21.10.2009

LA DICHIARAZIONE DI GUERRA DELLA GERMANIA AGLI STATI UNITI Parte 2

Il discorso di Hitler al Reichstag dell’11 Dicembre 1941 (Parte 2)

 

Queste furono le proposte del trattato, ampie e generose come mai un governo presentò prima d’ora, fatte dalla dirigenza nazional-socialista del Reich tedesco.

Il governo polacco di allora si rifiutò di rispondere a queste proposte. Al riguardo è d’obbligo una domanda: come può uno stato così insignificante osare di ignorare semplicemente tali proposte e, in aggiunta, perpetrare ulteriori crudeltà contro i tedeschi, la gente che diede a questa terra la sua cultura, e perfino ordinare la generale mobilitazione delle sue forze armate?


Uno sguardo ai documenti del Ministro degli Esteri polacco a Varsavia diedero in seguito una spiegazione sorprendente. Essi parlavano del ruolo di un uomo (il Presidente Roosevelt), il quale, con diabolica mancanza di principio, usò tutta la sua influenza per rafforzare la resistenza polacca ed evitare ogni possibilità di intesa. Questi rapporti furono inviati dall’ex ambasciatore polacco a Washington, Conte Jerzy Potocki, al suo governo di Varsavia. Questi documenti rivelano chiaramente e sorprendentemente quanto un uomo e le potenze che stavano dietro a lui fossero responsabili della Seconda Guerra Mondiale. Sorge anche un’altra domanda: perché quest’uomo (Roosevelt) ha sviluppato una così fanatica ostilità verso un paese che, in tutta la sua storia, non fece mai del male ne all’America ne a lui?

In merito ai rapporti della Germania con l’America, va detto quanto segue:

1) La Germania è forse la sola grande potenza che non ha mai avuto una colonia ne in Nord

America ne in Sud America e nemmeno è mai stata attiva politicamente in quei luoghi, a parte l’emigrazione di molti milioni di tedeschi, delle cui capacità e perizie il continente americano ed in particolare gli Stati Uniti hanno solamente beneficiato.

2)   In tutta la storia dello sviluppo e dell’esistenza degli Stati Uniti, il Reich tedesco non è mai

stato nemico o politicamente ostile verso gli Stati Uniti. Anzi, molti tedeschi hanno dato le

loro vite per difendere gli USA.

2) Il Reich tedesco non ha mai partecipato a guerre contro gli Stati Uniti, tranne quando gli

Stati Uniti gli dichiararono guerra nel 1917. Questo fu fatto per ragioni che furono ampiamente spiegate da una commissione (un comitato investigativo speciale del Senato americano, 1934-1935, presieduto dal Sen. Gerald Nye), che il Presidente Roosevelt stesso stabilì (o che piuttosto appoggiò). Questa commissione che investigava sulle ragioni che

portarono l’America ad entrare nella Prima Guerra Mondiale, stabilì chiaramente che gli USA entrarono in guerra nel 1917 soltanto per gli interessi capitalistici di un piccolo gruppo e che la Germania stessa non aveva alcuna intenzione di entrare in conflitto con l’America.

Inoltre non ci sono conflitti territoriali o politici fra la nazione tedesca e quella americana che potrebbero coinvolgere l’esistenza o perfino gli interessi vitali degli Stati Uniti. Le forme di governo sono sempre state diverse, ma questa non può essere una ragione di ostilità fra nazioni diverse, fintanto che una forma di governo non tenta di interferire con un altro, al di fuori della sua naturale sfera di competenza.

L’America è una repubblica guidata da un presidente con ampi poteri di autorità.

La Germania era una volta governata da una monarchia con autorità limitata e poi da una democrazia che mancava di autorità (Repubblica di Weimar). Oggi è una repubblica con ampia autorità. Fra questi due paesi c’è un oceano. Se non altro, le differenze fra l’America capitalista e la Russia bolscevica, ammesso che questi termini abbiano un significato, devono essere più importanti di quelle che ci sono tra un America guidata da un Presidente ed una Germania guidata da un Fuehrer.

E’ un fatto che i due conflitti storici fra la Germania e gli Stati Uniti furono stimolati da due americani e cioè dai presidenti Woodrow Wilson and Franklin Roosevelt, sebbene ognuno di loro fu ispirato dalle stesse forze. La storia stessa ha già reso il suo verdetto su Wilson. Il suo nome verrà sempre associato al più vile tradimento nella storia di un impegno dato (i famosi 14 punti di Wilson). Il risultato fu la rovina della vita nazionale, non solo nei cosiddetti paesi vinti, ma anche fra i vincitori stessi. A causa di quest’impegno calpestato, che da solo rese possibile l’imposizione del Trattato di Versailles nel 1919, intere nazioni furono lacerate, furono distrutte culture e la vita economica di tutti fu rovinata. Oggi sappiamo che un gruppo di finanzieri egoisti stava dietro Wilson. Essi usarono questo professore paralitico per condurre l’America in una guerra dalla quale speravano di trarre profitto. La nazione tedesca una volta credeva in quest’uomo e per questa sua fiducia dovette pagare con la rovina politica ed economica.

Dopo una tale amara esperienza, perchè c’è un altro presidente americano che è determinato ad incitare guerre e, soprattutto, fomentare ostilità contro la Germania al punto di arrivare alla guerra?

