21.12.2009

Genesi e funzioni del campo di Birkenau Parte 1

Genesi e funzioni del campo di Birkenau

Carlo Mattogno

Parte 1

 

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Famiglia di nani (categoria di persone sterminate per definizione ,dagli o£o$a£ariati o£oevange£i$ti  $terminazioni$ti) sopravvissuta in Auschwitz.

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Robert Jan van Pelt è stato uno dei primi scrittori ad avere accennato all'importanza di Auschwitz nei progetti delle SS di colonizzazione dei territori orientali occupati. Nel libro da lui scritto in collaborazione con Debórah Dwork egli ha affermato che«la creazione del campo di Birkenau, che dalla fine del 1942 era diventato il maggiore centro di annientamento ebraico d'Europa, era collegata direttamente al programma di Himmler di trasformare Auschwitz in un paradigma di colonizzazione tedesca all'Est»1.


Successivamente van Pelt ha cercato di sviluppare questa tesi in riferimento soprattutto all'Alta Slesia 2, ma ulteriori ricerche hanno poi documentato che questo paradigma era parte di un progetto molto più vasto, il “Generalplan Ost”, ilprogetto generale Est”, che coinvolse i campi di Birkenau, di Lublino e di Stutthof come semplici centri di raccolta di manodopera, prima di prigionieri di guerra sovietici, poi di Ebrei. Questa nuova interpretazione è stata sostenuta in particolare da Jan Erik Schulte, autore di un importante articolo intitolato «Vom Arbeits- zumVernichtungslager. Die Entstehungsgeschichte von Auschwitz-Birkenau 1941/42»

(Dal campo di lavoro al campo di sterminio. Storia della genesi di Auschwitz-Birkenau 1941-1942) 3 che delinea appunto la storia iniziale del campo di Birkenau,inquadrandola nel “Generalplan Ost”.

Ne riassumo i punti essenziali, inserendoli in una prospettiva più ampia.

Nelle cosiddette annotazioni di Cracovia, Rudolf Höss, il primo comandante diAuschwitz, scrisse:

Note:

1) D. Dwork, R. J. van Pelt, Auschwitz 1270 to the present. W.W. Norton & Company. New York-Londra, 1996, p. 254.

2) R. J. van Pelt, «A Site in Search of a Mission», in: Yisrael Gutman e Michael Berenbaum (a cura di), Anatomy of the Auschwitz Death Camp. Indiana University Press, Bloomington and Indianapolis, 1994, pp. 93-114.

3) In: Vierteljahreshefte für Zeitgeschichte, 1, 2002, pp. 41-69.

2 —

«Se prima della guerra i campi di concentramento erano stati fine a se stessi, ora che eravamo in guerra, secondo la volontà di Himmler, erano diventati mezzi per raggiungere un fine. Dovevano, infatti, servire in primo luogo alle necessità stesse della guerra, agli armamenti.

Per quanto era possibile, ogni prigioniero doveva diventare un operaio della produzione bellica.

Ogni comandante doveva assolutamente mettere il proprio campo in condizioni di servire a questo scopo, e, secondo la sua volontà, anche Auschwitz doveva diventare una immensa fabbrica di armamenti, occupando i prigionieri. I discorsi tenuti durante la sua visita nel marzo del 1941 erano stati chiarissimi in questo senso, e altrettanto chiaramente parlavano il campo per 100.000 prigionieri di guerra [Kriegsgefangene], il riattamento [Ausbau, ampliamento] del vecchio campo per 30.000 prigionieri [Häftlinge,detenuti], l'allestimento per Buna 4 di 10.000 prigionieri [Häftlinge]»5.

