01.07.2010

NON MI PIACCIONO I POPOLI ''ELETTI DA DIO''

NON MI PIACCIONO I POPOLI ''ELETTI DA DIO''

massimo_fini_antisemita_ebreo_pacifici.jpg

di Massimo Fini

Caro Direttore,

Massimo Fini viene ospitato il 4 novembre sulla prima pagina del Gazzettino( vedi Articolo del 4 Novembre,sotto) per commentare la fiaccolata in solidarietà con Israele e con i suoi usuali toni polemici e controcorrente si dichiara antisemita.


Tuttavia le affermazioni di Massimo Fini non solo sono - come sempre nel suo stile estremo - provocatorie, ma, ahimè, veritiere. Va ad onore della sua onestà intellettuale il fatto di dichiararsi esplicitamente antisemita. A prescindere dalla polemica contingente, infatti, sono tali e tanti i momenti della carriera giornalistica di Fini caratterizzati da una costante polemica a senso unico contro Israele e contro gli ebrei, che nessuno fra i suoi numerosi lettori aveva più dubbi in proposito.  La polemica è contro una stupida e ingiustificabile affermazione del portavoce della comunità ebraica di Roma che indicava come nemici di Israele e degli ebrei italiani tutti coloro che si fossero dissociati dalla manifestazione.

Gadi Luzzatto Voghera

 

Caro Luzzatto,

mettiamo alcune cose in chiaro. Mia madre, Zinaide Tobiasz, era un'ebrea russa che ha visto sterminati tutti i suoi famigliari (genitori, sorella, fratello, zii, cugini) durante la seconda guerra mondiale. I suoi ebbero la sfortuna di trovarsi sul fronte sovieto-tedesco che fu il più feroce perché i contadini russi difesero con le unghie e con i denti la loro terra, a maggior gloria di Stalin che li aveva sterminati a milioni. Non sappiamo se i familiari di mia madre furono semplicemente vittime della guerra o anche del loro essere ebrei. Non lo sappiamo perché, dopo la guerra, i miei genitori fecero fare delle ricerche dalla Croce Rossa Internazionale, ma di quelle persone non si trovò alcuna traccia, sparite nel nulla.

Per gli ebrei, che seguono la linea matrilineare, io sono quindi teoricamente un ebreo. Ma io non mi sento tale. Perché non sono stato educato in quella cultura. Mia madre fa parte infatti di quei casi - non rari - di ebrei che furono talmente choccati dalle violenze antisemite degli anni Trenta e Quaranta da rimuovere le proprie origini, anche quando, dopo la guerra, non c'erano più pericoli. Ciò dice, di per sè, della spaventosa ferocia di quelle persecuzione.

È difficile quindi pensare che io non abbia sensibilità per la questione ebraica. Tuttavia non mi sento ebreo. Anche per un altro motivo. Da anarchico-individualista qual sono non mi piacciono le appartenenze appioppate dall'alto, culturali o razziali che siano. Io appartengo solo a me stesso. Per questo non mi interessa se la persona che mi sta davanti è un ebreo, un arabo o un malgascio, mi interessa innanzitutto chi è lui come persona.

Dalle mie labbra e dalla mia penna non è quindi mai uscita una parola contro un ebreo o un negro o un arabo o un malgascio solo perché tale. Naturalmente posso preferire una cultura a un'altra o, da agnostico qual sono, una religione a un'altra. Non ho simpatia per "le tre grandi religioni monoteiste" perché vedo nel monoteismo la radice dell'intolleranza e del totalitarismo.

 

Preferisco le religioni africane, che non hanno Iddii unici e, a volte, nemmeno pantheon di Dei, ma una concezione magica della vita e della natura e spiritualizzano anche la materia laddove noi occidentali, nel solco del pensiero giudaico-cristiano, poi secolarizzato dall'Illuminismo, abbiamo finito per materializzare anche l'uomo. Ancor meno mi piace che un popolo si consideri "eletto da Dio" perché vi trovo, in nuce, le radici di quel razzismo di cui poi proprio gli ebrei sarebbero stati così atrocemente vittime. Se esistono popoli "eletti" vuol dire che gli altri, i "non eletti", sono inferiori. Quando sento parlare di "popoli eletti" e di "razze superiori" mi vengono i brividi.

