07.01.2010

A U S C H W I T Z SESSANT'ANNI DI PROPAGANDA Parte 6

A U S C H W I T Z 27 GENNAIO 1945 - 27 GENNAIO 2005:
SESSANT'ANNI DI PROPAGANDA

Genesi, sviluppo e declino della menzogna propagandistica delle camere a gas

[Testo del 2005 riveduto, corretto e aggiornato]

di Carlo Mattogno

Parte 6

Auschwitz-orchestra.GIF

Nella foto l'Orchestra di internati ad Auschwitz(WaA359)

8) Il declino della menzogna propagandistica: la critica revisionistica

Il ritratto oleografico di Auschwitz nato dalla propaganda sovietica è ormai stato irreversibilmente offuscato dal revisionismo storico.

Il mio contributo a ciò riguarda tutti gli aspetti fondamentali della storiografia olocaustica su Auschwitz.

Come è noto, secondo la vulgata storica attuale, il presunto sterminio ad Auschwitz fu attuato attraverso uno sviluppo successivo e conseguente di eventi che partirono dalla prima gasazione nello scantinato del Block 11 di Auschwitz nel settembre 1941, che permise agli assassini di sperimentare, e poi di adottare, lo strumento del delitto: lo Zykon B. Indi le gasazioni omicide furono eseguite nel crematorio dello Stammlager, il campo principale di Auschwitz, per essere successivamente trasferite nei cosiddetti Bunker di Birkenau.

Infine, a partire dal marzo 1943, come impianti di sterminio entrarono in funzione i crematori di Birkenau.

A ciascuna di queste presunte fasi ho dedicato uno studio specifico, di cui riassumo sinteticamente le conclusioni.


a) La prima gasazione148.

La prima gasazione omicida ad Auschwitz, secondo la ricostruzione ufficiale di Danuta Czech, è basata unicamente sulle dichiarazioni contraddittorie di sedicenti testimoni oculari ed è smentita dai documenti, pertanto è priva di qualunque fondamento storico.

Essa fu elaborata nell'ottobre del 1941 da uno dei centri della propaganda nera del movimento di resistenza clandestino di Auschwitz dall'idea iniziale della sperimentazione su esseri umani di indeterminati gas bellici in un non meglio identificato Bunker o «rifugio di calcestruzzo» di Auschwitz. Solo successivamente, traendo spunto dalle disinfestazioni con Zyklon B che si intensificavano con l'ampliamento del campo, i propagandisti introdussero nei loro racconti lo Zyklon B e ambientarono la prima gasazione omicida nello scantinato del Block 11. Il normale trasporto dei cadaveri dei detenuti immatricolati morti nel campo dalla camera mortuaria del Block 28 al crematorio offrì nuovo materiale per arricchire ulteriormente la narrazione.

Nel 1946 il giudice Jahn Sehn, nell'esigenza di storicizzare i racconti contrastanti dei testimoni per creare dei fatti fittizi perseguibili giuridicamente, inventò il nucleo iniziale del racconto, che includeva gli elementi letterari canonici del numero delle vittime e delle varie fasi della gasazione, ma non la datazione. Nel 1959 Danuta Czech, con una manipolazione delle fonti ancora più ardita, riesumò e ampliò il racconto di Jan Sehn,traendo da una congerie di testimonianze contrastanti una «convergenza di prove» puramente fittizia, e corredandola di una data precisa parimenti inventata: la prima gasazione omicida era diventata “storia”.

Note:

148 Auschwitz: la prima gasazione. Edizioni di Ar, Padova, 1992. Edizione americana riveduta e accresciuta: Auschwitz: The First Gassing. Rumor and Reality. Theses & Dissertations Press, Chicago, 2005.

b) Il crematorio I149

Le presunte gasazioni nel crematorio I di Auschwitz non hanno alcuna realtà storica.

Anche questa novella storiografica si basa esclusivamente su testimonianze, esigue e reciprocamente contraddittorie. Quelle più dettagliate, e dunque meglio controllabili, sono palesemente e dimostrabilmente false. Le “ricostruzioni” degli storici sono puramente congetturali e fittizie, prive di qualunque base documentaria. L'esame degli archivi della Neubauleitung (poi Bauleitung e infine Zentralbauleitung) di Auschwitz permette di delineare la storia dei progetti di ventilazione del crematorio elaborati dalla ditta Topf e di stabilire con sufficiente precisione come furono realizzati e come funzionavano gli impianti provvisori che vi furono installati. Progetti e realizzazioni furono eseguiti nel contesto dell'equipaggiamento di una normale camera mortuaria, non già di una camera a gas omicida, ipotesi non suffragata dal minimo indizio documentario.