Il nazional-socialismo arrivò al potere in Germania nello stesso anno (1933) che Roosevelt arrivò al potere negli Stati Uniti. A questo punto è importante esaminare i fattori dietro agli attuali sviluppi.

Capisco perfettamente che c’è un’abissale differenza fra il mio modo di vedere le cose e quello del presidente Roosevelt. Roosevelt proviene da una famiglia estremamente ricca. Di nascita e origine egli apparteneva a quella classe di persone che in una democrazia è privilegiata ed ha garanzie di avanzamento.

Io ero soltanto il figlio di una piccola e povera famiglia e dovetti lottare nella vita lavorando sodo nonostante le immense difficoltà.

In qualità di membro della classe privilegiata, Roosevelt ha vissuto la Prima Guerra Mondiale all’ombra di Wilson (come segretario della Marina). Ne risultò che conobbe soltanto le piacevoli conseguenze di un conflitto fra nazioni nel quale alcuni ne approfittarono mentre altri persero la vita. Durante quel periodo io vissi in modo ben diverso. Non ero uno di quelli che faceva la storia o ne traeva profitto, ma piuttosto uno di quelli che eseguivano ordini. Come soldato semplice durante quei quattro anni, cercai di fare il mio dovere davanti al nemico. Naturalmente ritornai dalla guerra povero come lo ero quando vi andai nell’autunno del 1914. Condivisi così il mio destino con milioni di altri, mentre il Sig. Roosevelt condivise il suo insieme ad altri diecimila privilegiati.

Dopo la guerra, mentre il Sig. Roosevelt metteva alla prova le sue capacità di speculazione finanziaria in modo da trarre personalmente profitto dall’inflazione, cioè, dalle disgrazie degli altri, io mi trovavo ancora in un ospedale militare insieme ad altri centinaia di migliaia.

Navigato negli affari, finanziariamente solido e godendo dell’appoggio della sua classe, Roosevelt alla fine scelse una carriera politica. Durante quel periodo io lottavo da uomo sconosciuto e senza nome per la rinascita della mia nazione che fu la vittima della più grande ingiustizia di tutta la storia.

Due diverse strade di vita! Franklin Roosevelt andò al potere negli Stati Uniti come candidato di un

partito intieramente capitalista, che aiuta coloro che lo servono.

Quando io divenni il Cancelliere del Reich tedesco, ero il leader di un movimento nazional-popolare che io stesso creai. I poteri che appoggiavano il Sig. Roosevelt erano gli stessi contro i quali lottai, cosciente del destino della mia gente e della mia più profonda convinzione.

La “squadra di cervelli” che serviva il nuovo presidente americano era composta da membri dello stesso gruppo etnico contro il quale lottammo qui in Germania come espressione parassitaria dell’umanità e che iniziammo a rimuovere dalla vita pubblica.

Avevamo tuttavia una cosa in comune: Franklin Roosevelt prese il controllo di un paese con un’economia che era stata rovinata dal risultato delle influenze democratiche, mentre io assunsi la dirigenza del Reich il quale era anch’esso sull’orlo della rovina grazie alla democrazia. Vi erano 13 milioni di disoccupati negli Stati Uniti, mentre la Germania ne aveva 7 milioni con altri 7 milioni di lavoratori a mezza giornata. In entrambi i paesi le finanze pubbliche erano nel caos e sembrava che la dilagante depressione economica non potesse essere fermata.

Da allora in poi, le cose si sono svolte, sia negli Stati Uniti che in Germania, in modo tale che le future generazioni non avranno difficoltà a dare una valutazione definitiva sulle due diverse teorie socio-politiche.

Mentre il Reich tedesco viveva un enorme miglioramento nella vita sociale, economica, culturale e artistica in soli pochi anni di dirigenza nazional-socialista, il presidente Roosevelt non fu in grado di portare avanti nemmeno limitate migliorie nel suo paese. Questo compito avrebbe dovuto essere molto più facile negli Stati Uniti, avendo essi una densità di 15 persone per kilometro quadrato, in confronto ai 140 della Germania. Se la prosperità economica non è possibile in quel paese, allora deve essere la conseguenza di una mancanza di volontà da parte della dirigenza di governo, oppure della completa incompetenza degli uomini in carica.

In soli cinque anni i problemi economici furono risolti in Germania e la disoccupazione fu eliminata. Durante lo stesso periodo il presidente Roosevelt aumentò enormemente il debito nazionale del paese, svalutò il dollaro, devastò ulteriormente l’economia e mantenne lo stesso numero di disoccupati.

Ciò non lo si nota se non ci si accorge che gli intelletti nominati da quest’uomo, o meglio, quelli che hanno nominato lui, sono membri dello stesso gruppo, i quali, in quanto ebrei, sono interessati solo allo scompiglio e mai all’ordine. Mentre noi nella Germania naziona-socialista adottammo misure contro la speculazione finanziaria, questa fiorì tremendamente sotto il governo Roosevelt.

