27.10.2009
Libertà di ricerca ed espressione :Antonio Caracciolo
In AZZURRO le dichiarazioni di Azzaro
In NERO le considerazioni di Caracciolo
***
Dibattito fra un architetto e un filosofo su argomento storico
Dopo l'inutile ,inefficace, carcere per i revisionisti si può passare alla fase successiva,la DECAPITAZIONE.Sicuramente efficace per eliminare QUELLA persona, NON il revisionismo! Sottolineature,grassetto,colorazione,foto... NON compaiono nel testo originale (WaA359)
Nella campagna di linciaggio che purtroppo mi riguarda scende in campo un collega ricercatore, ma architetto nonchè prorettore, il quale ieri alle 14.10 ha diffuso un suo testo nella rete di Ateneo che qui di seguito riporto. Gli ho già risposto su quella rete, sperando che il messaggio circoli e non venga silenziato. Dalla replica concessami o meno saprò quanto sia estesa la congiura.
« Cari colleghi ricercatori,
proprio nel momento in cui la Sapienza vive un confronto democratico nell’Ateneo attorno al momento delle elezioni per il rinnovo dei suoi Organi rappresentativi, la nostra comunità è stata scossa dalla notizia che uno dei ricercatori di questo ateneo nega verità storiche dolorose che hanno informato la storia del XX secolo.
[Per l’esattezza questo ricercatore con lettera già giunta al Rettore non ha negato nessuna di queste “verità storiche dolorose”, ma ha tentato di avvertire la comunità che ben presto vi saranno altre verità dolorose, come quella che ieri mi giunta telefonicamente dalla Germania: un padre di famiglia, con due figli a carico, è stato condannato a nove mesi di carcere senza condizionale per aver solo passato ad amici il libro di uno storico “negazionista”, già in galera per aver scritto un libro, che presente verità diverse da quelle ammesse. Il filosofo del diritti non nega né afferma nulla sul merito del fatto storico, ma ritiene che né l’autore del libro né chi lo ha prestato debbano finire in galera per non aver commesso altro che esprimere una loro verità storica, che almeno da loro è creduta, altrimenti non avrebbero rischiato il carcere. Mi correggo chi ha prestato il libro si è difeso con il giudice dicendo che lui non condivide le tesi del libro, ma ritiene che debba valere la libertà di pensiero e di ricerca. Il giudice lo ha condannato. L’architetto Azzaro ne sia consapevole o meno sta collaborando all’introduzione di un’analoga legge anche in Italia. Esiste un’ampia e diffusa concertazione, come vado sempre più verificando]
Pur nel rispetto dovuto alla persona
[Non vi è stato nessun rispetto, ma molta malafede, inganno, manipolazione. Ne sia consapevole o meno, l’architetto Azzaro ne fa parte]
del ricercatore Caracciolo protagonista di questo episodio, così come ad ogni altro docente e ricercatore, di fronte a simili posizioni come prorettore e Coordinatore dei Ricercatori della Sapienza mi sento di chiedere a tutti i colleghi di essere uniti nel ribadire l’impegno civile e democratico della comunità scientificanell'esercizio della memoria di eventi tragici della storia del Novecento e nella considerazione del metodo scientifico della ricerca.
[Quali eventi tragici in quello che è stato definito un secolo di genocidi?
Vi è forse qualche genocidio più genocidio di altri?
Quello degli armeni, che il governo turco contesta vi sia mai stato?
La pulizia etnica in Palestina nel 1948, descritta in ultimo dallo storico ebreo israeliano Ilàn Pappe, il quale rispondendo al presidente Napolitano ebbe a dire nel gennaio scorso che si è antisemiti se non si è antisionisti?
So bene a quale genocidio l’architetto Azzaro allude, ma non pensa che i morti meritino tutti rispetto e che non esiste nessun monopolio della sofferenza umana?
Sa l’architetto Azzaro che in Israele nella recente legislazione si vuol vietare di ricordare la Nakba del 1948? Sa cosa è la Nakba?
La “memoria” è qui concetto storico, psicologico, valoriale?
La memoria è uguale per tutti noi o possono esservi diverse memorie?]
La Sapienza costituisce un luogo in cui la ricerca scientifica è libera,
[Non mi sembra affatto. E mi sembra che l’architetto Azzaro che non fa il mestiere dello storico stia svendendo il mestiere dei suoi colleghi storici, il cui ambito scientifico si vuole limitare per legge. La concertazione dell’architetto Azzaro, che continuerà a fare l’architetto senza nulla dover rischiare, mi sembra evidente.]
come prescritto dall'art. 33 della nostra Costituzione.
[Il filosofo del diritto Antonio Caracciolo crede di avere una maggiore competenza su questo articolo di quanto ne possa avere l’architetto Bartolomeno Azzaro]
Il ricercatore Antonio Caracciolo afferma che:“io sono un ricercatore e ho l'obbligo e il diritto di ricerca”.
