05.08.2009

Discorso di Adolf Hitler del 30 Gennaio 1941

Discorso tenuto da Adolf Hitler

allo Sportpalast di Berlino il 30 gennaio 1941 1

parte Prima

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Compatrioti, uomini e donne tedesche!2

Cambi di Governo si sono verificati di frequente nella storia, ed anche nella storia del nostro Popolo. E’ tuttavia certo che mai un cambio di Governo fu accompagnato da risultati di così vasta portata come quello di otto anni or sono. In quel momento la situazione del Reich era disperata.

Noi siamo stati chiamati a prendere la guida della Nazione in un momento in cui non appariva possibile un grande progresso.3

Il potere ci venne dato in circostanze di pressione inconcepibili,4 la pressione dovuta alla consapevolezza che, di per sé, in quel momento tutto avrebbe potuto esser perduto e che, agli occhi delle menti più nobili, ciò avrebbe rappresentato un ultimo tentativo, mentre agli occhi dei maligni ciò avrebbe condannato il Movimento Nazionalsocialista al fallimento definitivo.

A meno di un miracolo che salvasse la Nazione tedesca, la situazione era diretta verso una fine disastrosa. Per un periodo di circa 15 anni, gli eventi erano avanzati senza tregua verso il basso.

D’altro canto, questa situazione era solo il risultato della Guerra mondiale:...


dell’esito della Guerra mondiale, del nostro crollo interno, politico, morale e militare. Per tali motivi in un giorno come questo è particolarmente importante tornare con la memoria all’intero percorso di quella sventura nazionale.

Note:

 

1 Il testo proviene dalla registrazione fatta dal Monitoring Service della British Broadcasting Corporation (BBC).

2 Lunga pausa.

3 Letteralmente: “in cui essa [la Nazione] non sembrava svilupparsi verso un grande progresso”.

4 Letteralmente: “della più grande pressione concepibile”.

Quale fu la causa della Guerra mondiale? Non voglio spiegarne gli aspetti individuali, sui quali sono stati scritti tanti trattati. Per ordine dell’attuale presidente, Roosevelt, gli studiosi americani hanno indagato la causa della Guerra mondiale e hanno accertato che non poteva esserci responsabilità 5 tedesca. In momenti di così grande importanza per la storia contemporanea, gli individui possono interpretare un ruolo importante soltanto se a entrare in scena sono personalità davvero notevoli.

A quel tempo non fu questo il caso. Né da parte tedesca né dall’altra c’erano personalità eccezionali.6

La causa, quindi, non dipese né dal fallimento né dalla volontà dei singoli. I motivi erano più profondi. Certamente la causa di quella guerra non poté essere la forma di governo tedesca, in quanto la Germania era già una democrazia, e che democrazia! Copia esatta dei paesi

occidentali, giungeva a un compromesso fra la monarchia e la guida parlamentare. Questo Stato, allora, a causa della propria forma di governo, non poteva certamente essere la causa della guerra mossa dalle democrazie contro il Reich, come fu a quel tempo. La Germania, considerata come fattore politico mondiale, fu molto di più di una causa, perché dopo secoli di disordine e conseguente debolezza, le stirpi e gli Stati tedeschi alla fine si erano uniti in un nuovo Stato che ovviamente introduceva un elemento nuovo nel cosiddetto Equilibrio del Potere, un elemento considerato un corpo estraneo da parte degli altri. Più potente ancora, fu l’avversione per il Reich come fattore economico. Dopo che la Germania aveva tentato per secoli di rimediare alle proprie preoccupazioni economiche facendo man mano soffrire la fame al Popolo o costringendo la gente ad emigrare, il crescente consolidamento del potere politico del Reich diede origine allo sviluppo della forza economica. La Germania cominciò ad esportare merci invece di uomini, assicurandosi in tal modo i mercati mondiali necessari, un processo naturale e giusto dal nostro punto di vista, ma che gli altri ritennero un’intrusione nei loro più sacri domini.

Ecco che giungiamo allo Stato che considerava intollerabile quest’intrusione: l’Inghilterra.