Lo studio delle presunte aperture di introduzione dello Zyklon B sulla copertura della camera mortuaria dimostra infine che le aperture praticate dai Polacchi nell'immediato dopoguerra presuppongono necessariamente la struttura archittonica dell'epoca, che era diversa dalla struttura che il crematorio aveva nel 1942, perciò non possono avere alcuna relazione con le presunte aperture originali, delle quali del resto non esiste alcuna traccia materiale o documentaria.

Il presunto impiego della camera mortuaria del crematorio I di Auschwitz come camera a gas omicida non ha dunque alcun fondamento storico: essa non è storia, ma propaganda storica faticosamente raffazzonata nel corso dei decenni.

c) I Bunker di Birkenau150.

La storia delle gasazioni nei cosiddetti Bunker di Birkenau non ha la minima base documentaria. Tali presunti impianti non figurano mai nella documentazione della Zentralbauleitung, in particolare nei documenti in cui dovrebbero apparire se fossero realmente esistiti: i progetti e preventivi di costo del campo di Auschwitz e i rapporti sulla costruzione dei campi di Auschwitz e Birkenau, che, per il 1942 sono praticamente completi. Alcune piante di Birkenau mostrano invece che le due case ribattezzate dalla propaganda “Bunker” di gasazione, non erano state prese in carico dalla Zentralbauleitung, - non avevano numero di identificazione, né numero di Bauwerk, né denominazione - perciò non erano state trasformate in nulla e non vi furono effettuate gasazioni omicide.

La propaganda nera sui Bunker diffusa fin dal 1942, in versioni varie e contrastanti, dai gruppi di resistenza di Auschwitz, si basava - nella denominazione delle “camere a gas”(Degasungskammer) sulle Begasungskammer dell'Aufnahmegebäude, nella loro descrizione, sugli impianti di disinfestazione BW 5a e 5b, come ho già spiegato. Tuttavia la presenza di questi impianti rappresenta una condizione necessaria, ma non sufficiente della nascita della leggenda propagandistica. Mancava ancora l'elemento scatenante,l'evento che catalizzò l'attenzione dei propagandisti: le fosse comuni e l'arsione dei cadaveri all'aperto. L'arsione dei cadaveri esumati dalle fosse comuni151, protrattasi quotidianamente per mesi, colpì la fantasia dei detenuti di Auschwitz e fu proprio questo «fuoco eterno»152 ad ispirare i propagandisti: se all'esterno del campo c'erano migliaia di cadaveri che venivano arsi, c'era anche uno sterminio in massa, e se c'era uno sterminio in

Note:

149 Auschwitz: Crematorium I and the Alleged Homicidal Gassing. Theses & Dissertations Press, Chicago, 2005.
150 The Bunkers of Auschwitz. Black propaganda versus History. Theses & Dissertations Press, Chicago, 2005.
151 I cadaveri dei detenuti immatricolati morti di malattia e di stenti nel 1942, che il piccolo crematorio di Auschwitz non riuscì a cremare, furono seppelliti in fosse comuni e poi riesumati e bruciati all'aperto per il rischio di inquinamento della falda freatica di Birkenau.
152 Con questa espressione i propagandisti designarono prima le “fosse di cremazione”, poi i crematori stessi.

massa, c'erano anche “camere a gas”, naturalmente con “docce” e impianti simili a quelli delle camere a gas dei BW 5a e 5b.

Questa fu l'origine della storia propagandistica dei Bunker di Birkenau.

Lo studio olocaustico più approfondito - o meno superficiale - su questi tre aspetti essenziali della presunta politica di sterminio ebraico ad Auschwitz è costituito dalle 33 pagine che vi ha dedicato Franciszk Piper153; i miei tre studi summenzionati coprono circa 600 pagine e già questo semplice confronto dimostra l'inconsistenza e l'inettitudine della storiografia ufficiale.

d) I crematori di Birkenau154.

I documenti della Zentralbauleitung non solo non corroborano la tesi propagandistica delle gasazioni omicide nei crematori, ma la smentiscono direttamente e indirettamente.