La sua affermazione che criticare Israele vuol dire, per ciò stesso, essere antisemiti, è inaccettabile.

Perché significa impedire la critica a uno Stato e alla sua politica sotto il ricatto morale dell'antisemitismo. Israele non è il Male, come pensa il presidente iraniano, ma non è nemmeno il Bene. È uno Stato come gli altri verso il quale si deve poter conservare il diritto di critica.

Trovo inaccettabile l'eterno ricatto morale che, oggi, viene fatto per cui Israele dovrebbe godere di un trattamento di privilegio in ragione dell'Olocausto.

Lo trovo inaccettabile e oltraggioso. Oltraggioso per quei sei milioni di ebrei morti e oggi strumentalizzati per ragioni che con la loro tragedia non hanno più nulla a che fare.

Massimo Fini

Fonte: ww.gazzettino.it

Il maiuscolo,l'evidenziatura,la sottolineatura,la foto, NON sono parte del testo originale. Waa359

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Commenti

Finalmente un post con cui concordo PIENAMENTE.
Sì: la penso anch'io come Massimo Fini. E grazie per aver ospitato l'intero articolo.
Come vede, una cosa è non-ignorare le fonti dello sterminio, altro è associarsi a Israele...
Io non mi associo affatto. In più, da atea, guardo con estremo disincanto (e con sospetto) coloro che si strappano i capelli a "difendere" radici religiose qua e là, cristiane o ebraiche o quel che sia:
le nostre radici (mie, Sue, di tutti, specialmente in Europa) provengono da uno scambio continuo di "migrazioni" di popoli (stanziali o di passaggio, oppressi ed oppressori, in Italia e in Europa).
Su questo concorda? (temo di no.)

Scritto da: Alba | 14.03.2010

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Sicuramente non abbiamo Radici nel monoteismo semita.In qualunque forma o variante.
Dell'entità sionista di occupazione in Palestina non mi interesso.
Nè intendo parlarne.

Scritto da: WaA359 | 14.03.2010

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Signora Alba, sarà lei e le sue radici che siete un miscuglio di popoli e migrazioni. Le mie radici sono il mondo greco-romano. Parli per sé, grazie.

Scritto da: Antonio79 | 14.03.2010

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E diciamolo,finalmente.Grazie, Antonio.Agli africani è rimasta la propria religione, per quanto perseguitati in primis dalle multinazionali,mentre quel tal fariseo Paolo di Tarso prese la figura greco-alessandrina del Cristo/Krsna hindu, già ben nota e attestata ben III secoli prima di Gesù presso il mondo greco-romano e ben 3000 anni prima nel mondo iranico-indiano, e la fece diventare una distorsione 'messianica' e rabbinica.Già affermare che una Coscienza Super Omnia come il Krsna/Christna Soter Salvator potesse essere uomo ed ebreo è un paradosso logico che i marcioniti e glii esicasti, come pure gli gnostici, rifiutavano a priori:le due tradizioni, evangelica e biblica, non si toccano per niente:l' evangelica rimandando chiaramente alla Baghavad Gita e all' Avesta,la biblica a nulla che appartenga al mondo zoroastriano poi confluito in ellenismo.Quindi finiamola di considerare una tradizione di 'infiltrazione'come quella mosaica come qualcosa di 'occidentale' o 'europeo':come ben sapeva Giuliano Imperatore,costoro hanno solo distrutto l'anima realmente egualitaria dei greco-romani,che non prevedevano 'popoli eletti',e con un astuto escamotage di manipolazione si sono autoreferenzialmente sollevati sopra gli altri popoli:abbiamo avuto più papi ebrei di quanti sovrani romani si siano succeduti da quel momento in avanti, un esempio? Ma anche più di uno: Bonifacio VIII,papa stregone, al secolo Benedetto Caetani, ebreo. Paolo VI Montini, ebreo.Lo stesso Woytila. E molti altri.

Se uno si ferma a pensarci, che c' azzecca con noi e con la nostra storia la vicenda di Mosé, Abramo, Israele e tutto il resto? Nulla. Ce ne sentiamo giustamente esclusi. E allora perché appiopparcela, se non a scopo di dominio?