Nei trecento anni precedenti l’Inghilterra aveva costruito gradualmente il proprio Impero, forse senza la libera volontà o le unanimi dimostrazioni degli interessati, ma per 300 anni quest’Impero mondiale fu tenuto 7 insieme esclusivamente con la forza. Le guerre si susseguirono. Una nazione dopo l’altra fu derubata della propria libertà; uno stato dopo l’altro fu distrutto per consentire il sorgere di quella struttura che si autodefinisce Impero Britannico. La Democrazia non fu nient’altro che una maschera per coprire la sottomissione e l’oppressione delle nazioni e degli individui.8

Questo stato non può oggi consentire ai propri sudditi di votare, dopo che sono stati fatti lavorare per secoli, per scegliere liberamente se essere membri di questo Commonwealth.9

Al contrario migliaia di Nazionalisti egiziani e indiani riempiono le prigioni. I campi di concentramento non sono stati inventati dalla Germania; gli Inglesi ne furono gli ingegnosi inventori.10

 

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Lager alleato x POW (prigionieri di Guerra Tedeschi)

Con questi sistemi sono riusciti a spezzare la spina dorsale di altre nazioni, a eliminare la loro resistenza, a fiaccarle ed infine a renderle disponibili a sottomettersi al giogo della democrazia britannica. In tale processo, un’arma formidabile fu quella della menzogna, cioè della propaganda. Un vecchio proverbio dice che se un Inglese parla di Dio intende cotone. E così è oggi.

Considerando come sono pii e religiosi i gesti esteriori di uomini che, deliberatamente e insensibilmente, conducono una nazione dopo l’altra in una lotta al solo servizio dei propri interessi materiali, si è costretti ad affermare che di rado l’ipocrisia umana ha raggiunto una vetta eguale a quella degli Inglesi d’oggi.11

 

Note:

5 Letteralmente: “colpa”.

6 Letteralmente: “foggiate con forme eccezionali”.

7 Letteralmente: “unito”.

8 Non mi pare che oltre sessant’anni dopo sia mutato granché, salvo forse il protagonista: gli U.S.A. al posto della Gran Bretagna.

9 Il Commonwealth of Nations, o più semplicemente Commonwealth, è oggi l'associazione di 53 stati sovrani indipendenti, quasi tutti ex-territori dell'Impero britannico. E’ nato nel 1926. Il Capo del Commonwealth è la regina Elisabetta II, anche se tale titolo -che non implica alcun potere politico sugli stati membri- non appartiene necessariamente al sovrano inglese. E' comunque vero che 16 stati del Commonwealth, detti Commonwealth Realms, riconoscono il sovrano britannico come Capo dello Stato, anche se in modo esclusivamente formale.

10 Letteralmente: “sono gli Inglesi gli ingegnosi inventori di quest’idea”.

 

In ogni caso, alla fine di questo percorso macchiato di sangue di trecento anni di storia britannica, resta il fatto che 46 milioni d’Inglesi della madrepatria governano circa un quarto del globo. Ciò significa che ci sono 46 milioni di uomini per circa 40 milioni di chilometri quadrati.

Compatrioti!

E’ importante gridarlo cento volte al mondo, perché sono questi spudorati bugiardi democratici a sostenere che i cosiddetti Stati Autoritari stanno per conquistare il mondo, mentre di fatto, i conquistatori del mondo sono i nostri vecchi nemici. L’Impero mondiale britannico ha lasciato dietro di sé un gelido flusso di sangue e lacrime nel cammino della propria creazione. Oggi senza dubbio governa una parte enorme del mondo. Ma questo governo mondiale non è influenzato dalla forza di un’idea, ma essenzialmente dalla forza, e dove la forza non è sufficiente,dal potere degli interessi capitalistici ed economici. Tenendo a mente la storia dell’Impero britannico, possiamo comprenderne il processo stesso soltanto quale risultato della totale assenza, nel continente europeo, di una entità che sfidasse 12 questo sviluppo, in particolare l’assenza del Reich tedesco.

Per 300 anni la Germania non è praticamente esistita.

