29.07.2009

Nuova OLO-balla svelata in Polonia

FANTASMI DI UN MASSACRO

LA POLONIA SI TROVA A FARE I CONTI CON LA TERRIBILE VERITA' DI CITTADINI POLACCHI CHE ASSASSINARONO DEGLI EBREI

dI: Romesh Ratnesar

Per anni il cippo di pietra è rimasto all'entrata di Jedwabne, nella Polonia nordorientale, una lapide a ricordo della piccola cittadina polacca i cui residenti ebrei furono uccisi dai nazisti nella Seconda Guerra Mondiale.

Jedwabne-Stone.jpg

nella foto la falsa lapide

La lapide commemorativa era tuttavia una menzogna.

Un giorno di Luglio del 1941, 1.600 ebrei furono assassinati a Jedwabne in un improvviso, brutale e barbaro pogrom.

Alcuni furono bastonati a morte, altri annegati; la testa di una giovane ragazza ebrea fu decapitata e presa a calci.

Madri picchiate a morte con i loro bambini fra le braccia. Mentre cadeva la notte, 1.500 ebrei furono spinti in una stalla la quale fu cosparsa di benzina e data alle fiamme.

Questi ebrei, tuttavia, non furono uccisi dai nazisti...


Come ha detto Jan T. Gross nel suo libro: NEIGHBOURS: THE DESTRUCTION OF THE JEWISH COMMUNITY IN JEDWABNE, POLAND (Università di Princeton; 261 pagine); " ora sappiamo, oltre ogni ragionevole dubbio, come d'altronde i cittadini di Jedwabne sanno da tempo, che gli ebrei furono massacrati dai loro stessi vicini ".

Quest'accusa, ossia che cittadini polacchi abbiano partecipato allo sterminio di cittadini ebrei durante il periodo dell'Olocausto, è stata la più sconcertante rivelazione con la quale la società polacca ha dovuto confrontarsi dalla caduta del comunismo.

Il libro NEIGHBOURS (I vicini), che è stato pubblicato in inglese nel 2001, apparve in Polonia nella primavera dell'anno prima ed iniziò a suscitare attenzioni alla fine del 2000. Da allora non ha mai smesso di essere oggetto di un incessante e doloroso dibattito pubblico.

Solo nel Marzo 2001, il quotidiano polacco GAZETA WYBORCZA pubblicò ben 70 articoli sul tema.

Il Presidente polacco, il Primo Ministro ed il Primate della Chiesa Cattolica polacca, hanno tutti ammesso che il crimine fu effettivamente commesso dai polacchi.

Il cippo commemorativo del massacro degli ebrei fu tolto nello stesso mese di Marzo ed uno nuovo fu eretto il 10 Luglio 2001, 60° anniversario del pogrom, durante una cerimonia nella quale il Presidente Aleksander Kwasniewski ha chiesto scusa per questa atrocità.

Gross, un emigrato polacco e docente di scienze politiche alla New York University, dice di essere trasalito nel constatare l'aperta disponibilità della Polonia nell'assumersi la responsabilità di questa rivelazione che va contro la tradizionale narrativa bellica polacca e che scalza il concetto che nessun ebreo è stato vittima di polacchi.

Il libro ha inoltre ferito diversi polacchi, i quali temono che esso provochi giudizi antisemiti nei confronti di tutta la nazione, ignorando la resistenza della Polonia contro i nazisti e la morte di 3 milioni di polacchi durante la guerra.

A Jedwabne, i residenti si rifiutano di parlare di ciò che avvenne da loro. " le persone alle quali si dovrebbe chiedere scusa, sono tutte morte e non abbiamo fatto niente per loro " disse una donna qualche tempo fa.

Il Sindaco della cittadina, Krzysztof Godlewski dice che " dobbiamo agire in modo da rimarginare le ferite. Gli ebrei non vogliono le nostre scuse, essi chiedono semplicemente che si riconosca che questa cittadina è stata anche la loro ".

Come è possibile che la vicenda sia rimasta nascosta per così tanto tempo ?

La censura è una delle ragioni.

Lo storico britannico Norman Davies dice che sotto il comunismo tutta l'epoca della guerra è stata ridimensionata ad una semplice vicenda di buoni e cattivi, tutto il male veniva fatto dai fascisti e le vittime non venivano mai realmente identificate.

Ma molte persone sapevano la verità. Un libro commemorativo del massacro fu pubblicato nel 1980 e Gross trae la testimonianza del processo, nel 1949, a 22 polacchi accusati dell'eccidio.

" Un'intera popolazione ebraica viene spazzata via in un giorno " dice Gross " e ancora viene tutto passato sotto silenzio, forse perchè la verità è troppo atroce da accettare ".

Il libro di Gross è stato elogiato dagli storici occidentali e obbligherà la società polacca a prendere atto della virulenza del suo anti-semitismo durante quel periodo.

Il libro NEIGHBOURS (I vicini) è stato però anche criticato per non aver avvalorato resoconti presi da testimonianze del processo con documenti ufficiali e per aver sminuito il ruolo degli occupanti tedeschi, che Gross descrive fosse limitato a " fare fotografie "

Thomas Strzembosz, uno storico dell'Università Cattolica di Varsavia, dice che il numero dei cittadini polacchi coinvolti nel massacro era solo di " alcune dozzine " (Gross asserisce che almeno mezza popolazione maschile adulta di Jedwabne vi prese parte) e che i militari tedeschi organizzarono ed ispirarono l'intera vicenda.

Gross afferma che " niente poteva succedere in questo territorio senza l'autorizzazione tedesca " ma, mentre i nazisti potrebbero aver incoraggiato la cosa, " essi non hanno commesso il fatto ".

Alcune controversie potranno essere risolte dai ricercatori dell'Istituto Nazionale Polacco della Memoria.

Ma il libro NEIGHBOURS (I vicini) potrebbe essere solo l'inizio.

Gross dice che Jedwabne du preceduto da episodi simili in due cittadine nelle vicinanze.

Norman  Naimark, un'autorità della storia dell'Est Europeo all'Università di Stanford, dice che questo libro genererà ulteriori ricerche nei crimini di guerra contro gli ebrei messi in atto dai Polacchi, Lituani, Lettoni e Ucraini.

Dice " il libro dimostra ancora una volta che la disumanità dell'uomo è senza fine ".

In questo senso, i polacchi non sono gli unici eredi della vicenda di Jedwabne.

Da Jedwabne: Tadeusz Kurcharski

Traduzione a cura di: GIAN FRANCO SPOTTI

Fonte: TIME-MAGAZINE

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11:02 Scritto da: waa359 in Verità Politicamente SCORRETTE | Link permanente | Commenti (1) | |  Facebook |  Stampa

Commenti

Tutte queste storie servono per tenere lLe Nazioni Europee anzi i loro miserrimi governanti proni ai sionisti e agli Americani.
I nostri attuali governanti avendo sulle spalle gli asseriti crimini commessi contro una potentissima minoranza
durante la seconda guerra mondiale per non sentirsi tacciare come anti sionisti giustificano ogni crimine che commette quotidianamente l'entità sionista nella Palestina occupata

Scritto da: g | 21.10.2009

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