Anzitutto la documentazione sull’impiego delle camere mortuarie dei crematori di Birkenau dimostra che, già dal marzo 1943, esse non erano né potevano essere usate come “spogliatoi” e “camere a gas” nel quadro di uno sterminio in massa mediante gasazione e che questa tesi è storicamente infondata.

In secondo luogo il progetto del campo ospedale nel Bauabschitt III (settore di costruzioni III) del campo di Birkenau, con le sue 114 baracche per malati (Krankenbaracken) e le sue 12 baracche per malati gravi (Baracken für Schwerkranke), come rilevò giustamente Pressac, è incompatibile con la tesi dello sterminio in massa. Il progetto fu concepito all'inizio di giugno del 1943, nel quadro delle «misure speciali per il miglioramento delle installazioni igieniche» (Sondermassnahmen für die Verbesserung der hygienischen Einrichtungen) nel campo di Birkenau ordinate dall'SS-Brigadeführer Kammler all'inizio di maggio del 1943. Il campo ospedale però non rimase allo stato di velleitario progetto, come credeva Pressac. Le SS cominciarono i lavori fin dal mese di luglio e li portarono avanti fino al 23 settembre 1944. Solo la mutata situazione militare ne impedì la piena realizzazione.

I presunti “indizi criminali” elencati da Pressac, a cominciare dal “locale spogliatoio” (Auskleideraum) e dallo “scantinato di gasazione” (Vergasungskeller) - hanno una spiegazione del tutto innocua; altri, come le presunte docce finte, rientravano nel quadro delle “misure speciali” summenzionate, miranti a installare nei crematori II e III un vero impianto doccia (Brauseanlage) per i detenuti del campo. Quanto alla presunta “prova definitiva” dei Gasprüfer, i pretesi «rivelatori di acido cianidrico», essa non dimostra nulla, non avendo alcuna relazione con le “camere a gas”155. Infine sulla copertura di cemento armato del Leichenkeller 1 (la presunta camera a gas omicida) del crematorio II di Birkenau non sono mai esistite le indispensabili aperture di introduzione dello Zyklon B e solo con procedimenti apertamente truffaldini la storiografia ufficiale ha preteso di averle individuate. Anche i presunti congegni di rete metallica per l'introduzione dello Zyklon B sono semplice frutto di fantasia, poiché di essi non esiste nessuna traccia neppure nel registro della WL-Schlosserei (officina dei fabbri), nel quale sono elencate tutte le ordinazioni relative ai crematori a partire dal 28 ottobre 1942,156.

Note:

153 F. Piper, Die Vernichtungsmethoden, in: Auschwitz 1940-1945, in: Studien zur Geschichte des Konzentrations- und Vernichtungslagers Auschwitz, op. cit., vol. III, pp. 137-169.
154 The Morgues of the Crematoria at Birkenau in the Light of Documents, in: The Revisionist, vol. 2., n. 3, agosto 2004, pp. 271-294.
155 I Gasprüfer di Auschwitz, in: I Gasprüfer di Auschwitz. Analisi storico-tecnica di una "prova definitiva". I Quaderni di Auschwitz, n. 2, marzo 2004, pp. 13-39. Gasprüfer e prova del gas residuo, idem, pp. 40-53.
156 “Keine Löcher, keine Gaskammer(n)“. Historisch-technische Studie zur Frage der Zyklon B-Einwurflöcher in der Decke des Leichenkellers 1 im Krematorium II von Birkenau, in : “Vierteljahreshefte für freie Geschichtsforschung” (VffG), anno 6, n. 3, settembre 2002, pp. 284-304.Die Einfüllöffnungen für Zyklon B - Teil 2: Die Decke des Leichenkellers von Krematorium II in Birkenau, in: VffG,anno 8 , He n. 3, novembre 2004, pp. 275-290.

e) I forni crematori

A sessant'anni dalla fine della seconda guerra mondiale, sui forni crematori di Auschwitz-Birkenau - struttura, funzionamento, consumo di coke, durata del processo di cremazione - , la storiografia ufficiale brancola ancora nelle tenebre. Basti dire che l'attuale “specialista” mondiale di Auschwitz, Robert Jan van Pelt, ha accettato imperturbabilmente il delirio termotecnico di Henryk Tauber sulla capacità di cremazione dei crematori, aggiungendovi di suo la pretesa, non meno assurda, che la cremazione di un cadavere richiedesse 3,5 kg di coke!157.