La legislazione del New Deal di quest’uomo era falsa e fu di conseguenza il più grande errore mai vissuto prima. Se le sue politiche economiche fossero continuate incessantemente durante il tempo di pace, senza alcun dubbio, prima o poi, queste avrebbero portato alla destituzione del presidente, nonostante la sua spigliata dialettica. In un paese europeo la sua carriera si sarebbe sicuramente infranta davanti ad un tribunale nazionale per aver dissipato senza scrupoli la ricchezza della nazione. E difficilmente avrebbe evitato una condanna al carcere da parte di un tribunale civile per amministrazione criminalmente incompetente.

Molti americani di rispetto condividono questa opinione. Una minacciosa opposizione stava crescendo attorno a quest’uomo, il che lo portò a pensare che avrebbe potuto salvarsi solo deviando l’attenzione pubblica dalle politiche interne a quelle estere.

Al riguardo, è interessante studiare i rapporti dell’ambasciatore polacco Potocki da Washington che dicevano in continuazione che Roosevelt era al corrente del pericolo che il suo castello di carte economico avrebbe potuto cadere e che quindi doveva assolutamente deviare l’attenzione sulla politica estera.

La cerchia di ebrei attorno a Roosevelt lo incoraggiarono a fare in questo modo. Con lo spirito vendicativo da Vecchio Testamento essi consideravano gli Stati Uniti come lo strumento che loro e lui potevano usare per preparare un secondo Purim (massacro dei nemici) contro le nazioni europee che diventavano sempre più anti-ebraiche. Fu così che gli ebrei, nella loro più satanica viltà, si strinsero attorno a quest’uomo e lui aveva fiducia in loro.

Il presidente americano ha usato la sua influenza sempre di più per creare conflitti, intensificare conflitti esistenti e, soprattutto, per evitare che i conflitti venissero risolti pacificamente. Per anni quest’uomo cercò una lite ovunque nel mondo, ma di preferenza in Europa, che potesse usare per creare imbrogli politici in relazione con obblighi economici americani ad una delle parti contendenti, il tutto per coinvolgere costantemente l’America nel conflitto e deviare così l’attenzione dalle sue politiche economiche nazionali fallimentari.

Le sue azioni contro il Reich tedesco sono state particolarmente brusche. A partire dal 1937 egli iniziò una serie di discorsi, incluso uno particolarmente spregevole il 5 Ottobre 1937 a Chicago, nel quale quest’uomo incitava sistematicamente il pubblico americano contro la Germania. Minacciò di stabilire una specie di quarantena contro i cosiddetti paesi autoritari. Come parte della sua crescente campagna di odio ed incitamento, il presidente Roosevelt fece un’altra dichiarazione insultosa in data 15 Novembre 1938 e poi richiamò a Washington l’ambasciatore americano a Berlino per consultazioni. Da allora i due paesi sono stati rappresentati soltanto da incaricati di affari.

A partire dal Novembre 1938 egli iniziò sistematicamente e consapevolmente a sabotare ogni possibilità di una politica di pace europea. In pubblico egli dichiarava ipocritamente di essere interessato alla guerra mentre, allo stesso tempo, egli minacciava ogni paese disposto a perseguire una politica di accordo pacifico con blocco dei crediti, rappresaglie economiche, rientro dei prestiti ecc. A tale riguardo, i rapporti degli ambasciatori polacchi a Washington, Londra, Parigi e Bruxelles forniscono una panoramica scioccante.

Quest’uomo incrementò la sua campagna di incitamento nel Gennaio 1939. In un messaggio del 4 Gennaio 1939 al Congresso americano egli minacciò di adottare ogni misura contro gli stati totalitari all’infuori della guerra.

Egli affermò ripetutamente che altri paesi stavano tentando di interferire negli affari americani e parlò a lungo di sostenere la Dottrina Monroe. A partire dal Marzo 1939 egli iniziò a parlare di affari interni europei che non davano alcuna preoccupazione al presidente degli Stati Uniti. In primo luogo egli non comprende questi problemi e, in secondo luogo, anche se li capisse e ne riconoscesse le circostanze storiche, non ha maggiori diritti di preoccuparsi degli affari interni europei di quanti ne abbia il capo di stato tedesco nei confronti degli Stati Uniti.

Il Sig. Roosevelt andò addirittura molto oltre. In disprezzo delle norme del diritto internazionale, egli rifiutò di riconoscere governi che non gli piacevano e non ne avrebbe accettato dei nuovi, si rifiutava di rimuovere ambasciatori di paesi che non esistevano e li riconosceva addirittura come governi legali. Concluse addirittura dei trattati con questi ambasciatori che gli davano il diritto semplicemente di occupare territori stranieri (Groenlandia e Islanda).

Il 15 Aprile 1939 Roosevelt fece il suo famoso appello a me e al Duce Mussolini, che altro non era che un miscuglio di ignoranza geografica e politica combinata con l’arroganza tipica di un membro della classe milionaria. Fummo invitati a fare dichiarazioni e a concludere patti di non aggressione con un certo numero di paesi, molti dei quali non erano nemmeno indipendenti perché o erano annessi o trasformati in protettorati subordinati da paesi alleati del Sig. Roosevelt (Francia e Gran Bretagna). Ricorderete, delegati miei, che in data 28 Aprile 1939 diedi una risposta gentile ma decisa a questo invadente gentiluomo, la quale riuscì a fermare, almeno per alcuni mesi, la tempesta di chiacchiere di questo brutale guerrafondaio.

Ma ora la stimata moglie (Eleanor Roosevelt) ha preso il suo posto.

