15.10.2009

Guillaume FABIEN Nuovo Ordine Europeo Revisionismo

Presentiamo la visione personale di un Fascista francese sul revisionismo storico e sul Nuovo Ordine Europeo.Il testo è presentato come rappresentazione di posizioni esistenti in ambito europeo.

Guillaume-Fabien_Nichols_dieudonne_faurisson.jpgDa sin. (di spalle) Dieudonné, Robert Faurisson ,Guillaume Fabien ,Settembre 2009 (in occasione dell'udienza in tribunale al comico Dieudonné e Faurisson).

 

Guillaume FABIEN

 

 

 

 

 

 

Nuovo Ordine Europeo

 

Revisionismo e Politica

 

Traduzione del discorso pronunciato alla prima conferenza revisionista

tenutasi a Trieste il 27 maggio 2001

 

E' per me, militante revisionista, un onore essere ricevuto in Italia, paese al quale l'Europa deve la sua civiltà, dai continuatori dell'uomo che per primo ha trovato, nel corso della prima metà del XX secolo, il modo di difendere la nostra civiltà dalla barbarie rossa. Questa moderna barbarie, con la quale voi e le vostre famiglie avete avuto a che fare direttamente e violentemente, ha trasformato, nel corso degli ultimi 60 anni, la sua ideologia di odio e di colpevolizzazione di una certa classe sociale nella colpevolizzazione di tutta la razza bianca, attraverso quella grottesca impostura che è nota con il nome di "Olocausto". » ancora merito dell'Italia il fatto che oggi sul suo suolo delle persone libere prendano posizione pubblicamente contro tale impostura, contro questa mistificazione che avvilisce il nostro mondo: è forse la prima volta in Europa, se non al mondo, in cui dei militanti politici assumono una chiara e decisa posizione revisionista.


Molto triste a dirsi, la Francia è ancora attesa all'appuntamento fascista ed attende, come qualsiasi altro paese, che un partito politico adotti un atteggiamento chiaro. Tuttavia è stato un uomo politico francese, lo studioso Maurice Bardeche, scomparso tre anni fa, ad aprire una breccia nel muro della menzogna, poco dopo la seconda guerra mondiale, con un libro fiammeggiante d'indignazione e di avvertimenti, Norimberga o la Terra Promessa, per il quale fu pesantemente condannato dalla giustizia. E sempre in Francia si è sviluppata da lungo tempo la scuola detta revisionista, che non ha un orientamento politico particolare, ma che cerca semplicemente di demistificare la nostra storia contemporanea. Questa scuola annovera un certo numero di persone di sinistra: per esempio, Pierre Guillaume, il primo editore del Professor Robert Faurisson, capofila di questa scuola, proviene dalla sinistra, anzi dall'estrema sinistra, ed è sposato con una negra.

Quanto al Professor Faurisson, oggi "apolitico", la sua vita è stata segnata dall'età di diciotto anni dal libro di M. Bardeche citato poc'anzi ed il cui titolo ha il significato seguente: "Attenzione: ecco la sorte infame che ormai vi attende se perdete una guerra contro la sacrosanta democrazia e la sua propaganda universalista e moralizzatrice". Per fare un esempio di quanto ciò sia pertinente ai giorni nostri, il piccolo Iraq (16 milioni di abitanti) ne sta facendo la crudele esperienza da undici anni.

Ora, dal momento che si tratta di una domanda che attiene al carattere, all'identità stessa di un intero continente, il nostro, la revisione della storia contemporanea diventa una questione politica. Essa si può formulare come segue:

"Dal 1939 al 1945 l'Europa è stata o no il luogo d'applicazione di un programma diabolico di assassinio di massa su scala industriale, programma ideato e messo in atto da un regime nazionalista in Germania e perseguito con l'ausilio degli alleati e sostenitori di quest'ultima?"

Domanda che si riduce a:

"L'Europa Ë davvero mostruosamente colpevole?

Deve proprio continuare a scusarsi per sempre per un crimine non espiabile?"

Si ha il diritto di chiedersi chi deve occuparsi di tale questione se non gli uomini politici, ma dove sono? Sembra che al loro posto non vi siano che tecnocrati, gestori del meccanismo di consumo che si chiama ancora società.