Schulte rileva che una tale affermazione «non appare più credibile»6, e ha pienamente ragione. Su questa visita di Himmler il rapporto redatto il 17 marzo 1941 dall'SS-Untersturmführer Heinrich Schwarz, capo dell'impiego dei detenuti (Häftlingseinsatzführer) di Auschwitz, e indirizzato al capo della sezione centrale I/5 dell'SS-Hauptamt Haushalt und Bauten (Ufficio centrale bilancio e costruzioni delle SS), diretto dall'SS-Gruppenführer Oswald Pohl, si limita a riferire quanto segue:

«Il 1° marzo 1941, alle 15,30, è giunto ad Auschwitz il Reichsführer-SS e Capo della Polizia tedesca. Il Reichsführer-SS è stato molto soddisfatto dei progressi e dei lavori eseguiti nel KL Auschwitz, che sono stati riconosciuti dal Reichsführer-SS nel corso dell'ispezione in compagnia dell'Ispettore dei campi di concentramento, SS-Oberführer Glücks, e ha espresso il suo più pieno apprezzamento al comandante del campo, SS-Sturmbannführer Höss»

[Am 1.3.41, 15.30 Uhr traf der Reichsführer SS und Chef der Deutschen Polizei im K.L. Auschwitz ein. Über den Fortschritt und die geleisteten Arbeiten im K.L.Au. die bei der Besichtigung vom Reichsführer SS im Begleitung des Inspekteurs der K.L. SS-Oberführer Glücks festgestellt worden sind, war der Reichsführer SS sehr befriedigt und sprach dem Kommandanten des K.L. Au. SS-Sturmbannführer Höß seine vollste Anerkennung aus»] 7.

Nessun accenno alla costruzione del campo di Birkenau per 100.000 Kriegsgefangene, cosa peraltro anche anacronistica, perché questi prigionieri di guerra dovevano essere sovietici, ma la campagna di Russia cominciò oltre tre mesi dopo.

La storiografia del Museo di Auschwitz, nella descrizione della genesi del campo di Birkenau, è rimasta fin dall'inizio ancorata alle contraddittorie dichiarazioni di Höss e risulta conseguentemente piuttosto ambigua. Essa la inserisce nel quadro del

Note:

4) Il campo di Monowitz.

5) Comandante ad Auschwitz. Memoriale autobiografico di Rudolf Höss. Einaudi, Torino, 1985, p. 95. Testo tedesco: Kommandant in Auschwitz. Autobiographische Aufzeichnungen des Rudolf Höss. A cura di Martin

Broszat. Deutscher Taschenbuch Verlag, Monaco, 1981, pp. 98-99.

6) J.E. Schulte, «Vom Arbeits- zum Vernichtungslager. Die Entstehungsgeschichte von Auschwitz-Birkenau 1941/42», op. cit., p. 41.

7) GARF, 7021-108-32, p. 28.

3 —

presunto ordine di sterminio ebraico impartito da Himmler a Höss nell'estate del 1941 che avrebbe dovuto essere attuato ad Auschwitz, ma ne trae solo indirettamente la logica conseguenza. Franciszek Piper afferma infatti esplicitamente che«Himmler personalmente nell'estate del 1941 decise di inserire il KL Auschwitz nell'azione di sterminio ebraico» 8.

Ciò implicherebbe la progettazione del campo di Birkenau in funzione di quest'ordine; d'altro canto, questa interpretazione contrasta con i documenti, i quali attestano che questo campo fu progettato e realizzato appunto come Kriegsgefangenenlager, campo per prigionieri di guerra. Per superare questa difficoltà, la suddetta storiografia, ignorando la mole di prove contrarie addotte da Jean-Claude Pressac, persiste nell'asserire che il crematorio previsto per le esigenze del Kriegsgefangenenlager era concepito fin dall'inizio con una camera a gas omicida. Ecco come Piper espone questa tesi:

«Dopo che Himmler, durante la sua ispezione del KL Auschwitz il 1° marzo 1941, aveva ordinato di ampliare il campo, l'Amt II-Bauten (Ufficio II-Costruzioni) dell' SS-Hauptamt Haushalt und Bauten elaborò anzitutto un progetto preliminare per la costruzione di un campo a Birkenau, che era previsto per 125.000 prigionieri di guerra, e per l'esecuzione di quest'incaricoistituì nel KL Auschwitz il 1° ottobre 1941 una Sonderbauleitung (direzione speciale delle costruzioni) per la costruzione di un campo per prigionieri di guerra delle Waffen-SS a capo del quale fu posto Karl Bischoff» 9.