Mentre i Britannici parlavano di Dio senza per questo perdere di vista i propri interessi economici, la Nazione tedesca, tesa oltre il limite, sollevava i problemi religiosi ad una tale importanza che ne seguivano guerre sanguinose, durate per secoli. Questa fu una delle condizioni che resero possibile la formazione dell’Impero britannico, perché nella stessa misura con cui la Nazione tedesca impiegava la propria forza all’interno, essa veniva eliminata come potenza internazionale, e nella stessa misura l’Inghilterra poteva, indisturbata, costruire il proprio impero con la rapina. Non fu solo la Germania ad essere praticamente eliminata dalla competizione mondiale in questi tre secoli; lo stesso accadde all’Italia, dove si verificarono fenomeni simili a quelli tedeschi, di natura politica e dinastica invece che religiosa. Per altri motivi ancora, venne eliminata un'altra grande Nazione dell’Asia orientale, anch’essa per quasi quattro secoli gradualmente ritiratasi dal resto del mondo, fino a cessare di considerare d’importanza capitale il proprio spazio vitale, immersa in un volontario isolamento. In tal modo sorse, in particolare in Europa, un sistema che l’Inghilterra definiva Equilibrio del Potere, che significa, di fatto, disorganizzazione del continente europeo a favore delle Isole britanniche. Per questa ragione, per secoli, lo scopo della politica britannica fu quello di mantenere questa disorganizzazione, non sotto la denominazione di “disorganizzazione” ovviamente, ma con un termine che suonava meglio. Allo stesso modo in cui non parlano di cotone, ma di “Dio”, essi non parlano della disorganizzazione dell’Europa ma dell’ “Equilibrio del Potere”. E questo cosiddetto Equilibrio del Potere, che è la vera, interna importanza d’Europa, ha consentito ripetutamente all’Inghilterra di dirigere uno stato contro l’altro, mantenendo impegnate13in tal modo le forze d’Europa in una battaglia tutta interna. Così l’Inghilterra poteva spingersi avanti, indisturbata, in altre aree che, al confronto, offrivano scarsa resistenza.

E malgrado tutto, oggi, parlare del Potere Mondiale dell’Inghilterra oppure dell’Inghilterra padrona del mondo, non è altro che un’illusione. A cominciare dalla sua situazione interna: l’Inghilterra, malgrado le proprie conquiste mondiali è forse lo Stato socialmente più arretrato d’Europa.

Socialmente arretrato, ovvero uno stato finalizzato esclusivamente agli interessi del ceto sociale più elevato, relativamente esiguo e scarno, e della cricca ebraica sua alleata. Gli interessi delle grandi masse non hanno alcun peso nel decidere l’orientamento di questo Stato. Ecco che di nuovo servono 14 le frasi della propaganda. Si parla di libertà, si parla di democrazia, si parla delle conquiste di un sistema liberale intendendo nient’altro che la stabilizzazione del regime di un settore della società che, grazie ai propri capitali, è in grado di mantenere la presa sulla stampa, di

Note:

11 Oggi, quella vetta, è stata abbondantemente doppiata…

12 Anche “si opponesse, fronteggiasse”.

13 Letteralmente: “coinvolte”.

14 Letteralmente: “devono servire”.

organizzarla e dirigerla e di creare l’opinione pubblica.15 Così, in uno Stato dominato dai ricchi della terra, che ha a propria disposizione uno spazio vitale gigantesco, in uno stato che ha a stento un abitante per chilometro quadrato in tutto, in uno stato tanto benedetto dalla natura, milioni di persone sono escluse da questi vantaggi e vivono in una povertà maggiore di quella della popolazione di uno qualsiasi dei sovrappopolati stati del centro Europa. Il paese che è il paradiso per pochi, non è nient’altro che ininterrotta miseria per molti, cioè per le masse. Miseria nell’alimentazione, miseria nel vestiario, miseria in particolare negli alloggi; miseria nella sicurezza del reddito e nell’intera legislazione sociale. E se all’improvviso un segretario Laburista britannico 16 che, fra l’altro, sebbene membro dell’opposizione, è pagato dallo Stato, si leva e dichiara: “Dopo questa guerra, dopo la vittoria, l’Inghilterra dovrà affrontare i problemi sociali; dovremo prenderci cura delle grandi masse”, io posso soltanto rispondergli: “Noi lo abbiamo fatto molto tempo fa”. Ciò è interessante soltanto quale conferma della nostra tesi che l’Inghilterra, in realtà, è il paese socialmente più arretrato del mondo. Così, considerata al proprio interno, questa gigantesca ricchezza esterna è in realtà inutile fino a che le masse, in quanto distinte dai singoli, non ne sono coinvolte. Ma anche esternamente questo dominio mondiale è soltanto una finzione. Al mondo sono stati dati nuovi centri. Sono sorti Stati giganteschi che non possono né essere attaccati e neppure minacciati dalla Gran Bretagna. L’intero principio britannico di dominazione del mondo era fondato sul fare in modo che altri agissero contro il Continente. Ma fuori dal continente europeo o lontano da questo sono nati dei grandi Stati del tutto inviolabili per l’Inghilterra. La diplomazia britannica può soltanto tentare di mantenervi la propria posizione con abili manipolazioni e cercando di introdurre altre forze nel gioco, il che significa che ora deve tentare di rilanciare il cosiddetto Equilibrio del Potere in Europa in un Equilibrio del Potere mondiale. In altre parole, deve mettere le Grandi Potenze una contro l’altra per mantenere almeno la parvenza di Potenza mondiale. Tuttavia, nella stessa Europa il risveglio delle nazioni si è già sbarazzato della teoria del cosiddetto Equilibrio del Potere, ovvero della disorganizzazione del Continente. Il potenziamento nazionale della Germania e la creazione del nuovo Reich tedesco è penetrato nel disorganizzato continente europeo e nel suo meridione 17 , dove l’Italia ha fatto lo stesso. A ciò debbono essere aggiunti dei nuovi elementi che fanno apparire l’Equilibrio del Potere solo un’illusione. Esso non esiste più. In ciò riconosciamo davvero il vero motivo della Guerra mondiale. E’ dal 1871, quando le stirpi tedesche iniziarono ad organizzarsi e, sotto la direzione di uno statista di genio, formarono di nuovo un Impero e la rinascita della Nazione tedesca trovò espressione in uno stato unitario, che la Gran Bretagna ha perseguitato questa nuova entità.18 Nel 1871, e perfino nel 1870, immediatamente dopo la battaglia di Sedan 19, i giornali britannici iniziarono a far notare che questa nuova struttura era più pericolosa per la Gran Bretagna di quanto lo fosse stata la Francia. Anche allora si sperò che la Prussia avesse successo, magari con una lunga guerra, nel rovesciare la Francia, ma non c’era il desiderio che dall’ascesa della Prussia sorgesse una rinascita nazionale tedesca o, perfino, un nuovo Impero tedesco. Iniziò così il periodo dal 1871 al 1914, durante il quale la Gran Bretagna cospirò continuamente per una guerra contro la Germania, e fu ostile ed aggressiva verso di essa ad ogni occasione, finché infine scoppiò la Guerra mondiale, opera di un ristrettissimo gruppo di furfanti internazionali senza scrupoli. E la Gran Bretagna concluse la guerra a favore della Prussia e dei suoi alleati, sebbene i combattimenti continuassero ad opera del nuovo governo francese.

Note:

15 Non mi sembra sia mutato alcunché, oggi…

16 Dal 1935 al 1955 il leader del Labour Party britannico fu Clement Richard Attlee, Primo Conte Attlee (1883–1967), Primo Ministro dal 1945 al 1951. E' quindi probabile che la frase riferita dal Führer sia stata pronunciata da lui.

17 Letteralmente: “a sud di noi [intendendo la Germania]”.

18 Letteralmente: “questa nuova apparizione”.

19 La battaglia di Sedan fu combattuta il 1° settembre 1870, durante la guerra franco-prussiana. Terminò con la cattura dell'Imperatore Napoleone III insieme al proprio esercito e in pratica ricevette aiuto straniero per questa Guerra mondiale che, di nuovo, fu in grado di intraprendere soltanto con l’assistenza straniera.

E’ interessante formarsi un’immagine mentale dell’evoluzione della politica britannica di dominazione mondiale durante gli ultimi 400 anni. Innanzitutto, ci fu la Spagna, con l’aiuto olandese; poi la lotta contro gli olandesi, con l’aiuto di altri stati europei, fra i quali la Francia;quindi, alla fine, fu contro la Francia, con l’aiuto dell’Europa e quella parte del mondo a disposizione della Gran Bretagna. La guerra mondiale che fece tremare l’Europa fra il 1914 e il 1918 fu esclusivamente il risultato a lungo desiderato dell’abilità politica britannica. Sebbene contro la Germania, a quel tempo, fosse stato mobilitato il mondo intero, la Germania non venne realmente sconfitta. Oggi possiamo affermarlo con certezza. Non sarei un critico del passato se non avessi contribuito a migliorarlo. Ma oggi, come uomo che ha migliorato le cose, posso esaminare criticamente e giudicare il passato, e complessivamente posso affermare che il risultato del 1918 è soltanto la conseguenza di un raro cumulo di inefficienza personale nella guida della nazione, un cumulo unico mai esistito prima nella storia, e che –lasciatemelo dire- mai sarà ripetuto. Malgrado tutto ciò, questo paese e il soldato tedesco per quattro anni resistettero all’attacco di un mondo ostile, e la nazione tedesca fidò ancora nell’onore del restante mondo democratico e dei suoi governanti.