Negli ultimi mesi si è parlato di un certo progresso del revisionismo negli ambienti arabi del Medio Oriente. Auguro a quella gente il più grande successo (sperando che si tratti di Arabi di tempra diversa da quelli che insozzano le nostre città e che riducono interi quartieri delle nostre periferie allo stato selvaggio: a giudicare dai "nostri" Arabi non sembrano esservi prospettive evidenti di progresso proveniente dal mondo arabo), ma vorrei ricordare che l'interesse che riveste per loro la questione si limita alla legittimità della presenza sionista nella loro regione ed alle sofferenze provate dai Palestinesi. Se sono propenso a simpatizzare con la Palestina occupata ed asservita, mi sento, al contrario, in obbligo di partecipare, qui in Europa, alla controffensiva di fronte al nostro asservimento, avvilimento ed annientamento ed intendo farlo con un fermo e netto revisionismo, "senza complessi" come dice il Professor Faurisson.

Mi spiego meglio.

La coscienza della razza, elemento essenziale per un popolo sano, viene proibita in Occidente attraverso l'"Olocausto" e di colpo le masse di colore vi affluiscono da ogni parte del pianeta, senza incontrare nessun ostacolo serio. Così l'“Olocausto" ci promette la morte da inondazione, processo che si accelera di giorno in giorno.

II Fascismo esalta e raccomanda i valori virili che sono indispensabili ad ogni società ben equilibrata e coltiva con essi la fierezza razziale, il desiderio del bene della propria razza, una sana e naturale propensione che i mercanti dell'odio anti-bianco si sforzano, ben riuscendo purtroppo, di assimilare nello spirito dei nostri all'odio gratuito degli altri, un odio sconfinato. Si tratta di un totale snaturamento.

Illustrerò quest'ultimo punto: assistevo ad un simposio sulla "Shoah" - l'ennesimo - nel mese di settembre del 1996 nel Grande anfiteatro della Sorbona, dove Jean Kahn, presidente del concistoro israelita in Francia - e quindi rè di Francia -

dichiarò ex cathedra che il "razzismo" non era solo un'opinione, ma effettivamente un reato, che "il razzismo porta alle camere a gas!"

E lui ed i suoi non si fermano lì: esigono ed ottengono che questa logica velenosa sia incorporata nella legislazione ed inculcata nelle menti dei nostri giovani, con il preciso scopo di privarli della propria identità, affinchè essi lascino tranquillamente invadere e distruggere il proprio paese dalle orde venute dal terzo mondo.

Così, i signori "antirazzisti" pensano di completare la nostra sconfitta, con il loro "Olocausto" e le sue "camere a gas"; se ci riusciranno, il mito di queste assurde e fantasmagoriche camere, che durante la guerra 1939-1945 hanno fatto esattamente 0 vittime, ebree od altre, questo mito avrà sterminato noi, i popoli d'Europa.

Ma chi in Francia, dove, tuttavia, il revisionismo ha preso relativamente piede, osa denunciare pubblicamente, a viso aperto, se necessario radicalmente, questo mito?

Per quanto ne so io, solo due uomini, vale a dire il Professor Faurisson ed il mio coraggioso giovane camerata Vincent Reynouard, che ha già pagato caro il suo impegno e che rischia di pagarlo ancora più caro in futuro. Povera Francia, così terribilmente minacciata nel suo essere in quanto paese bianco dall'immigrazione-invasione e pur tuttavia così poco reattiva!

Voi, Fascisti Italiani, potete ancora essere fieri, poichè siete ben più numerosi nel denunciare questa menzogna mortale.