Lei ed i suoi figli, disse, si rifiutavano di vivere in un mondo come il nostro. Ciò è comprensibile in quanto il nostro è un mondo di lavoro e non di disonestà e malavita. Dopo una breve pausa, egli ritornò in scena. Il 4 Novembre 1939 fu rivisto il Neutrality Act (Decreto di Neutralità) e l’embargo sulle armi fu abolito rendendolo possibile però nei confronti di una sola parte, cioè gli avversari della Germania. Nel contempo, spinse nell’Asia orientale per un coinvolgimento economico con la Cina che avrebbe portato a degli effettivi comuni interessi.

Lo stesso mese egli riconobbe un piccolo gruppo di emigranti polacchi come un cosiddetto governo in esilio, la cui sola base politica era rappresentata da alcuni milioni di pezzi di oro polacco che si erano portati da Varsavia.

Il 9 Aprile 1940 egli congelò tutti i beni norvegesi e danesi negli Stati Uniti col menzognero pretesto di voler evitare che cadessero nelle mani dei tedeschi anche se sapeva molto bene, per esempio, che la Germania non ha interferito, ne tanto meno preso il controllo, con gli affari finanziari dell’amministrazione del governo danese. Assieme agli altri governi in esilio, Roosevelt ora ne riconosceva uno per la Norvegia. Il 15 Maggio 1940 furono riconosciuti anche i governi in esilio di Olanda e Belgio e, allo stesso tempo, i beni olandesi e belgi negli USA furono congelati.

Quest’uomo rivelò il suo vero atteggiamento in un telegramma del 15 Giugno 1940 al premier francese Paul Reynaud. Roosevelt gli disse che il governo americano avrebbe raddoppiato gli aiuti alla Francia a condizione che la Francia continuasse la guerra contro la Germania. In modo da dare una particolare enfasi al suo desiderio che la guerra continuasse, dichiarò che il governo americano non avrebbe riconosciuto le acquisizioni derivanti da conquista e questo includeva, ad esempio, la riconquista dei territori che erano stati rubati dalla Germania. Non ho bisogno di sottolineare che, ne ora ne in futuro, il governo tedesco non sarà preoccupato se il presidente degli Stati Uniti riconoscerà o meno una linea di confine in Europa. Menziono questo caso perché è caratteristico dell’incitamento sistematico di quest’uomo, il quale parla ipocritamente di pace mentre nel contempo incita alla guerra.

La sua paura è quella che se la pace dovesse arrivare in Europa, i miliardi che ha dissipato nelle spese militari verrebbero subito interpretati come un caso di frode perché nessuno attaccherebbe l’America a meno che l’America non provochi lei stessa l’attacco. Il 17 Giugno 1940, il presidente degli Stati Uniti congelò beni francesi negli USA in modo, così disse lui, da evitare che cadano in mani tedesche, ma in realtà per impossessarsi dell’oro che stava per essere trasportato da Casablanca su un incrociatore americano.

Nel Luglio del 1940, Roosevelt iniziò a prendere nuove iniziative per la guerra, come permettere il servizio militare di cittadini americani nell’aviazione britannica e l’addestramento di personale dell’aviazione britannica negli Stati Uniti. Nell’Agosto 1940 fu conclusa un intesa militare comune tra Stati Uniti e Canada. Affinché la fondazione di una comitato comune di difesa americano-canadese fosse plausibile almeno alla gente più stupida, Roosevelt si inventava periodicamente delle crisi e agiva come se l’America fosse minacciata da un incombente attacco. Cancellava improvvisamente dei viaggi, ritornava velocemente a Washington e cose simili in modo da enfatizzare la serietà della situazione ai suoi sostenitori, i quali non meritano altro che compassione.

Egli andò ancora più vicino alla guerra nel Settembre 1940 quando trasferì cinquanta caccia-torpediniere americane alla flotta britannica e, di ritorno, prese il controllo delle basi militari di proprietà britannica nel Nord e Centro America. Le future generazioni determineranno in quale misura, assieme all’odio verso la Germania socialista, il desiderio di impossessarsi facilmente e tranquillamente dell’impero britannico nel momento della sua disintegrazione, abbia giocato un ruolo determinante.

Dopo che l’Inghilterra non era più in grado di pagare in contanti le forniture americane, Roosevelt impose il Lend-Lease Act (Decreto di Prestito-Affitto) sul popolo americano (Marzo 1941). Con ciò, in qualità di presidente, riceveva l’autorità di fornire aiuto militare a paesi che, secondo Roosevelt, erano per l’America di interesse vitale da difendere. Dopo che fu chiaro che la Germania non avrebbe risposto in nessuna circostanza al suo comportamento borioso, quest’uomo fece un altro passo avanti nel Marzo 1941.

Il 19 Dicembre 1939, un incrociatore americano, il Tuscaloosa, che era all’interno della zona di sicurezza, costrinse la nave passeggeri tedesca Columbus a finire nelle mani delle navi da guerra britanniche. In base a ciò dovette essere affondato. Lo stesso giorno, forze militari americane diedero una mano per la cattura della nave mercantile tedesca Arauca. Il 27 Gennaio 1940 e, ancora una volta in disprezzo del diritto internazionale, l’incrociatore americano Trenton trasmise i movimenti delle navi mercantili tedesche Arauca, La Plata e Wangoni alle forze navali nemiche.

