20.07.2009

UN OLOCAUSTO VERO: DRESDA

UN OLOCAUSTO VERO: DRESDA

by Gianluca Freda (21/02/2007 - 03:16)

IL MASSACRO DI DRESDA
di Eddy Morrison

Mentre in occidente siamo costretti a celebrare, ogni 27 gennnaio, la memoria di un olocausto fasullo – almeno nei termini in cui ci è stato raccontato – è stato invece del tutto cancellato il ricordo di un olocausto vero, spaventoso, crudelmente premeditato dalle forze anglo-americane. Un olocausto che provocò tra i 200.000 e i 500.000 morti civili in poche ore. Migliaia di uomini, donne e bambini assassinati a sangue freddo da Inghilterra e Stati Uniti, a guerra quasi conclusa, senza che ve ne fosse alcuna motivazione militare. Stiamo parlando dell’eccidio di Dresda, compiuto con cinica spietatezza da Churchill e Roosevelt il 13 febbraio del 1945 al solo scopo di impressionare Stalin in vista della conferenza di Yalta. Questo articolo, che ho tradotto da www.spearhead.com/0502-em.html, commemora la storia di un massacro avvenuto nel cuore dell’Europa che solo l’asservimento del nostro continente alla violenza e alla propaganda americana ha consentito di lasciare per così tanti anni senza ricordo.

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Un atto di terrorismo

Sessantadue anni fa, la sera del 13 febbraio 1945, un’orgia di genocidio e barbarie si abbattè su una città tedesca indifesa, uno dei maggiori centri culturali d’Europa. In meno di 14 ore, non solo questa intera città sarebbe stata ridotta in rovine fiammeggianti, ma circa un quarto dei suoi abitanti, probabilmente un quarto di milione, sarebbe perito in uno dei più spaventosi massacri di tutti i tempi.

Verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, mentre gli aerei alleati facevano piovere morte e distruzione sulla Germania, l’antica città sassone di Dresda sembrava un’isola di tranquillità in mezzo ad un oceano di desolazione. Famosa soprattutto per le sue arti e per l’architettura barocca, priva di ogni interesse militare, Dresda era stata risparmiata dal terrore che dal cielo discendeva sul resto del paese.



In effetti, molto poco era stato fatto per dotare l’antica città di artisti e scultori di difese antiaeree. Uno squadrone di aeroplani aveva stazionato a Dresda per un certo tempo, ma la Luftwaffe aveva poi deciso di spostare gli aerei in un’altra zona dove riteneva sarebbero stati più utili. Sembrava che avesse prevalso uno “gentlemen’s agreement” che faceva di Dresda una “città aperta”.

Il 13 febbraio 1945, giorno del martedì grasso, un fiume di rifugiati, in fuga dall’Armata Rossa che si trovava a 60 miglia di distanza, aveva invaso la città facendo salire la sua popolazione a oltre un milione di anime. Ogni rifugiato portava spaventose testimonianze degli orrori e delle atrocità sovietiche. Questi rifugiati, in fuga dal terrore rosso, non potevano immaginare di stare per morire in un orrore ben peggiore di quanto Stalin avrebbe mai potuto concepire.

Normalmente, l’atmosfera carnevalesca s’impossessava di Dresda il giorno del martedì grasso. Nel 1945, tuttavia, lo spettacolo era piuttosto deprimente. Dovunque le case erano piene di rifugiati e migliaia di persone erano state costrette ad accamparsi sulle strade, tremando nel freddo pungente.

In ogni caso, la gente si sentiva relativamente al sicuro. E nonostante l’umore fosse tetro, il circo tenne tutti i suoi spettacoli quella sera, permettendo a migliaia di persone di dimenticare per un momento gli orrori della guerra. Gruppi di majorettes sfilarono per le strade in abiti carnevaleschi, nel tentativo di risollevare gli animi. Le risate delle ragazze incontrarono solo dei mezzi sorrisi, ma la tristezza fu alleviata.

Nessuno sapeva che entro meno di 24 ore molte di quelle fanciulle sorridenti sarebbero morte urlando nella tempesta di fuoco scatenata da Churchill. Nessuno avrebbe potuto prevederlo. Si conosceva bene la ferocia dei sovietici, ma gli americani e gli inglesi erano ritenuti “onorevoli”.