Tuttavia si deve precisare che, in questo caso, il nostro collega credo che non abbia colto appieno la differenza tra l’attività di ricerca e l’oggetto stesso della ricerca.
[Lo dice l’architetto Azzaro? E con quali argomenti?]
La ricerca storica prende le mosse sempre da un dato di partenza acquisito che è l’oggetto della ricerca stessa.
[Ma che vuol dire? È architettura moderna? Un ricercatore storico può ad esempio ordinare un archivio vergine. Non si sa cosa potrà trovare. Ne ho fatto esperienza con un archivio parrocchiale dal seicento in poi?
I dati di partenza non sono necessariamente acquisiti ma possono essere oggetto di verifica.
Guai se i dati che si ritengono acquisiti non vengono continuamente verificati. Probabilmente non si sarebbe andati oltre nel progresso scientifico se non vi fosse stata una costante verifica dei dati acquisiti.
Una verifica dei dati acquisiti non è mai un crimine e non porta nessun danno.
L’acquisizione dei dati non è poi mai e poi mai un fatto sacrale, ma una mera acquisizione scientifica.
Il collega Azzaro mi sembra abbia detta una mera banalità per approdare all’idea che una verità storica deve assunta come verità di stato. Altra amenità: ma se il dato di partenza è acquisito una volta per tutte come fa ad essere oggetto della ricerca?
La ricerca di un dato acquisito?
Chi capisce l’architetto Azzaro è bravo. Spero che chi non lo capisce non debba per questo andare in galera o essere licenziato.]
Quel dato è acquisito in quanto documentato da varie fonti scritte e visive, da testimonianze di vario genere, da luoghi che ne testimoniano l’esistenza.
[Se vado al Colosseo, non per questo trovo oggi i leoni, ed i cristiani che ne sono divorati. Per ricostruire ciò che in quelle mura antiche accadeva occorre disporre di una mole di fonti che ce lo dicono.
Il mero andare al Colosseo non ci fa sapere nulla.
Possiamo solo vedere un edificio imponente senza magari sapere a cosa serviva.
Per i luoghi cui qui si allude, da allievo di Armando Saitta, immagino che si incominci gli archivi, conoscendo necessariamente le lingue in cui i documenti sono scritti: tedesco, russo, ecc.
In ultimo se esiste una letteratura la si vaglia criticamente e non la si assume pedissequamente.
Su quali testi Azzaro basa le sue conoscenze?
A me come filosofo del diritto non è necessario leggerli, ma mi basta sapere che il capisaldo della letteratura cui Azzaro allude è il volume di Raul Hilberg, La distruzione degli Ebrei d’Europa.
Questo libro pare sia poi quello che tutti gli altri, o quasi hanno semplicemente ripetuto, dando luogo a quelle che un ebreo piuttosto critico chiama paccottiglia da supermercato.
Ma a me come filosofo del diritto interessa solo sapere che un altro libro, di critica a Hilberg, intitolato “Il gigante dai piedi di argilla”, costa al suo autore, uno svizzero, di nome Jürgen Graf l’esilio in Russia.
Se torna in Svizzera lo arrestano per avere scritto un libro che ne critica un altro. A me non interessa chi dice il vero. A me come filosofo del diritto interessa che chiunque possa criticare un qualunque altro libro senza per questo finire in galera, come fra poco sembra debba capitare anche in Italia. Questo ho inteso dire e avvertire nei miei blogs, attività privata]
La ricerca poi dovrà capire il fenomeno e spiegarlo, spiegarne la genesi, indagare sulle cause del suo sorgere e sulle conseguenze che esso ha prodotto.
[Perfetto! Concordo a pieno!]
Nascono così le varie interpretazioni che mai, però, possono prescindere dal dato di partenzadella ricerca stessa.
[E che significa?
Chi stabilisce il punto di partenza?
E se qualcuno vuol prescindere dai termini del discorso che qualcuno ha imposto o vuole imporre va per questo in galera?
Come in effetti succede in Germania e si vuole succeda anche in Italia.
Ma dove sta allora la libertà di ricerca e di pensiero se uno non può ridiscutere proprio i punti di partenza?
I risultati più spettacolari del progresso scientifico sono ottenuti dalla discussione dei punti di partenza. Naturalmente, non vuol dire che i punti di partenza possano essere sempre con successo venire discussi e perdere la loro verità. Ma lo si deve poter fare!
Se qualcuno non avesse pensato a ridiscutere il punto di partenza del sistema tolemaico noi saremmo sempre rimasto a quella concezione del mondo e nessun altro progresso sarebbe stato possibile]
Le “tante verità da verificare” sull’Olocausto, come ipotesi di ricerca di cui parla Caracciolo, possono riguardare la interpretazione del fatto ma mai negare il dato di partenza della ricerca storica sull’Olocausto: che è costituito dalla verità (questa volta unica) del genocidio di milioni di ebrei, fatto inconfutabile.