Il 27 Giugno 1940 annunciò una limitazione al libero transito delle navi mercantili straniere nei porti americani, completamente contrario al diritto internazionale. Nel Novembre 1940 permise a navi da guerra americane di inseguire le navi mercantili tedesche Phrygia, Idarwald e Rhein finchè queste furono costrette ad auto-affondarsi per evitare di cadere in mani nemiche.

Il 13 Aprile 1941 alle navi americane fu permesso di passare liberamente nel Mar Rosso in modo da poter rifornire gli eserciti britannici nel Medio Oriente.

Nel frattempo, nel Marzo del 1941, tutte le navi tedesche furono sequestrate dalle autorità americane. Durante queste azioni, i cittadini del Reich tedesco furono trattati in modo degradante, ristretti a certe località in violazione del diritto internazionale, sottoposti a restrizioni di viaggio e così via. Due ufficiali tedeschi che fuggirono negli Stati Uniti da un campo di detenzione canadese furono presi, ammanettati e rispediti alle autorità canadesi, anche qui in violazione delle norme internazionali.

Il 27 Marzo 1941 lo stesso presidente, che si supponeva fosse contro ogni aggressione, annunciò il suo appoggio al Gen. Dusan Simovic e alla sua cricca di usurpatori in Yugoslavia, il quale era andato al potere a Belgrado dopo il ribaltamento del governo legale. Diversi mesi prima, il presidente Roosevelt inviò il capo del servizio segreto OSS il Colonnello Donovan, un personaggio meschino, nei Balcani con l’ordine di aiutare ad organizzare un’insurrezione contro la Germania e l’Italia a Sofia e a Belgrado. In Aprile Roosevelt promise aiuti alla Yugoslavia e alla Grecia. Alla fine di Aprile egli riconobbe i fuoriusciti yugoslavi e greci come governi in esilio. E ancora una volta, violando le leggi internazionali, congelò i beni yugoslavi e greci.

Alla metà di Aprile del 1941 unità di pattugliamento navale americane iniziarono estese operazioni nell’Atlantico occidentale, inviando i loro rapporti agli inglesi. Nel contempo, unità navali britanniche venivano riparate di continuo nei porti americani. Il 12 Maggio navi norvegesi operanti per conto dell’Inghilterra furono riparate e armate negli USA contrariamente alla legislazione internazionale. Il 4 Giugno trasporti di truppe americane arrivarono in Groenlandia e costruirono piste di volo. Il 9 Giugno arrivò il primo rapporto britannico che una nave da guerra americana, su ordini del presidente Roosevelt, aveva attaccato un sottomarino tedesco vicino alla Groenlandia con bombe di profondità.

Il 14 Giugno i beni tedeschi negli Stati Uniti furono congelati, ancora una volta fuori dalla regolamentazione internazionale. Il 17 Giugno sulla base di un pretesto menzognero, il presidente Roosevelt chiese il richiamo dei consoli tedeschi e la chiusura dei consolati tedeschi. Chiese anche la chiusura dell’agenzia di stampa tedesca “ Transocean “, della Libreria tedesca di New York e dell’ufficio delle ferrovie nazionali tedesche.

Il 6 e 7 Luglio 1941, le forze armate americane, su ordine del presidente Roosevelt, occuparono l’Islanda che si trovava nell’area delle operazioni militari tedesche. Egli sperava che quest’azione avrebbe per prima cosa obbligato la Germania a dichiarare guerra agli USA e, in secondo luogo, neutralizzato l’efficacia dei sottomarini tedeschi, come nel 1915-1916. Allo stesso tempo egli promise aiuti militari all’Unione Sovietica. Il 10 Luglio il Segretario della Marina Frank Knox annunciò all’improvviso che la Marina americana aveva ricevuto l’ordine di far fuoco sulle navi da guerra dell’Asse. Il 4 Settembre il cacciatorpediniere americano Greer, operante agli ordini di Knox, collaborava con gli aerei inglesi contro i sottomarini tedeschi nell’Atlantico.

Cinque giorni dopo un sottomarino tedesco identificò dei cacciatorpediniere americani che facevano da scorta ad un convoglio inglese.

In un discorso rilasciato l’11 Settembre 1941, Roosevelt alla fine confermò personalmente di aver dato ordine di sparare contro le navi dell’Asse, ordine che ripeté nuovamente.

Il 29 Settembre navi americane attaccarono un sottomarino tedesco ad Est della Groenlandia con cariche di profondità. Il 17 Ottobre il cacciatorpediniere americano Kearny, che operava come scorta agli inglesi, attaccò un sottomarino tedesco con cariche di profondità ed il 6 Novembre forze armate americane sequestrarono la nave tedesca Odenwald in violazione alle norme internazionali, la portarono in un porto americano ed imprigionarono il suo equipaggio..

Considererò segna significato gli attacchi insultanti e le grezze dichiarazioni di questo cosiddetto presidente nei miei confronti. Che mi chiami gangster non ha alcuna importanza poiché questo termine non è originario dell’Europa, dove questi figuri non sono di casa, me bensì dell’America.

A parte questo non posso sentirmi insultato dal Sig. Roosevelt perché lo considero, come il suo predecessore Woodrow Wilson, come mentalmente insano.

