and extermination camp at Oswiecim (Auschwitz- Birkenau), pp. 25-92
113 Les Crimes Allemands en Pologne.
Varsavia, 1948, vol. I, Le Camp de concentration et d'extermination d' Oswiecim, pp. 57-99.
114 J.Sehn, Obóz koncentracyjny O?wi?cim-Brzezinka (Auschwitz-Birkenau). Wydawnictwo Prawnicze, Varsavia, 1956.
115 J.Sehn, Le camp de concentration d' O?wi?cim-Brzezinka (Auschwitz-Birkenau). Wydawnictwo Prawnicze, Varsavia1957.
116 J. Sehn, O?wi?cim-Brzezinka (Auschwitz-Birkenau) Concentration camp.
Wydawnictwo Prawnicze, Varsavia,1961.
117 F. Friedman, To jest O
?wi?cim. Cracovia, 1945. Trad. inglese: This was Oswiecim. The history of a murder camp.The United Jewish Relief Appeal, Londra, 1946.

Continua QUI Parte 5

FONTE: http://revisionismo.splinder.com/

12:17 Scritto da: waa359 in Articoli di Carlo Mattogno, Lager Auschwitz | Link permanente | Commenti (0) | |  Facebook |  Stampa

Scrivi un commento