[Ribadisco per la millesima volta in questa orchestrazione che il Caracciolo non si è mai pronunciato in questo senso, dichiarandosi filosofo e non storico. Il Caracciolo distingue fra i dati acquisiti per scienza propria e le professioni di fede su cose che altri ci dicono. Ma anche le professioni di fede, in ambito religioso, sono e devono essere libere, non estorte con la tortura e il supplizio. Al di là della sua storicità, su cui il filosofo Caracciolo non si è mai pronunciato, sembra di poter assistere alla formazione di una nuova religio, che certamente può avere i suoi fedeli, ma a condizione che gli infedeli non debbano finire in galera. Il filosofo Caracciolo ha già inviato, dopo l’infame articolo di un giornale infame, al Rettorato l’esatto stato della questione. Trovo strano come il Rettore e il prorettore trovino il tempo di occuparsi del ricercatore Caracciolo senza tenere in nessun conto la corrispondenza loro inviata. Che devo pensare?]
Credo che la presa di coscienza delle verità storiche e del metodo della ricerca a cui oggi siamo richiamati da questo episodio, possano costituire un monito per il lavoro di ciascuno di noi e per la concezione democratica dell’istituzione universitaria cui apparteniamo.
[Che vuol dire questa nuova amenità: la presa di coscienza delle verità storiche?
E perché la presa di coscienza dei pericoli che incombe sulla nostra libertà ha forse meno valore di una presa di coscienza delle verità storiche?
Quali verità storiche?
Quelle dei vinti o quelle dei vincitori?
Degli oppressori o degli oppressi?
E così via. Si prende anche coscienza della propria esistenza. La vita è coscienza o incoscienza.]
Bartolomeo Azzaro
Coordinamento Ricercatori della Sapienza
Prorettore per lo Sviluppo delle Attività Formative e di Ricerca
Avevo dapprima preso Bartolemo Azzaro per un medico, poi ho letto architetto. Come devo intendere il testo di Azzaro? Una prosa di filosofia? Opera storica? Testo politico? Non riesco ad apprezzarlo in nessuna accezione che le si voglia dare. Avrei preferito che sulla questione fosse intervenuto uno storico o un filosofo.
Antonio Caracciolo
09:16 Scritto da: waa359 in Repressione Revisionismo Meinungsfreiheit | Link permanente | Commenti (7) |
|
Facebook |
Stampa



Commenti
Incredibile!
Roba da KGB!
Scritto da: Davide Dell'Ora | 27.10.2009
Rispondi a questo commentoSiamo al livello di chiesa cattolica.Si chiede l'atto di fede!
Scritto da: Simonini | 27.10.2009
Rispondi a questo commentoI proponenti sanno bene della impopolarità di quanto richiedono,difatti si nascindono diero la tutela dei giovani!
Hanno mai pensato che i giovani,come per esempio,fanno di testa loro?
Chi credono di essere?
Scritto da: Donatella Bianchi | 27.10.2009
Rispondi a questo commentoChe infami!
Scritto da: marco melli | 27.10.2009
Rispondi a questo commentohahahahahahahahahahaha...
un gran bell'osso duro il Caracciolo... tanto duro che a morderlo i vari liturgici si spezzano i denti.... eccellente.
Il mio auspicio e il mio augurio è che questo succederà sempre più spesso... a furia di buttar merda per aria, vuoi vedere che a 'sto giro gli ricade tutta in testa???
La gente si sta svegliando... l'impostura sta crollando... è solo questione di tempo.
Scritto da: Mirko Viola | 28.10.2009
Rispondi a questo commentoQuesto effetto si chiama VOMITO.
Il corpo è stato stipato all'inverosimile,il rigetto è naturale!
Scritto da: Waa359 | 29.10.2009
Rispondi a questo commentoIl revisionismo ormai è diffuso in ogni dove,anche dal Pansa!
I casi non sono più "casi",ma si può tranquillamente affermare che ,oggi, centinaia di migliaia di persone hanno accesso liberamente all'informazione revisionista .Quindi quello che vediamo è solo la punta dell'iceberg.
Non a caso il "pacifico cinquinatore" afferma la necessità di reprimere internet!
Il ghiaccio si è rotto.La frenesia ed isteria che connotano la reazione conservatrice olocaustica è una prova evidente delle immense ,insormontabili,difficoltà della reazione olosterminazionista a contrastare le affermazioni revisioniste.
Resta solo da prevedere quale potrebbe essere il "colpo del KO" !
Scritto da: Riccarda | 01.11.2009
Rispondi a questo commentoScrivi un commento