Sappiamo che quest’uomo, con i suoi sostenitori ebrei, ha agito contro il Giappone nello stesso modo. Non ho bisogno di entrare in questo argomento ora, ma gli stessi metodi sono stati usati anche in quell’occasione. Quest’uomo prima incita alla guerra e poi mente circa le sue cause facendo affermazioni menzognere. Egli si avvolge in modo ripugnante in un mantello di ipocrisia cristiana, mentre invece porta lentamente ma inesorabilmente l’umanità verso una guerra.

E inoltre, in qualità di vecchio massone, si rivolge a Dio perché testimoni la giustezza delle sue azioni.

Il suo vergognoso travisamento della verità e le violazioni delle leggi non hanno precedenti nella storia.

Sono sicuro che tutti voi avete considerato l’attacco di Pearl Harbor del 7 Dicembre 1941, come un atto di liberazione che un paese, il Giappone, ha eseguito per protestare a tutto questo e che quest’uomo sperava che accadesse, il che non dovrebbe sorprenderlo. Dopo anni di trattative con questo imbroglione, il governo giapponese ne ebbe abbastanza di farsi trattare in questo modo umiliante. Tutti noi, il popolo tedesco e, credo anche tutti i popoli onesti nel mondo, giudichino l’accaduto con apprezzamento.

Conosciamo il potere che sta dietro Roosevelt. E’ sempre lo stesso eterno ebreo che crede sia venuta la sua ora di imporre su di noi lo stesso destino di cui siamo stati tutti con orrore testimoni nella Russia sovietica. Abbiamo visto di prima mano il paradiso ebraico sulla terra. Milioni di soldati tedeschi hanno personalmente visto la terra dove l’ebraismo internazionale ha distrutto e cancellato popoli e proprietà. Forse il presidente degli Stati Uniti non lo capisce. Se così fosse, questo sta a significare il suo ristretto intelletto mentale.

Noi sappiamo che questo enorme sforzo è mirato a questo obiettivo. Anche se non fossimo alleati del Giappone, ci accorgeremmo che gli ebrei ed il loro Franklin Roosevelt intendono distruggere uno stato dopo l’altro. Il Reich tedesco di oggi non ha niente in comune con la Germania del passato. Da parte nostra, noi faremo ora ciò che questo provocatore ha cercato di fare per anni. E non solo perché siamo alleati del Giappone, ma piuttosto perché Germania e Italia con la loro attuale dirigenza politica hanno la perspicacia e la forza di rendersi conto che in questo periodo storico si sta determinando l’esistenza o la non-esistenza delle nazioni, e forse per sempre.

Ciò che quest’altro mondo ha in serbo per noi è chiaro. Furono capaci di ridurre alla fame la Germania democratica del periodo 1918-1933 ed ora stanno cercando di distruggere l’attuale Germania nazional-socialista.

Quando il Sig. Churchill ed il Sig. Roosevelt dichiarano di voler un giorno costruire un nuovo ordine sociale, è un po’ come se un barbiere calvo raccomandasse una pomata che garantisce la crescita dei capelli. Invece che incitare alla guerra, questi gentiluomini, che vivono nei paesi socialmente più arretrati, avrebbero dovuto preoccuparsi dei loro disoccupati. Hanno abbastanza miseria e povertà nei loro paesi che solo la distribuzione di cibo li terrebbe pienamente occupati. Per quanto riguarda la nazione tedesca, non ha bisogno di elemosina, ne dal Sig. Churchill, ne dal Sig. Roosevelt e nemmeno dal Sig. Eden (Segretario agli Esteri britannico), ma essa chiede i suoi diritti ed essa farà ciò che è necessario per assicurarseli, anche se migliaia di Churchill e di Roosevelt cospirassero per evitarlo.

La nostra nazione ha una storia di circa duemila anni. Mai in questo lungo periodo è stata così unita e determinata come oggi, e grazie al movimento nazional-socialista sarà sempre così. Intanto, la Germania non è forse mai stata così lungimirante e consapevole di onore. Così oggi feci restituire i passaporti all’incaricato d’affari americano, il quale fu informato di quanto segue:

la costante politica espansionista di Roosevelt è mirata ad una dittatura mondiale senza limite.

Nel perseguire questo obiettivo, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno usato ogni mezzo per negare alle nazioni tedesca, italiana e giapponese i perequisiti necessari per la loro vitale e naturale esistenza. Per questa ragione i governi di Gran Bretagna e Stati Uniti d’America si sono opposti a qualsiasi sforzo indirizzato verso un nuovo e migliore ordine mondiale per il presente ed il futuro.

Fin dall’inizio della guerra, nel Settembre 1939, il presidente americano Roosevelt ha sempre commesso un crescendo di gravi crimini contro il diritto internazionale. Oltre che ad attacchi illegali contro navi e altre proprietà di cittadini tedeschi e italiani, ci sono state minacce e addirittura privazioni arbitrarie della libertà personale tramite l’internamento.

Gli ostili e crescenti attacchi da parte del presidente americano Roosevelt hanno raggiunto un livello tale da ordinare alla marina americana, in completa violazione della normativa internazionale, di attaccare, sparare ed affondare immediatamente e ovunque navi tedesche e italiane.

Funzionari americani si sono addirittura vantati di aver distrutto sottomarini tedeschi in questo modo.