Così, quando le prime sirene segnalarono l’inizio di quelle 14 ore d’inferno, la gente di Dresda scivolò diligentemente nei rifugi. Lo fecero senza troppo entusiasmo, credendo che gli allarmi fossero falsi, poiché la loro città non era mai stata minacciata dall’aria. Molti di loro non ne sarebbero usciti vivi, perché il “grande statista democratico” Winston Churchill, in accordo con l’altro “grande statista democratico” Franklin D. Roosevelt, aveva deciso di cancellare la città di Dresda con un bombardamento a tappeto.

I motivi politici

Quali furono i motivi di Churchill? E’ probabile che siano stati politici piuttosto che militari. Gli storici concordano unanimemente sul fatto che Dresda non aveva alcun valore militare. Le uniche industrie che aveva producevano sigarette e porcellana. Ma era imminente la conferenza di Yalta, in cui i sovietici e i loro alleati occidentali si sarebbero seduti come demoni a divorare il cadavere devastato dell’Europa. Churchill voleva un asso nella manica, una dimostrazione della devastante potenza anglo-americana con cui impressionare Stalin.


Quell’asso nella manica non fu utilizzato a Yalta, perché le cattive condizioni meteorologiche fecero slittare l’attacco aereo. Nonostante ciò Churchill insistette perché l’attacco avesse luogo, per “spaventare e confondere” la popolazione civile tedesca dietro le linee.

I cittadini di Dresda ebbero appena il tempo di raggiungere i rifugi. La prima bomba cadde alle ore 22.09. L’attacco durò 24 minuti, lasciando nel centro della città un mare di fiamme divampanti. La precisione del bombardamento a tappeto aveva creato la desiderata “tempesta di fuoco”.


Si ha una “tempesta di fuoco” quando centinaia di piccoli incendi si uniscono in un’unica, ampia conflagrazione. Enormi masse d’aria vengono risucchiate dall’inferno di fiamme che si autoalimenta, provocando un tornado artificiale. Chi è così sfortunato da trovarsi sul percorso del vento, viene scagliato nelle fiamme anche ad interi isolati di distanza. Coloro che cercano rifugio nei sotterranei finiscono spesso per soffocare, perché l’ossigeno viene sottratto all’aria per alimentare l’incendio, oppure muoiono in un’esplosione al calor bianco, calore così intenso da fondere la carne umana.

Contro donne e bambini

Un sopravvissuto raccontò di aver visto “donne che correvano su e giù per le strade portando con sé i bambini, con vestiti e capelli in fiamme, e urlavano finché non cadevano a terra o venivano sepolte dal crollo degli edifici”.


Ci fu una pausa di tre ore tra il primo e il secondo attacco. La tregua era stata progettata per far uscire i civili dai rifugi e attirarli di nuovo all’aperto. Per sfuggire agli incendi, decine di migliaia di civili si erano radunati nel Grossen Garten, uno splendido parco di oltre due chilometri quadrati. Il secondo attacco arrivò alle ore 1.22, senza preavviso. C’erano, rispetto al primo raid, il doppio dei bombardieri, con un carico massiccio di bombe incendiarie. La seconda ondata era stata progettata per estendere la tempesta di fuoco nel cuore del Grossen Garten.

Fu un completo “successo”. In pochi minuti un lenzuolo di fiamme esplose dall’erba, sradicando molti alberi e cospargendo i rami di altri di ogni tipo di oggetto, dalle biciclette alle membra umane. Per giorni e giorni, dopo l’attacco, questi resti rimasero bizzarramente sparsi per il luogo come un tetro promemoria del sadismo alleato. Al momento del secondo attacco aereo, molte persone erano ancora ammassate nei rifugi e nei sotterranei, nell’attesa che si estinguessero gli incendi del primo attacco.

All’1.30 uno spaventoso rumore di tuono fu udito dal comandante di una squadra di soccorso inviata nel centro della città. Egli lo descrisse così: “La detonazione fece tremare i muri dei sotterranei. Il rumore delle esplosioni si univa ad un suono nuovo, strano, che sembrava avvicinarsi sempre di più, un suono rimbombante come di una cascata. Era il rumore del terribile tornado che ululava nel centro della città”.