Il vero furto ai nostri danni, è stato il furto della nostra vera anima: quella che pregava Giove, Giunone, Minerva, Apollo, Marte, e sì, il Gran Dio Priapo Itifallico!

Scritto da: enrico | 08.01.2012

Gentile Antonio, una cosa è ciò che vorremmo fosse, altro ciò che è stato.
Cosa immagina siano stati i popoli Greci, e poi quello Romano, se non un inevitabile mix di etnie?
Vuole 2 esempi semplici-semplici?
1) Popolo "greco": di se stessi, i greci non si definivano "greci": questo termine unico per tutti fu adottato dai romani che conobbero le "diverse" popolazioni della Grecia. I greci erano di tante etnie: non affatto un unico popolo, profondamente diversi tra loro per cultura e provenienza, spesso in attrito: greci ioni, attici, colofoni, minoici, micenei e ancora dori... E nemmeno un unico Stato, tutt'altro!!

2) ancora meglio se mi parla dei Romani!!!! che hanno accolto i nuovi popoli mantenendone tradizioni e culture!! IN QUESTO E' STATA LA GRANDE FORZA DEI ROMANI PER COSI' LUNGO TEMPO E SU SCALA COSì AMPIA.
FINO AD AMMETTERE STRANIERI E "BARBARI" NELL'ESERCITO E AD OGNI LIVELLO DELLO STATO!
Mai saputo che Traiano era un imperatore "ispanico"?
Mai sentito dei generali "barbari" nei posti chiave dell'esercito romano? Stilicone era un "vandalo": finché fu generale, riuscì a tener testa ad Alarico.
Di quale blocco greco-romano parla dunque???.....

Non esiste nella storia un popolo "incontaminato", e meno male: perché se dalla storia passassimo alla biologia, le rispondo che sarebbe, per chiunque, per qualunque popolo, una scelta genetica devastante.
Più restringe l'area di scambio genetico, minore ricchezza genetica lei ottiene, maggiori malattie congenite e ed ereditarie e maggiore debolezza congenita di qualunque popolo lei voglia...
Saluti dalla Magna Grecia, (!!) dove ora mi trovo.

Scritto da: Alba | 14.03.2010

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Notare che ogni grande civiltà ha come motore una certa razza-etnia,finchè tale ceppo iniziale rimane unito ,si moltiplica,non si mescola ,si ha un incremento di potenza e dimensioni sempre maggiori della civiltà stessa.
Nel momento in cui le razze-etnie allogene si mescolano con l'originale ceppo ,questo perde la spinta iniziale e maggiore è la diluizione del “principio attivo” iniziale, minore è lo splendore e potenza della civiltà.
Fino alla scomparsa o estrema diluizione della razza-etnia originaria la civiltà.
Per tutte le civiltà è stato così.
Così sarà per sempre.
Greci e Romani sono qui a testimoniare.
Perfetta idiozia affermare il contrario,o pura "eletta" propaganda pro stupiditi gojim.

Non a caso gli ebrei cercano di non mischiarsi.

Scritto da: Franziska | 14.03.2010

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Signora Alba io parlavo del mondo greco-romano sul piano culturale, non etnico. La invito ancora a parlare per sé. Dell'etnia poco mi importa, la trovo irrilevante. I Greci e la varie tribù, così come i Romani erano tutti popoli indoeuropei, questo conta.

Scritto da: Antonio79 | 15.03.2010

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Grazie della risposta, Antonio: anch'io parlavo (anche e soprattutto!) del piano culturale: che in genere si accompagna alle etnie, come saprà.
L' "unità culturale indoeuropea" attualmente è contestata perfino dai linguisti (le cosiddette lingue indo-europee). E, quand'anche ci fosse, è talmente mescolata con altri ceppi culturali da non poterne fare più a meno...
Cosa trova in comune tra la cultura romana e greca nelle loro origini? (guardi che sono studiosa dei classici e dell'archeologia....): ogni dato "comune" è avvenuto "in seguito a": alle conquiste e alla contaminazione culturale.
Le sarei grata, per mio bagaglio culturale, se me ne facesse esempi.
Impariamo a vicenda... e anch'io da Lei.