Nel 1946 il giudice polacco Jan Sehn, pur riconoscendo che il campo di Birkenau era destinato ai prigionieri di guerra, insinuò:

«Per la costruzione di questo campo fu creata all'interno della direzione delle costruzioni una sezione speciale chiamata “Sonderbauleitung”10 e nella corrispondenza ufficiale si dice esplicitamente che il campo che veniva costruito era destinato “all'attuazione in esso del trattamento speciale deidetenuti” (Durchführung der Sonderbehandlung)»11.

Poiché egli interpretava tale espressione come un criptonimo del presunto sterminio, in pratica lo scopo reale della costruzione del campo di Birkenau diventava lo sterminio stesso. Piper invece afferma che il nuovo crematorio (il futurocrematorio II) «era previsto per i prigionieri di guerra»12, il che è fuor di dubbio. Il 12 novembre 1941, dopo una conversazione telefonica con un rappresentante della ditta Topf, Bischoff, all'epoca Bauleiter di Auschwitz, inviò al Rüstungskommando (comando degli armamenti) di Weimar la seguente lettera:

Note:

8) F. Piper, «Die Entstehungsgeschichte des KL Auschwitz», in: Wac#aw D#ugoborski, Franciszek Piper (a cura di), Auschwitz 1940-1945. Studien zur Geschichte des Konzentrations- und Vernichtungslagers Auschwitz. Verlag des Staatlichen Museums Auschwitz-Birkenau. O wi#cim, 1999, vol. I, p. 68.

9) F. Piper, «Die Vernichtungsmethoden», in: Auschwitz 1940-1945. Studien zur Geschichte des Konzentrations- und Vernichtungslagers Auschwitz, op. cit., vol. III, p. 170.

10) La denominazione completa era “Sonderbauleitung für die Errichtung eines Kriegsgefangenenlagers der Waffen-SS in Auschwitz O.S”., “Sonderbauleitung per la costruzione di un campo per prigionieri di guerra delle Waffen-SS ad Auschwitz Alta Slesia”,

11) J. Sehn, «Obóz koncentracyjny i zag#ady O wi#cim» (Il campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz), in: Biuletyn G#ównej Komisji Badania Zbrodni Niemieckich w Polsce. Pozna#, 1946, p. 70.

12) F. Piper, «Die Vernichtungsmethoden», in: Auschwitz 1940-1945. Studien zur Geschichte des

Konzentrations- und Vernichtungslagers Auschwitz, op. cit., vol. III, p. 171. MATTOGNO : Generalplan Ost

4 —

«La ditta Topf & Söhne, impianti tecnici di combustione, Erfurt, ha ricevuto da questo ufficio l’incarico di costruire il più presto possibile un impianto di cremazione, perché al campo di concentramento di Auschwitz è stato annesso un campo per prigionieri di guerra che in brevissimo tempo sarà occupato da circa 120.000 Russi. La costruzione dell’impianto di cremazione è diventata perciò assolutamente necessaria per prevenire epidemie e altri pericoli».

[«Die Firma Topf & Söhne, feuerungstechn. Anlagen, Erfurt hat von der hiesigen Dienststelle den Auftrag erhalten,  schnellstens eine Verbrennungsanlage aufzubauen, da dem Konzentrationslager Auschwitz ein Kriegsgefangenenlager angegliedert wurde, das in kürzester Zeit mit ca. 120 000 Russen belegt wird. Der Bau der Einäscherungsanlage istdeshalb dringend notwendig geworden um Seuchen und andere Gefahren zu verhüten»]13.

Piper però aggiunge poi che

«giacché il crematorio equipaggiato con cinque forni crematori era previsto per lo sterminio in massa di Ebrei, fu deciso di costruire nello stesso tempo per i prigionieri di guerra direttamente sul posto a Birkenau un crematorio a parte che doveva ricevere due forni crematori con tre muffole ciascuno»14.

Poiché il preventivo di costo di questi due forni risale al 12 febbraio 1942, mentre i primi disegni del nuovo crematorio per il campo di Birkenau15 furono elaborati il 15 gennaio16, è chiaro che per Piper esso fu progettato a scopo omicida,nonostante le prove contrarie addotte da Pressac. E dal momento che il crematorio è menzionato già nel «Rapporto esplicativo sul progetto preliminare per la nuova costruzione del campo per prigionieri di guerra delle Waffen-SS. Auschwitz, alta Slesia» (Erläuterungsbericht zum Vorentwurf für den Neubau des Kriegsgefangenenlagers der Waffen-SS, Auschwitz O/S) del 30 ottobre 1941 17, in pratica anche Piper viene ad insinuare che il campo di Birkenau fu costruito in ottemperanza al presunto ordine di sterminio impartito a Höss da Himmler nel giugno 1941.