Questa credulità della nazione tedesca, che all’epoca fu rimpianta da molti, ricevette una terribile ricompensa. Se oggi gli inglesi si presentano e credono che sia soltanto sufficiente mettere sul grammofono i vecchi dischi della propaganda degli anni 1917-18 per ottenere dei nuovi risultati,posso solo dire che essi non hanno scordato nulla, ma, per loro sfortuna, non hanno neppure imparato dall’esperienza. A questo riguardo sono diversi dal Popolo tedesco. La Nazione tedesca da allora ha imparato; e non ha scordato nulla.

Noi non vogliamo essere meschini. Troppe volte, in passato, le promesse sono state rotte. Ma ciò che accadde negli anni successivi al 1918 non fu solo una promessa spezzata; gli impegni violati furono prodotti su scala industriale. Non una singola promessa fu mantenuta. Mai prima una grande nazione era stata ingannata come lo fu allora quella tedesca. Aveva ricevuto un tale quantità di rassicurazioni, a questa credula Nazione era stato promesso così tanto, e cosa lefecero? 20 Fu saccheggiata e sfruttata. Per rendere il Popolo tedesco ancora più credulone venne utilizzato un uomo di stato straniero, un americano.

Forse questo fu il vero motivo per cui il Popolo tedesco si fece abbindolare da questa manovra. Ma anche a questo riguardo siamo immuni da ogni tentativo analogo. Il popolo tedesco, anno dopo anno, ha avuto l’opportunità di riflettere sulla sincerità delle promesse e degli impegni democratici e sull’onestà degli uomini di stato democratici, di fare confronti e provarle a fronte delle proprie esperienze. Il Movimento Nazionalsocialista ha avuto origine in questo periodo.

Se oggi loro ci dicono: “Perché si sono inventati una nuova ideologia?”, la mia risposta è: “Perché la vecchia è miseramente fallita”. E non solo in teoria! La democrazia è stata davvero miserabilecon noi!

Quando 40 o 50 strani partiti sono in competizione coi loro giganteschi interessi filosofici, che spaziano da quello della proprietà giù fino al livello dei circoli ciclistici, dei padroni di case e così via, ciò è già di per se un brutto spettacolo; ma a prescindere addirittura da questo, se noi fossimo stati ricompensati perlomeno all’esterno per questa miserabile alterazione democratica delle nostre vite, all’interno, avremmo almeno potuto dire: “Ebbene questa roba è certamente fallita in patria, ma almeno avete ricevuto un trattamento decoroso all’esterno”. In patria, naturalmente, l’intera cosa era tutt’altro che uno scherzo, ma i paesi stranieri la prendevano seriamente, o almeno fingevano di volere che noi la prendessimo seriamente. Se avessero mantenuto alcune delle loro promesse perché voi eravate disposti ad essere buoni democratici sull’esempio degli altri! Oh, se

Note:

20 Letteralmente: “e cosa fecero alla nostra Nazione?”.

 