Incrociatori americani hanno attaccato e catturato navi mercantili tedesche e italiane ed i loro equipaggi sono stati imprigionati.

Fra l’altro, il piano del presidente Roosevelt di attaccare la Germania e l’Italia inviando forze militari in Europa per il 1943, alla fine è stato reso pubblico negli Stati Uniti dal Chicago Tribune e diversi altri quotidiani il 4 Dicembre 1941 ed il governo americano non ha fatto alcun sforzo per smentire.

Nonostante gli anni di intollerabili provocazioni da parte del presidente Roosevelt, la Germania e l’Italia tentarono onestamente e pazientemente di prevenire l’espandersi di questa guerra e di mantenere le relazioni con gli Stati Uniti. Ma purtroppo questi sforzi sono stati vani.

Fedeli alle condizioni del Patto del Tripartito del 27 Settembre 1940, la Germania e l’Italia si considerano ora obbligati ad unire le loro forze, al fianco del Giappone, nella lotta per la difesa e la conservazione della libertà e dell’indipendenza delle nostre nazioni contro gli Stati Uniti d’America e la Gran Bretagna.

Le tre potenze hanno pertanto concluso il seguente accordo che è stato firmato oggi a Berlino:

 

TESTO DELL’ACCORDO:

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Con l’incrollabile determinazione di non deporre le armi finché la guerra comune contro gli Stati Uniti d’America e la Gran Bretagna non sarà arrivata ad una conclusione di successo, i governi tedesco, italiano e giapponese hanno stabilito quanto segue:

Articolo 1. Germania, Italia e Giappone condurranno insieme la guerra che è stata loro imposta

da Stati Uniti d’America e Gran Bretagna con tutti i mezzi a loro disposizione, fino ad

una conclusione vittoriosa.

Articolo 2. Germania Italia e Giappone si impegnano a non concludere alcun armistizio o a fare

la pace, tanto con gli Stati Uniti quanto con l’Inghilterra, se non in comune e completo

accordo.

Articolo 3. Germania, Italia e Giappone lavoreranno strettamente insieme dopo il conseguimento

della vittoria allo scopo di portare un nuovo ordine in sintonia col Patto del Tripartito

concluso tra di loro il 27 Settembre 1940

Articolo 4. Quest’accordo ha effetto immediato a partire dalla sua firma ed è valido per lo stesso

periodo come il Patto del Tripartito del 27 Settembre 1940. Le parti contraenti si

informeranno a vicenda in tempo debito prima della scadenza del termine di validità

dei loro piani di cooperazione, come esposto all’Art. 3 di questo accordo.

 

FINE DEL TESTO DELL’ACCORDO.

 

DELEGATI !  UOMINI DEL REICHSTAG TEDESCO !

Da quando la mia proposta di pace del Luglio m1940 fu rifiutata, mai ci siamo resi conto che questa battaglia deve essere combattuta fino alla fine. Noi nazional-socialisti non siamo affatto stupiti che il mondo anglo-americano, ebraico e capitalista si sia unito al bolscevismo. Nel nostro paese li abbiamo sempre trovati dentro alla stessa comunità. Da soli li abbiamo combattuti con successo qui in Germania e dopo 14 anni di lotta per il potere siamo finalmente stati in grado di distruggere i nostri nemici.

Quando 23 anni fa decisi di entrare nella vita politica con lo scopo di far uscire la nazione dalle rovine, io non ero altro che un soldato sconosciuto e senza nome. Molti di voi sanno quanto i primi anni di quella battaglia furono duri. Da un piccolo gruppo di sette uomini si è arrivati alla presa del potere il 30 Gennaio 1933 e tutto questo è così miracoloso che deve essere stato possibile solo grazie all’intervento della provvidenza. Oggi sono a capo dell’esercito più potente del mondo, la più potente aviazione e la marina più fiera. Dietro e attorno a me c’è una comunità sacra, il Partito Nazional-Socialista – col quale sono diventato grande e che è diventato grande tramite me.

I nostri avversari oggi sono gli stessi nemici di oltre ventenni fa. Ma la strada che ci sta davanti non è paragonabile a quella che abbiamo già intrapreso. Oggi il popolo tedesco si rende perfettamente conto che questa è un’ora decisiva per la nostra esistenza. Milioni di soldati sono fedeli al loro dovere nelle condizioni più difficili. Milioni di contadini e operai tedeschi, nonché donne e ragazze tedesche, sono nelle fabbriche e negli uffici, nei campi e nelle fattorie, lavorando duro per dare cibo alla nostra patria e rifornire di armi il fronte. Alleate con noi ci sono nazioni forti che hanno sofferto la stessa povertà e affrontato gli stessi nemici.

Il presidente americano e la sua cricca plutocratica ci hanno definito nazioni che “ non hanno “.

Ciò è corretto! Ma anche i “nullatenenti” vogliono vivere e vorranno essere anche certi che quel poco non venga loro rubato dai “tuttotenenti”

Voi, miei Camerati di Partito, conoscete la mia inesorabile determinazione di portare ad una conclusione di successo qualsiasi lotta già intrapresa. Voi conoscete la mia determinazione in tale battaglia di fare tutto il necessario per rompere tutte le resistenze che vanno rotte. Nel mio primo discorso del 1° Settembre 1939, mi impegnai affinché ne la forza delle armi ne il tempo potessero sconfiggere la Germania. Voglio assicurare i miei oppositori che non solo ne la forza delle armi ne il tempo ci potrà sconfiggere, ma che nessuna incertezza interna ci indebolirà del compimento del nostro dovere.