In realtà all'epoca Himmler pensava a ben altro.

Il 24 giugno 1941 egli ordinò al suo maggiore esperto nel settore, l'SS-Oberführer prof. dott. Konrad Meyer-Hetling, di sviluppare i piani di colonizzazione tedesca dei territori orientali incorporati dalla Germania (soprattutto per i Reichsgaue Danzica-Prussia orientale e Wartheland). Il 15 luglio questi completò uno studio denominato “Generalplan Ost”18. Il progetto nelle sue linee essenziali era

Note:

13) RGVA, 502-1-314, pp. 8-8a.

14) F. Piper, «Die Vernichtungsmethoden», in: Auschwitz 1940-1945. Studien zur Geschichte des

Konzentrations- und Vernichtungslagers Auschwitz, op. cit., vol. III, p. 172.

15) Il crematorio doveva essere originariamente costruito nel campo di Auschwitz, accanto al vecchio crematorio. Quando la sede fu spostata a Birkenau, le camere mortuarie interrate dovettero essere rialzate a causa dell'alto livello della falda freatica e divennero seminterrate. Ciò comportò la rielaborazione dei primi progetti, risalenti all'ottobre-novembre 1941.

16) Disegno 936 del 15 gennaio 1941, in: J.-C. Pressac, Auschwitz: Technique and operation of the gas chambers. The Beate Klarsfeld Foundation, New York, 1989, pp. 268-269.

17) RGVA, 502-1-233, p. 24.

18) J.E. Schulte, «Vom Arbeits- zum Vernichtungslager. Die Entstehungsgeschichte von Auschwitz-Birkenau 1941/42», op. cit., p. 42.

  • 5 —

già stato delineato per la Polonia da E. Wetzel e da G. Hecht in una memoria segreta intitolata «Die Frage der Behandlung der Bevölkerung der ehemaligen polnischen Gebietes nach rassenpolitischen Gesichtspunkte» (La questione del trattamentodella popolazione dell'ex territorio polacco secondo punti di vista politico-razziali).

Qui «lo scopo della politica orientale» era definito così:

«Lo scopo della politica tedesca nei nuovi territori del Reich dev'essere la creazione di una popolazione razzialmente e perciò spiritualmente e psicologicamente omogenea. Ne consegue che tutti gli elementi nongermanizzabili devono essere eliminati senza alcun riguardo»19.

Questa eliminazione consisteva in un trasferimento di popolazioni, il quale comportava anche delle eccezioni che costituivano una “Sonderbehandlung”, untrattamento speciale”:

«Sonderbehandlung dei bambini di valore dal punto di vista razziale. Una parte rilevante degli strati del popolo polacco non germanizzabili per motivi nazionali sarà invece espulsa nel territorio polacco restante. Qui però bisogna cercare di escludere dal trasferimento i bambini di valore dal punto di vista razziale 20 e di educarli nel Vecchio Reich in appropriati istituti di educazione eventualmente secondo il modello dell'ex orfanotrofio militare di Potsdam o in ambito familiare tedesco»21.

«Sonderbehandlung delle minoranze non polacche.Nella sfera dei nuovi territori del Reich vivono, come già detto, Casciubinella Prussia occidentale, Masuri nella Prussia orientale e occidentale,Wasserpolen 22 e Slonsachi in Alta Slesia. Queste minoranze, che contengono,come parti dei Casciubi e dei Wasserpolen, notevoli strati tedeschi a suo tempo slavizzati, nel complesso non si sono comportate secondo lo sciovinismo polacco, anzi, talvolta sono state addirittura in modo inequivocabile politicamente dalla parte dei Tedeschi. I membri delle suddette minoranze che hanno agito secondo il sentire polacco devono essere trattati come nazionalisti polacchi ed espulsi. Ma la grande massa della popolazione di queste minoranze dev'essere lasciata nella sua patria e non deve soggiacere a particolari limitazioni della sua vita»23.