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fosse accaduto questo! 21 Ma chi fu che ricattarono? Chi fecero soffrire? Forse lo Stato Nazionalsocialista? No, la democrazia tedesca! Quando tornai a casa nel 1918 e vissi l’inverno fra il 1918 e il 1919, mi resi conto, come molti altri, che non ci potevamo aspettare una rigenerazione dal mondo politico esistente in Germania, e così iniziai a andare in cerca –come fecero molti altri-, e fu così che nacque quell’idea che più avanti conquistò la Nazione tedesca come Nazionalsocialismo. Partii da un’intuizione: la nazione tedesca era caduta perché si era concessa il lusso di impiegare la propria forza in patria. Questo uso della forza rivolto all’interno ci aveva sottratto la possibilità di utilizzare quella stessa forza verso l’esterno, adeguandoci a una legge che ci veniva imposta da fuori. La nazione tedesca aveva sperato di guadagnare, alternativamente, il favore degli altri ma aveva soltanto incontrato il puro e semplice egocentrismo degli interessi particolari più crudeli e più gretti, che avevano iniziato a saccheggiare tutto ciò che poteva essere saccheggiato. Non ci saremmo dovuti attendere altro. Ma ora il dado era tratto. Una cosa mi appariva evidente: nessuna risalita può aver origine dall’esterno. Prima di tutto, la nazione tedesca doveva imparare a comprendere la propria lotta politica, che gli avrebbe consentito di chiamare a raccolta tutta l’energia della Germania e soprattutto la sua forza ideale. E questa forza ideale, a quel tempo, la si poteva trovare solo in due campi: in quello Socialista e in quello Nazionalista. Ma questi erano anche i campi fra cui esisteva ostilità e conflitto all’ultimo sangue.22 Questi due schieramenti dovevano essere fusi in un nuovo insieme. Oggi, compatrioti, quando sono milioni e milioni a marciare dietro il simbolo di questa unità, ciò appare ovvio. Ma negli anni 1918 e 1919, sembrava il prodotto di una fantasia malata. Tutt’al più, la gente mi compativa. Forse, fu una fortuna che fosse così. Se il popolo mi avesse preso sul serio allora, probabilmente mi avrebbe distrutto e il movimento a quel tempo era troppo esiguo per poter sopravvivere a una tale distruzione. Ma forse fu il destino voluto dalla natura o da Dio, che abbiano riso di noi, che ci abbiano schernito e che un certo tipo di propaganda ci abbia solo messi in ridicolo e considerati uno scherzo. Così, gradualmente, siamo riusciti a formare il primo embrione e il primo nucleo della nuova comunità nazionale, un fenomeno storico quasi incredibile partito da gente sconosciuta e seguaci pieni di buona volontà in mezzo alle masse del popolostesso. Esiste soltanto un altro Stato in cui questo processo si può dire abbia raggiunto il successo 23 :l’Italia, e in nessun altro luogo d’Europa. In molti Stati vediamo, forse, un inizio e tutte le democrazie si rendono pienamente conto dell’importanza di un tale processo, ed hanno fiducia di poter ottenere risultati simili con la frode. Ma scordano una cosa: una tale rinascita nazionale è veramente un avvenimento miracoloso, un evento che presuppone la fede piuttosto del cosiddetto sapere 24, astratto e ingegnoso. L’origine del nostro movimento fu il fatto che, negli anni dal 1918 al 1921, ci meritammo lentamente la fede semplice delle grandi masse. Ciò consentì all’uomo comune delle fabbriche e delle miniere, delle fattorie, degli uffici, di credere nel futuro di quest’idea e di questo movimento, e nella vittoria che doveva ancora venire. Allora il nostro punto di vista era che se la nazione tedesca non avesse ripristinato il proprio prestigio mondiale, vale a dire non fosse tornata ad essere un fattore potente, in breve la Germania avrebbe perduto 20 milioni di persone. Questa fu una semplice deduzione. La disoccupazione cresceva un anno dopo l’altro, causando lo smarrimento nei concetti nazionali e nelle strutture economiche. I cambi continui di governo impedivano visioni più ampie. Non si potevano fare piani neppure con due o tre mesi d’anticipo, poiché si poteva esser certi che in tre mesi il governo sarebbe cambiato. L’uno avrebbe detto: “Perché debbo risolvere gli sbagli fatti da altri?”, e un altro: “Perché dovrei apportare migliorie al

Note:

21 Letteralmente: “…se almeno questo fosse stato il caso!”.

22 Letteralmente: “la più mortale ostilità e conflittualità”.

23 Letteralmente: “…questo processo possa essere considerato esser giunto ad una conclusione di successo…”.

24 Anche “conoscenza o istruzione”.

 

solo scopo di avvantaggiare altri?”. Non c’era più alcun motivo di tentare una qualsiasi soluzione efficace e autentica. Ma questo stato di cose ovviamente aumentava la debolezza nazionale, e il declino economico e provocava maggior disoccupazione. Il peso diveniva più grande, la capacità di sopportarlo minore, e la fine doveva essere un crollo, le cui conseguenze non si potevano prevedere. Era facile credere che la premurosa e umanitaria profezia del democratico Clemenceau, 25 in base alla quale si diceva che avessimo 20 milioni di abitanti di troppo, sarebbe divenuta realtà.