Scritto da: alba | 15.03.2010

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Perdoni, di quali glottologi parla? Quelli della mutua? Quelli pagati dal 'popolo c.d. eletto' per negare delle comuni matrici indoarie ravvisabili in molti popoli europei e mediterranei ( tattica molto comoda ai propugnatori del multiculturalismo a spese di altri ma non per se stessi )? Essendo io glottologo e avendo avuto come maestro l' allievo primo di quel Vittore Pisani fondatore della Glottologia Indoeuropea posso tranquillamente asserire che le lingue sanscrita, avestica, greca, latina ( e derivate romanze ), lituana e perfino alcune propaggini scandinave- gotiche hanno una comune matrico protoindoeuropea e per suoni, e per leggi fonetiche, e per coniugazioni, e per parole. Quindi cortesemente non cianchi di cose che non conosce:fa brutta figura davanti a chi sa molto bene che la parola sanscrita 'pasireu', principe, ha un corrispettivo in 'basileus' greco, che 'pitar', padre in sanscrito, diventa 'patér' in greco e 'pater' in latino, 'vater' in germanico, 'father' in inglese, che 'raja' in sanscrito fa 'rex' in latino, e 'aryan' in persiano fa ' alyan' in umbro- sabellico, ' alienus' in latino, ed 'ellenos' in greco. Quindi taccia, onde evitare figuracce.

Scritto da: enrico | 08.01.2012

Perdoni, di quali glottologi parla? Quelli della mutua? Quelli pagati dal 'popolo c.d. eletto' per negare delle comuni matrici indoarie ravvisabili in molti popoli europei e mediterranei ( tattica molto comoda ai propugnatori del multiculturalismo a spese di altri ma non per se stessi )? Essendo io glottologo e avendo avuto come maestro l' allievo primo di quel Vittore Pisani fondatore della Glottologia Indoeuropea posso tranquillamente asserire che le lingue sanscrita, avestica, greca, latina ( e derivate romanze ), lituana e perfino alcune propaggini scandinave- gotiche hanno una comune matrice protoindoeuropea e per suoni, e per leggi fonetiche, e per coniugazioni, e per parole. Quindi cortesemente non cianci di cose che non conosce:fa brutta figura davanti a chi sa molto bene che la parola sanscrita 'pasireu', principe, ha un corrispettivo in 'basileus' greco, che 'pitar', padre in sanscrito, diventa 'patér' in greco e 'pater' in latino, 'vater' in germanico, 'father' in inglese, che 'raja' in sanscrito fa 'rex' in latino, e 'aryan' in persiano fa ' alyan' in umbro- sabellico, ' alienus' in latino, ed 'ellenos' in greco. Quindi taccia, onde evitare figuracce.

Scritto da: enrico | 08.01.2012

@ Franziska: mi fa un esempio? grazie.. Uno solo. Di "splendore" di una civiltà incontaminata. Posto che l' "età dell'oro" è solo mitologia, non storia.
E che gli anche Egizi hanno raggiunto il massimo "splendore" quando Ekhnatòn (= Amenofi IV) ha "mescolato" l'Alto e Basso Egitto, fino allora diversi e incomunicabili...

Scritto da: alba | 15.03.2010

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Akhenaton (ma chiamiamolo col suo nome più noto: Mosé ) ha raggiunto un tale massimo splendore che i sacerdoti di Amon l' hanno cacciato giustamente via e gli hanno messo sulla testa la Damnatio Memoriae per aver tentato di sovvertire la religione egizia con quel tipo di monoteismo ben noto che ha di fatto sovvertito anche i valori di culture molto migliori di quelle dei 'monoteisti'.

Scritto da: enrico | 08.01.2012

(chiedo scusa per una erronea inserzione di parola e battitura.)
Attendo comunque il "principio attivo unificante" della cultura greco-romana..... sia da Antonio che da Franziska, a parte le frasi fatte "così è e sarà per sempre", a cui rispondo che "così non è mai stato": salvo esempi contrari, che accetterò.

Scritto da: alba | 15.03.2010

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@ Alba
Mi sa spiegare con quale attrezzi sono stati tagliati i blocchi di pietra coi quali sono costruite le piramidi?
Me lo sono sempre chiesto.