Gli Ebrei dovevano essere trasferiti nei territori polacchi non incorporati

(Governatorato generale):

«Il territorio polacco restante, che contiene già una popolazione di 12.700.000 persone, avrebbe così una popolazione di circa 19.300.000 persone 24. Ad esse si aggiungerebbero ancora circa 800.000 Ebrei del Reich (Vecchio Reich, Ostmark [Austria], Sudetengau [Gau dei Sudeti] e

Note:

19) PS-660, p. 16.

20) Sottolineato nell'originale.

21) PS-660, p. 18.

22) I Wasserpolen (letteralmente Polacchi dell'acqua), chiamati anche Lechi (Lechen), abitavano nell'Alta Slesia.

23) PS-660, pp. 24-25.

24) In conseguenza del previsto trasferimento di 6.636.000 Polacchi residenti nei territori polacchi annessi dalla Germania.

  • 6 —

Protettorato). Inoltre dagli ex territori polacchi incorporati dal Reich dovrebbero essere espulsi altri 530.000 Ebrei»25.Per quanto riguarda il trattamento di queste popolazioni, il principio era di separare e contrapporre Ebrei e Polacchi. Gli Ebrei avrebbero goduto di un trattamento in parte addirittura meno severo:

«Per rendere l'Ebreo atto all'emigrazione sarà opportuno fargli comunque avere una migliore istruzione scolastica. Le associazioni politiche ebraiche devono essere proibite come quelle polacche. Invece le associazioni culturali ebraiche possono essere tollerate un po' più facilmente di quelle polacche. Qui bisogna certamente lasciare agli Ebrei più mano libera che ai Polacchi, perché gli Ebrei non hanno una reale forza politica, come i Polacchi hanno la loro ideologia della Grande Polonia. Però la notoria essenza dell'ebraismo e la sua tendenza ad affari e intrighi politici ed economicidev'essere naturalmente tenuta presente. La lingua jiddisch può essere lasciata nella vita comune. Invece è impossibile [consentire] la lingua ebraica scritta nelle relazioni ufficiali».

Seguivano altre limitazioni, relative alla stampa, ai nomi, ai beni agricoli, e misure per evitare l'accrescimento della popolazione, come l'aborto26.

Il 17 luglio 1941 Himmler, in qualità di «Commissario del Reich per il consolidamento del germanesimo» (Reichskommissar für die Festigung deutschen Volkstums) 27 nominò l'SS-Brigadeführer Odilo Globocnik, che era SS-und Polizeiführer di Lublino, «Incaricato della costruzione di basi delle SS e della Polizia nel nuovo territorio orientale» (Beauftragte für die Errichtung der SS- und Polizeistützpunkte im neuen Ostraum). In una nota redatta il 21 luglio 1941, punto 13, Himmler ordinò che l'incaricato del Reichsführer-SS doveva mettere in atto entro l'autunno la catena di comando «per la costruzione di basi delle SS e della Polizia nel nuovo spazio orientale»28. Come scrive Schulte,

«anche altri ordini impartiti da Himmler a Lublino rendono evidente che egli voleva impiegare i detenuti per provvedimenti legati alla colonizzazione dell'Est» 29.

I grandiosi progetti di Himmler traspaiono nel suo ordine segreto del 5 dicembre 1941 sull' «Impiego dei detenuti dei campi di concentramento» trasmesso al capo del Reichssicherheitshauptamt (Ufficio centrale di Sicurezza del Reich), SS- Gruppenführer Reinhard Heydrich, all'ispettore dei campi di concentramento SS-Brigadeführer Richard Glücks, a tutti i comandanti dei campi e all'SS-Gruppenführer Oswald Pohl, capo dell' SS-Hauptamt Verwaltung und Wirtschaft (Ufficio centrale amministrazione e economia):

Note:

25) PS-660, p. 25.

26) Idem, pp. 35-36.