Nella mia opera I forni crematori di Auschwitz. Studio storico-tecnico con la collaborazione del dott. Ing. Franco Deana, che doveva apparire nel 2005 come degna celebrazione del sessantennale della propaganda sovietica, cosa che difficoltà impreviste hanno reso impossibile, tutti i problemi relativi alla cremazione sono stati trattati scientificamente e risolti. L'opera consta di due volumi. Il primo, di testo (circa 500 pagine), si occupa, dal punto di vista storico e tecnico, nella prima parte della cremazione moderna con particolare riferimento ai forni a gasogeno riscaldati con coke, nella seconda arte dei forni di Auschwitz-Birkenau e di tutti gli altri forni costruiti dalla ditta J.A. Topf & Söhne di Erfurt, ma anche dei forni delle ditte concorrenti, la H. Kori, la Didier-Werke e la Ignis-Hüttenbau. Il secondo volume contiene 270 documenti, molti dei quali inediti, e 360 fotografie, in massima parte mie illustrazioni dei forni crematori di Auschwitz (ricostruiti dai Polacchi), Gusen, Dachau, Mauthausen, Buchenwald, Stutthof, Majdanek, Gross-Rosen, Terezín.

Questo studio scientifico, di cui ho già anticipato sommariamente i risultati158, confuta in modo radicale tutte le fantasie termotecniche di testimoni e di storici sui forni crematori di Auschwitz, dimostrando scientificamente che in una muffola si poteva cremare in modo economicamente vantaggioso un solo cadavere alla volta, in circa un'ora e con un consumo di coke (in caso di cremazioni continuative) che oscillava - in base al tipo di forno e al tipo di cadavere - da un minimo di circa 12 kg a un massimo di circa 32 kg. Il consumo medio per un cadavere moderatamente magro, per i crematori di Birkenau, era di circa 17 kg di coke, quasi cinque volte il quantitativo supposto da van Pelt!

Per restare in argomento, ho inoltre dimostrato che le testimonianze sui “camini fiammeggianti” di Auschwitz-Birkenau non hanno alcun fondamento159; che la presunta “prova definitiva” sulla capacità di cremazione dei crematori di Birkenau (la lettera della Zentralbauleitung del 28 giugno 1943) non ha alcun valore tecnico e deriva da un errore burocratico160; che l'ultima presunta “prova definitiva”161 (la nota di K. Prüfer dell'8 settembre 1942) scoperta da Pressac nel 1995 ma pubblicata nel dicembre 2004 è insensata (il documento attribuisce al forno a 8 muffole la stessa capacità di cremazione di 5 forni a 3 muffole!) e in contraddizione con le dichiarazioni di testimoni e storici162.

Infine le presunte fosse di cremazione di Birkenau, a causa del livello della falda freatica, non avrebbero potuto essere più profonde di un metro (il che è in contrasto con tutte le

Note:

157 R.J. van Pelt, The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, op. cit., p. 462.
158 The Crematoria Ovens of Auschwitz and Birkenau, in: G. Rudolf (Ed.), Dissecting the Holocaust. The Growing Critique of “Truth” and “Memory”. Theses & Dissertations Press, Chicago, 2003, pp. 373-412.
159 Flammen und Rauch aus Krematoriumskaminen, in: VffG, anno 7, n. 3 & 4, dicembre 2003, pp. 386-391.
160 “Sclüsseldokument” – eine alternative Interpretation. Zum Fälschungsverdacht des Briefes der ZentralbauleitungAuschwitz vom 28.6.1943 betreffs der Kapazität der Krematorien, in: VffG, anno 4, n. 1, giugno 2000, pp. 50-56.
161 Dal 1989 la storiografia olocaustica proclama solennemente a ripetizione “confutazioni definitive” del revisionismo e “prove definitive” della realtà delle camere a gas che in breve tempo svaniscono immancabilmente una dopo l'altra come bolle di sapone.
162 Kurt Prüfers Notiz vom 8.9.1942 und die Fantasien des “Holocaust History Project” , in: VffG, anno 9, n. 4, agosto 2006, pp. 447-457

testimonianze)163, mentre il presunto recupero del grasso umano, nelle condizioni descritte dai testimoni, è un'assurda fandonia164.

f) Problemi vari della storia del campo

Fino al 1998 la storiografia ufficile brancolava nelle tenebre anche riguardo alla Zentralbauleitung di Auschwitz, un ufficio importantissimo sia perché era responsabile della costruzione e dell'ampliamento del campo, sia perché, come si è già detto, il suo archivio fu lasciato praticamente intatto. Il primo libro su questo tema è stato scritto da me165.