Scritto da: Esther | 15.03.2010

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Salve Signora Alba. Sono al corrente del fatto che un eventuale e remoto momento di unità indoeuropea viene solo teorizzato dai linguisti per la comparazione delle lingue. Non è quello il punto. Probabilmente gli europei sono stati differenziati e divisi dal principio. Ma sempre di indoeuropei si tratta. Non asiatici, non africani subsahariani, non semiti. Non vedo cosa si possa obiettare a questo fatto. Per quanto riguarda l'Antico Egitto ha forse raggiunto il suo apice nel periodo che sostiene ma è anche stato l'inizio del declino. Lo stesso discorso credo valga per Roma. Cosa trovo in comune fra le culture di Greci e Romani? Beh per cominciare la stessa cosa che avevano in comune con Germani, Celti e gli altri: l'assenza di concetti dementi come quello dell'"unico dio".

Scritto da: Antonio79 | 15.03.2010

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@ Ester: questa è una bella domanda. Ma vale anche per i menhir, i dolmen presenti anche in Puglia, sa.., non solo nel nord-Europa...), i megaliti di Malta.... e in sudamerica.. e in Libano... Ma una cosa è la ricerca archeologica, in merito. Non mi sembra il caso di diventare "nazionalisti" per, magari, un semplice/complesso sistema di un artigianato perduto.. sa quanto se ne è perso, nei millenni... Giri la domanda anche ai maestri massoni... magari...:)

@ sono parzialmente d'accordo: ma guardi che nel ceppo "indoeuropeo" è compreso anche l'Yiddish......... (orrore!!!!), anzi... indoeuropeo-RENANO..... (diomio!!!! :D )
Per Roma è vero il contrario: giacché sin dagli inizi i R. si mescolarono agli Etruschi (popolo assolutamente differente e non indoeuropeo....!!) e da lì INIZIARONO, altro che declino, lo "splendore" di grandi opere di ingegneria civile.... essendo l'arco come forza di scarico, un'invenzione etrusca e non romana.... No ?
Quanto alla demezialità dell' "unico dio", concordo talmente che questa sì, mi pare la radice di moltissimi mali del nostro mondo: drammi infiniti in nome di una divinità indimostrata e indimostrabile che alla fin fine ha anche un'origine comune tra ebrei, cristiani e musulmani.
La vera soluzione (a parer mio, chiaro) è uno Stato veramente "laico" e autonomo. L'Italia di oggi non lo è. Lo sciagurato Concordato.... l'ha ridotta a serva perenne. (sa chi lo firmò, no....??)

Scritto da: alba | 15.03.2010

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Forse per voi ebrei (lei parla proprio come una del popolino) il Colosseo è 'artigianato' perduto, e da brava 'internazionalista' Lei odia qualunque forma di nazionalismo e di appartenenza 'altrui'.

Che ragione hanno dunque gli ebrei a tenere la loro Torah? Non è qualche esempio di poesiola scritta su carta da formaggio che poteva benissimo perdersi?

vede, che la mia cultura venga prima dall' India e dalla Persia, non lo si vede solo dalla lingua e dalla cultura, o dai colori della bandiera, che sono gli stessi di India e Persia, ma che caso: lo si vede anche e soprattutto dal SANGUE. Che ci porta tutti- almeno noi che qui scriviamo, tranne Lei, si capisce, perché è o una di 'quelli' o una col cervello lavato- a simpatizzare più con gli iraniani che coi suoi amici 'eletti'.

Scritto da: enrico | 08.01.2012

p.s: anche qui, non falsi l' archeologia: sull' etnia degli Etruschi, presumibilmente provenienti dalla VOLGA russa al pari dei Falisci e dei Sabini, non è ancora stata detta l' ultima parola. nessun ricercatore serio si azzarda a dire che gli Etruschi non siano Indoeuropei, perché semplicemente ancora NON LO SANNO. L' Etrusco, come ben testimoniano Massimo Pallottino suo studioso e Maria Bonghi Iovino sua allieva, non è ancora stato interamente decodificato. Appare, per quel poco che si sa, vicino all' umbro- sabellico. Che era indoeuropeo.

L' Yddish è una lingua di derivazione gotica, perché gli Ebrei Ashkenazi altro non sono che i vecchi Juti o Giudi della Scandinavia ( lo Jutland ) poi spostatisi in Khazaria, sul Caspio, dove erano noti col nome di Goti di Crimea ( o Juti di Crimea ). Questo con buona pace di chi li colloca in Palestina, dove probabilmente girarono sefarditi ma non ashkenazi.