27) Per espletare quest'incarico, che gli era stato attribuito da Hitler con decreto del 7 ottobre 1939, Himmler istituì un «Ufficio RKF» (Dienststelle RKF [Reichskommissar für die Festigung deutschen Volkstums]) diretto dall'SS-Oberführer Ulrich Greifelt, che nel giugno 1941 si trasformò in «RKF-Stabshauptamt» (Ufficio centrale di comando RKF).

28) NO-3031.

29) J.E. Schulte, «Vom Arbeits- zum Vernichtungslager. Die Entstehungsgeschichte von Auschwitz-Birkenau 1941/42», op. cit., p. 44.

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«I progetti di costruzione delle SS, soprattutto dopo la guerra, esigono che fin d'ora si prendano in larga misura provvedimenti preparatori. Ciò riguarda anzitutto l'approntamento delle necessarie forze lavorative per la costruzione. Le SS si trovano nella rara posizione favorevole di trarre e addestrare queste forze lavorative dai detenuti dei campi di concentramento.

Ho perciò incaricato il capo dell' SS-Hauptamt Verwaltung und Wirtschaft , SS-Gruppenführer Pohl, di addestrare fino alla conclusione della pace per le grandi opere da intraprendere dopo:

1) almeno 5.000 scalpellini

2) almeno 10.000 muratori.

Se si considera che in tutta la Germania prima della guerra c'erano soltanto circa 4.000 scalpellini qualificati, si può facilmente comprendere e valutare la portata di questo lavoro di formazione. Ma noi abbiamo bisogno di questi 5.000 scalpellini perché esiste già ora un incarico del Führer in base al quale i Deutsche Erd- und Steinwerke GmBH, come impresa delle SS, all'inizio della pace devono fornire ogni anno almeno 10.000 m3 di granito per le grandi opere del Führer. Ciò è più di quanto abbiano fornito le cave di pietra del Vecchio Reich prima della guerra»30.

Schulte afferma che

«per le misure di costruzione del “Generalplan Ost” Meyer calcolava per i primi cinque anni un fabbisogno di 850.000 lavoratori, di cui 400.000 per i territori di colonizzazione nell'Unione Sovietica occupata. Per il secondoquinquennio egli prevedeva ancora 580.000 uomini, di cui 130.000 dovevano essere impiegati nel nuovo “Ostraum” (spazio orientale)»31.

Per ottenere la manodopera necessaria, Himmler, nel luglio 1941, ordinò la costruzione di un campo di  concentramento a Lublino previsto per 25.000-50.000 detenuti non meglio specificati. Quando però i primi successi militari contro l'Unione Sovietica fecero cadere nelle mani dei Tedeschi un gran numero di prigionieri, Himmler decise che gli esecutori dei lavori progettati sarebbero stati i prigionieri di guerra sovietici e ordinò di conseguenza l'istituzione di un Kriegsgefangenenlager a Lublino, la cui prima pianta risale al 7 ottobre 1941 32.

La competenza delle costruzioni spettava all'SS-Oberführer Hans Kammler, capo dell'Amt II-Bauten (Ufficio II-Costruzioni) dell' SS-Hauptamt Haushalt und Bauten. Il 1° febbraio 1942 fu istituito l'SS-Wirtschafts-Verwaltungshauptamt (Ufficio centrale amministrativo ed economico delle SS), fondendo l'Hauptamt Verwaltung und Wirtschaft e l'Hauptamt Haushalt und Bauten, il cui Amt II (Ufficio II) divenne l'Amtsgruppe C (Gruppo di uffici C), sempre diretto da Kammler.

Il 1° novembre 1941 egli inviò alla Zentralbauleitung der Waffen-SS und Polizei di Lublino l'ordine postdatato di costruzione del campo:

«Con la presente viene impartito l'ordine di costruzione di un Kriegsgefangenenlager a Lublino per l'alloggiamento di 125.000 prigionieri di guerra» [«Der Baubefehl für die Errichtung eines Kriegsgefangenenlagers

Note:

30) NO-385.

31) J.E. Schulte, «Vom Arbeits- zum Vernichtungslager. Die Entstehungsgeschichte von Auschwitz-Birkenau 1941/42», op. cit., p. 48.

32) Vedi al riguardo J.Graf, C. Mattogno, Concentration camp Majdanek. A Historical and Technical Study. Theses & Dissertations Press, Chicago, 2003, pp. 20-24 e documento 2 a p. 256.