La storia del “linguaggio cifrato” (Sonderbehandlung, Sonderaktion, ecc.) dei documenti, per quanto riguarda Auschwitz, non ha alcun fondamento ed è smentita dai documenti stessi, come ho dimostrato in un libro di 188 pagine166 al quale la storiografia ufficiale contrappone la dimostrazione devastante di Robert Jan van Pelt: mezza riga, in cui, dopo aver menzionato Spezialeinrichtungen (impianti speciali) e Sonderbehandlung, il nostro “esperto” mondiale sentenzia: «L'ultimo termine si riferiva all'uccisione»!167.

Il numero reale delle vittime di Auschwitz è di circa 135.000; il numero totale dei detenuti ammessi al campo è di almeno 500.100, di cui circa 401.500 immatricolati e circa 98.600 non immatricolati168. I detenuti non ammessi al campo furono trasferiti all'Est. Anzi, per l'esattezza, erano i detenuti abili al lavoro che, durante il trasferimento all'Est, interrompevano ad Auschwitz il loro viaggio per essere adibiti ai lavori, come afferma esplicitamente il rapporto di Pohl a Himmler del 16 settembre 1942.

Danuta Czech, nella sua riedizione del Kalendarium di Auschwitz169, ha occultato almeno 97.000 detenuti trasferiti in altri campi nel 1944, creando così altrettanti finti gasati170.

Le presunte gasazioni più terribili - quella degli Ebrei ungheresi171, quella degli Ebrei del campo zingari di Birkenau172, quella degli Ebrei del ghetto di Lodz173 e quella degli Ebrei del campo famiglie del ghetto di Theresienstadt174, non hanno alcun fondamento storico.

Infine i crimini attribuiti al dott. Mengele non hanno alcun fondamento storicodocumentario e sono clamorosamente smentiti dalle centinaia di gemelli sopravvissuti ad Auschwitz175.

Note:

163 “Verbrennungsgruben” und Grundwasserstand in Birkenau , in: VffG, anno 6, n. 4, dicembre 2002, pp. 421-424.
164 Verbrennungsexperimente mit Tierfleisch und Tierfett. Zur Frage der Grubenverbrennungen in den angeblichen Vernichtungslagern des 3. Reiches, in: VffG, anno 7, n.2, luglio 2003, pp. 185-194.
165La “Zentralbauleitung der Waffen-SS und Polizei Auschwitz”, Edizioni di Ar, Padova,1998.
166 “Sonderbehandlung” ad Auschwitz. Genesi e significato.
Edizioni di Ar, 2000.
167 R.J. van Pelt, The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial, op. cit., p. 209.
168 Alle radici della propaganda sovietica. I 4 milioni di morti ad Auschwitz: genesi, revisioni e implicazioni, in: Il numero dei morti di Auschwitz. Vecchie e nuove imposture. I Quaderni di Auschwitz, n. 1, marzo 2004, pp. 5-18;Franciszek Piper e “Die Zahl der Opfer von Auschwitz”, idem, pp. 19-38. Auschwitz: le nuove revisioni di Fritjof Meyer, idem, pp. 39-59. Sulla controversia Piper-Meyer: Propaganda sovietica contro pseudorevisionismo, in:Auschwitz: nuove controversie e nuove fantasie storiche. I Quaderni di Auschwitz, n. 4, settembre 2004, pp. 5-31.
169 D. Czech, Kalendarium der Ereignisse im Konzentrationslager Auschwitz-Birkenau 1939-1945. Rowohlt Verlag, Reinbeck bei Hamburg, 1989.
170 I detenuti trasferiti da Auschwitz-Birkenau nel 1944-1945, in: Auschwitz: trasferimenti e finte gasazioni. I Quaderni di Auschwitz, n. 3, settembre 2004, pp. 5-16.
171 Die Deportation der ungarischer Juden von Mai bis Juli 1944. Eine provisorische Bilanz , in: VffG, anno 5, n. 4,dicembre 2001, pp. 381-395.
172 La “gasazione” degli zingari ad Auschwitz il 2 agosto 1944, in: Auschwitz: trasferimenti e finte gasazioni. I Quaderni di Auschwitz, n. 3, settembre 2004, settembre 2004, pp. 37-43
173 L'evacuazione del ghetto di Lodz e le deportazioni ad Auschwitz (agosto 1944), in, Auschwitz: trasferimenti e finte gasazioni. I Quaderni di Auschwitz, n. 3, settembre 2004, pp. 17-36.
174 Contributo alla storia del Familienlager-Theresienstadt di Birkenau, studio inedito di prossima pubblicazione.
175 Dr. Mengele und die Zwillinge von Auschwitz, in: VffG, anno 9, n. 1, settembre 2005, pp. 51-68.