Allora fu data forma al programma di unificazione delle forze tedesche, di cieca obbedienza per un obiettivo, per assicurare il nostro diritto di vivere in eterno. Così facendo scegliemmo un cammino fra due estremi. Uno di questi teneva stretto il nostro popolo: era l’individualismo liberale che poneva il singolo non solo al centro dell’interesse ma anche al centro di ogni atto. D’altro canto, il nostro popolo era allettato dalla teoria dell’umanità universale come sola guida dell’individuo.26 I nostri ideali si ponevano fra questi due: noi vedevamo il Popolo come una comunità di corpi e animi, formati e voluti dalla Provvidenza. Noi siamo inseriti in questa comunità e soltanto all’interno di essa possiamo formare la nostra esistenza. Noi abbiamo consapevolmente subordinato tutte le considerazioni a questo fine, tutti gli interessi ed anche tutte le nostre azioni sono state sviluppate in accordo con esso. Perciò sorse una visione del mondo 27 Nazionalsocialista che ha sconfitto l’individualismo, ma non abbattendo le capacità o l’iniziativa individuale, ma soltanto asserendo che l’interesse comunitario è superiore alla libertà individuale e all’iniziativa del singolo. Quest’interesse comune regola e mette ordine e, se necessario, limita e comanda. Pertanto, in quei giorni, iniziammo una battaglia contro tutti, contro l’individualismo quanto contro l’universalismo. E con questa lotta, lentamente, in 14 anni conquistammo la Nazione tedesca. I 1000 membri che il movimento contava al termine del suo primo anno di vita, un numero destinato a crescere costantemente, questi seguaci non erano altro che tedeschi che provenivano da altri movimenti. Centinaia di migliaia delle mie SA ed SS hanno lottato in altre organizzazioni, e da queste le abbiamo tutte convinte e conquistate guadagnandoci la loro profonda fedeltà. Quella forse fu la più grande battaglia d’animi della nostra storia. Io non potevo costringere nessuno a raggiungermi, ad entrare nella mia organizzazione; tutti dovettero essere intimamente persuasi e tale convinzione costò loro grandi sacrifici. Questa lotta dovette essere davvero risolta combattendo una battaglia spirituale 28m con la parola, con la forma e con gli scritti. Solo quando un avversario ostile dichiarava: “Non posso battervi spiritualmente, ma sono più forte di voi”, soltanto allora, io, vecchio soldato, rispondevo giustamente alla violenza con la violenza. Prima, io […..]29 il movimento di lotta che combatteva con lo spirito finché l’avversario usava armi spirituali…ma non esitai a fare appello alla violenza quando l’altro riteneva di poter usare la

Note:

25 Georges-Benjamin Clemenceau (Mouilleron-en-Pareds 1841 - Parigi 1929). Politico francese. Medico, entrò in politica alla dissoluzione del Secondo impero (1870). Deputato radicale nel 1871, sedette all'estrema sinistra. Dopo essersi battuto contro Mac-Mahon, contribuì alla caduta di numerosi ministeri (Gambetta, 1882; Ferry, 1885). La sua tenace azione politica gli valse il soprannome di Tigre. Sostenne in un primo tempo Boulanger al ministero della Guerra, poi ne denunciò le tendenze autoritarie. Compromesso nello scandalo di Panama, uscì sconfitto dalle elezioni del 1893. L'affaire Dreyfus lo riportò in auge: schieratosi a favore dell'ufficiale ebreo, pubblicò su "L'Aurore" il famoso articolo di Zola J'accuse (1898). Senatore (1902), ministro dell'Interno (1906-1909), perseguì la politica di separazione della chiesa dallo stato, ma si scontrò pure con il movimento operaio socialista, che gli divenne ostile. Tornato all'opposizione, fu richiamato da Poincaré alla testa del governo nei difficili mesi del 1917. La sua repressione dei disfattisti restituì fiducia alla Francia, accresciuta dall'attribuzione al maresciallo francese Foch del comando unico alleato. Dopo aver preso parte alla conferenza di Parigi e aver negoziato il trattato di pace di Versailles (1919), fu battuto da P.L.E. Deschanel nelle elezioni per la presidenza della repubblica (1920).

26 Letteralmente: “…che da sola doveva guidare l’individuo”.

27 Letteralmente: “un mondo di concezioni”.

28 Letteralmente: “…combattendo spiritualmente…”.

29 Alcune parole del Führer sono andate perdute nella trascrizione del nastro.

 