Carne fusa

Molte persone, che si erano rifugiate nei sotterranei, morirono. Ma almeno morirono senza dolore. Si illuminarono di una luce blu e arancio, nel buio. Man mano che il calore si intensificava, essi si disintegrarono trasformandosi in cenere o si fusero in pozzanghere di un liquido denso, che raggiungevano spesso il metro di profondità.
Poco dopo le 10.30 del mattino del 14 febbraio, l’ultimo attacco aereo colpì la città. Questa volta fu il turno degli americani. I loro bombardieri martellarono l’ammasso di macerie che era stata Dresda per 38 lunghi minuti. Questo attacco fu molto meno duro dei primi due. Tuttavia si distinse per l’impassibile spietatezza con cui fu portato a termine.

Gli US Mustangs (e i loro coraggiosi, eroici piloti americani) comparvero a volo radente sulla città, mitragliando qualunque cosa si muovesse, compresa una colonna di veicoli di soccorso che si dirigeva verso la città per evacuare i sopravvissuti. Le mitragliatrici compirono un massacro sul molo del fiume Elba, dove i superstiti si erano ammassati durante quell’orribile notte.

Nell’ultimo anno di guerra, Dresda era divenuta una città ospitale. Durante il massacro della notte precedente, eroiche infermiere avevano trascinato migliaia di feriti verso l’Elba. I Mustang  a volo radente (e i loro coraggiosi, eroici piloti americani) mitragliarono (macellarono) questi feriti inermi insieme a migliaia di altri uomini, donne e bambini che erano sfuggiti all’inferno della città.

Quando l’ultimo aereo scomparve dal cielo, Dresda era una rovina riarsa, con strade annerite ricolme di cadaveri. Nessun orrore fu risparmiato alla città. Uno stormo di avvoltoi fuggì dallo zoo cittadino, banchettando sui cadaveri. Orde di topi sciamarono sulle cataste dei morti.

Un cittadino svizzero descrisse la sua visita a Dresda due settimane dopo l’attacco: “Si vedevano in giro braccia e gambe mutilate, teste e busti che erano stati separati dai corpi ed erano rotolati via. In certi posti i cumuli di cadaveri erano così fitti che dovevo fare attenzione a passarci attraverso, per non inciampare in gambe e braccia”.


La stima delle vittime è incerta. La piena portata dell’Olocausto di Dresda si può valutare tenendo conto che oltre 250.000 persone – ma probabilmente quasi mezzo milione – morirono nell’arco di 14 ore, mentre la stima di coloro che morirono a Hiroshima oscilla tra le 90.000 e le 140.000 persone. (1)

Gli apologeti di questo massacro fanno spesso un parallelo fra Dresda e la nostra città di Coventry.  Ma i 380 morti di Coventry nel corso dell’intera guerra non possono essere paragonati al numero di vittime 1000 volte superiore che vennero massacrate a Dresda in sole 14 ore. Inoltre, Coventry era centro di produzione di motori e munizioni, dunque un bersaglio militare legittimo. Dresda, al contrario, non produceva nulla di paragonabile.

L’attacco aereo su Londra – che, lo riconosco, fu terribile e mostrò tutto il coraggio del popolo londinese – dovrebbe essere valutato alla luce della distruzione abbattutasi su Dresda. In una sola notte, il massacro di Dresda distrusse 16.000 acri di territorio, mentre Londra se la cavò con la distruzione di 600 acri nel corso dell’intera guerra.

Ironicamente, l’unico bersaglio militare apprezzabile che Dresda possedeva, la sua ferrovia, fu totalmente ignorato dai bombardieri alleati che erano troppo impegnati a concentrarsi su vecchi, donne e bambini indifesi.

Di tutti i crimini di guerra, l’Olocausto di Dresda è certamente uno dei più luridi di ogni tempo.

Eppure nessun film viene oggi girato per condannare questo spietato massacro e nessun membro dell’aviazione alleata – tantomeno Sir Winston – è stato processato a Norimberga. Al contrario, gli uomini che bombardarono Dresda hanno ricevuto medaglie per il ruolo svolto in questo omicidio di massa. E naturalmente non avrebbero mai potuto essere processati, visto che “stavano solo eseguendo gli ordini”.

Churchill, che, come abbiamo visto, ordinò il massacro di Dresda per tenere buono Stalin, fu fatto cavaliere; e il resto è storia. Comunque, l’impassibile sadismo dell’eccidio viene di solito ignorato dai biografi di Churchill, che non riescono ancora a capacitarsi di come il desiderio di un pazzo di impressionarne un altro possa portare all’assassinio di massa di mezzo milione di persone.