In un libro sulla cremazione all'aperto a Birkenau nel 1944176, ho esposto un'accurata analisi delle fotografie aeree e terrestri (inclusa quella del 23 agosto 1944 recentemente scoperta) che confuta una volta per tutte la favola delle immani gasazioni e cremazioni di Ebrei ungheresi a Birkenau nel 1944. In questo studio ho infatti dimostrato che:

- la storiografia ufficiale non sa nulla sulle fosse di cremazione e non è in grado di indicare né il loro numero, né la loro dislocazione, né le loro dimensioni, né la loro capacità;

- le testimonianze degli ex detenuti sono radicalmente contraddittorie sia sul numero, sia sulla dislocazione, sia sulle dimensioni, sia sulla capacità delle fosse di cremazione;

- le testimonianze degli ex detenuti sono radicalmente smentite dalle fotografie aeree di Birkenau;

- dai documenti risulta sì un’attività di cremazione di cadaveri all’aperto nell’estate del 1944, ma con un ordine di grandezza estremamente esiguo e assolutamente incompatibile con l’ordine di grandezza immenso propugnato dalla storiografia ufficiale;

- le fotografie terrestri mostrano un’attività di cremazione all’aperto nel cortile nord del crematorio V, ma parimenti di dimensioni estremamente esigue e assolutamente incompatibili con l’ordine di grandezza immenso propugnato dalla storiografia ufficiale; se la storia dello sterminio in massa a Birkenau fosse vera, le fotografie aeree mostrerebbero, tra l'altro, fosse di cremazione con superficie totale di almeno 5.900 metri quadrati, sia nell’area del Bunker 2 (da 1 a 4 fosse, secondo le testimonianza), sia nell’area del crematorio V (da 2 a 5 fosse). Ma in realtà le fotografie aeree mostrano una sola superficie fumante di circa 50 metri quadrati nell’area del crematorio V (per una cremazione giornaliera di una cinquantina di cadaveri) e nessuna traccia di fosse e di fumo nell’area del Bunker 2.

Con buona pace dei 10.000 cremati al giorno nelle “fosse di cremazione” della perizia di Roman Dawidowski e della storiografia olocaustica.

* * *

Il disegno di legge del ministro della Giustizia Clemente Mastella contro il “negazionismo” italiano, cioè contro di me, in tale contesto, per me è solo un onore, in quanto costituisce l'ammissione esplicita e inappellabile della capitolazione totale della storiografia olocaustica. Finalmente qualcuno che ammette che i miei scritti non sono storicamente confutabili, perciò bisogna vietarli.

Se questi “storici” si accontentano di “avere ragione” per legge, la loro “vittoria” è ben misera.

ABBREVIAZIONI

AGK: Archiwum G­ównej Komisji Badania Zbrodni Przeciwko Narodowi Polskiemu Instytutu Pamieci Narodowej (Archivio della Commissione centrale di inchiesta sui crimini contro il popolo polacco – memoriale nazionale), Varsavia

APMO: Archiwum Pa­stwowego Muzeum w O­wi­cimiu (Archivio del Museo di Stato di Auschwitz),O­wi­cim

FDRL: Franklin Delano Roosevelt Library, New York.

GARF: Gosudarstvenni Archiv Rossiskoi Federatsii (Archivio di Stato della Federazione Russa), Mosca

PRO: Public Record Office, Kew, Richmond, Surrey, Gran Bretagna

RGVA: Rossiiskii Gosudarstvennii Vojennii Archiv (Archivio russo di Stato della guerra), Mosca.

ROD: Rijksinstituut voor Oorlogsdocumentatie (Istituto statale di documentazione sulla guerra),Amsterdam

FONTE: http://revisionismo.splinder.com/

FINE

12:34 Scritto da: waa359 in Articoli di Carlo Mattogno, Lager Auschwitz | Link permanente | Commenti (0) | |  Facebook |  Stampa

Scrivi un commento