violenza per aiutare lo spirito. I nostri antagonisti di allora erano quelli che ci avevano sempre combattuto sia dentro che fuori del paese: un’aggregazione di persone che sentiva, pensava ed agiva secondo idee internazionaliste. Conosciamo le coalizioni di quei tempi. In questa battaglia dello spirito le abbiamo sconfitte ovunque. Quando infine fui chiamato al potere, vi giunsi in modo legale, sotto la presidenza del Feldmaresciallo von Hindenburg, poiché ero appoggiato dal movimento più forte.Ciò significa che la Rivoluzione Nazionalsocialista ha sconfitto la democrazia, all’interno della democrazia e per mezzo di essa. Noi abbiamo preso il potere legalmente e ancora oggi, qui, io mi presento a voi su mandato conferitomi dalla Nazione tedesca, un mandato di portata assai più vasta di quello di cui siano in possesso ciascuno dei cosiddetti statisti democratici. Quando siamo andati al potere nel 1933 la nostra strada era nettamente tracciata. Era stata delineata in una lotta lunga 15 anni, che in migliaia di manifestazioni ci aveva fatto contrarre un obbligo nei confronti del popolo tedesco. E io sarei stato disonorato e avrei meritato d’esser lapidato se avessi deviato anche solo di un passo da quel programma, o se lo facessi adesso. La parte sociale di questo programma significò unificare il popolo tedesco, vincendo tutti i pregiudizi di classe, educando la Germania per la comunità e, se necessario, spezzando ogni opposizione a questa unità. In economia, volle dire costruire una economia nazionale tedesca che apprezzava l’importanza dell’iniziativa privata, ma subordinava l’intera vita economica all’interesse comune. Credetemi, anche qui non c’è altro scopo ragionevole. In tempi in cui i figli sono schierati in battaglia 30, e dove non si può fare differenza fra coloro che rappresentano molto e chi rappresenta poco, non si possono mantenere profitti economici o posizioni di privilegio a svantaggio dell’insieme della comunità. Come dappertutto anche qui procedetti insegnando, istruendo e con un lento adattamento, perché era per me motivo d’orgoglio compiere questa rivoluzione senza che fosse rotto un solo vetro in tutta la Germania. Una rivoluzione che portasse ai mutamenti più grandi mai realizzati sulla terra, ma senza distruggere nulla, solo riorganizzando lentamente tutto, finché infine l’intera, grande comunità avesse trovato il proprio nuovo cammino: questo era il mio scopo.

Per la politica estera fu lo stesso. Il mio programma era di sbarazzarmi di Versailles. In tutto il mondo la gente non dovrebbe essere così sempliciotta ed agire come se io avessi scoperto questo programma nel 1933, nel 1935 o nel 1937. Questi signori avrebbero dovuto solo leggere ciò che io ho scritto migliaia di volte invece di ascoltare le stupide sciocchezze dei fuoriusciti. Nessuno al mondo può avere affermato e scritto tanto spesso quanto me ciò che voleva, e io l’ho scritto centinaia di volte: “Via da Versailles!”.

E questo non era un nostro capriccio, ma il motivo era che Versailles era la più grande ingiustizia e il più abietto maltrattamento di un grande popolo mai visto nella storia. Senza l’abolizione di uesta costrizione 31 -diretta a distruggere il popolo tedesco- non sarebbe stato possibile mantenere in vita il popolo stesso. Io proposi quel programma come un soldato, e ne parlai per la prima volta nel 1919. E ho tenuto fede a questo programma come ad un obbligo solenne durante tutti gli anni della lotta per il potere, e quando vi giunsi non dissi, come i politici democratici […] 32. Ma in quel momento dissi a me stesso: “Dio ti ringrazio, per avermi condotto al punto in cui posso mettere in atto il mio programma”. Ma, di nuovo, non volli farlo usando la violenza. Parlai quanto può parlare un essere umano. I miei discorsi al Reichstag, che non possono essere falsificati dai politici democratici, sono prove per la storia. Quali offerte feci loro! Come li pregai di essere ragionevoli! Chiesi loro di usare il buon senso e di non intromettersi nell’esistenza di una grande nazione. Dimostrai loro che non avrebbe ricavato alcun beneficio nel farlo. Dissi loro che era insensato, e che si sarebbero soltanto danneggiati. Cosa non ho fatto in tutti questi anni per preparare il terreno per un’intesa! Non

Note:

30 Letteralmente: “…in battaglia per difesa…”.

31 Letteralmente: “strumento di forza”.

32 A questo punto il Führer fa una citazione da La Congiura di Fiesco a Genova (Die Verschwörung des Fiesco zu Genua) di Johann Christoph Friedrich von Schiller (1759 - 1805), che non è riportata nella trascrizione; ma ne viene indicato il senso: “Il mostro ha compiuto la propria opera, ora può essere bandito”.


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17:31 Scritto da: waa359 in Adolf HITLER,Führer,Reichskanzler | Link permanente | Commenti (0) | |  Facebook |  Stampa

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