04.07.2009

Il cosidetto olocausto : Conservatorismo sterminazionista contro revisionismo

Il cosidetto olocausto :

Conservatorismo sterminazionista contro revisionismo

UN CONFLITTO SENZA FINE

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I revisionisti hanno proposto cento volte ai loro avversari un dibattito pubblico sul genocidio, le camere a gas e i sei milioni.

Le organizzazioni ebraiche si sono sempre sottratte a questa proposta. C'è ora la prova che esse non l'accetteranno. Almeno la Chiesa cattolica ammette oggi una forma

di dialogo con gli atei, ma lei, la Sinagoga, non dimenticherà l'offesa fattale e non si risolverà mai a correre il rischio di un tale dialogo con i revisionisti.

Peraltro, sono in gioco troppi interessi politici, finanziari e morali perché, da parte loro, i responsabili dello Stato d'Israele o della Diaspora accettino di avviare un simile dibattito sulla versione kasher della storia della seconda guerra mondiale.

Continuerà dunque la prova di forza. lo non ne vedo una fine. Il conflitto al quale noi assistiamo tra "sterminazionismo" e "revisionismo", cioè, da un lato, una storia ufficiale, immutabile, sacra e, dall'altro, una storia critica, scientifica, profana, s'iscrive nella battaglia senza fine che si danno nelle società umane, da millenni, la fede e la ragione o le credenze e la scienza.

La fede nell'''Olocausto'' o Shoah fa parte integrante di una religione, la religione ebraica, di cui, a guardare da vicino, le fantasmagorie dell"'Olocausto" non sono che un'emanazione...


Non si è mai vista una religione crollare sotto i colpi della ragione.

Non sarà domani che scomparirà la religione ebraica con una delle sue componenti più vivaci. Secondo le interpretazioni in atto, questa religione è vecchia di 1.500 anni o di tremila, se non di quattromila anni. Non si vede perché gli uomini dell'anno 2000 dovrebbero beneficiare del privilegio d'assistere in diretta al naufragare di una religione che risale a tempi tanto antichi.

Si sente a volte dire che il mito dell'''Olocausto'' o della Shoah potrebbe un giorno svanire come è crollato non molto tempo fa il comunismo stalinista o come crolleranno un giorno prossimo futuro il mito sionista e lo Stato d'Israele. Equivale a paragonare ciò che non è paragonabile. Comunismo e sionismo poggiano su basi fragili; tutt'e due presuppongono nell'uomo delle alte aspirazioni che sono largamente illusorie: il disinteresse generalizzato, la divisione alla pari tra tutti, il senso di sacrificio, il lavoro a profitto di tutti; i loro emblemi sono, in un caso, la falce, il martello e il kolchoz e, nell'altro, la spada, l'aratro e il kibbutz. La religione ebraica, da parte sua, sotto l'apparenza lambiccata della masora o del pilpul, non si perde in queste fantasticherie; essa mira basso per mirare giusto; essa fa assegnamento sul reale; sotto la copertura di stravaganze talmudiche e prestidigitazioni intellettuali o verbali, si vede che essa fa soprattutto lega con il denaro, il re dollaro, il Vitello d'Oro e le blandizie della società dei consumi.

Chi può credere che quei valori perderanno un giorno prossimo futuro parte del loro potere?

E, peraltro, in che modo la scomparsa dello Stato d'Israele provocherebbe conseguenze nefaste per il mito dell'''Olocausto''?

Al contrario, milioni di ebrei, costretti a raggiungere i paesi ricchi dell'Occidente o a ritornarvi, non perderebbero l'occasione di gridare al "Secondo Olocausto" e, di nuovo e ancora più forte, accuserebbero tutto il mondo di questa nuova prova imposta al popolo ebraico, che bisognerebbe allora "risarcire".

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il lamento eterno

Infine, la religione ebraica - lo si vede anche troppo bene con i racconti dell'''Olocausto'' - si ancora in ciò che vi è forse di più profondo nell'uomo: la paura.

È qui la sua forza.

Qui sta la sua possibilità di sopravvivenza malgrado tutti i rischi e malgrado tutti i colpi di maglio sferrati contro i suoi miti dal revisionismo storico.

Giocando con la paura, i professionisti del giudaismo vincono ad ogni colpo.

lo sottoscrivo la constatazione del sociologo e storico Serge Thion per il quale il revisionismo storico, che ha vinto tutte le battaglie intellettuali da venticinque anni a questa parte, perde ogni giorno la guerra ideologica.

Il revisionismo si scontra con :

* L'irrazionale

*Con un pensiero quasi religioso

*Con il rifiuto di prendere in considerazione ciò che proviene da un polo non ebraico

*Noi ci troviamo in presenza di una sorta di teologia laica di cui

*Elie Wiesel è il sommo sacerdote internazionale consacrato dall'attribuzione di un premio Nobel.

Robert Faurisson

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21:08 Scritto da: waa359 in Articoli di /su Robert Faurisson | Link permanente | Commenti (0) | Tag: religione olocausto, wiesel, truffa, holohoax, olocash | |  Facebook |  Stampa

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