Quando pensiamo al sacrificio ed allo sforzo dei nostri soldati, il totale sacrificio di quelli che rimangono qui in Germania è completamente insignificante e privo di importanza. E quando consideriamo il numero di quelli delle generazioni passate che diedero le loro vite per la sopravvivenza e la grandezza della nazione tedesca, allora ci rendiamo veramente consapevoli della magnitudo di questo nostro dovere.

Ma chiunque cerchi di sottrarsi a questo dovere, non ha il diritto di essere considerato un tedesco.

Nello stesso modo in cui fummo spietatamente duri nella lotta per il potere, saremo altrettanto determinati nella lotta per la sopravvivenza della nostra nazione. In un epoca nella quale migliaia dei nostri migliori uomini, i padri e i figli del nostro popolo, hanno dato le loro vite, chiunque in patria tradisca il sacrificio del fronte potrà perdere la propria vita. Indipendentemente dal pretesto col quale si attenti per spezzare il fronte tedesco, minare la volontà di resistere del nostro popolo, indebolire l’autorità del regime oppure sabotare gli obiettivi della patria, il colpevole morirà.

Ma con una differenza: il soldato al fronte che si sacrificherà avrà tutti gli onori, mentre colui che disprezza questo sacrificio di onore morirà con disonore.

I nostri oppositori non devono illudersi. Nei duemila anni di storia tedesca, il nostro popolo non è mai stato più determinato e unito di oggi. Il Dio dell’universo è stato così generoso con noi in questi ultimi anni che ci inchiniamo in gratitudine davanti alla Provvidenza che ci ha permesso di essere membri di una così grande nazione. Noi Lo ringraziamo, insieme alle precedenti e future generazioni, perché le nostre azioni potranno essere iscritte nell’eterno libro della storia tedesca!

 

LA FORMALE DICHIARAZIONE DI GUERRA DELLA GERMANIA AGLI STATI UNITI D’AMERICA

 

Circa due ore prima che Hitler iniziasse il suo discorso al Reichstag, la Germania formalmente dichiarò guerra agli Stati Uniti quando il Ministro degli Esteri del Reich Joachim von Ribbentrop rilasciò una nota diplomatica all’incaricato d’affari americano a Berlino, Leland B. Morris.

Nel contempo, l’incaricato d’affari tedesco a Washington, Hans Thomsen, presentò una copia di questa nota al Capo della Divisione Europea del Dipartimento di Stato, Ray Atherton.

Qui il testo della nota:

Il governo degli Stati Uniti d’America, avendo violato nel modo più flagrante e in un sempre maggior crescendo, tutte le leggi della neutralità a favore degli avversari della Germania, ed essendo di continuo stato responsabile delle più gravi provocazioni verso la Germania fin dallo scoppio della guerra europea, provocata dalla dichiarazione di guerra britannica contro la Germania il 3 Settembre 1939, è infine ricorso apertamente ad atti di aggressione militare.

L’11 Settembre 1941, il presidente degli Stati Uniti d’America dichiarò pubblicamente di aver ordinato alla marina ed all’aviazione americana di far fuoco a vista su qualsiasi nave da guerra tedesca. Nel suo discorso del 27 Ottobre 1941 affermò espressamente di nuovo che quest’ordine era ancora in vigore.

Agendo in virtù di quest’ordine, navi americane hanno sistematicamente attaccato forze navali tedesche fin dagli inizi del Settembre 1941. E’ così che, ad esempio, cacciatorpediniere americane, come la Greer, la Kearny e la Reuben James, hanno aperto il fuoco su sottomarini tedeschi. Il Segretario americano della Marina, Mr. Knox, confermò lui stesso che cacciatorpediniere americane attaccarono sottomarini tedeschi..

Inoltre, le forze navali degli Stati Uniti d’America, su ordine del loro governo e in violazione delle leggi internazionali, hanno sequestrato e trattato navi mercantili tedesche in acque internazionali come navi nemiche.

Il governo tedesco stabilisce quindi quanto segue:

Sebbene la Germania, da parte sua, ha strettamente aderito alle norme della legge internazionale nelle sue relazioni con gli Stati Uniti d’America durante tutto il periodo dell’attuale guerra, il governo degli Stati Uniti d’America, dalle iniziali violazioni della neutralità, è passato ad aperte azioni di guerra contro la Germania. Con ciò ha creato, di fatto, uno stato di guerra.

Il governo del Reich di conseguenza rompe le relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti d’America e dichiara che, in queste circostanze provocate dal Presidente Roosevelt, anche la Germania, a partire da oggi, si considera in stato di guerra con gli Stati Uniti d’America.

 

Traduzione a cura di: Gian Franco SPOTTI

Parte 1

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17:14 Scritto da: waa359 in Adolf HITLER,Führer,Reichskanzler | Link permanente | Commenti (1) | |  Facebook |  Stampa

Commenti

Il vecchio sistema degli sciacalli ameri-cani è sempre valido!

Scritto da: rudolf262 | 30.01.2011

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