  • 8 —

in Lublin zur Unterbringung von 125.000 Kriegsgefangene wird hiermit erteilt»]33.

Ma la forza del campo fu presto ampliata a 150.000 prigionieri. L'8 dicembre Kammler trasmise il seguente ordine alla locale Zentralbauleitung:

«Facendo seguito all'ordine di costruzione del 1° novembre 1941, con la presente impartisco l'ordine di costruzione ampliato per l'istituzione di un campo per prigionieri di guerra a Lublino per una forza totale di 150.000 prigionieri o detenuti».

[«Im Nachgang zum Baubefehl vom 1.11.41 erteile ich hiermit den erweiterten Baubefehl zur Errichtung eines Kriegsgefangenenlagers in Lublin für eine Gesamtkopfzahl von 150000 Kriegsgefangenen bzw.Häftlingen»]34.

Qualche settimana dopo, il 26 novembre, Globocnik, in qualità di Beauftragte für die Errichtung der SS- und Polizeistützpunkte im neuen Ostraum, ordinò alla Zentralbauleitung di Lublino «la costruzione di un campo di transito perrifornimenti [Durchgangsnachschublager] per lo Höhere SS- und Polizeiführer di Russia Sud e Caucasia che comprendeva 13 baracche, di cui 11 erano magazzini 35. Il campo fu completato e consegnato l'11 settembre 1942 36. Esso era destinato a rifornire i vari uffici addetti alle costruzioni nei territori orientali. Una circolare del capo dell'Amt CV/Zentrale Bauinspektion (Ufficio CV/Ispezione centrale delle costruzioni), SS-Sturmbannführer Lenzer, datata 1° settembre 1942 con oggetto

«Uffici SS addetti alle costruzioni e misure di costruzione nei territori occupati soprattutto nello spazio orientale» (SS-Baudienststellen und Baumassnahmen in den besetzten Gebieten insbesondere im Ostraum), disponeva di ripartire ogniprogramma di costruzione in lavori esterni (A-Arbeiten) e interni (B-Arbeiten) e imponeva ai gruppi di costruzione (Baugruppen) di comunicare entro il 1° novembre quali lavori erano stati eseguiti nel 1942 e quali potevano esserlo fino al 1° aprile 1943 37.

In tale contesto rientra anche l'origine del campo di Birkenau, che ricalcò strettamente le vicende iniziali del campo di Lublino. Esso fu progettato il 30 ottobre 1941, parimenti per 125.000 prigionieri, cui erano destinate 174 baracche alloggio (Gefangenenunterkunftbaracken) ciascuna delle quali poteva contenere un massimo di 744 persone 38, ma il relativo ordine di costruzione di Kammler fu anch'esso postadato al 1° novembre:

«Con la presente viene impartito l'ordine di costruzione di un Kriegsgefangenenlager ad Auschwitz per l'alloggiamento di 125.000 prigionieri di guerra» [«Der Baubefehl für die Errichtung eines

Note:

33) APMM, Zentralbauleitung, 120, p. 8.

34) APMM, 120, p. 11.

35) Lettera del capo della Zentralbauleitung di Lublino a Globocnik del 27 gennaio 1942. WAPL, 168, p. 3. Erläuterungsbericht mit Kostenaufstellung über den BaueinesDurchgangsnachschublagers für den Höheren SS- und Polizeiführer Rußland Süd in Lublin. WAPL, 168, pp. 10-11.

36) Übergabe-Verhandlung dello Hauptnachschublager (campo principale per rifornimenti). WAPL, 168, p. 23.

37) WAPL, 54, p. 13.

38) Erläuterungsbericht zum Vorentwurf für den Neubau des Kriegsgefangenenlagers der Waffen-SS, Auschwitz O/S. e Kostenvoranschlag für den Vorentwurf den Neubau des Kriegsgefangenenlagers der Waffen-SS Auschwitz O.S. RGVA, 502-1-233, p. 14,15 e 22.

 

Continua QUI Parte 2

15:57 Scritto da: waa359 in Articoli di Carlo Mattogno, Lager Auschwitz | Link permanente | Commenti (0) | |  Facebook |  Stampa

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