Ma è evidente che questi 'Goti di Khazaria' o 'Juti', abbracciando tardivamente il giudaismo, dalle radici indoeuropee hanno preso un buon distacco, e infatti distinguono accuratamente tra 'noi' e 'loro'.

Scritto da: enrico | 08.01.2012

Le ho fatto quella domanda solo per dimostrarle che sul passato remoto non c'è alcuna certezza.
Ogni onesto "storico" o sedicente tale dovrebbe aver l'umiltà di premettere "forse" ad ogni chiacchiera.

Scritto da: Esther | 15.03.2010

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@ Esther: ha quasi ragione. Le fonti materiali sono una cosa. Le deduzioni altre. Gli storici seri, sulle ipotesi fanno già come dice lei... Giri questa saggia riflessione anche altrove.., però!!!! L' "altrove" in cui si mescola mitologia e storia, mitici "princìpi attivi iniziali" (v. Franziska) a fonti archeologiche che dimostrano tutt'altro. Mitici popoli indomiti... origini "eroiche" (Enea...) .. e poveri villaggi contadini che si uniscono per affrontare problemi materiali e concreti (è il primo nucleo di Roma sull'isola tiberina.....)...., e inventano la figura del Pontifex, il capo che può gestire i problemi dei... ponti di qua e di là dal Tevere......
Nient'altro che questa è la mitica origine di Roma, ci piaccia o no.

Scritto da: alba | 15.03.2010

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E' incredibile come gli 'innalzati a sedicenti archeologi' diminuiscano il valore del mito e della leggenda, che in quanto tali non sono dimostrabili non perché siano frottole, come Lei vuole dimostrare, ma perché troppo lontani nel tempo da noi esaminabile per poterne dire con certezza, quindi il limite è NOSTRO, non dei miti o di chi li ha trasmessi, per lo più velati sotto spesse coltri di sapere enciclopedico narrato oralmente e per formule mal ricostruite dalla stessa ricerca archeologica ( quanto di quel sapere è andato perduto quando per ben due volte la Biblioteca di Alessandria fu bruciata, eppure Archimede conosceva già le leggi della relatività dell' atomo riscoperte poi nell 1921 da Olinto De Pretti, il VERO padre della relatività, interessante per i detrattori del mondo greco- romano e gentile scoprire che gli ebrei non sono l' epicentro del sapere, no? ) Si vedano i poemi omerici, che però l' archeologia sperimentale ha confermato nelle descrizioni di armi e carri, e in fin dei conti Schliemann qualcosa che si può chiamare 'Troia' l' ha trovata... scavando nei luoghi indicati dai MITI.

Se lo faccia dire da qualcuno che in Archeologia con tesi in glottologia indoeuropea si è laureato veramente: lasci perdere. Sta facendo delle figure magrissime. Tirando una coperta troppo corta per coprire la pochezza delle sue idee. Altro che 'prove al C14!' Il C14, signora cara e disinformata, si usa solo su reperti organici. Su scavi di strutture, a meno che non ci sia legno, è totalmente inutile.

Scritto da: enrico | 08.01.2012

Due precisiazioni:
1) A quanto ne so la ruota non esisteva al tempo delle piramidi.
2)Nessuno sa come abbiano tagliato i blocchi a squadra (che non esisteva),come trasportati,come trainati,come elevati a 100 m di altezza.
...però ci sono le deduzioni!
Che bello la fantasia in libertà!

Scritto da: Esther | 15.03.2010

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Signora Alba, grazie per risposta. Per me non è certo orrore che lo Yiddish sia una lingua germanica, anzi. Dovrebbe anzi essere ribadito ad un certo gruppo umano che considera il resto dell'umanità inferiore, al pari del bestiame. Tornando agli argomenti di questa pagina, posso sapere qual'è la sua opinione riguardo certi "artefatti" come saponette di grasso umano, paralumi in pelle sempre umana e teste "rimpicciolite"? p.s. l'orgine degli Etruschi è tutt'altro che certa, se è comunemente accettato che geograficamente provenivano dall'Asia Minore, sull'origine etnica non c'è mai stata certezza.