Perciò, lo ripeto, quando parliamo di olocausti e crimini di guerra non dimentichiamoci di Dresda, dove uomini bianchi annichilirono con le bombe centinaia di altri uomini, donne e bambini bianchi. Vedremo mai, in Inghilterra, un Giorno della Memoria per Dresda? Ne dubito.


(1) Anche se non sarà mai possibile avere il numero esatto delle vittime, una ragionevole stima può essere ottenuta prendendo il numero degli abitanti della città registrati, raddoppiandolo per tener conto di coloro che al momento del bombardamento si trovavano in città come rifugiati non registrati e poi estrapolando la percentuale di morti che si ebbero in circostanze analoghe in altre città tedesche, durante bombardamenti a tappeto e altre atrocità dell’aviazione; per esempio in città come Amburgo, Darmstadt e Pforzheim, tra le altre.

Fonte

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16:03 Scritto da: waa359 in Verità Politicamente SCORRETTE | Link permanente | Commenti (15) | |  Facebook |  Stampa

Commenti

ma che cumulo di fesserie... e fortuna che citi Irving...

Scritto da: gy | 28.07.2009

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Miserabile gy, ti rode che siate pieni di scheletri nell'armadio e che non riusciate a fare ancora mea culpa? Guardate la pagliuzza nell'occhio degli altri e non vedete la trave che vi entra dagli occhi e che vi esce dal deretano!!!!!

Scritto da: marco melli | 30.07.2009

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Miserabile gy, ti rode che siate pieni di scheletri nell'armadio e che non riusciate a fare ancora mea culpa? Guardate la pagliuzza nell'occhio degli altri e non vedete la trave che vi entra dagli occhi e che vi esce dal deretano!!!!!

Scritto da: marco melli | 30.07.2009

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Miserabile gy, ti rode che abbiate così tanti scheletri negli armadi e che dobbiate fare voi dei mea culpa perpetui? La trave dall'occhio vi sta arrivando giù fino al deretano!!!!

Scritto da: marco melli | 30.07.2009

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Ma perchè vuoi dimostrare a tutti i costi di essere il tipico del fascistone-nazistone ignorante stereotipizzato ??? leggi Irving invece di fare l'ignorante e trai le tue conclusioni, sempre che ne abbia le capacità... Irving è liberamente fruibile, non hai manco bisogno di spendere i tuoi sudati euro, sempre che conosca l'inglese... Sai com'è ? Per difendere l'italico idioma, l'italico figlio della Lupa, cresciuto nel mito Littorio, si rifiuta di imparare il volgare verbo albionico perchè lo considera l'artefice dello sfascio della civiltà latina, distrutta dalla barbarica violenza e impestata dalle miserrime e vili correnti migratorie che con tanta malcelata tracotanza ha avuto l'ardire di appropriarsi di quanto, col sudore delle proprie menti superiori, la civiltà romana ha avuto l'illuminazione di creare e la civiltà fascista di riscoprire... Leggi va, e istruisciti prima di attribuirti i vangeli.

Scritto da: gy | 30.07.2009

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Vada in un blog di levantini!

Scritto da: marco melli | 30.07.2009

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Melli 6 squllo stesso che qualcke anno fa scriveva i post razzisti contro meridionali, negri e skifezze del genere ?

Scritto da: ? | 31.07.2009

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Dresda è stato il più grande crimine della seconda guerra mondiale. Un rituale satanico del fuoco con un bel pacchetto di offerte per un certo discorso energetico.....solo solo mezzo milione di persone da cremare in poche ore con sofferenze atroci.
Significativo anche il fatto che Dresda fosse una delle città più illuminate d'Europa, città d'arte e di cultura.
I responsabili pagheranno, la memoria non verrà sempre mantenuta in questo modo.

