27.04.2009

albert einstein e la moglie non ebrea

 

albert einstein e la moglie non ebrea

Mileva Maric moglie NON ebrea di einstein avversata ,in quanto non ebrea, dalla famiglia einstein

albert einstein

e la sua moglie “dimenticata e derubata“

da lui e da TUTTI!

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questa foto non centra nulla col testo...ma è bene ricordarlo

alberteinstein1945.jpg

einstein albert

La storia di Mileva Maric, scienziata serba e moglie di Albert Einstein, resta infatti avvolta da un grande mistero, tale che non è stato ancora possibile capire quanto Mileva abbia influito sul lavoro scientifico di Einstein e sulla stessa teoria della relatività.

Dopo il divorzio con Mileva, sembrava che Einstein volesse nascondere tutte le prove che hanno ricondotto il suo passato a lei, tale che solo pochi documenti della loro vita insieme sono stati conservati. Forse proprio per non far cadere il mito del genio di Einstein, rivelando che dietro alle sue scoperte vi è stato il duro lavoro della moglie, che l’esistenza e il contributo di Mileva sono caduti nell’oblio.

Mileva non ha potuto studiare presso l’università di Belgrado, e così si è rivolta al Politecnico scientifico di Zurigo (ETH) per studiare medicina; dopo poco tempo ha deciso di iscriversi alla facoltà di fisica e matematica, diventando una delle quattro donne al mondo che si occupavano di tali studi.

L’incontro con Einstein e il loro amore portò alla nascita della prima figlia Liza, e al successivo matrimonio nel 1902 con altri due figli, Eduard e Hans Albert: questi eventi portarono a profondi cambiamenti nella sua vita privata e professionale, creando così la concreta prospettiva di una scienziata d’eccellenza come previsto dai suoi professori.

Tuttavia la sua vita fu completamente dedicata alla famiglia e al lavoro di Einstein, il quale decise la separazione nel 1919. Dopo questa traumatica decisione, Mileva Maric si è allontanata dai riflettori e la gente l’ha presto dimenticata, e così chi la ricordava solo come “ moglie di Einstein” e non come scienziata, ben presto, dopo il divorzio, non ricordarono neanche più il suo nome.

Per quanto riguarda invece i documenti dell’appartamento di Zurigo di Mileva, questi sono misteriosamente scomparsi e in tutte le biografie mancavano i dati che per anni sono stati conservati segretamente nell’archivio di Einstein a Gerusalemme.

Questi sono stati portati alla luce solo nel 1987, a seguito di una protesta della comunità scientifica, anche se non nella loro totalità. Radmila Milentijevic, professoressa di storia europea presso l’Università di New York, è stata tra i pochi fortunati a poter consultare quell’archivio, chiuso al pubblico dallo Stato di Israele per oltre 30 anni.

Anche la professoressa Milentijevic ritiene che il lavoro di Einstein sia stato ‘ricamato’ anche grazie al duro lavoro della moglie, e che il suo contributo alla teoria della relatività e ad altre scoperte di Einstein, sia stato enorme ma dimenticato per anni. In particolare Radmila Milentijevic afferma che l’ambizioso fisico si sia impossessato del lavoro di Mileva .

Mentre tutto ciò che appartiene ad Einstein è conservato come ‘icona’ - come una delle sue lettere all’asta per 8000 pound – tutto ciò che apparteneva e può ricondurre a Mileva, sarebbe stato perso o dimenticato, senza il lavoro di poche persone che hanno contribuito a custodirlo e tramandarlo.

Da: http://italia.etleboro.com/?read=17094

 

Nota :

 

Strano ,vero?

Un altro “mito” revisionato!

Si rilegga la seguente frase:

Anche la professoressa Milentijevic ritiene che il lavoro di Einstein sia stato ‘ricamato’ anche grazie al duro lavoro della moglie, e che il suo contributo alla teoria della relatività e ad altre scoperte di Einstein, sia stato enorme ma dimenticato per anni.

In particolare Radmila Milentijevic afferma che l’ambizioso fisico si sia impossessato del lavoro di Mileva .

10:47 Scritto da: waa359 | Link permanente | Commenti (1) | Tag: olocausto, truffa, olocash | |  Facebook |  Stampa

Commenti

a scanso di equivoci riferisco che il sottoscritto è stato irrimediabilmente danneggiato professionalmente da una ebrea, nominata primario nel posto che mi spettava per titoli e carriera. nella vicenda sono coinvolti anche personaggi politici, ahi me, di un'area culturalmente contigua. si entra però troppo nel personale (se richiesti posso fornire particolari illuminanti). Gli argomenti da me portati nel commento non possono essere liquidati semplicemente con espressioni triviali o con articoli poco circostanziati (a differenza dei molti redatti in altre occasioni), proprio in nome di quella verità storica che la vostra redazione dichiara e mostra di ricercare. il popolo ebraico, ammesso che sia possibile, una volta stornato dall'ossessione religiosa e integrato nella nazione ospitante, a me sembra un popolo come gli altri forse con qualcosa in più (vedi qi degli ebrei askenaziti). Il sottoscritto, ateo professo, non può tuttavia esimersi dal prendere in considerazione la figura del nazareno e l'influenza determinata nella storia dell'umanità. non si possono non citare le migliaia di ebrei tedeschi caduti nella prima guerra mondiale per la Germania, né quelli decorati con croce di ferro di prima e di seconda classe. non si possono ignorare i contributi (negativi e positivi) allo sviluppo del pensiero umano solo per fare alcuni nomi di isaac luria, karl marx, sigmund freud, martin buber e hans jonas. tutto questo in nome della ricerca della verità storica che la vostra redazione tenta con qualche successo di affermare. L'antisemitismo ( termine improprio) o meglio l'ostilità contro gli israeliti deriva non tanto dalla diaspora, quanto da quel cumulo di orrori che va sotto il nome di bibbia. tra l'altro quel libro sedicente sacro non è stato scritto né da dio, né da uomini ispirati da dio, ma da sacerdoti deportati a Babilonia nel VI sec. a ev nel tentativo di riaffermare l'identità nazionale in una comunità dispersa tra nazioni cosiddette pagane. cordiali saluti

Scritto da: giuseppe lepidini | 21.08.2011

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