Scritto da: Antonio79 | 15.03.2010

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@ Esther: continuo a non capire cosa vuole dimostrare...
una razza di superuomini prima della "decadenza"...?? non ha il senso del ridicolo? Le deduzioni?? e chi le fa?? esistono le prove archeologiche e le ipotesi: i ricercatori seri tengono ben distinte le due cose. Per parlare di prove occorre un concorso perfetto di più fonti.
Me ne dica una sulla superiorità di razze incontaminate: compresi reperti umani, se vuole.
Datazioni col C 14 come minimo, per favore.

Scritto da: alba | 16.03.2010

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Gliela riporto io la prova che chiede: gli italiani di oggi. Che in maggioranza sono aplogruppo R1b con subclade S28 allo studio dell' Y DNA. La stessa subclade S28 fu trovata nei resti ossei delle tombe romane, tanto a Calvatone Romana vicino a Cremona, quanto a Segesta nel Sud Italia. Esame C 14, tesoro. Anzi: C14 con analisi di DNA cromosoma Y maschile.Il DNA non è un elastico che si tira a piacimento, signora bella: ci mette millenni se non eoni a cambiare, tanto che il famoso Oetzi, la mummia del Similaun, ha un proto R1 denominato O dal suo nome, che a quanto pare è comune a tutti gli aplogruppi indoeuropei, anche all' R1a degli Indiani. R1O derivante da quell' aplo protoario P che partì dal Caucaso in due direzioni, India da una parte ed Europa dall' altra.

La subclade S28 è detta proprio subclade 'romana' perché tracciata dai resti di midollo osseo in tombe di uomini romani. Incredibile che gli italiani maschi, nonostante le molte migrazioni, e la presenza di galli, goti e quanti altri ( subclade S21 per i Germani ) presentino questa subclade nel 90% dei maschi, tranne in quelle regioni dette 'autonome' che ebbero e hanno ancora altre influenze di frontiera per ovvi motivi contingenti.

E se i padri sono romani, non v' è motivo per dubitare delle figlie.

Scritto da: enrico | 08.01.2012

Signora Alba, quando si è avuto società religiose si sono avuti certamente guai, molto enfatizzati peraltro. Quando si sono avute società solo ed esclusivamente "laiche" queste hanno dimostrato ùdi voler sopprimere un pensiero differente, in nome della ragione, perdipiù. L'ossimoro è evidente. Han prodotto disastri e qualche diecina di milioni di assassinati, mi pare. Solo la dialettica tra pensiero laico e pensiero religioso, non la sopraffazione dell'uno o l'altro, permette una società decente. Si dice laico, si legge fanatico laicista, il più delle volte. Ci faccia un pensierino.

Scritto da: cumino | 02.07.2010

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Gliela riporto io la prova che chiede: gli italiani di oggi. Che in maggioranza sono aplogruppo R1b con subclade S28 allo studio dell' Y DNA. La stessa subclade S28 fu trovata nei resti ossei delle tombe romane, tanto a Calvatone Romana vicino a Cremona, quanto a Segesta nel Sud Italia. Esame C 14, tesoro. Anzi: C14 con analisi di DNA cromosoma Y maschile.Il DNA non è un elastico che si tira a piacimento, signora bella: ci mette millenni se non eoni a cambiare, tanto che il famoso Oetzi, la mummia del Similaun, ha un proto R1 denominato O dal suo nome, che a quanto pare è comune a tutti gli aplogruppi indoeuropei, anche all' R1a degli Indiani. R1O derivante da quell' aplo protoario P che partì dal Caucaso in due direzioni, India da una parte ed Europa dall' altra.

La subclade S28 è detta proprio subclade 'romana' perché tracciata dai resti di midollo osseo in tombe di uomini romani. Incredibile che gli italiani maschi, nonostante le molte migrazioni, e la presenza di galli, goti e quanti altri ( subclade S21 per i Germani ) presentino questa subclade nel 90% dei maschi, tranne in quelle regioni dette 'autonome' che ebbero e hanno ancora altre influenze di frontiera per ovvi motivi contingenti.

E se i padri sono romani, non v' è motivo per dubitare delle figlie.

Scritto da: enrico | 08.01.2012

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