Che coloro che provano antipatia per il fascismo riflettano per un attimo: da dove vengono le loro informazioni in proposito? Esse provengono esattamente dalla stessa fonte infetta da cui è spuntata la favola dell'“Olocausto". Se lo ricordino bene, perchè è tardi: queste menzogne sono durate ed hanno dominato troppo a lungo. La verità nuda e cruda è che la Germania nazionalsocialista e l'Italia fascista hanno fermato fino al 1945 la marcia della barbarie rossa in Europa ed inoltre, nonostante sprovviste di materie prime, entrambe sono riuscite a risollevare dalla miseria i loro popoli, nel corso degli anni '30, in un contesto di pace sociale. Le virtuose democrazie, con i loro vasti imperi coloniali ed usurai erano padrone di tutta la ricchezza della terra, ma avevano conosciuto fino ai 1940 una disoccupazione onerosa. La guerra di distruzione che hanno imposta, l'hanno scelta in gran parte per paura e gelosia della nuova forza apportata all'Europa dai successi fascisti. Come è stato possibile dimenticare questo? » stata semplicemente iniettata un’overdose d'intossicazione, e non è finita, ben lungi dall'esserlo. Le calunnie antifasciste ed olocaustiche vanno avanti nutrendosi a vicenda: è un esempio di perfetta simbiosi, un percorso che vuole infliggerci una bell'agonia.

» vero, Robert Faurisson non è fascista, ma non è nemmeno antifascista. Infatti, ha molta simpatia per molti proseliti del fascismo, non fosse altro che per il fatto che sono così prostrati dai nostri comuni nemici. Anch'egli, come ho detto, è stato in parte ispirato dal defunto Maurice Bardeche di cui, per finire, vi cito qualche riga di un altro suo libro, Che cos’è il Fascismo? (1962), affinchè possiate farvi un'idea del suo pensiero.

Sono uno scrittore fascista. Dovrei essere ringraziato per averlo riconosciuto, poichè è per lo meno un punto fermo in un dibattito in cui gli elementi sfuggono.

[…]

Non amo la politica. Se pensate che il fascismo significhi far sfilare dei ragazzi con stivali e camicia bruna o nera, pensate che non è la mia definizione di fascismo. Ho difeso i fascisti, è ben diverso: perchè ho conosciuto dei fascisti e perchè odio Ia menzogna. Ho protestato contro un processo di snaturamento degli animi e di confisca delle volontà fondato sulla falsificazione. Sono ancora convinto di aver avuto ragione.

Ci hanno mentito e continuano a mentirci, perchè questa menzogna è indispensabile ai politici in carica. Ma tale menzogna si sta sbriciolando e domani crollerà. Finiremo per guardare alle esperienze fasciste come ad esperienze politiche che sono state messe in atto e poi sfigurate dalle necessità drammatiche della guerra, ma che hanno come tratto fondamentale l'esaltazione di determinati valori morali: il coraggio, l’energia, la disciplina, la responsabilità, la coscienza professionale, la solidarietà. Essere fascista oggi vuol dire auspicare che queste parole abbiano un senso per i popoli.

[…]

Non credo alla storia dei regimi fascisti e della Seconda Guerra Mondiale come viene presentata oggi. Questa storia non è stata ancora scritta completamente: ciò che è stato fatto di essa ci viene nascosto. Copioso è il dossier delle falsificazioni: fatti, documenti, omissioni. Lascio ad ognuno il compito di redigere fin d'ora un catalogo di ciò che vede. Qualsiasi essere ragionante dovrebbe prendere coscienza delle nostre illusioni, vale a dire che noi bruchiamo come bestie prive di ragione la menzogna della nostra libertà. Queste menzogne hanno nutrito delle ideologie di autodistruzione, l'antirazzismo, la lotta di classe. Ed in questo cibo adulterato si nasconde il segreto della nostra impotenza.

Molto presto, tra dieci o vent'anni, la razza bianca in Europa dovrà lottare per la sua sopravvivenza.

Questa lotta suprema richiederà dei regimi forti, dei governi di salute pubblica. Non potrà essere condotta se non indebolendo le ideologie e facendo ricorso alle qualità virili di cui parlavo. Non bisogna chiedersi oggi se sono possibili questi regimi forti; occorre saper che essi sono inevitabili, qualsiasi sia il loro nome. Essi sono la condizione della nostra salvezza.

Vi ringrazio della vostra attenzione.

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15:35 Scritto da: waa359 in Eretici antisemiti | Link permanente | Commenti (0) | |  Facebook |  Stampa

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