Scritto da: Nivento | 06.08.2009

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La cosa più mostruosa è che la gente davvero crede che gli Anglo-Americani erano i "buoni" ed i Tedeschi "i cattivi"...Non c'è cosa più abominevole che la costante travisazione della realtà; speriamo che presto il Sole si faccia spazio in mezzo alle nuvole delle menzogna....Per il momento, aspettiamo con ansia...
E' da poco che ho scoperto questo sito dopo la chiusura di Thule-Toscana...Naturalmente esprimo la mia solidarietà ad Erwin e spero che riuscirà, ben presto, a chiarire la sua posizione...Inutile dire che, oggigiorno, in Italia (e nel mondo) la libertà di espressione è in serio e costante pericolo perchè "qualcuno" ha interesse che la verità non si sappia...Io credo che, a questo mondo, non potrà mai esistere nessuna civiltà senza la verità...Alla voce di pochi uomini liberi è affidato il Destino dei popoli...Possano tutti gli Dei proteggere chi ha osato, almeno una volta nella vita, alzare la testa verso il cielo...
Un fraterno saluto ed un abbraccio...

Scritto da: MILITE IGNOTO | 06.08.2009

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Ben tornato Milite!

Scritto da: Waa359 | 07.08.2009

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Mi auguro che presto vengano alla luce tutti i crimini commessi dai cosidetti "liberatori "dell'Europa e che vengano espelsi dai mezzi d'informazione coloro che dicono che le bomb gettate dai macellai anglo americani sono benedette poichè hanno annientato ilFascsmo ed il NazionalSocialismo

Scritto da: giacomo | 23.10.2009

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Occorre premettere che questo criminale massacro di Dresda non ha accorciato la 2a guerra mondiale nemmeno di 1 minuto, la guerra e' finita quando i Russi presero Berlino ed Hitler dovette suicidarsi.
Ma del resto questo e' l'unico tipo di guerre che gli angloamericani sono capaci di fare, si e' visto in Corea, in Vietnam ed adesso in Iraq ed Afganistan: il massacro degli inermi e' la loro unica specialita', quando poi si trovarno ad affrontare sul terreno delle forze minimamente organizzate e risolute, per loro le difficoltà diventano insormontabili.
Non vi siete accorti che dal 1945 non hanno più vinto una guerra?
Perche?
Perche massacrare qualche migliano di inermi non basta per vincere una guerra.

Scritto da: mario | 02.07.2010

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Non so perchè ma ho sempre avuto una istintiva repulsione nei confronti di Churchill..questo misero ciccione insalubre dalla fisiognomica di un gangster siciliano-newyorkese sfogava il suo complesso d'inferiorità psico-fisica distruggendo la gente inerme..è triste pensare che a personaggi della sua risma fu affidata la politica di un grande popolo come quello inglese, in un periodo tanto delicato per l'Europa, in cui ci sarebbe stato bisogno delle migliori personalità britanniche..ma possibile che non c'è mai stato un politico in quella dannata isola che non abbia considerato i tedeschi come i fratelli più prossimi, con cui stabilire fruttuosi legami di cooperazione economico e culturale che avrebbe portato ad un futuro più radioso che mai per l'intero mondo??e mi spiace ammettere che la risposta non può essere trovata altrove se non sulla totale amoralità, provincialismo culturale ed assoluto egoismo politico del mondo anglossassone in generale..

Scritto da: Rjurik66 | 17.07.2010

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non posso sopportare bambini e donne indifesi che vengono presi di mira per scopi politici o economici VERGOGNA MARCIA!! i governi che dovevano darci la speranza di liberta' e giustizia hanno uno scheletro nell'armadio troppo ingombrante,le vicende attuali sono esplicite . ormai è troppo tardi sia per cercare giustizia che per far valere la verita'. non resta che il rammarico per coloro che sapevano e hanno taciuto per convenienza . ognuno avra' cio che merita in futuro ,io non mi faro' mai COMPLICE di queste cose schifose saro' come dicono i miei amici un bastian contrario ma il dubbio sulla verita' imposta mi sorge spesso . un difetto naturale che non so estirpare e che purtroppo mi da piu' dolori che gioie .

Scritto da: berfis.honey | 18.02.2011

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@berfis honey

Non ti demoralizzare: anch'io come te sono un "bastian contrario" ed è verissimo che "da più dolori che gioie" soprattutto in una società-sistema che ti obbliga ad uniformarti su tutto, anche sul pensiero. Che dirti? Pensa al giorno in cui crescerai un figlio che farà una 'pernacchia' al prof. che chiede un minuto di silenzio per le 'vittime' di Auschwitz... CORAGGIO!

Scritto da: tommaso baldi | 19.02.2011

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